Emergenza sanitaria e riflessi sul turismo: meno vacanze per gli italiani

Zona Prestiti
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L’avvio della “Fase 2” in Italia con l’annessa riapertura graduale di tutte le attività produttive, dapprima chiuse forzatamente nel periodo di lockdown, ha fatto emergere le conseguenze negative generate sul settore del turismo.

A tal proposito, occorre considerare che da un lato le imprese hanno subito il blocco totale ed inaspettato dei guadagni per circa tre mesi e dall’altro le condizioni economiche della generalità degli italiani sono nettamente peggiorate rispetto allo scorso anno.

Difatti, secondo quanto emerso da una recente indagine statistica, nel periodo estivo compreso tra giugno ed agosto 2020 gli italiani che si concederanno una vacanza sono soltanto il 48%, mentre nel 2019 tale percentuale raggiungeva addirittura il 70%.

Non solo. Risultano cambiate anche le preferenze degli intervistati, tanto in ordine alla durata del soggiorno quanto alle destinazioni: ad oggi, la maggior parte dei turisti optano per pernottamenti brevi (2 o 3 notti), tra l’altro restando nei pressi della propria Regione di residenza. Il mare è sempre al vertice della classifica con il 49% delle scelte, seguito dalla montagna con il 23% e dalle città d’arte con il 15%.

In ogni caso, secondo recenti previsioni, i prezzi subiranno un aumento generalizzato del 20%, anche in considerazione delle ulteriori spese incombenti sulle strutture per l’igienizzazione periodica dei locali e per l’adozione di tutte le misure necessarie alla tutela dei dipendenti e dei clienti.

Proprio per questa ragione, la vera novità di questa stagione estiva è costituita dal cosiddetto “turismo open air”, ovvero fatto di vacanze all’aperto, ad esempio in un villaggio o su un camper.

Ad ogni modo, soprattutto in un periodo di grave crisi economica come quello che sta attraversando il nostro Paese in questi mesi, alcune famiglie potrebbero non disporre del denaro necessario da investire in una vacanza, anche laddove dovessero scegliere delle mete meno dispendiose.

Pertanto, potrebbe essere utile accendere un finanziamento presso un istituto di credito, previa valutazione dell’offerta più conveniente tra tutte quelle presenti sul mercato.

A seconda delle necessità economiche del richiedente ed in base alla sua posizione lavorativa, a solo titolo esemplificativo, si può ricorrere ad una cessione del quinto dello stipendio o della pensione, oppure ad un prestito finalizzato.

In ogni caso, si consiglia di richiedere alle banche o alle finanziarie cui ci si è rivolti un preventivo di prestito, che costituisce una forma di tutela formale per il cliente, che potrà avere contezza immediata delle condizioni contrattuali e del reale costo del prestito (per ulteriori approfondimenti sulle tipologie di prestito e sull’utilità del preventivo: https://www.zonaprestiti.com).