Agricoltura: misure di sostegno

Giuseppe L'Abbate
Giuseppe L’Abbate

Agricoltura: le misure di sostegno al settore avicolo e lattiero-caseario

Fondo indigenti, aiuti all’ammasso, trasparenza sulle importazioni, sgravi contributi per i datori di lavoro. Nonostante il decreto filiere, che ha stanziato 90 milioni di euro per la zootecnia nazionale, non abbia previsto misure specifiche per i comparti lattiero-caseario (tranne bufalino) e avicola, sono diverse le linee di intervento messe in campo dal Ministero delle Politiche agricole. Ad illustrarle oggi in Senato è stato il Sottosegretario Giuseppe L’Abbate, rispondendo ad una interrogazione parlamentare in Commissione Agricoltura.

“Nel quadro della distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti, abbiamo previsto di destinare un totale di 64,5 milioni per l’acquisto di formaggi DOP – dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate – A sostegno del settore lattiero-caseario la Commissione Europea, con Regolamenti emanati lo scorso maggio, ha introdotto una serie di misure rese immediatamente applicabili a livello nazionale con l’emanazione di apposite circolari ministeriali e di Agea”.

Sono stati previsti aiuti all’ammasso privato di burro (Regolamento 220/597), latte scremato in polvere (Reg. 220/598) e formaggi DOP (220/591): in quest’ultimo caso per l’Italia l’aiuto ha interessato 12.654 tonnellate di formaggi DOP e IGP che ha contribuito a stabilizzare il mercato dei formaggi dopo un’iniziale riduzione dei prezzi dovuta al calo dei consumi per la chiusura del canale Horeca. “A ciò si aggiunge una maggiore trasparenza nelle importazioni di latte e prodotti lattiero-caseari – prosegue il Sottosegretario L’Abbate – su cui sono state predisposte le nuove bozze dei decreti ministeriali, previsti dal Decreto Emergenze in Agricoltura: uno per il latte ovi-caprino e uno per il latte bovino. Questi provvedimenti recano l’obbligo di fornire informazioni su importatori e trasformatori di latte, dati che saranno sottoposti all’attenzione della filiera per la prevista consultazione”.

Ha patito meno le conseguenze economiche del Covid-19, invece, la filiera avicola che, grazie alle sue peculiari caratteristiche di cicli di produzione nettamente più brevi, reagisce storicamente meglio alle situazioni di crisi. I prezzi delle uova, infatti, si sono mantenuti sempre sopra i livelli del 2019, specialmente durante il lockdown quando è stato riscontrato un incremento superiore al 25%. Attualmente si riscontrano quotazioni di oltre il 6% rispetto all’anno scorso.

“Il settore avicolo gode dei vantaggi di un mercato nazionale autosufficiente e di una filiera integrata verticalmente, caratteristiche che lo hanno preservato da problematiche legate alla dipendenza da altri Paesi – conclude il Sottosegretario alle Politiche agricole, Giuseppe L’Abbate – Nel quadro della distribuzione delle derrate alimentari agli indigenti, abbiamo comunque stanziato 10 milioni di euro per l’acquisto di polli interi surgelati, ovvero quei polli leggeri che, a causa della chiusura delle rosticcerie, non sono stati venduti durante il lockdown e sono stati congelati”.

Gli allevatori, infine, sono stati interessati dall’esonero straordinario dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro per il periodo dal 1° gennaio al 30 giugno 2020, previsto dal Decreto Rilancio.

Accordo Mipaaf-Accademia Italiana del Tartufo

Tartufo
Tartufo

Agricoltura: firmato accordo Mipaaf-Accademia Italiana del Tartufo per la sua valorizzazione nel mondo

Una collaborazione che mira a promuovere la conoscenza del tartufo italiano di qualità in abbinamento soprattutto al vino, quali elementi principe delle preziosità agroalimentari nazionali, incentivandone ogni utile sinergia tra i due mondi anche attraverso strategie di sviluppo culturale e di marketing territoriale. È questo l’obiettivo dell’accordo tra il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e l’Accademia Italiana del Tartufo nel mondo, siglato oggi alla presenza del Sottosegretario Giuseppe L’Abbate presso l’Auditorium Giuseppe Avolio, nella sede della CIA-Agricoltori Italiani, nell’anteprima mondiale della previsione della stagione del Tartufo Bianco, organizzata in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier.

