Martin Mystère presenta Leonardo, genio dell’impossibile

MM_Leonardo
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Dal 17 ottobre sbarca sugli scaffali MARTIN MYSTÈRE PRESENTA LEONARDO, GENIO DELL’IMPOSSIBILE con cui, a 500 anni dalla sua scomparsa, Martin Mystère ci porta a scoprire l’eredità e i “mysteri” di Leonardo da Vinci, genio dell’impossibile.

Chi era realmente Monna Lisa? Esistono delle sculture di Leonardo? Quali segreti si nascondono nell’Ultima cena? Che aspetto aveva il grande artista? Ha inventato lui l’enigmistica? Quante Gioconde esistono? Che cos’è la “viola organista”? Leonardo deve il suo genio a un incontro con gli alieni? Preparatevi ad affrontare questi e molti altri quesiti.

Mare Culturale Urbano

mare culturale urbano
mare culturale urbano

È finita l’estate, le giornate si accorciano, ma a Mare Culturale Urbano resta “TUTTO ACCESO”! Dopo il grande successo estivo de “Il Lungomare di Milano”, la programmazione della cascina milanese di via G. Gabetti 15 non si ferma e raddoppia i suoi appuntamenti per un autunno ricchissimo di eventi, in cui la musica avrà come sempre un ampio spazio, tra concerti e spettacoli dal vivo.

Ad inaugurare la stagione musicale, il 3 ottobre, sarà “Raster”, la rassegna di musica underground nata nel 2016 e punto di riferimento per i giovani emergenti, dal successo sempre più consolidato: l’appuntamento dello scorso 7 settembre, nella formula di “Raster Festival”, ha registrato un record di presenze assoluto, con i numeri più alti dell’intera programmazione musicale estiva. Ogni giovedì, Raster porterà sul palco di Mare Culturale Urbano i migliori artisti esordienti della scena locale.

Una delle novità più interessanti della stagione sarà “Raster NoReason”: il 27 ottobre, il 30 novembre e il 21 dicembre, per la prima volta, la rassegna ospiterà musicisti con esperienze su palchi internazionali!

Tre anche gli appuntamenti con “Big Up!”, la rassegna dedicata ai talenti emergenti selezionati da Luca De Gennaro e Marco Manini, che tornerà ad animare la cascina del Municipio 7 nelle serate del 10 ottobre, del 14 novembre e del 12 dicembre.

A cura della direzione esperta e appassionata di Luca De Gennaro anche “Ascoltiamo un disco”, gli incontri mensili della domenica pomeriggio in cui il pubblico sarà guidato alla (ri)scoperta degli album più importanti della storia della musica.

A partire dal 15 ottobre, ogni martedì alle ore 21.30 non mancherà “Novara Jazz”, la serie di serate insieme ai giovani artisti della scena nazionale, che proporranno raffinati repertori tra graditi ritorni e interessanti novità.

Spazio anche alla classica con “A-Mare La Classica”, un ciclo di tre concerti a ingresso gratuito in cui giovani strumentisti con archi, fiati e percussioni presenteranno composizioni del passato e dei giorni nostri. La rassegna, prevista i giorni 12 ottobre, 23 novembre e 21 dicembre, è a cura di Lucia Martinelli.

Appuntamento mensile dell’agenda di Mare anche “Voci Di Periferia”, un progetto nato nell’autunno 2018 dall’idea di cinque ragazzi del quartiere San Siro di creare un laboratorio permanente che unisse musica rap, cultura underground e innovazione. Il risultato è quello di uno spettacolo che mescola canto e dj set, diventato punto di riferimento per tantissimi giovani a cui offre la possibilità di crescere facendo esperienza direttamente sul palco.

Anche quest’anno a novembre tornano gli appuntamenti in collaborazione con JazzMi, Bookcity Milano e Milano Music Week, che porteranno in cascina tanti spettacoli di grande rilievo.

Vinicio Capossela: tre album in vinile

album in vinle
album in vinle

Mentre il suo ultimo album – “Ballate per uomini e bestie” – si è aggiudicato di recente la Targa Tenco 2019 nella categoria Miglior disco in assoluto, ci sono buone notizie per gli appassionati della musica e degli LP di Vinicio Capossela. La Warner Music Italy ha deciso di pubblicare per la prima volta su vinile in versione rimasterizzata tre album “storici” della sua discografia: si tratta de “Il ballo di San Vito” (1996), “Canzoni a manovella” (2000) e “Ovunque proteggi” (2006).

