Marco Corrao, due album nell’anno della pandemia

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MARCO CORRAO, DUE ALBUM NELL’ANNO NERO DELLA PANDEMIA 

PER IL CANTAUTORE DI CAPO D’ORLANDO

Nebros, Vol.1, Storie e antichi echi”, da oggi in distribuzione nazionale

Il “danzastorie” Alosha dedica un video al brano “San Giuseppi”: «La mia delicata denuncia: un omaggio al Santo simbolo del lavoro, da un artista “lavoratore non essenziale”»

All’anno nero della pandemia – che più di tutti ha messo in crisi il settore artistico e culturale – il cantautore e produttore siciliano Marco Corrao risponde facendo uscire ben due album a suo nome. Il primo, “Pietre su pietre”, ha visto la luce nel giugno scorso (VIDEO: Terra di meravigliehttps://www.youtube.com/watch?v=9t-QTGRiHgo – Bona crianzahttps://www.youtube.com/watch?v=ho0sdp9DgVc). Il secondo, Nebros, Vol.1, Storie e antichi echi”, è uscito in Sicilia il 31 dicembre ma sarà distribuito su scala nazionale da oggi, 5 febbraio, grazie a IRD.

“Nebros”, come suggerisce il nome, è una raccolta di canzoni che parlano di Nebrodi, una catena montuosa della Sicilia settentrionale, nella provincia di Messina, e che raccontano leggende e storie vecchie e nuove legate al territorio.

Si va dal ricordo del giornalista Beppe Alfano ucciso dalla mafia nel 1993 (il brano è “Beppe”) al brani ispirati a canti tradizionali come quello del “Panaru manu cu manu”, intonato nel corso della raccolta delle olive sui piccoli alberi nebroidei e registrato negli anni 50 nel comune di Mirto dall’etnomusicologo americano Alan Lomax. Si parla, o meglio si canta, degli incendi che ogni anno devastano le montagne siciliane, ma anche della bellezza delle feste tradizionali come quella di San Giuseppi con la “prucissioni”, della leggenda di San Cono di Naso, di metafore e proverbi.

L’album è stato realizzato con il parziale contributo dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Sicilia. È prodotto dallo stesso Corrao con Jono Manson e Gabriele Giambertone e si avvale anche della presenza di Alex Valle alla pedal steel e di Riccardo Tesi all’organetto.

In occasione dell’uscita nazionale dell’album, il “danzastorie” Alosha (al secolo Giuseppe Marino), premio UNESCO 2019 come messaggero di pace e cultura siciliana nel mondo, ha voluto realizzare un video sul brano “San Giuseppi”, video girato da Toto Clemenza all’interno del laboratorio del mastro vasaio Nello Ferlito. (San Giuseppihttps://www.youtube.com/watch?v=V-1uEErTlxE)

San Giuseppe – ha detto Alosha – è il simbolo del lavoro, delle mani operose dell’uomo, come quelle di Ferlito. Ho voluto danzare all’interno di questo spazio per mettere in atto una “delicata” denuncia e porre l’accento sullo stato emotivo di chi come noi artisti è stato considerato “lavoratore non essenziale” in questo periodo di pandemia. E spero proprio che questo lavoro offeso diventi il vero punto dal quale ripartire”.

Produzione Marco Corrao, Jono Manson, Gabriele Giambertone,

Cross Road Club Capo d’Orlando.

Distribuzione IRD International Record Distribution.

Etichetta Suoni Indelebili www.suonindelebilirecords.com