Nouvelles Flâneries: la mostra diffusa di Ettore Favini a Parma il 29 settembre 2019

Domenica 29 settembre 2019 per le strade di Parma si amplia la mostra diffusa dell’artista Ettore Favini e si presenta il volume che racconta il progetto di questa nuova mappatura della città emiliana e ne approfondisce i temi grazie a interventi di critici, curatori e docenti.
Nell’ambito di Parma 2020 vedrà la luce il capitolo conclusivo di Nouvelles Flâneries, il progetto pubblico di Ettore Favini, curato da Valentina Rossi e realizzato dall’Associazione Culturale Others grazie al contributo di Fondazione Cariparma e di Bonanni Del Rio Catalog, la sponsorizzazione tecnica di Leca Laterlite, la collaborazione di CAPAS dell’Università di Parma e il patrocino del Comune di Parma e del

Nouvelles Flâneries a Parma
Nouvelles Flâneries a Parma

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A un anno di distanza dall’occupazione permanente di dieci luoghi del centro storico della città, Nouvelles Flâneries si espande ampliando la propria mappatura, e inserendosi ancora di più nel tessuto urbano e nel vissuto cittadino: attraverso un’attenta ricerca tra i documenti conservati presso l’Archivio di Stato e la Biblioteca Palatina di Parma, l’artista ha ideato una nuova serie di otto iscrizioni su lastre in cemento realizzate con la tecnica della scagliola carpigiana, che saranno installate permanentemente sulle facciate di altrettanti edifici storici del centro, tra cui il Complesso Monumentale delle Pilotta, ognuna delle quali riporta una descrizione o un pensiero sulla città nati dalla penna di pensatori del passato.
La ricerca si è focalizzata ancora una volta sull’idea del flâneur, termine usato dal poeta Charles Baudelaire per indicare il gentiluomo che vaga per le vie cittadine, un “botanico da marciapiede” che prova emozioni nuove nell’osservare e vivere il paesaggio urbano. Dopo Leonardo Da Vinci, Carlo Goldoni, Antonio Fogazzaro, Mario Luzi, Germaine Beaumont, Curzio Malaparte, Pier Paolo Pasolini, Giovanni Guareschi, Thomas Gray e Marcel Proust, Ettore Favini ha selezionato citazioni di altri “viaggiatori noti” che prima di lui hanno visitato Parma, in un itinerario reale o immaginario. Le nuove opere porteranno una traccia scritta, racconti “minimi” di autori quali Charles Dickens, Francesco Goya, Giacomo Casanova, Osbert Sitwell, Princesse de Gonzague, Guido Piovene, Jacques Louis David e Carlo Cantimori che permetteranno al visitatore di scoprire la città attraverso percorsi inediti, in una sorta di storytelling diffuso.
Per l’occasione, Nouvelles Flâneries verrà raccontato anche attraverso la pubblicazione di un libro edito da Silvana Editoriale, che raccoglie i contributi di Ettore Favini, Valentina Rossi, Cristina Casero, Luca Cerizza, Fabiola Naldi, Enrico Rotelli, Carlo Gandolfi, Davide Papotti, Anna Zinelli, Marco Scotti, Anna Musini, Franca Zuccoli, Alessandra Scarazzato, Alessandra De Nicola, oltre a un progetto fotografico inedito realizzato da Antonio Rovaldi.
La presentazione del volume avrà luogo domenica 29 settembre alle 15.30 presso BDC, Bonanni Del Rio Catalog, in Borgo delle Colonne 28 a Parma, dopodiché si partirà per un tour cittadino con l’artista per la visione delle opere d’arte al termine del quale sarà offerto un brindisi.
L’opera Nouvelles Flâneries è stata pensata come omaggio alla città e agli abitanti dei palazzi che hanno partecipato al progetto, sottolineando ancora una volta l’idea di “dono”, spesso presente nel modus operandi dell’artista. Accompagnerà il progetto una mappa che permetterà ai turisti, ai viaggiatori di passaggio o ai cittadini di poter sperimentare un nuovo modo di fruire la città, con le sue strade e le sue piazze, attraverso un racconto corale diffuso nel tempo e nello spazio. La mappa delle opere sarà distribuita durante l’inaugurazione e sarà scaricabile dal sito dell’associazione culturale Others (http://moremuseum.org/omeka/associazione-culturale-others)

