
Giovedì 22 marzo alle ore 20.00 va in scena da Après-coup in via Privata della Braida 5 a Milano l’atto monologato “Alice, cara grazia” con Valentina Picerno per la regia e la scrittura di Filippo Renda, in cui Alice (una donna, non un personaggio fiabesco) dialoga con se stessa e con una serie di personaggi, animati e inanimati, forse frutto della sua fantasia.
Liberamente ispirato ad “Alice in Wonderlessland” di Dario Fo e Franca Rame, e ai versi di Patrizia Valduga, in “Alice, cara grazia” la voglia di vivere e la forza propulsiva della femminilità di Alice sveleranno i tratti patetici e ridicoli di quegli uomini che, fingendosi protettori, si rivelano squallide piovre.
Un testo per raccontare le contraddizioni del femminile, tra ingenuità e desiderio di affermazione, tendenza al masochismo e rapporto conflittuale con il mondo maschile.
Il lavoro di Eleonora Rossi, scenografa e costumista, è un intreccio disinibito fra astratto e figurativo, fra la capacità di rappresentare la libertà del sogno e l’incubo della geometria.
Erotismo, conflittualità interiore e senso di metamorfosi erompono vividi.
Restare sospesi, o meglio, “appesi a un filo ” come Alice, potrebbe significare “non essere all’altezza “.
Ma Alice cerca una sua verticalità, che le permetta di mettere radici.
In fondo, aggrapparsi, resistere, è l’atto creativo.



