Formula 1, Vettel vince facile in Bahrain

Il podio del Bahrain

Sakhir (Bahrain) 21 aprile 2013 di Fiorenzo Di Costanzo. Sebastian Vettel rimette le ali e vince con estrema facilità il quarto GP della stagione. Il tedesco della Red Bull è stato avvantaggiato da un problema al dispositivo elettrico all’alettone posteriore alla Ferrari di Alonso che ha costretto lo spagnolo ad una doppia visita ai box nei primissimi giri e ad una gara ad handicap.

A sorpresa, però, ad avere la meglio nella seduta di qualifiche è la Mercedes di Rosberg che anticipa Vettel e Alonso. Ottima la qualifica delle due Force India, che piazza Di Resta e Sutil in settima e ottava posizione, mentre la Lotus di Raikkonen è nona.

Pronti-via e subito si accende il GP: Alonso va all’attacco e si prende la seconda posizione di Vettel e danno vita ad un acceso duello con sorpasso e controsorpasso; poi Vettel ha la meglio su Alonso e anche su Rosberg. La risposta dello spagnolo non si fa attendere e si porta in seconda posizione con un bel sorpasso ai danni di Rosberg, il quale, però, risponde prontamente e si riprende la seconda posizione. 3 giri da urlo!

Dietro ai leader, si mette in gran evidenza Di Resta che con una partenza sprint infila prima Massa e poi Rosberg, portandosi così in terza posizione ed insidiando la seconda posizione di Alonso.

Al 7° giro ecco però che insorgono i problemi per la Ferrari di Alonso: il DRS non si chiude ed è costretto a rientrare ai box così da permettere ai meccanici di richiuderlo manualmente. L’operazione, purtroppo, si ripete il giro successivo: Alonso rientra in pista al 17° posto.

Dopo la prima tornata ai box, troviamo in testa il trio Di Resta, Raikkonen e Hulkenberg (Sauber) che non hanno effettuare ancora la loro sosta.

La sfortuna della Ferrari però non si ferma al solo Alonso, infatti Massa prima subisce un danno all’alettone anteriore, poi al cambio gomme la posteriore destra è praticamente distrutta, forse a causa di una foratura.

Con il trascorrere dei giri la situazione si va delineando, con le due Red Bull in testa al gruppone: Vettel ha un vantaggio su Webber di circa 10 secondi, poi nell’arco di pochi secondi troviamo Rosberg, Button (McLaren), Grosjean (Lotus), Perez (McLaren) Di Resta, Hamilton (Mercedes). La battaglia tra questi piloti è bella tosta, con Perez che sembra essere davvero in una giornata positiva ed è molto aggressivo e in più di una occasione affianca Button, facendo anche a spallate.

Al 41° giro il vantaggio di Vettel è enorme: Grosjean insegue a 27 secondi, poi troviamo Raikkonen, Di Resta, Webber, Button, Rosberg.

Intanto Alonso riesce ad entrare nella zona punti e con grande determinazione si riporta sul gruppetto Button-Hamilton-Perez e con il coltello tra i denti riesce a superare i due piloti della McLaren.

Quando mancano 10 giri al termine le prime due posizioni sono ormai cristallizzate: Vettel ha la vittoria in cassaforte, Raikkonen può gestire un discreto vantaggio sul terzo, ma lo spettacolo comunque in pista c’è: Di Resta e Grosjean duellano per il terzo gradino del podio, Webber ed Hamilton per la quinta e Alonso e Perez per la settima posizione. Le tre coppie danno grande spettacolo, con sorpassi e controsorpassi anche al limite del regolamento ma il piede pesante è quello di Hamilton, di Perez e di Grosjean che ottiene un preziosissimo terzo posto.

Questo il risultato finale del GP: Vettel domina la gara, precedendo Raikkonen, Grosjean, Di Resta, Hamilton, Perez, Webber, Alonso, Rosberg e Button.