Nouvelles Flâneries si completerà con un progetto didattico per le scuole superiori curato dalla Dott.ssa Elisa Bini e da un’azione di monitoraggio diretta dalla Dott.ssa Cristina Zerbini.
Ettore Favini (Cremona, 1974) ha recentemente vinto l’Italian Council (2019). Negli scorsi anni è risultato vincitore del Premio Artegiovane delle Camere di Commercio di Milano e Torino (2005), del prestigioso Premio New York presso la Columbia University (2007), è stato finalista al Premio del Castello di Rivoli (2009), ha vinto la 48° edizione del Premio Suzzara insieme ad Antonio Rovaldi (2013), la 50° edizione del Premio Gallarate al MA.GA (2016), mentre nel 2017 è stato premiato da NCTM per l’Arte. Nel settembre del 2019 esporrà l’opera “Atlantico” negli spazi del Museo del Novecento di Milano che entrerà a far parte della collezione museale. Ha esposto in diversi spazi privati e pubblici tra cui: Autostrada Biennale, Prizren; Italian Academy della Columbia University, New York; ISCP, New York; Song Eun Art Space, Seoul; Ocat, Shanghai; Istituto Italiano di Cultura, Tirana; Centre for Contemporary Art Futura, Praga; Manifesta9 Parallel events, Genk; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Villa Panza, Varese; Museo d’arte contemporanea Villa Croce, Genova; GAM, Galleria d’Arte Moderna, Milano; PAC, Padiglione Arte Contemporanea, Milano; Santa Maria Maggiore, Bergamo; CCC Strozzina, Firenze; MAN, Museo d’arte della provincia di Nuoro; Villa Medici, Accademia di Francia, Roma; Fondazione Pastificio Cerere, Roma; American Academy, Roma; Fondazione Olivetti, Roma; Museo Riso, Palermo. È attualmente docente nel Corso di Visual Art della Nuova Accademia di Belle Arti NABA di Milano e del Corso di Pittura all’Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo.

Si ringraziano:
– la Fondazione Cariparma, Lucia Bonanni e Mauro Del Rio di BDC Catalog, il Comune di Parma e CAPAS;
– Corrado Beldì, Leca Laterlite e tutti i suoi dipendenti per la produzione dell’opera;
– l’Assessore alla Cultura del Comune di Parma Michele Guerra, il Direttore del Complesso Monumentale della Pilotta Simone Verde, il Capo delegazione dei FAI Giovanni Fracasso, l’Ingegnere Raffello Tramontin, l’Avvocato Francesca Vignali e i professori Luigi Allegri, Cristina Casero, Davide Colombo, Federica Veratelli;
– la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza per il sostegno;
– Anna Zinelli, Marco Scotti, Marco Niccoli, Cecilia Dealessi, Irene Guzman, Elisabetta Modena, Elena Forin, Manuela Vico e a tutti gli autori che hanno dato il loro prezioso contributo al libro;
– tutti i proprietari delle abitazioni private che hanno permesso la permanenza nel tempo di quest’opera, tutti gli studenti che hanno partecipato con entusiasmo al workshop e i membri dell’Associazione Culturale Others che hanno sempre sostenuto le varie iniziative promosse

Mostra Vide Viaggio Dell’Emozione

Antonella Cucciniello - Direttore Direzione territoriale delle reti museali della Calabria
Antonella Cucciniello – Direttore Direzione territoriale delle reti museali della Calabria

Mercoledì 28 agosto 2019, alle ore 20.30, a Cosenza, Palazzo Arnone, Sede della Direzione territoriale delle reti museali della Calabria e della Galleria Nazionale di Cosenza, si terrà il vernissage della mostra “VIDE Viaggio Dell’Emozione”.

