Martedì 8 marzo debutta in prima assoluta al Teatro Storchi di Modena Padri e figli di Ivan Turgenev con la regia di Fausto Russo Alesi. Lo spettacolo rimane in scena fino a domenica 13 per poi arrivare al Teatro Arena del Sole di Bologna da martedì 15 a domenica 20 marzo.
L’allestimento si compone di due atti, visibili separatamente oppure in forma di maratona sabato 12 e domenica 13 a Modena, sabato 19 e domenica 20 marzo a Bologna.
Una produzione ERT/Teatro Nazionale e Teatro di Napoli, in collaborazione con Teatro Verdi Pordenone e Centro Teatrale Santacristina, che coinvolge sul palco tredici attori, un musicista e un riferimento della letteratura russa come il professore Fausto Malcovati in un lavoro corale che affonda le radici in una ricerca pluriennale.
In Padri e figli, Turgenev fotografa il conflitto generazionale che domina la Russia conservatrice e patriarcale degli anni Sessanta dell’Ottocento. Ai padri, legati a un mondo aristocratico e privilegiato, si contrappongono i figli, più democratici e impegnati a costruire il loro mondo che nega e rifiuta i principi e i valori del passato e della tradizione. Un mondo “senza”: senza illusioni, senza autorità, senza falsi idoli.
Ma sono davvero tutti falsi gli ideali e i valori contro cui si scagliano i figli? E quale cambiamento rivendicano con forza? Turgenev non offre verità consolatorie, il mondo dei padri è diviso, pieno di irrequietudini insolubili così come quello dei figli.
«Padri e Figli – conclude il regista – è un romanzo che fu molto criticato al suo esordio, romanzo che probabilmente scontentava tutti, i padri conservatori e i figli progressisti poiché tutti apparentemente ne uscivano sconfitti. Mi sembra che la posizione di Turgenev sia estremamente esistenziale, mi sembra di riconoscere contraddizioni in ogni personaggio da lui descritto, lasciandoci intravvedere gli abissi e le debolezze dell’essere umano e soprattutto la sua incapacità di emanciparsene o di affrontarle. Da qui l’idea
di provare ad indagare i possibili punti di vista da cui guardare il testo: da lettori di oggi che si mettono in rapporto con questa storia e con le sue tematiche, da personaggi che utilizzano la narrazione per raccontarsi attraverso il loro punto di vista, da una possibile figura di autore che si confronta con le sue creature, mettendole in relazione e attraversandole tutte per cercare di capire dove collocarsi nel mondo.
Mantenere? Demolire? Costruire? O trasformare il passato di cui siamo figli, provando a leggere il presente e cercando un futuro che non si vede ancora? È commovente con quanta poesia e struggente leggerezza Turgenev riesca a parlarci e ci sia vicino.
Affidato alla forza, alla vitalità e al talento di tredici attori e alla partitura musicale di Giovanni Vitaletti portare in scena oggi questo romanzo, significa interrogarsi ancora sull’uomo e sulla crisi di un’epoca, sulla libertà e sull’eterno e difficile confronto tra le generazioni, tra le classi sociali e con il potere. I duelli, le barriere e gli scontri ideologici che Turgenev ci racconta, sembrano far risuonare tutti i fallimenti storici e le contraddizioni umane, quelle domande universali necessarie alle sfide del nostro tempo».
In occasione del debutto, la Biblioteca Civica Antonio Delfini di Modena ospita mercoledì 9 marzo alle ore 18.00 un incontro con Fausto Russo Alesi e Fausto Malcovati: un’occasione per dialogare intorno al contesto storico e socioculturale del romanzo, fino ad arrivare alla messinscena.
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