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sabato, Aprile 18, 2026

Venduti ai minori: l’accesso ai prodotti loro vietati

Meno controlli rispetto al 2021: 3 su 4, il 76% dei venditori di alcol non verifica l’età, mentre nel gioco d’azzardo solo a 4 minori su 10 viene controllata l’età. Solo 3 minori su 10 sanno cosa siano i prodotti contraffatti.

Venduti ai minori: l’accesso dei minori ai prodotti loro vietati

Oggi, 17 ottobre 2023, in sala Zuccari, presso il Senato della Repubblica è stata presentata l’edizione 2023 di “Venduti ai minori”, un’indagine su 1.359 ragazzi fra i 10 e 17 anni condotta dal MOIGE – Movimento Italiano Genitori, in collaborazione con l’Istituto Piepoli per analizzare il fenomeno della vendita ai minori di prodotti vietati o inadatti.

Alcol, fumo, gioco d’azzardo, pornografia, sono vietati per legge a chi non abbia almeno 18 anni, mentre per quanto riguarda la cannabis light e i videogiochi 18+ addirittura siamo di fronte ad un vuoto normativo, in quanto assente il divieto di legge e le relative sanzioni. Novità di quest’anno l’analisi sulla conoscenza dei prodotti contraffatti.

Una vendita diffusa

I dati confermano una vendita piuttosto diffusa di prodotti vietati tra i minori in Italia, nonostante i divieti di legge. La diffusione è legata alla facilità con cui riescono ad avervi accesso: i commercianti non verificano l’età di chi compra, e vendono senza problemi anche ad acquirenti palesemente al di sotto dell’età consentita.

“Come genitori, auspichiamo più controlli, sanzioni più severe, e una norma che metta il divieto ai minori per videogiochi18+ e cannabis light” – Commenta Antonio Affinita, Direttore Generale del MOIGE – L’impegno a proteggere i minori non può essere confinato solo in famiglia.” 

Alcol e minori

Il 96% del campione intervistato è consapevole del fatto che l’alcol può avere conseguenze nocive sulla salute. I minori bevono alcol principalmente per sentirsi più energici e allegri (11%), rilassarsi (10%), ed essere più socievoli (6%).Gli alcolici vengono acquistati principalmente in locali e pub (12%), bar (5%), e supermercati (3%). 

Fumo e minori

Il 96% del campione intervistato sa che il fumo fa male, e che può comportare conseguenze serie e permanenti (85%). Questo dato indica un calo della consapevolezza da parte dei giovani se lo confrontiamo con il 2021, quando era al 93%. I giovani, quindi, sono più “indulgenti” verso questi prodotti, e il 30% (+7% rispetto al 2021) ha fumato almeno una sigaretta. Il 33% degli intervistati ha fumato almeno una volta la sigaretta elettronica (nel 2021 era il 19%).

Prodotti contraffatti e minori

Solo 3 ragazzi su 10 sanno dare una corretta definizione di cosa sia una merce contraffatta. Il 74% sa che si tratta di un fenomeno globale, per il 5% si tratta di qualcosa circoscritto all’Asia. Il 71% sa che la contraffazione può interessare prodotti di ogni settore, mentre il 13% crede sia circoscritto alle categorie di lusso o all’abbigliamento. Il 79% dei ragazzi è consapevole che acquistando online ci si può imbattere in prodotti non originali, e che ad essere danneggiati sono i consumatori, le imprese, lo stato e i lavoratori (opzione scelta dal 51%).

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Chiara Trentin

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