“Il tartufo, come altri eccellenti prodotti enogastronomici del made in Italy, ci rendono fieri del nostro Paese nel mondo – dichiara il Sottosegretario alle Politiche agricole, Giuseppe L’Abbate – Con la loro elevata qualità, abbinata all’alto livello di ristorazione che siamo in grado di esprimere, costituiscono un veicolo di grande impatto sullo scenario internazionale non solo dal punto di vista gastronomico ma soprattutto culturale e di stile italiano. Saperi e sapori unici, che rappresentano un indiscusso vanto nazionale”.

L’Italia detiene il primato dei prodotti agroalimentari DOP e IGP nell’UE con 300 prodotti registrati. Le nostre eccellenze enogastronomiche non rappresentano solo un’enorme risorsa economica, come confermano i dati dell’export agroalimentare con un andamento positivo dal 2009 ad oggi che supera i 41 miliardi di euro (41,7 nel 2018) ma anche una straordinaria occasione per raccogliere e promuovere una grande eredità culturale. Il cibo diventa così, ancora una volta, un mezzo per conoscere, condividere, confrontarsi e il tartufo rappresenta un prodotto d’eccellenza, testimonial dell’italianità nel mondo.

“È per questo – prosegue il Sottosegretario L’Abbate – che oggi ho il piacere di tenere a battesimo l’accordo tra il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e l’Accademia Italiana del Tartufo nel mondo. Dobbiamo diffondere e promuovere il tartufo italiano attraverso manifestazioni in grado di far apprezzare la sua straordinaria versatilità e la ricchezza culturale dei grandi vini nazionali. Oggi – conclude il Sottosegretario L’Abbate – poniamo, dunque, un ulteriore tassello nella valorizzazione delle nostre eccellenze enogastronomiche”.

Agricoltura: contenere danni fauna selvatica

Fauna Selvatica
Fauna Selvatica

Agricoltura: ecco le misure da attuare per contenere la fauna selvatica

“Siamo al lavoro per un pacchetto di misure volte a rendere più incisivi gli strumenti di contrasto all’incremento delle popolazioni di ungulati selvatici”. A dichiarare gli intenti del Ministero delle Politiche Agricole sulla problematica dell’incremento della popolazione di fauna selvatica e dei relativi danni arrecati ad agricoltori e cittadini è il Sottosegretario Giuseppe L’Abbate rispondendo oggi, giovedì 10 settembre, a due interrogazioni parlamentari in Senato sull’argomento.

“È importante evidenziare, però, che le competenze in materia sono regionali e, infatti, alcune regioni stanno regolamentando il prelievo di selezione degli ungulati appartenenti alla specie cacciabili anche al di fuori dei periodi e degli orari di cui alla legge 157/92 attraverso la predisposizione di adeguati piani di abbattimento selettivi, distinti per sesso e classi di età – dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole L’Abbate – I piani, secondo quanto previsto dalla legge 248/2005, sono vagliati dall’ISPRA, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, e tenendo conto dell’esigua consistenza del personale delle Amministrazioni regionali e provinciali, prevede anche il coinvolgimento di altre figure specializzate che vengono autorizzate ad effettuare attività di controllo numerico delle specie faunistiche, attraverso coadiutori formati mediante appositi corsi validati sempre dall’ISPRA. Pertanto – prosegue Giuseppe L’Abbate – invito le Regioni che vivono maggiormente questa problematica a redigere questi piani così da contenere il fenomeno. Al contempo, con la proposta di legge 982 Semplificazioni agricole, in discussione alla Camera, abbiamo raggiunto un accordo normativo per introdurre misure volte ad agevolare ulteriori interventi di contenimento, tra cui l’ampliamento dell’arco temporale nel quale è autorizzata la selezione”.

