James Taylor: video di “As Easy As Rolling Off A Log”

as easy rolling off a log
as easy rolling off a log

Curiosa (quanto riuscita) “operazione nostalgia”, quella di James Taylor alle prese con “As Easy As Rolling Off A Log”. Una canzone sentita quando era bambino, in un cartone animato della serie “Merrie Melodies” del 1938. Ma il motivo era tanto accattivante da restare nella (ricchissima) memoria del grande songwriter, che nell’ultimo suo album American Standard ha scovato e reinventato tesori attinti dal suo bagaglio di ricordi. Il video ripropone (anche) immagini di quel cartoon (“Katnip Kollege”, Warner Bros.): a tutt’oggi, risulta essere l’unica cover mai realizzata di questo pezzo, apparso per la prima volta l’anno precedente in un film sul football, Over the Goal.

In American Standard, Taylor infonde nuova linfa e nuovi suoni in questi capolavori senza tempo, reinventando e facendo sue alcune delle canzoni più amate del 20° secolo. Pubblicato in febbraio su etichetta Fantasy Records, l’album ha scalato le classifiche (anche qui in Europa, Italia compresa). È il tredicesimo album del grande songwriter a debuttare nella Top 10, facendo di Taylor il primo artista ad avere piazzato almeno un album nella Top 10 in ciascuno degli ultimi sei decenni.

Norah Jones: nuovo album in uscita

Norah Jones C_Diane Russo
Norah Jones C_Diane Russo

Norah Jones non intendeva fare un altro album. Dopo aver finito il Day Breaks tour del 2016 – il suo amato ritorno al jazz al pianoforte – si è allontanata dalla consueta routine per la realizzazione di un album e si è avventurata in un nuovo territorio: una serie di brevi sessioni realizzate con un turnover di collaboratori che ha generato diversi singoli (con Mavis Staples, Rodrigo Amarante, Thomas Bartlett, Tarriona Tank Ball e altri).

Ma poi è successa una cosa strana. Lentamente, ma inesorabilmente, le canzoni delle sessioni che Norah Jones non aveva pubblicato si sono concretizzate proprio in ciò che intendeva evitare: un album. Perché Pick Me Up Off The Floor non è un collage incoerente.

Tiene magnificamente insieme, collegato dal coinvolgente groove dei suoi trii con pianoforte, testi che affrontano la perdita e presagiscono la speranza e un feeling che indugia nell’oscurità prima di trovare la luce.

“In ogni sessione ho realizzato canzoni extra che non ho pubblicato e che sono state raccolte nel corso negli ultimi due anni “, afferma Norah Jones.” Mi sono davvero innamorata di questi pezzi, avevo i mix non definitivi sul mio telefono e li ascoltavo mentre passeggiavo con il mio cane. Le canzoni hanno continuato a girarmi in testa e mi sono resa conto che erano attraversata da un surreale filo conduttore, come un sogno febbrile che si svolgeva in qualche luogo tra Dio, il Diavolo, il cuore, il Paese, il pianeta e me. “

TRACKLIST

CD standard, LP, LP colorato, Digitale
1 – How I Weep
2 – Flame Twin
3 – Hurts To Be Alone
4 – Heartbroken, Day After
5 – Say No More
6 – This Life
7 – To Live
8 – I’m Alive
9 – Were You Watching?
10 – Stumble On My Way
11 – Heaven Above

CD Deluxe Limited Edition
contenuti extra:
– Bonus Tracks
1 – Street Strangers
2 – Tryin’ To Keep It Together
– Booklet con gli spartiti di “I’m Alive”, “Flame Twin” e “Hurts To Be Alone”