Questo, di seguito indicato il programma previsto:

– Ore 20:30 taglio del nastro e visita alla mostra VIDE Viaggio Dell’Emozione
– Dalle ore 21:00 alle ore 23:00 focus e declinazione del viaggio, legato all’evento “VIDEViaggioDell’Emozione”, a cura della GNC con visite guidate tematiche “il viaggio verso la salvezza”- a partire dall’opera Riposo nella fuga in Egitto di Francesco De Rosa, detto Pacecco, si approfondirà il tema del viaggio inteso come fuga disperata dalle atrocità della guerra, dalle persecuzioni e dall’indifferenza del prossimo nella speranza di trovare la salvezza in nuove terre, facendo tappa tra altre significative opere custodite nella GNC.
– Nel corso dell’iniziativa si terrà un intrattenimento musicale sul terrazzo a cura della Dj Pat Pikierri
Il progetto “VIDE VIaggioDell’Emozione”, ideato dal Polo museale della Calabria ora Direzione territoriale delle reti museali della Calabria e realizzato con il sostegno della Regione Calabria, è un invito al viaggio attraverso una mostra diffusa, tracciata per iniziare il viaggiatore 3.0 alle innumerevoli storie che si snodano lungo gli itinerari regionali.

L’esposizione − che coinvolge 16 reperti evocativi del tema del viaggio dislocati su tutto il territorio regionale all’interno dei contesti museali di appartenenza − traccia una road map che da cammino fisico diventa esperienza emotiva, coinvolgendo l’intera rete di connessioni esistenti tra le sedi della Direzione territoriale delle reti museali della Calabria e i paesaggi culturali in cui esse insistono.

La mostra ha il suo centro propulsore a Cosenza, presso Palazzo Arnone, dove una sala multimediale sviluppata con moderne tecnologie di animazione grafica computerizzata, permetterà ai visitatori di intraprendere un viaggio virtuale presso tutte le altre sedi coinvolte. All’interno degli altri musei e luoghi della cultura, grazie a un’applicazione dedicata, essi potranno, poi, visualizzare non solo il reperto inserito all’interno del percorso, ma avranno la possibilità di intraprendere virtualmente ulteriori e nuovi percorsi da tracciare secondo i propri interessi e sensibilità.

Il ‘viaggiatore VIDE’ si sposterà dal museo di Amendolara, dove piccoli scarabei testimoniano la fitta trama di scambi attivi nel mondo antico, al Museo della Sibaritide, per conoscere le insidie del viaggio degli Achei. Presso la Galleria di Cosenza vivrà l’ansia di una fuga esasperata per la salvezza e giungerà a Lamezia Terme per scoprire il mondo femminile della Magna Grecia.

Si sposterà a Vibo Valentia e Scolacium dove, silenzioso, visiterà il mondo dei morti; a Mileto entrerà in contatto con le antiche abilità dei maestri argentieri mentre a Gioia Tauro scoprirà la manifattura ceramica dei Calcidesi. Si sposterà a Bova percorrendo l’antico asse viario Reggio – Taranto, arrivando poi nella Locride dove presso Locri Epizephiri e Kaulon vivrà il forte legame tra le antiche popolazioni e le risorse naturali della regione.

Poco distante raggiungerà La Cattolica e la chiesa di San Francesco, mete di un viaggio spirituale, e si sposterà alla fortezza di Le Castella che evoca ancora accese battaglie per il controllo della costa. Concluderà, al galoppo, il suo viaggio a Crotone.

La mostra attraversa, quindi, tutte le Sedi ricadenti nella Direzione territoriale delle reti museali della Calabria, guidata dalla dottoressa Antonella Cucciniello.

“VogliAMO Tutto” – mostra di Nanni Balestrini

Nanni Balestrini “Anni '70, Anni '80”
Nanni Balestrini “Anni ’70, Anni ’80”

L’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna / Istituzione Biblioteca Classense in collaborazione
con Ravenna Festival e la Fondazione Mudima di Milano, hanno il piacere di presentare, venerdì 21
giugno alle ore 18 presso la Sala del Mosaico della Biblioteca Classense di Ravenna, la mostra di
Nanni Balestrini VogliAMO tutto, il secondo e nuovo capitolo del ciclo Ascoltare Bellezza 2019

