Piede Diabetico: cure tempestive

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Piede diabetico: pazienti e operatori #BeCareFoot! Al via una campagna per promuovere maggiore informazione e cure tempestive

Per la prima volta, le Linee Guida Internazionali raccomandano una medicazione per il trattamento dei pazienti diabetici portatori di lesione al piede

Ogni anno in Italia le lesioni del piede diabetico causano circa 7.000 amputazioni, con un’aspettativa di vita che, in 7 casi su 10, non supera i 5 anni dall’intervento (inferiore a quella dei malati di tumore). Per sensibilizzare pazienti e operatori sanitari, partirà a breve la campagna #BeCareFoot, mentre gli esperti nazionali del piede diabetico, in collaborazione con il Gruppo di Studio intersocietario AMD-SID, si danno appuntamento il 7 febbraio a Firenze, per discutere delle nuove Linee Guida internazionali e della loro implementazione in Italia.

L’edizione 2019 delle Linee Guida, per la prima volta, raccomanda una medicazione specifica per il trattamento topico delle lesioni del piede diabetico neuro-ischemico. La raccomandazione arriva in seguito alle evidenze dello studio clinico internazionale EXPLORER, pubblicato su The Lancet Diabetes & Endocrinology, che confronta l’efficacia della matrice TLC-NOSF, rispetto a una medicazione neutra, su pazienti con lesioni neuro-ischemiche del piede diabetico. Il trattamento TLC-NOSF (saccarosio octasolfato) ha dimostrato di guarire il 60% di pazienti in più, 2 mesi prima rispetto al gruppo di controllo.

 In Italia il piede diabetico ha una prevalenza di circa 300.000 casi. È una grave complicanza sottovalutata e spesso trascurate del diabete, caratterizzata da una lesione che compare sul piede dei pazienti. La probabilità che una persona con diabete incorra in una qualsiasi tipologia di lesione al piede, nel corso della propria vita, è pari al 25%. Secondo i dati degli Annali AMD, solo il 20% dei soggetti diabetici viene sottoposto a un controllo annuale dei piedi.

La diagnosi precoce di questi pazienti è cruciale perché prima si interviene per “chiudere” la lesione, più chance ci sono di proteggere i tessuti dall’insorgenza di infezioni e dal conseguente rischio di amputazione. Proprio con l’obiettivo di informare i pazienti sulla prevenzione, renderli consapevoli dei campanelli d’allarme e fornire loro indicazioni su quando sia necessario rivolgersi al diabetologo per un controllo del piede, Urgo Medical a marzo lancerà anche in Italia la campagna europea #BeCareFoot. Hub digitale al centro di tutto il progetto sarà il sito www.becarefoot.it. L’iniziativa, che prevede contenuti social e diversi materiali educativi, cercherà di sensibilizzare, oltre ai pazienti, anche gli operatori sanitari nella gestione delle lesioni del piede diabetico.

“La guarigione è influenzata da una presa in carico tempestiva del paziente: quelli inviati a un Centro specialistico dopo 52 giorni hanno ridotte possibilità di guarigione (<58%) rispetto a chi, invece, viene trattato subito”, sottolinea Cristiana Vermigli Coordinatore eletto del Gruppo di Studio intersocietario AMD-SID sul Piede diabetico, Responsabile del Centro di riferimento regionale Umbria per la diagnosi e la cura del Piede diabetico e tra i referenti scientifici dell’evento del 7 febbraio a Firenze.

“Il modello organizzativo Fast-Track (FT), attraverso un maggiore coordinamento tra medicina del territorio e centri dedicati, intende proprio favorire diagnosi precoce, trattamento tempestivo e riduzione dei tempi di guarigione. I buoni esiti dipendono dal coinvolgimento multidisciplinare di tutti gli operatori sanitari ai diversi livelli del percorso: il diabetologo è il regista che si interfaccia con altri specialisti, con i medici di famiglia, gli infermieri e i farmacisti. L’obiettivo è guadagnare tempo per salvare tessuto: ‘time is tissue’”.