Marco Ferradini canta Herbert Pagani

marco ferradini FOTO
marco ferradini FOTO

A distanza di 8 anni dall’uscita, torna nuovamente disponibile in digitale a partire dall’1 maggio (distribuito da Cello/Music Rails LTD) “La Mia Generazione”, il doppio album con cui Marco Ferradini rende omaggio a Herbert Pagani: 21 tracce interpretate insieme ad amici artisti tra i quali Alberto Fortis, Andrea Mirò, Anna Jencek, Caroline Pagani, Eugenio Finardi, Fabio Concato, Fabio Treves, Federico l’Olandese Volante, Flavio Oreglio, Giovanni Nuti, Marta Ferradini, Lucio Fabbri, Mauro Ermanno Giovanardi, Moni Ovadia, Ron, Shel Shapiro, Simon Luca e Syria.

Arrangiato da José Orlando Luciano e da Marco Ferradini, l’album è stato pubblicato anche in versione fisica ed é stata la colonna sonora di uno spettacolo teatrale.

Ferradini dichiara: “Potevo pensarci prima del 2012 ma forse una forma di pudore e di rispetto mi impediva di reinterpretare i brani di un amico, mi sembrava quasi di rubarglieli. È stato Davide Casali, membro di una band yiddish, a “darmi il là” quando mi confidò che secondo lui ero l’unico che avesse la capacità di riprendere in mano il lavoro di Herbert. Mi regalò una raccolta contenente tutte le canzoni di Pagani. Ho preso la chitarra e ho cominciato a decifrare tonalità e accordi, ad arrangiarli e ad adattarli. Con stupore sentivo che la mia voce si sposava alla melodia e, con estrema facilità, riusciva ad interpretare i suoi testi. Ne ho parlato un po’ con amici e colleghi artisti, scoprendo che Herbert era nel cuore di tutti, realizzare un album di duetti è stata la logica conseguenza”.

Questa la tracklist, parte 1: “Stelle negli oroscopi” (feat. Ron e Fabio Concato); “La mia generazione” (feat Caroline Pagani); “Albergo a ore” (feat. Giovanni Nuti e Syria); “L’erba selvaggia” (feat. Eugenio Finardi e MOni Ovada); “Cento scalini” (feat. Fabio Concato); “Da niente a niente” (feat. Mauro Ermanno Giovanardi e Federico l’Olandese Volante); “Schiavo senza catene” (feat. Simon Luca e Fabio Treves); “Week end” (feat. Flavio Oreglio e Fabio Treves); “Teorema” (feat. Ron, Mauro Ermanno Giovanardi e Fabio Treves); “Lombardia” (feat. Marta Ferradini e Shel Shapiro); “Bicicletta” (feat. Marta Ferradini).
Parte 2: “Porta via” (feat. Giovanni Nuti); “La stella d’oro” (feat. Alberto Fortis e Marta Ferradini); “Un capretto” (feat. Marta Ferradini); “Cin cin con gli occhiali”; “Jean & Paul” (feat. Andrea Mirò); “Fratello mio” (feat. Caroline Pagani); “Un letto in riva al mare” (feat. Marta Ferradini); “Signori Presidenti” (feat. Lucio Fabbri e Fabio Treves); “L’albero” (feat. Anna Jencek); “Ti ringrazio vita” (feat. Anna Jencek e Marta Ferradini).

A Song a day keeps the virus away

Everly Brothers_b
Everly Brothers_b

Ezio Guaitamacchi & JAM TV

presentano

A Song a day keeps the virus away

Pensieri, parole e riflessioni per attenuare l’ansia

e (ri)scoprire le canzoni che ci hanno cambiato la vita

Una settimana di video pieni di cultura e rimedi musicali

La musica, oltre a emozionarci, farci sognare o semplicemente a svagarci e divertirci, ci fa meditare, riflettere, pensare. E, da questo punto di vista, può essere un prezioso sostegno psicologico per superare momenti di disorientamento e sconforto come quelli che stiamo vivendo oggi.