La grande tela di Nanni Balestini – scomparso lo scorso 19 maggio – Anni ’70, Anni ’80 (cm 700×500), accompagnata dell’omonima serie di collage e dalla celeberrima tela Potere Operaio del 1972, uno dei lavori più significativi della ricerca poetica di Balestrini sulle condizioni espressive del linguaggio e dei contesti sociali e politici della sua enunciazione, sarà ospitata nella splendida Sala del Mosaico della Biblioteca Classense, dal 21 giugno al 3 settembre

La produzione visiva di Nanni Balestrini degli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso si dipana a partire da una cupa successione di parole pesanti, piene di petrolio e inquietudine, ai più colorati e apparentemente
leggeri collage e gouache degli anni Ottanta.

Il primo è il decennio dei movimenti antagonisti, del femminismo, della psichedelia, del terrorismo e degli scontri. Con il 1979 si inaugura la pesante ondata di repressione per la quale Balestrini e altri intellettuali si trasferiscono in Francia.

Lo sconvolgiment balestriniano della linearità narrativa fa si che il contesto giornalistico di allora disveli la minaccia della fine dei sogni e l’immaginazione al potere si frantumi sotto il peso di parole sospese come maledizioni, come mantra pronunciati al contrario.

VogliAMO tutto di NANNI BALESTRINI
a cura di Davide Di Maggio e Paolo Trioschi
presentazione di Manuela Gandini
Ravenna, Sala del Mosaico della Biblioteca Classense
22 giugno / 3 settembre 2019
inaugurazione venerdì 21 giugno, ore 18
L’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna

Diabolik in Mostra

Diabolik Eva con le sorelle GiussaniDiabolik Eva con le sorelle Giussani
Diabolik Eva con le sorelle Giussani

Dal 26 marzo al 12 aprile 2019, presso l’Urban Center di Milano (Galleria Vittorio Emanuele II), sarà allestita la mostra Diabolik. Milano 1962: la nascita di un mito, realizzata dalla casa editrice Astorina, in collaborazione con Wow Spazio Fumetto – Museo del fumetto di Milano e Excalibur, editrice dei romanzi di Diabolik.

Martedì 26 marzo, ore 18.30, si terrà l’inaugurazione aperta al pubblico con una visita guidata speciale a cura di Riccardo Mazzoni.

Diabolik nasce nel 1962 a Milano. Così come qui erano nate le sue creatrici, Angela e Luciana Giussani. Diabolik deve quindi molto a Milano: forse non sarebbe stato concepito in un’altra città, e forse in un’altra città due donne non avrebbero trovato il coraggio di lanciarsi nella folle avventura di editrici di un fumetto per adulti; in un’altra città, infine, forse la casa editrice Astorina non sarebbe ancora presente e attiva, oggi come più di cinquant’anni fa.

Apre la mostra un percorso dedicato alla storia delle sorelle Giussani, e – implicitamente – di Diabolik e Eva Kant, che offre uno spaccato di vita della diabolika redazione. Vista la concomitanza con il Salone del Mobile, nato nel 1961, un anno prima di Diabolik, l’esposizione propone un aspetto poco conosciuto della personalità del Re del Terrore e della sua inseparabile compagna Eva Kant: il loro interesse per il design.
I visitatori potranno ammirare tavole e disegni originali in cui compaiono rifugi ispirati a grandi architetture (come la casa sulla cascata di Frank Lloyd Wright e la Maison di Louis Carré di Alvar Aalto) e oggetti del migliore design italiano (come il televisore Algol di Marco Zanuso e Richard Sapper, la lampada Arco di Pier Giacomo e Achille Castiglioni e la lounge chair di Charles & Ray Eames). A corredo della mostra, foto storiche, filmati d’epoca e memorabilia della diabolika redazione.

