Aiutiamo Maria: le serve una protesi alla gamba

Maria
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Mariia Makreniuk è nata il 30 aprile 1996 in Ukraina in un piccolo paesino in campagna. E’ la prima di tre figli,  un fratello e una sorella. La mamma lavora svolgendo le pulizie in un ospedale e papà è un muratore.

All’ età di 11 anni Maria ha avuto un’ incidente. Mentre stava giocando spensierata con i suoi amici una signora anziana le ha chiesto di riportarle la mucca che stava pascolando. Quando si è avvicinata, la mucca ha iniziato a correre e la corda che la teneva si è attorcigliata  intorno alla sua gamba, trascinandola per un paio di metri, rompendola

Le hanno messo il gesso per due mesi e una volta tolto, la gamba era molto gonfia. “Ho iniziato a fare tante visite in diversi ospedale per capire quale fosse il problema ma in nessun ospedale lo avevano capito. Mi hanno consigliato di fare dei massaggi di fisioterapia  e di assumere molto calcio. Il tempo però passava ed io stavo sempre peggio.  Il medico ha visto che la mia situazione non migliorava e mi disse di andare in un ospedale specializzato in tumori”, spiega Maria.

Le nuove visite nell’ospedale consigliato, le scoprirono un tumore alla gamba e l’unica soluzione era amputarla.

Dopo quattro mesi dall’ incidente il tumore era arrivato a uno stato avanzato e dopo diversi controlli esami, risonanze e tac le è stato diagnosticato il tumore Ostio Sarcoma Ossea al quarto livello,con metastasi ad entrambi i  polmoni.

“I medici mi hanno detto che la possibilità di guarire era minima. I miei genitori hanno insistito dicendo di provare con la chemioterapia anche se la situazione era grave.
Dopo la prima chemio sono stata molto male e il medico mi disse che se il dolore non fosse passato fino al giorno dopo sarebbero stati costretti ad amputarmi la gamba visto che si era gonfiata tanto.
Per fortuna i dolori erano svaniti e così ho continuato con altri cicli, sette in totale.
Dopo mi e stato fatto un intervento alla gamba che consisteva nel sostituirmi l’osso con una protesi interna chiamata endo protesi. Ho fatto poi altri tre cicli di chemio, poi un intervento ai polmoni,e dopo ancora altri sei cicli di chemio”, continua a raccontare Maria.

Dopo tutti questi interventi si preannunciava la guarigione della ragazza, in realtà era solo l’inizio.
E’ stata bene per tre  anni, aveva iniziato  a camminare e sembrava che andasse tutto bene.
Una volta all’anno andava a Kiev per allungare la protesi esterna, perchè crescendo diventava sempre più corta.

La quarta volta le hanno detto che non si poteva più allungare e che doveva cambiare la vecchia protesi con una più lunga. Purtroppo i medici sbagliarono le misure,  mettendole  una protesi più lunga che le causò ulteriori  problemi.

“Mi e stata tolta dopo pochi giorni sostituendola con un tipo di cemento e delle medicine sperando di curare l’infezione. Sono stata con la ferita aperta e sulla sedia a rotelle per quasi un anno.
I miei genitori disperati provarono a trovare un modo per portarmi in Italia ,e così hanno chiesto aiuto a mia zia.  Arrivata in Italia, la zia prese  un appuntamento privato all’  ospedale Gaetano Pini.
Facendo diverse visite hanno visto qualcosa ai polmoni e pensarono che si trattasse di una malattia.

Cosi mi mandarono al Humanitas di Rozzano per fare  un’altro intervento.
Dopo l’operazione mi hanno detto che non si trattava del tumore ma che non avevano fatto bene il primo Intervento e così si erano formati  dei nodi. Dopo tre mesi in quel ospedale sono stata trasferita di nuovo al Gaetano Pini dove mi e stato fatto il mio primo intervento alla gamba in Italia.Dopo l’operazione sono stata bene per 5 anni e sono tornata a casa. Venivo in Italia a fare un controllo una volta all’ anno. Dopo questi cinque anni l’infezione e tornata e sono stata operata diverse volte,ma purtroppo sono arrivata all’ amputazione che e stata fatta il 18 maggio 2017 .

Dopo l’intervento ho passato un momento difficile nel quale ho cercato di accettarmi così come sono e di ringraziare per essere sopravvissuta
Dopo l’amputazione ho avuto altri 3 interventi per un infezione al moncone”, conclude Maria.

Per contribuire alla raccolta fondi in aiuto di Maria, per l’acquisto della protesi, è possibile effettuare una donazione che abbia come causale la dicitura “Maria”. al seguente Iban

IT49M0200833470000102887803 – MONDODISABILE.IT

Ringraziamo già da ora per quanto potremo fare tutti insieme

Preventivo
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