Questa ultima uscita completa il lavoro di pubblicazione dell’intera discografia di Capossela su vinile, a questo punto disponibile per tutti i suoi 11 album di studio.
I tre album verranno pubblicati in versione rimasterizzata su vinile 180 grammi e saranno disponibili dal 27 Settembre nei negozi di dischi, sugli store online, dove da oggi è già attivo anche il preorder.

“Il ballo di San Vito” (1996) rappresenta la prima sterzata decisa verso una produzione artistica originale e inaugura la collaborazione con Marc Ribot, il chitarrista già al fianco di Tom Waits, che da lì in poi diventerà un collaboratore quasi fisso di tutti i dischi di Capossela. L’album contiene grandi classici come “Il ballo di San Vito”, “Contrada Chiavicone”, “Corvo torvo”, Al veglione” e il “Tanco del Murazzo”, accanto a episodi più introspettivi come “Le case”, “Morna” e “Pioggia di novembre”.

A quattro anni di distanza, nel 2000 dell’ormai obsoleto millennium bug Capossela pubblica “Canzoni a manovella”, forse il suo lavoro più immaginifico e visionario, dedicato al Novecento e ai suoi protagonisti, intriso di grande letteratura (Celine, Jarry, Wilde). Canzoni come “Maraja”, “Signora luna”, “Con una rosa”, “Nella pioggia” assurgono presto allo status di classici, mentre in un paio di episodi del disco (“Contratto per Karelias”, “Solo mia”) affiora per prima quella passione per il rebetiko che troverà forma compiuta oltre un decennio dopo nel disco “Rebetiko gymnastas”.

Del 2006 è invece è “Ovunque proteggi”; pubblicato dopo un lungo silenzio il nuovo album è il primo, nella discografia di Capossela, ad entrare direttamente al numero uno in classifica. È un disco fatto viaggiando, realizzato come un film, il primo di una serie di lavori registrati inseguendo l’ispirazione e le canzoni anche fisicamente fino al fondo dei propri luoghi.

I temi si fanno universali e nel disco per la prima volta fanno la loro comparsa citazioni bibliche e ritualità archetipiche, dal Qohélet di “Non trattare” alle maschere di Boves sarde, dal Cristo di Scicli protagonista de “L’uomo vivo” alla musica da processione di “S.S. dei Naufragati”, passando per l’omaggio al cinema di Sergio Leone in “Dove siamo rimasti a terra Nutless” e quello al Minotauro di Borges in “Brucia Troia”.

“Ovunque proteggi” segna per Capossela l’inizio di una nuova avventura artistica che lo ha portato fino al suo disco più recente, “Ballate per uomini e bestie”.

Dal 4 ottobre Vinicio Capossela sarà in tour con lo spettacolo teatrale di “Ballate per uomini e bestie”.
Tutte le date e le info biglietti su www.viniciocapossela.it

“Hikikomori” : facciamo chiarezza

Hikikomori-
Hikikomori-

Un nuovo disagio che riguarda i giovani si affaccia oggi all’attenzione delle cronache: è quello dei giovani che si chiudono in casa e smettono di frequentare gli amici, la scuola, e vivono di notte occupandosi di videogiochi o attività solitarie. Sono gli hikikomori.
“Hikikomori” è un termine giapponese che significa letteralmente “stare in disparte”.

Viene usato per fare riferimento ad adolescenti e giovani adulti che decidono di isolarsi dalla società, vivendo nella solitudine della propria stanza.
Dal momento che si tratta di un fenomeno che riguarda persone ritirate o disinteressate a interagire con gli altri, esso tende a rimanere invisibile al mondo esterno e, nonostante la sua grande diffusione, è ancora poco conosciuto.

Trattandosi di fenomeno sociale nuovo, le famiglie e le istituzioni si trovano impreparate, in parte per la carenza di informazione tra il personale,
ma soprattutto per l’impossibilità di comunicare con un ragazzo refrattario a contatti con l’esterno. È quindi importante che le istituzioni comincino a considerare con attenzione il problema e si dotino degli strumenti per fronteggiarlo.