Oggi il video “All I Have To Do Is Dream… perché sognare non costa nulla” (Capitolo XXXVI) dopo una settimana ricca di piccole storie intorno alla musica preziose per il nostro animo e le nostre energie in questi tempi bui.

Felice e Boudleaux Bryant sono una coppia nell’arte e nella vita. Loro scrivono canzoni e hanno composto tantissime hit soprattutto per gli Everly Brothers, infatti sono loro gli autori di “Bye Bye Love”, “Wake Up Little Susie”…Ora hanno scritto un nuovo pezzo, una ballata romantica. Quando l’ha ascoltata Phil Everly ricorda: “Mi è piaciuta immediatamente al primo ascolto e speravo che i Bryant ce la regalassero, perché ero sicuro che sarebbe stata un grande successo”. E così è stato. La canzone si chiama “All I Have To Do Is Dream”, “Tutto ciò che devo fare è sognare”. Un testo molto semplice, molto romantico, che invita tutti noi, anche in questi giorni, a sognare… perché sognare non costa nulla…

“A song a day keeps the virus away” prosegue e questa settimana sono stati pubblicati su jamtv.it in partnership con meiweb.it, mescalina.it, musicalmind.altervista.org, spettakolo.it, radiocittà.net, cpm.it e le pagine Facebook Cultura Virale e Musica senza aggettivi i seguenti video: “Under Pressure – Il fortunato incontro tra i Queen e David Bowie”; “Sam Cooke – Un cambiamento sta per arrivare”; “Peter Gabriel e la sua Solsbury Hill”; “Don’t Stop – ‘Non fermiamoci e pensiamo al futuro’ (come cantano anche i Fleetwood Mac)”; “Bruce Springsteen e il brano dedicato alla sua città” e “John Mellencamp – L’orgoglio di essere nato e cresciuto in provincia”.

Under pressure – Il fortunato incontro tra i Queen e David Bowie (Capitolo XXX)

Sam Cooke – Un cambiamento sta per arrivare (Capitolo XXXI)

Peter Gabriel e la sua Solsbury Hill (Capitolo XXXII)

Don’t stop –  “Non fermiamoci e pensiamo al futuro” (Come cantano anche i Fleetwood Mac) (Capitolo XXXIII)

Bruce Springsteen e il brano dedicato alla sua città (Capitolo XXXVI)

John Mellencamp – L’orgoglio di essere nato e cresciuto in provincia (Capitolo XXXV)

Luca Bonaffini: “Non è mai troppo Natale”

Non-è-mai-troppo-Natale-Luca-Bonaffini
Non-è-mai-troppo-Natale-Luca-Bonaffini

Il nuovo progetto discografico di Luca Bonaffini esce il 4 aprile sulle piattaforme digitali in 240 Stati del mondo con la distribuzione di Believe Digital, la multinazionale francese leader.
Il titolo, con tanto di sottotitolo, non lascia spazio a dubbi possibili: “Non è mai troppo Natale. Cinque ballate di rabbia e di amore agli arresti domiciliari”.

Si tratta di cinque brani registrati quest’estate in diretta, dal vivo, in maniera essenziale con sola voce e chitarra acustica. Canzoni che Bonaffini aveva nel cassetto da qualche anno.
“Questo pentadisc – come lo definisce scherzosamente Bonaffini – è un lavoro nato in poche ore, buona la prima, un po’ come accadeva negli anni Settanta. Un microfono davanti alla voce, uno davanti alla chitarra, no Auto-Tune (il sofware che intona le voci stonate, ottimizzandole) e via. Un album di passaggio, breve ma per me importante, che contiene alcune canzoni che non volevo tenermi solo per me, ma desideravo condividere con gli altri – conclude Bonaffini – in attesa del mio prossimo album, quello “vero e proprio”, sul quale sto lavorando da ben cinque anni con il mio regista musicale Roberto Padovan, col quale ho già realizzato due album e tre produzioni discografiche. Entro il 2020, finalmente vedrà la luce.”