Orari: dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 20.00

Yoje Dondich. La sinestesia delle forme

Tesoro nascosto, 2015, olio su tela, cm 100x100
Tesoro nascosto, 2015, olio su tela, cm 100×100

Milano, Palazzo dei Giureconsulti  8 marzo – 5 aprile 2019

 

Giunge per la prima volta in Italia l’arte messicana di Yoje Dondich

dopo Madrid, la prima tappa del “tour” italiano è Milano a Palazzo dei Giureconsulti

Dopo l’incoraggiante successo della mostra di Madrid, arriva in Italia Yoje Dondich (Citta del Messico, 1952), figura originale nel panorama artistico messicano che, dall’inizio degli anni ’80, esplora il linguaggio pittorico sviluppando nuovi percorsi e interessanti soluzioni formali.

L’occasione per conoscerla è la mostra La sinestesia delle forme che, dall’8 marzo è allestita nella storica sede di Palazzo Giureconsulti.

Organizzata da Must Wanted Group, ideatore del progetto espositivo che rientra in un’ampia attività di promozione e sostegno dell’arte messicana all’estero, l’esposizione, realizzata anche grazie alla collaborazione del Consulado de Mèxico en Milan, raccoglie una selezione di 14 opere che documentano il percorso di Yoje Dondich e costituiscono una sintesi della sua lunga ricerca nell’ambito dell’astrazione.

Yoje Dondich (ha studiato Psicologia, Disegno, Logoterapia e Interior Design) ha realizzato la sua formazione plastica con diversi maestri messicani e stranieri come Rolando Belfai, Isaac Stavans e Manuel Guillén. Il suo complesso vocabolario pittorico non si può orientare in un’unica direzione poiché il suo alfabeto è figurativo e astratto, surrealista e onirico. La molteplicità delle sue opere si deve per la maggior parte alla sua costante ricerca nell’esprimere i dubbi che sorgono nel mondo interiore e creativo. L’osservazione è un’azione costante ed essenziale del suo lavoro così come una delle intenzioni principali della sua arte è espandere la percezione dello spettatore verso un’esperienza sensoriale che gli permetta di scoprire altre sensazioni. Non è dunque casuale la scelta del titolo, La sinestesia della forma, nell’allusione al fenomeno sensoriale/percettivo che indica una “contaminazione” dei sensi.

Mentre i suoi inizi si caratterizzano con l’uso del disegno in opere di forte tendenza surrealista che, in seguito, ha anche materializzato in quadri a olio, negli anni Novanta il suo stile ha subito una svolta radicale verso il campo dell’astrazione. Si tratta di un insieme di opere che corrispondono a un momento di ricerca formale con la pittura, dove il colore, la linea, le forme e i tratti sono i principali protagonisti.

La mostra di Palazzo dei Giureconsulti prende il via con Ritorno, olio su tela del 1995 nel quale per la prima volta Dondich, che ha definito quest’ opera “un viaggio onirico verso l’astrazione”, ne utilizza i canoni realizzando una composizione caratterizzata da un forte dominio della linea e una misurata frequenza nell’integrazione del colore, alle quali aggiunge inoltre forme organiche.

Il percorso continua con la presentazione dell’evoluzione di queste esplorazioni, con opere che includono elementi surrealisti e geometrici. Si tratta di un insieme di lavori che evidenziano l’attrazione per la linea e le infinite possibilità che incontra nella pittura, l’interesse per le forme organiche e arabesche che abitano la composizione in modo indipendente e, infine, la ricerca della volumetria partendo dalla relazione di determinate forme geometriche, aspetto quest’ultimo che risulta molto evidente nelle ricerche più recenti.

Anche il colore, imprescindibile elemento dell’arte di Dondich, subisce un’evoluzione: partendo da una posizione di sudditanza dalle forme delle prime opere astratte, nelle quali usa preferibilmente colori diafani – marroni e grigi – e li fa espandere in due o tre sfumature per tonalità, si arriva a opere come Tesoro nascosto del 2015 dove sono i colori ad aprire la strada alla geometria, la quale si organizza in base alla loro corrispondenza nonché all’intuizione dell’artista.

Le prossime tappe dell’esposizione saranno Venezia in maggio e,nel prossimo autunno, Roma.

Informazioni

Yoje Dondich. La sinestesia delle forme

Dal 7 Marzo al 5 Aprile del 2019

Palazzo Giureconsulti, Galleria Passi Perduti

Piazza Mercanti 2, Milano, Italia