COME SI RICONOSCE UN HIKIKOMORI?
L’insorgenza delle manifestazioni di ritiro sociale avviene generalmente nel periodo della preadolescenza, dell’adolescenza o della prima età adulta. Tuttavia, in alcuni rari casi, può insorgere anche in età avanzata. Il ritiro sociale può essere più o meno intenso, a partire da sporadici rifiuti a partecipare a eventi mondani, assenze scolastiche saltuarie, fino a forme di isolamento sempre più severe e totalizzanti.

Il fenomeno hikikomori è diverso dal fenomeno dei NEET in quanto si contraddistingue con l’allontanamento progressivo dalla società. Si tratta di una forma di autoreclusione volontaria caratterizzata dal disinvestimento per le relazioni interpersonali e da un circolo vizioso di progressivo isolamento.

Tra i principali campanelli d’allarme possiamo identificare: Ritiro scolastico Disinteresse nelle interazioni reali, specialmente con i coetanei Inversione del ritmo sonno veglia Auto confinamento nella propria camera da letto Preferenza per attività solitarie (di solito legate alle nuove tecnologie), spesso anche giochi online.

Il fenomeno colpisce soggetti di entrambi i sessi, con particolare incidenza su quello maschile L’hikikomori ha diversi livelli di gravità ed un processo graduale che può portare più o meno rapidamente all’isolamento totale. L’isolamento può durare alcuni mesi o diversi anni, e generalmente non si risolve spontaneamente.

PERCHE’ SI DIVENTA HIKIKOMORI?
Non è stata identificata una relazione causa effetto. L’hikikomori è il risultato di una serie di concause caratteriali, sociali e familiari. Tuttavia ogni caso è profondamente diverso ed è difficile stabilire quale di questi tre aspetti incida maggiormente sulla scelta dell’isolamento.

Gli hikikomori sono nella maggior parte dei casi persone molto acute, profonde e introspettive, con una grande sensibilità nei confronti della vita. Hanno una lucidità e uno sviluppo cognitivo normale, se non addirittura sopra la media. Si trovano, tuttavia, in difficoltà nel sostenere e rielaborare episodi di esclusione o derisione da parte dei coetanei, a fronte dei quali sviluppano reazioni ingovernabili di ansia e panico, con una conseguente difficoltà nell’instaurare relazioni sociali soddisfacenti e gratificanti.

QUANTO DURA L’HIKIKOMORI?
Non vi è un tempo limite. L’hikikomori non è una fase dell’esistenza, ma una modalità fortemente interiorizzata di fronteggiare e interpretare la realtà circostante. Se non affrontato adeguatamente, il ritiro sociale può durare potenzialmente anche tutta la vita. Ecco alcune informazioni chiave:
Gli hikikomori NON sono malati mentali Gli hikikomori hanno sviluppato una visione molto dolorosa degli effetti delle relazioni umane sul proprio benessere, per cui associano esperienze vissute come particolarmente negative a qualsiasi pratica di vita esterna. Il loro isolamento non origina da una psicopatologia, ma da una visione negativa della realtà circostante.

Considerare l’hikikomori come un “malato mentale” significa, pertanto, banalizzare un disagio che ha radici profonde e complesse.
Alcune recenti ricerche scientifiche hanno, inoltre, stabilito l’esistenza di un “hikikomori primario”, ovvero una condizione di isolamento sociale che non deriva da nessuna psicopatologia pregressa. Il governo del Giappone (paese dove il fenomeno è molto più diffuso e aggressivo rispetto all’Italia) ha stabilito con un documento ufficiale che “l’hikikomori non deve essere considerato una malattia”.

GLI HIKIKOMORI NON SONO DEI FANNULLONI
Il pregiudizio che gli hikikomori siano pigri è il più comune. È quello che suppone che gli hikikomori si isolino per poter evitare la fatica dello studio o del lavoro e dedicarsi a attività ludiche.