 

Classifica Mondiale: Vettel 77 punti; Raikkonen 67 pt; Hamilton 50 pt; Alonso 47 pt; Webber 32 pt.

 

Formula 1, in Cina risorge Alonso

I magnifici 3 del Gp della Cina

Shanghai (Cina), 14 aprile 2013 di Fiorenzo Di Costanzo. Fernando Alonso e la Ferrari si rifanno della “figuraccia” della Malesia, dove lo spagnolo si è ritirato dopo poco più di un giro, e con una gara spettacolare ottiene una vittoria che dimostra la grande potenza della vettura e la grande forza del pilota. Ma è stato un gran bel GP, come non si vedeva da tempo, con grandi duelli in pista e con le posizioni in bilico fino all’ultimo metro.

Le prove del sabato hanno confermato l’ottimo stato di salute della Mercedes che ottiene la pole position con Hamilton e la quarta piazza di Rosberg; in seconda piazza troviamo la Lotus di Raikkonen che precede la Ferrari di Alonso; buona la prestazione di Massa che fa segnare il quinto tempo, mentre le Red Bull mostrano qualche difficoltà: Vettel è solo nono, mentre Webber, è costretto a partire dalla pitlane per una anomalia nel carico di carburante. Sorprendente la prova di Ricciardo, che con la Toro Rosso, parte dalla settima posizione.

Allo spegnersi delle luci rosse, lo scatto di Hamilton è ottimo e riesce a difendere la prima posizione; alle sue spalle, Raikkonen parte con il freno a mano tirato e si fa infilare dalle due Ferrari. Come detto, Webber parte dalla pitlane ma dopo appena un giro rientra ai box per passare dalla mescola soft a quella media. Intanto, i primi quattro piloti formano un trenino e cercano di allungare sulla Mercedes di Rosberg.

Al quarto giro le due Ferrari vanno all’attacco: Alonso da sinistra e Massa da destra affiancano e superano Hamilton che in un colpo solo passa dalla prima posizione alla terza. L’inglese, il giro seguente, rientra ai box, seguito poi da Rosberg, Alonso, Raikkonen, Massa e Grosjean (Lotus).

In questa fase, a sorpresa, troviamo in vetta alla classifica la Sauber di Hulkenberg seguito da Vettel, Button (McLaren), Perez (McLaren) e Di Resta (Force India).

Alonso, che ora utilizza le gomme medie, ha un ritmo molto sostenuto e in pochi giri si porta in quarta posizione, mentre Hamilton viene rallentato da Di Resta.

Al 15° giro Webber e Vergne (Toro Rosso) vanno al contatto e il musetto dell’australiano subisce un danno che lo costringe a rientrare ai box: i meccanici della Red Bull oltre a cambiare il musetto ne approfittano per effettuare il secondo cambio ruote, ma al ritorno in pista, la posteriore destra si svita e così la corsa dell’australiano vede la parola “fine”. Più fortunato invece Raikkonen che va allo scontro con Perez, ma il musetto della Lotus regge e così il finlandese può proseguire senza grossi problemi la sua gara.

Al 21° giro Alonso attacca Button e si riprende la prima posizione, mentre Vettel riesce a recuperare una posizione su Perez e Raikkonen ed Hamilton si danno grossa battaglia. Dopo due giri Alonso effettua la seconda sosta ai box e rientra al terzo posto, dietro Vettel ed Hulkenberg. Al 29° giro lo spagnolo della Ferrari si riprende la prima posizione, precedendo Vettel, Hulkenberg e Button che hanno effettuato solo una sosta.

