Bastard Sons of Dioniso: “Cambogia” in tour

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Continua il tour di presentazione di “Cambogia”, il nuovo album di inediti dei Bastard Sons of Dioniso, uscito per l’etichetta Fiabamusic. L’album arriva dopo sei dischi, un EP, quasi 600 concerti e la partecipazione ai maggiori festival italiani.

Tra le ultime imprese del gruppo, il simbolico video del singolo “Venti Tornanti”, uscito lo scorso 10 aprile e girato ad oltre 3000 metri sulle Dolomiti.

In occasione dell’uscita del video, inoltre, i The Bastard Sons of Dioniso, venerdì 13 aprile, sono stati ospiti nella trasmissione televisiva “Il mondo insieme”, condotta da Licia Colò su Tv2000.

IL DISCO “CAMBOGIA”
“Cambogia” è sinonimo di caos. “Cambogia” è una forte metafora per descrivere la guerra che ognuno conduce verso se stesso. Quella che, se uno vince, segna l’esistenza.

Ma “Cambogia” altro non è che il nome con cui Gianluca Vaccaro, tecnico del suono e produttore di molta della bella musica italiana, da poco scomparso, distingueva sorridendo gli artisti più confusionari o i prodotti musicali più esplosivi e disordinati.

Per questo “Cambogia” è contemporaneamente il titolo del disco e un manifesto saluto a un caro amico. In una parola, una dedica che ben riassume il senso del progetto musicale.

Il disco contiene nove brani fatti di vie assolate, strade innevate, geolocalizzazioni, mari di montagna, catene e vincoli da social. La finestra di The Bastard Sons of Dioniso si apre sul mondo e il mondo si apre su quella finestra. Siamo tutti dentro e fuori contemporaneamente.

“Cambogia” è il frutto del sudore speso sui palchi: come una dinamo, trasmette musicalmente l’energia e l’adrenalina accumulate in anni di live. Se la realtà è complessa, il messaggio dei Bastard in queste canzoni è chiaro: dire che “le cose stanno così” vuol dire già tradirla, la realtà. Alla fine, a salvarci, saranno i poeti e il rock’n’roll.

Il disco si chiude, passando per ballate e sterzate, ambienti chiusi e spazi aperti, arie viziate e polmoni pieni di alta quota, con un pezzo come “Benvenuti nel mio modo”, che grida un concetto potente: siete voi gli invitati, non arrivate fin qui a mani vuote, portate del vostro meglio.