Si tratta di una assunzione completamente errata: i soggetti hikikomori sarebbero perfettamente in grado di affrontare gli impegni scolastici e lavorativi se non fossero scoraggiati dalle loro esperienze negative con le relazioni sociali e non si sentissero schiacciati dalle eccessive pressioni di realizzazione sociale trasmesse dalla società o dagli adulti rilevanti

Vi è sempre una grande paura di fondo nel doversi confrontare con gli altri. Scherno, risa, commenti, o anche solo semplici sguardi che possano farli sentire giudicati, sono causa di grande vergogna e malessere. Gli hikikomori NON hanno avuto una educazione permissiva.  Spesso si presume che i genitori del soggetto ritirato non siano in grado di garantire una buona educazione dei figli e non sappiano istituire un modello di regole chiare che indichino al giovane il corretto comportamento sociale, i doveri e le responsabilità.

Eppure, la letteratura sul fenomeno rileva che l’educazione permissiva non si riscontra con regolarità nei soggetti colpiti dal fenomeno e, soprattutto, non con una incidenza maggiore rispetto ad altre problematiche.

UNA ASSOCIAZIONE DI GENITORI PER AIUTARE I RAGAZZI
L’Associazione Hikikomori Italia Genitori, nata nel giugno 2017 all’interno del progetto Hikikomori Italia, raccoglie (e accoglie) oggi già molte centinaia di famiglie in tutta Italia, e da allora ha attivato diverse iniziative per fronteggiare il ritiro sociale:
Organizza per gli associati incontri gratuiti di supporto per genitori in presenza di uno psicologo, in tutte le località di Italia.

Moltissimi casi di associati ci testimoniano che il tipo di approccio di buone prassi adottato dall’associazione sta ottenendo risultati incoraggianti nel miglioramento della comunicazione tra hikikomori e genitori e nel graduale riavvicinamento dei ragazzi alla società.Ha sottoscritto e avviato con l’Ufficio Scolastico Regionale e la Regione Piemonte un protocollo di intesa per fronteggiare l’hikikomori. Partecipa ad un tavolo tecnico voluto dal MIUR per la redazione di linee guida per le scuole di secondo grado. Svolge attività con enti pubblici e privati. Organizza eventi di diffusione.

Per informazioni
https://www.hikikomoriitalia.it/
https://www.facebook.com/HikikomoriItalia/
https://www.hikikomoriitalia.it/p/gruppo-genitori.html

“Rosy Abate” – seconda stagione

Giulia Michelini (Rosy Abate)
Giulia Michelini (Rosy Abate)

Nel finale della prima stagione, Rosy – arrestata dalla polizia per il tentato omicidio della sorellastra e madre adottiva di suo figlio, Regina Mainetti – giura al suo piccolo Leonardo che nulla potrà dividerli, nemmeno Dio, e che non ci saranno muri e ostacoli davanti a loro. È questa la sua ultima promessa, sussurrata tra le lacrime, prima di lasciarlo.

Sono trascorsi sei anni da quel giorno. Le porte del carcere di Palermo si stanno per aprire davanti a Rosy Abate e questo non la riempie solo di gioia, ma anche di preoccupazione.

Leonardo è cresciuto da solo in una casa-famiglia a Napoli e da qualche tempo ha smesso di dare sue notizie. Al timore di questo allontanamento si aggiungono le minacce di Regina – sua rivale affettiva – decisa a tutto pur di vendicarsi. Con queste paure, ma finalmente libera di tornare alla sua vita, il solo obiettivo di Rosy è riprendersi suo figlio, stare insieme a lui…

… ma appena sbarcata nella sua nuova città, Rosy è costretta ad affrontare una situazione ben più pericolosa di quanto poteva immaginare. Da bambino innocente Leonardo è diventato un adolescente ribelle e problematico, che sembra sentire dentro di sé il richiamo del sangue degli Abate, la vocazione alla criminalità.
Quello di Rosy e Leonardo sarà un percorso fatto di ostacoli, rancori e vendette in cui madre e figlio dovranno imparare a conoscersi e a fidarsi l’uno dell’altra.

Riuscirà Rosy a salvare suo figlio prima che sia troppo tardi?
Se la Rosy della prima stagione è stata una madre coraggiosa alla ricerca di suo figlio …
… è in questa stagione che l’ex Regina di Palermo dovrà lottare per difenderlo.