La gara prosegue senza grossi sussulti e così si giunge ai giri finali con Alonso primo, inseguito a distanza da Vettel, Raikkonen, Hamilton, Button: è una situazione di assoluta tranquillità per lo spagnolo perché Vettel deve ancora montare le gomme soft, mentre Raikkonen è distante oltre 10 secondi. Il tedesco della Red Bull effettua il secondo pit-stop al 52° giro, quando mancano 4 giri alla bandiera a scacchi, e rientra in pista in quarta posizione, dietro Alonso, Raikkonen e Hamilton: la mescola soft fornisce un’ottima prestazione ma una scarsa durata e così Vettel si butta in un folle inseguimento alla terza posizione di Hamilton e riesce a guadagnare circa 8 secondi in 3 giri, ma non riesce nell’intento di salire per la terza volta consecutiva sul podio.

Allo sventolare della bandiera a scacchi può festeggiare la Ferrari ed Alonso, a termine di una gara gestita in maniera esemplare e dando l’impressione di essere stato sempre in pieno controllo sia del mezzo tecnico che della situazione in pista. Alle spalle dello spagnolo ottiene un preziosissimo secondo posto Raikkonen, così come è ottimo il terzo gradino ottenuto da Hamilton. Il leader del mondiale, Vettel, a termine di un weekend molto sofferto, ottiene una più che dignitosa quarta posizione, precedendo la McLaren di Button. Chiudono la top 10 Massa, Ricciardo, Di Resta, Grosjean e Hulkenberg.

Classifica Mondiale: Vettel 52 punti; Raikkonen 49 pt; Alonso 43 pt; Hamilton 40 pt; Massa 30 pt.

 

 

Il Motomondiale prende il via, ed è subito un Yamaha-show!

Il podio della Moto Gp

Losail (Qatar), 8 aprile 2013 di Fiorenzo Di Costanzo. Nella suggestiva cornice del deserto qatarioca prende il via il Motomondiale, ricco di novità soprattutto nella classe regina, ormai “orfana” dell’australiano Casey Stoner ma che si è arricchita della classe di Marc Marquez (Repsol Honda), già campione del Mondo 2012 della Moto 2 e della 125 nel 2010. Gradite novità per i tifosi italiani sono anche la nascita del nuovo binomio “tricolore” Dovizioso-Ducati, con il pilota di Forlimpopoli che sostituisce Valentino Rossi, ritornato alla Yamaha.

Le prove ufficiali del sabato hanno messo in evidenza l’ottimo feeling di Lorenzo (Yamaha) con la pista del Qatar: il suo miglior tempo batte di oltre 2 decimi di secondo la Yamaha Tech 3 di Crutchlow. La Honda piazza i suoi piloti al terzo posto (Pedrosa) e al sesto (Marquez). Buona la prova della Ducati di Dovizioso, che fa segnare il quarto tempo in classifica e che precede la LCR Honda di Bradl. Rossi invece chiude con il settimo tempo, con circa un secondo di ritardo dal proprio compagno di scuderia.

Al via Lorenzo scatta in maniera impeccabile e riesce a mantenere la prima posizione dopo la prima curva; alle sue spalle inseguono Pedrosa e Dovizioso. Ottima la partenza di Rossi che nel primo giro è aggressivo e attacca sia Dovizioso che Crutchlow, ma ad inizio del secondo giro stacca in ritardo alla prima curva e va lungo, perdendo così le posizioni che aveva guadagnato con lo spunto iniziale.

I piloti percorrono solo 4 giri e la gara sembra già segnata: Lorenzo accumula un vantaggio di oltre 4 secondi sulle Honda di Pedrosa e Marquez e su Crutchlow; mentre più staccati e in lotta per la quinta posizione troviamo Dovizioso, Bradl, Bautista (Honda Gresini) e Rossi.

Circa a metà gara Rossi rompe gli indugi e prima si prende la quinta posizione di Bradl, poi va all’inseguimento del trio Pedrosa-Marquez-Crutchlow: il Dottore è una furia in pista e guadagna circa mezzo secondo al giro.

Intanto Lorenzo allunga ulteriormente sul terzetto di inseguitori, guidato da un indomito Marquez, portando il suo vantaggio oltre i 6 secondi.

