Riscaldamento globale: maratona Green sul web

riscaldamento globale
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Ambiente
Mercoledì 23/9 la maratona-web internazionale contro il riscaldamento globale. 12 ore di diretta insieme a scienziati, economisti, europarlamentari e artisti: DA M. CAPPATO A E.BONINO, G.VAROUFAKIS. MA ANCHE G. COVATTA, T.GELISIO, G. INNOCENZI
Un appello corale per raccogliere le firme a favore di Stopglobalwarming.eu, la proposta di Carbon Tax che verrà discussa dall’ Ue fra 1 milione di adesioni.
• Evento live il 23 settembre dalle ore 11 sulla pagina facebook di stopglobalwarming.eu e sul sito www.stopglobalwarming.eu
• Tutte le info qui https://bit.ly/2ZVsO2i
Mercoledì 23 settembre correrà sul web una maratona Green di circa 12 ore suddivisa in una parte in inglese (dalle ore 11) e una italiana (dalle 18.30 alle 20, moderata da Tessa Gelisio). “HEY EU, TAX CO2″ è organizzata da Eumans! e dal suo presidente fondatore Marco Cappato, ospiterà un ricco dibattito sul tema del Riscaldamento Globale insieme a personalità internazionali, come Emma Bonino; Gianikis Varoufakis (economista, accademico ed ex Ministro delle Finanze greco); Monica Frassoni (ex Partito Verdi Europeo), ed attuali europarlamentari, economisti. Contributi anche dal mondo dello spettacolo con Giobbe Covatta e Giulia Innocenzi.
Obiettivo della maratona è duplice. In primis la raccolta firme a favore di Stopglobalwarming.eu (VEDI APPROFONDIMENTO), basata su un’idea di 27 premi Nobel chiede di tassare le emissioni di CO2 alleggerendo così la pressione fiscale su lavoro e cittadini, oltre a finanziare la tanto richiesta transazione ecologica. Fra le diverse iniziative di sensibilizzazione attive sul tema attualmente si distingue per essere una ICE (iniziativa di cittadini europei), e per legge dovrà essere discussa dalla Commissione Europea, appena verrà raggiunto il traguardo del milione di firme. Stopglobalwarming.eu è dunque già incardinata istituzionalmente e gode dello straordinario potere di costringere l’Ue ad affrontare concretamente la questione “Carbon Pricing e Carbon Tax”, all’ordine del giorno delle istituzioni da 20 anni, ma finora bloccata dall’inerzia dei leader continentali.
Secondo obiettivo, in vista del vertice dell’UE del 28 settembre, i cittadini europei, i leader politici, gli artisti e le organizzazioni della società civile, attraverso la maratona, proveranno a sensibilizzare i leader europei affinché si uniscano alla proposta contenuta in stopglobalwarming.eu, in un periodo segnato da una forte inclinazione istituzionale verso una vera svolta green potenzialmente epocale, ma manifestata al momento soltanto a parole.

Stopglobalwarming.eu ha già superato le 40.000 firme, comprese quelle di numerosi artisti come G. Salvatores, O.Toscani, G.Muccino, Pif, Fedez, T.Gelisio, M.Maionchi, G.Covatta N. Zilli, N.Marcorè, G.Innocenzi, C.Capotondi, G.Covatta, Pif, P.Pardo, S. Cammariere, R. Casale, gli imprenditori L. Venturini Fendi e A. Illy.

Ø APPROFONDIMENTO: STOPGLOBALWARMING NEL DETTAGLIO – DI ALBERTO MAJOCCHI Professore Emerito di Scienza delle Finanze all’Università di Pavia)
L’Iniziativa dei Cittadini Europei sul Carbon pricing

La proposta di un’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) sul Carbon pricing nasce dall’assenza di iniziative concrete per ridurre le emissioni di CO2. In letteratura, l’imposizione di un prezzo sul carbonio viene considerato lo strumento migliore per compensare i danni generato dalle emissioni di anidride carbonica che derivano dalla combustione di combustibili fossili, e per frenare l’uso di fonti energetiche inquinanti. Ma senza una spinta forte dell’opinione pubblica sembra difficile l’introduzione di un prezzo sul carbonio, che avrebbe un duplice effetto positivo: da un lato, promuovere il risparmio energetico attraverso un aumento del prezzo dei combustibili e, d’altro, favorire il fuel switching grazie a una variazione dei prezzi relativi fra combustibili fossili e energie rinnovabili. La fissazione di un prezzo sul carbonio potrebbe altresì fornire una notevole ammontare di nuove entrate destinate a finanziare le spese che sono essenziali per la transizione ecologica e per sostenere una riforma fiscale che sposti l’onere della tassazione da un bene – il lavoro – a un male – l’emissione di gas ad effetto serra.

