Vedi alla voce Alma è un monologo drag queen che prende spunti da La voce umana di Jean Cocteau e dalla sua trasposizione in opera lirica, musicata da Francis Poulenc, ma anche da uno strano fatto di cronaca (cronaca rosa o cronaca nera, difficile dire) che ha per protagonisti una musa e un pittore: Alma Mahler e Oskar Kokoschka.
Questi, da lei abbandonato, ne fece costruire una bambola a grandezza naturale. Visse con la bambola, la ritrasse, le assegnò una cameriera, la portò in pubblico, finché un giorno, ubriaco, decise di chiudere a suo modo la complicata relazione.
La protagonista di Coteau è, al contrario di Alma, una donna senza nome, senza identità.
Niente di eroico in lei: il suo è un amore qualsiasi e lei stessa è, sottolinea l’autore, una “vittima mediocre”. La sua è la tragedia, probabilmente non definitiva, di un mondo non pensato per creature di sesso femminile, dominato dalla freddezza con cui a volte si liquida il sentimento puro, l’emozione che non riesce a trattenersi.
Il contrasto tra le due donne, una mediocre e una eccezionale, una distrutta e una vittoriosa, si rivela infine apparente: entrambe le storie parlano di un rapporto che ha perso la bussola, di una violenza insanabile tra due esseri umani.
Manifatture Teatrali Milanesi
c.so Magenta 24, Milano – 02.80.55.882
“Vedi alla voce Alma”
dal 10 al 13 febbraio 2022
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