Rossi, giro dopo giro, si è portato nella scia di Crutchlow e al 18° giro si prende la quarta posizione, costringendo l’inglese ad andare lungo e perdere il treno buono per la lotta per il podio. Ma Rossi non perde tempo e va all’attacco dei due spagnoli della Honda: prima Pedrosa e poi Marquez si devono arrendere alla prepotenza del 9 volte campione del Mondo.

La gara si conclude con il trionfo Yamaha che piazza Lorenzo sul gradino più alto del podio e Rossi sul secondo; a difendere i colori della Honda ci pensa Marquez, che ha la meglio nello scontro diretto con Pedrosa e ottiene un ottimo terzo posto. Quinto chiude Crutchlow, mentre le Ducati chiudono al settimo posto (Dovizioso) e all’ottavo (Hayden).

Moto2: al via i più pronti a menare sull’acceleratore sono Nakagami, Espargarò e Scott Redding che subito allungano sul resto del gruppo, guidato da Aegerter, Rabbat e Corsi. In testa Nakagami rompe gli indugi e allunga su Reding ed Espargarò. A 12 giri dal termine Nakagami subisce il sorpasso di Redding e di Espargarò: lo spagnolo è il più veloce in pista e riesce a riprendere e superare anche l’inglese Redding e a difendere la prima posizione fino alla bandiera a scacchi. Questa la top 5: Espargarò, Redding, Nakagami, Aegerter, Kallio.

Moto3: partenza tutta “spagnola”, con Salom, Vinales e Rins che mantengono le proprie posizioni precedendo Folger. Alle spalle del quartetto di testa danno spettacolo Oliveira e Sissis, in lotta per la sesta posizione. Il finale è molto concitato, con 5 piloti a giocarsi la prima vittoria stagionale: Rins, Marquez, Salom, Vinales e Folger. Salom inizia in testa l’ultimo giro spingendo fortissimo e costringendo gli altri piloti ad accontentarsi delle posizioni alle sue spalle. Il podio è tutto spagnolo: Salom, Vinales, Rins. Chiude al quarto posto Marquez; quinto è il tedesco Folger.

 

Formula 1, il duello Red Bull va a Vettel

Doppietta Red Bull Sepang

Sepang (Malesia), 24 marzo 2013 di Fiorenzo Di Costanzo. Il secondo appuntamento del mondiale vede la “rinascita” della Red Bull, che piazza una importante doppietta in gara e ottiene la prima posizione in classifica sia tra i piloti che tra le scuderie. Male invece le Ferrari, che dopo delle ottime qualifiche facevano sperare in una gara all’attacco, ma Alonso ha visto la fine della sua prestazione fin troppo presto, mentre Massa ha sofferto e solo nel finale è riuscito ad ottenere una posizione appena accettabile.

Nelle prove del sabato il miglior tempo è stato segnato dalla Red Bull di Vettel, tallonato da vicino dalle Ferrari di Massa e Alonso. Buona la performance della Mercedes che piazza Hamilton in quarta posizione e Rosberg in sesta; tra i due piloti della scuderia tedesca si piazza Webber con la seconda Red Bull. Le McLaren mostrano ancora qualche deficit sul giro veloce e i suoi piloti chiudono la top 10: l’inglese Button è ottavo, Perez invece decimo. Male anche la Lotus di Raikkonen, che chiude con il settimo tempo ma che verrà retrocesso di tre posizioni sulla griglia di partenza.

Le emozioni non si fanno attendere e già nel giro di schieramento rispondono “presente”: la pista è parecchio umida, a tratti è bagnata, e a pagarne le spese sono la Williams di Bottas e Webber che fuoriescono ma riusciranno comunque a prendere parte alla gara.