Le principali caratteristiche di un carbon pricing, ripresi nella proposta di ICE di stopglobalwarming.eu, possono essere sintetizzate nei termini seguenti:

a) il prezzo imposto inizialmente deve essere sufficientemente elevato per dare un segnale al mercato e promuovere un progressivo cambiamento nella struttura dei consumi e dei metodi di produzione. Questo prezzo, che potrebbe essere fissato inizialmente a €50 per tonnellata di CO2 emessa, verrà poi gradualmente aumentato fino al livello necessario per avviare l’economia europea sul sentiero di un effettivo contenimento delle emissioni inquinanti (ad esempio, €100 entro cinque anni);

b) nel 2017 le emissioni di CO2 nei settori non inclusi nel sistema dell’ETS ammontavano a 2.252,2 milioni di tonnellate. Il carbon dividend ammonterebbe quindi, inizialmente, a circa 112,6 miliardi di euro. A queste entrate si aggiungerebbero anche i proventi della vendita all’asta dei permessi di emissione nell’ambito dell’Emissions Trading System (ETS). Dato che in questo settore le emissioni ammontano a 1.718,1 milioni, se il prezzo imposto sul carbonio viene adottato come floor price per la vendita all’asta dei permessi di emissione, il cui prezzo non potrà quindi scendere al di sotto di € 50, le entrate derivanti dalla vendita all’asta potrebbero raggiungere 85,9 miliardi;

c) il carbon dividend potrebbe essere utilizzato per avviare una riforma fiscale che miri a garantire una redistribuzione a favore delle classi di reddito più disagiate, per contrastare gli effetti regressivi di un’imposta sull’energia e per combattere le diseguaglianze generate dal processo di globalizzazione e, al contempo, per garantire una transizione ecologica economicamente efficiente e socialmente sostenibile, con il sostegno alla produzione di energia rinnovabile – già favorita dal differenziale negativo di prezzo a sfavore delle energie tradizionali – e di garantire la creazione delle infrastrutture necessarie per la produzione e il trasporto delle energie rinnovabili;

d) infine, il carbon pricing europeo dovrebbe essere accompagnato dall’imposizione di un diritto compensativo alla frontiera (un Border Carbon Adjustnment – BCA), prelevato sull’importazione nel territorio dell’Unione di merci provenienti da paesi che non impongano un prezzo sul carbonio. Questo diritto compensativo potrebbe fornire entrate addizionali, che affluiranno direttamente al bilancio europeo come risorse proprie in quanto diritti doganali, senza dover ricorrere alla procedura prevista dall’Articolo 311 TFUE. In questo modo verrebbe garantita la competitività delle imprese europee ed evitato il rischio di rilocalizzazione all’estero delle emissioni di carbonio. Sulla base di dati Eurostat, nel 2018 le emissioni di CO2 legate alle importazioni sono state di 437 milioni di tCO2. Un BCA da 50 tCO2 su tutte le importazioni produrrebbe quindi un gettito di quasi 22 miliardi di euro. Con queste entrate si potrebbe raggiungere un totale di circa €220,5 miliardi.

La presentazione al Parlamento europeo del Recovery Plan da parte della Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, incentrato su un nuovo strumento denominato Next Generation EU, introduce nel panorama politico europeo una serie di elementi di grande rilievo. In primo luogo, cade nell’Unione il divieto di ricorrere all’emissione di titoli per finanziare la spesa di investimento. L’emissione di titoli garantiti dal bilancio dell’Unione, e non dai singoli Stati membri, mette in campo la necessità di disporre di nuove risorse proprie per finanziare il bilancio europeo senza richiedere contributi addizionali agli Stati membri, dando così vita a un embrione di una finanza federale europea. E’ questa l’occasione per rilanciare l’idea di fissare un prezzo sul carbonio anche nei settori non inclusi nell’ETS, le cui emissioni ammontano al 57% del totale. Ma di questa possibilità non si parla nel documento della Commissione, ed è quindi importante che vi sia una spinta da parte dell’opinione pubblica – anche in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente del 5 giugno prossimo -, con la sottoscrizione dell’ICE sul carbon pricing.

Il momento è favorevole, sia dal punto di vista economico, dato che il prezzo del petrolio è molto contenuto, per cui i consumatori sarebbero in grado di assorbire senza traumi l’aumento di 11 cents nel prezzo della benzina che sarebbe legato a un carbon price di €50/tCO2, sia dal punto di vista politico, per la posizione della Commissione sostenuta da una larga maggioranza di Stati membri che mette il Green Deal al centro del piano di rilancio dell’economia europea. Con la fissazione di un prezzo sul carbonio si potrebbe quindi raggiungere un duplice obiettivo: ridurre le emissioni climalteranti e fare un passo avanti verso una fiscalità autonoma a livello europeo.

Eumans
Eumans è un movimento paneuropeo di cittadini che, attraverso gli strumenti della democrazia partecipativa,
mirano a raggiungere gli obiettivi Onu sullo sviluppo sostenibile, rafforzando la qualità della vita,
dell’ecosistema e della democrazia in Europa. Eumans è stato fondato nel 2019, come gruppo di attivisti e
volontari, da Marco Cappato, ex deputato europeo (1999 – 2009), leader non violento per i diritti civili con
l’Associazione Luca Coscioni, di cui è tesoriere, e Science for Democracy. Eumans collabora con cittadini e
associazioni di tutta Europa per rafforzare l’impatto degli strumenti di democrazia partecipativa, verso il
raggiungimento di obiettivi politici transnazionali. Per saperne di più: www.eumans.eu.