Per quanto concerne il risarcimento dei danni alle imprese agricole causati dalla fauna selvatica, per le aree protette è stato approvato il regime di aiuti previsto dal Ministero delle Politiche agricole dalla Commissione europea il 21 novembre 2019 mentre per le aree non protette si attende l’emanazione di un provvedimento a firma congiunta Agricoltura-Ambiente, attualmente all’esame del Ministero dell’Ambiente. Si valuta, infine, la possibilità di individuare un fondo nazionale che vada a coadiuvare i fondi regionali per far fronte ai danni causati dalla fauna selvatica, compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica.

Agricoltura, Bando Isi-Inail

Giuseppe L'Abbate
Giuseppe L’Abbate

Agricoltura: al via le domande per il Bando Isi-Inail

Dal 15 luglio, le micro e piccole imprese operanti nel settore agricolo potranno compilare la domanda per richiedere i contributi previsti dall’avviso pubblico Isi Agricoltura con cui l’Inail stanzia 65 milioni di euro per investimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il finanziamento in conto capitale va da un minimo di 1.000 ad un massimo di 60.000 euro e copre il 40% delle spese ammissibili al netto dell’IVA, valore che per i giovani agricoltori sale sino al 50%.

“Si tratta di una importante opportunità per incentivare in agricoltura l’acquisto di nuovi macchinari, trattori ed attrezzature di lavoro, dotati di caratteristiche in grado di abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti, il livello di rumorosità ma soprattutto il rischio infortunistico – dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate – L’obiettivo è assicurare, contestualmente, un miglioramento del rendimento e della sostenibilità globale dell’azienda agricola in piena linea con i target che l’Italia si sta ponendo in ambito europeo nel Green Deal, attraverso la riduzione dei costi, il miglioramento e la riconversione della produzione oltre che il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori”.

Destinatari dei finanziamenti previsti dall’avviso Inail sono le micro e le piccole imprese agricole, di cui al Regolamento (UE) n. 702/2014, che presenteranno progetti relativi sia all’acquisto che al noleggio con patto di acquisto di macchine o trattori sia agricoli che forestali.

“Le risorse stanziate riguardano progetti suddivisi per Regione o Provincia autonoma e sono ripartite su due distinti assi di finanziamento – prosegue il Sottosegretario L’Abbate – di cui 53 milioni di euro da riservare alle generalità delle imprese agricole e i restanti 12 milioni di euro dedicati agli imprenditori giovani agricoltori, organizzati anche in forma societaria”.

Alle Regioni del nord sono destinati 36 milioni di euro (Piemonte 10,3; Veneto 6,8; Lombardia ed Emilia Romagna 6,1; Bolzano 2,4; Trento 1,7; Friuli Venezia Giulia 1,2; Liguria e Valle d’Aosta 0,7 milioni); a quelle del Sud spettano 17,5 milioni di euro (Sicilia 5,9; Puglia 2,8; Campania 2,7; Calabria 2,4; Basilicata 1,9; Molise 1,1 e Sardegna 0,7 milioni di euro) mentre al Centro Italia lo stanziamento è di 11,5 milioni di euro (Toscana 3,3; Lazio 3,1; Marche 2,2; Umbria 1,2 e Abruzzo 1,7). La ripartizione è effettuata sulla base di una quota fissa a garanzia dell’ammissibilità di almeno un progetto e una quota variabile calcolata considerando per ciascuna regione la frequenza relativa dell’importo richiesto finanziabile nell’arco del triennio 2016-2018. Gli importi potranno subire variazioni tenendo conto dell’entità delle domande inviate online e confermate con l’invio della documentazione a completamento della domanda.