Al via, il miglior scatto è di Alonso che supera Massa e si porta subito alle spalle di Vettel: lo spagnolo cerca il sorpasso alla seconda curva, ma è troppo veemente e va a impattare il posteriore della Red Bull danneggiando l’alettone anteriore. Alonso tenta l’azzardo non rientrando nei box, sperando che la pista si asciughi velocemente così da risparmiare una sosta ai box, ma al secondo giro la parte danneggiata della Ferrari si stacca mandando le speranze del bicampione del mondo a infossarsi nella ghiaia. Massa invece parte molto male ed oltre ad essere superato dal compagno di scuderia viene infilato anche da Webber, Hamilton e Button.

La pista, giro dopo giro, diventa sempre più asciutta e al quinto giro si assistono i primi pit-stop: Vettel, con una strana decisione, rientra per primo quando è al commando del GP, inseguito dalal Ferrari di Massa. Dopo qualche giro è il turno di Hamilton che, clamorosamente, si ferma alla piazzola della McLaren, perdendo secondi preziosi per ripartire e raggiungere la piazzola della Mercedes.

In testa al gruppo si ritrova così Webber che ha montato le gomme dalla mescola più dura a disposizione dei team, inseguito da Vettel le Mercedes di Hamilton e Rosberg; al quinto posto troviamo un ottimo Button. L’inglese della Mercedes e Rosberg sono i piloti più veloci in pista e giro dopo giro mangiano decimi di secondo sui due della Red Bull. Nella parte centrale del gruppo fanno fatica sia la Lotus di Raikkonen, in battaglia con la McLaren di Perez, che Massa, che si ritrova alle spalle della Sauber di Hulkenberg.

Dopo la seconda sosta ai box, le posizioni in testa al gruppo non variano: le Mercedes sono sempre le vetture più veloci sul circuito, ma quando Hamilton raggiunge la scia di Vettel quest’ultimo e Webber riescono a cambiare marcia e tengono Hamilton dietro le loro Red Bull.

Nei giri che vedono coinvolti i piloti nella terza visita ai box, Hamilton resta un giro in più in pista e riesce a sopravanzare Vettel e ottenere la seconda posizione, ma solo per pochi giri perché il campione del mondo in carica non lo molla e si riporta in seconda posizione; Button invece si ferma al 35° giro effettuando una sosta in meno rispetto agli altri piloti big, ma viene stoppato dal montaggio errato dell’anteriore destra che lo costringe ad una sosta interminabile.

Intanto Raikkonen è in lotta per l’ottava posizione con Hulkenberg: i due danno spettacolo ma alla fine ad avere la meglio è il finlandese della Lotus.

Dopo la quarta ed ultima sosta ai box le distanze tra i primi quattro si dilatano ma lo spettacolo resta invariato: Hamilton e Rosberg duellano con il coltello tra i denti e si superano 3 volte in 2 giri; così come è battaglia vera tra Webber e Vettel. L’australiano rincalza gli attacchi di Vettel per diversi giri, ma nulla può al 45° giro, quando il tedesco trova spazio dove non c’è e sfiorando il muretto riesce a prendersi la prima posizione.

Allo sventolare della bandiera a scacchi, Vettel può esultare per la prima posizione. Sul podio  salgono anche Webber ed Hamilton. Chiudono la top 5 Rosberg e Massa; mentre vanno a punti anche Grosjean e Raikkonen, su Lotus, Hulkenberg, Perez e Vergne (Toro Rosso).

Classifica Mondiale: Vettel 40 punti; Raikkonen 31 pt; Webber 26 pt; Hamilton 25 pt; Massa 22 pt.

 

F.1, al via il mondiale

Il primo podio stagionale

Melbourne (Australia), 17 marzo 2013 di Fiorenzo Di Costanzo. La partenza del mondiale di Formula 1 è stata caratterizzata dall’interruzione delle qualifiche dopo la prima fase e dal posticipo delle stesse, causa pioggia, dal sabato alla domenica mattina e quindi da un super lavoro sia dei piloti che delle scuderie in vista della parte finale delle qualifiche e della gara. Dopo la fase finale delle qualifiche a far segnare il miglior tempo è la Red Bull di Vettel che precede il compagno di scuderia, l’idolo di casa Webber; in seconda fila partono il nuovo binomio Mercedes-Hamilton e la Ferrai di Massa. Alonso chiude con il quinto tempo precedendo la Mercedes di Rosberg e le Lotus di Raikkonen e Grosjean. Male le McLaren, con Button in decima posizione e Perez in quindicesima.

Pronti-via e la gerarchia delle qualifiche sono del tutto stravolte: mentre Vettel scatta, come sempre, al limite della perfezione e allunga sul resto del plotone, Webber, come spesso gli capita, parte con il freno a mano e viene sopravanzato da Massa, Hamilton, Alonso e, al termine del secondo giro, anche da Raikkonen. Lo scatto delle due Ferrari è ottimo e Alonso dopo poche curve, con una manovra esaltante, supera Hamilton in terza posizione e al termine del primo giro tenta l’attacco alla seconda posizione di Massa. I piloti partiti dalle prime 10 posizione hanno tutti le gomme soft e dopo pochi giri sono costretti a rientrare nei box e montare le medie perché la loro resa e molto limitata: Webber e Vettel sono i primi ad effettuare il primo pit-stop, seguiti, dopo un paio di giri, da Massa ed Alonso che rientreranno alle spalle dei due piloti della Red Bull; a sorpresa Raikkonen che è in gran rimonta, resta in pista. Dopo la prima tornata ai box, al commando del GP troviamo le Mercedes di Hamilton e Rosberg che rientreranno ai box solo al 12° e 13° giro; in testa al GP, con grande stupore, piomba la Force India di Sutil, che partito oltre la decima posizione, ha potuto optare di iniziare la gara con le gomme medie e alle sue spalle piomba il terzetto Vettel-Massa-Alonso. Lo spagnolo della Ferrari al 20° giro tenta l’azzardo e anticipa la seconda sosta ai box, subito seguito da Vettel, Sutil e Massa. Al loro rientro in pista, questi quattro piloti, si ritrovano alle spalle di Raikkonen, Hamilton, Rosberg, ma per Alonso è una buona situazione perché ha guadagnato una posizione su Vettel. Al 26° giro la Mercedes lascia a piede Rosberg, che è costretto a posteggiare a bordo pista. Intanto Alonso si avvicina alla seconda posizione di Hamilton e tenta subito l’attacco: l’inglese è un osso duro e stacca lungo in frenata, rovinando così le proprie gomme e al secondo attacco da parte di Alonso non può fare altro che alzare il piede dall’acceleratore. Alonso può così tentare l’attacco a Raikkonen che però è lontano grazie ad una strategia che prevede una sosta in meno rispetto al resto del plotone; tuttavia al 34° giro il finlandese deve rientrare ai box e deve cedere la prima posizione ad Alonso, inseguito da Vettel, Sutil e Massa. Vettel e Massa, a cavallo tra il 36° e il 37° giro, effettuano la terza sosta, mentre Alonso rientra solo al 39° giro per sperare di accorciare le distanze su Raikkonen ma si ritrova dietro anche alla Force India di Sutil.

Nelle fasi finali del GP, Vettel e Massa riescono a guadagnare una posizione ai danni di Hamilton, mentre Raikkonen, dopo la seconda sosta, riesce a riprendersi la prima posizione, superando Sutil. La Force India di Suttil, con le gomme soft, ha un vistoso calo delle prestazioni e viene superato abbastanza agevolmente sia da Vettel che da Massa. Quando mancano 12 giri al termine Raikkonen ha un vantaggio di oltre 4 secondi su Alonso, il quale non riesce ad accorciare le distanze per poter tentare un attacco.

Allo sventolare della bandiera a scacchi fa grande festa Raikkonen, inseguito da Alonso e Vettel. Chiudono la top 5 Massa e Hamilton; vanno a punti anche Webber, Suttil, Di Resta (Force India), Button e Grosjean.