Le imprese potranno presentare soltanto una domanda in una sola Regione o Provincia autonoma e per un solo asse di finanziamento, seguendo la procedura informatica prevista dal sito dell’Inail la cui chiusura è prevista per il 24 settembre 2020. Entro la settimana successiva saranno rese note le Regole tecniche per l’inoltro della domanda online e le date dell’apertura dello sportello informatico mentre, entro i successivi 14 giorni, saranno pubblicati gli elenchi cronologici provvisori a cui seguirà l’upload della documentazione e la successiva pubblicazione degli elenchi cronologici definitivi.

Imprese Agricole: richiesta liquidità

Giuseppe-LAbbate
Giuseppe-LAbbate

Agricoltura: necessaria liquidità per garantire ristori e sostenere il rilancio

Alla richiesta di liquidità delle imprese agricole, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali risponde con 426 milioni di euro di esoneri contributivi previdenziali e assistenziali, a carico dei datori di lavoro, per i primi sei mesi del 2020. Una misura dedicata alle ai comparti maggiormente colpite dalle conseguenze economiche della pandemia da Covid-19 che includono le aziende agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole nonché dell’allevamento, dell’ippicoltura, della pesca e dell’acquacoltura. Il comparto zootecnico viene sostenuto da un Fondo emergenziale con una dotazione di 90 milioni di euro che coinvolgerà la filiera suinicola, cunicola, caprina e del vitello da carne. Con 30 milioni di euro viene rifinanziato il prestito cambiario di Ismea, altri 30 milioni vengono destinati alle aziende ortofrutticole danneggiate dalla cimice asiatica a valere sul Fondo di Solidarietà Nazionale; quest’ultimo, inoltre, è aperto nel limite della dotazione ordinaria alle imprese che hanno subito eventi calamitosi tra il 15 marzo e il 15 giugno mentre altri 10 milioni sono stanziati per le gelate dal 24 marzo al 3 aprile 2020. Sono le novità della conversione in legge del Decreto Rilancio.

“Attraverso una rimodulazione delle risorse a disposizione del comparto primario tra Cura Italia (100 milioni) e Rilancio (500 milioni), frutto della concertazione tra le forze politiche e dell’ascolto delle associazioni di categoria – dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate – con le modifiche approvate in Commissione Bilancio riusciamo ad incidere in maniera più pregnante, diretta e immediata sui bisogni e le necessità delle imprese del settore agricolo e della pesca. A fronte di queste azioni di sostegno, per il rilancio sarà fondamentale puntare sull’accesso al credito dove, accanto agli strumenti di Ismea che stanno riscontrando un discreto successo tra le aziende agricole, sarà presto operativo l’accesso diretto al Fondo di Garanzia gestito dal Mediocredito Centrale. Lo Stato così – prosegue il Sottosegretario L’Abbate – sarà in grado di incentivare gli investimenti, sostenendo la garanzia e assicurando un afflusso cospicuo e massivo di denari al comparto primario. Un passaggio fondamentale per il rilancio delle filiere”.

Dal riordino delle risorse del Cura Italia, non vengono scorporati i 20 milioni di euro destinati alla pesca e all’acquacoltura, il cui decreto attuativo giungerà presto in Conferenza Stato-Regioni per l’intesa. Un’ulteriore buona notizia per il comparto pesca riguarda i pescatori autonomi professionali, compresi i soci di cooperative, a cui è riconosciuta una indennità di 950 euro per il mese di maggio 2020. Vengono, poi, concessi aiuti fino a 100mila euro, nel limite dell’80% delle spese ammissibili, migliorando ciò già previsto dalla Legge di Bilancio 2020, per il rifinanziamento di processi produttivi innovativi volti ad un’agricoltura di precisione o alla tracciabilità di prodotti con tecnologie blockchain. In linea con gli obiettivi di Agenda 2030, inoltre, si introduce un sistema oggettivo di valutazione della sostenibilità sia per il comparto zootecnico sia per il settore vitivinicolo per incentivare gli impatti ambientali, la diffusione delle buone pratiche e il sostegno al benessere animale.