Olimpia EA7 Emporio Armani Milano – Acea Roma

Assago (Milano), 2 marzo 2014 di Stefano Daprile. La partita: alla palla a 2 saltano Samuels e Mbakwe. Priva di Langoford, out per precauzione, Milano completa il quintetto con Hackett, Gentile, Moss e Melli, mentre Coach Dalmonte sceglie Mayo, Goss, Jones e Hosley.

L’avvio di partita non è dei più entusiasmanti. Milano senza la sua punta di diamante prova a spostare il baricentro del suo gioco sotto le plance, ma i canestri iniziali arrivano soprattutto sfruttando il dinamismo di Moss. Roma costruisce ancora meno, se non palle perse a ripetizione che permettono a Milano un 12 a 4 dopo 6 minuti di gioco. Qui l’Emporio si intenerisce in difesa e concede il parziale di 8 a 0 ai capitolini che impattano la gara a quota 12. Finite le carinerie, Milano torna in se e il finale è tutto suo. Il finalmente positivo in attacco Melli piazza la tripla che scrive il suo personale bottino in doppia cifra, poi Hosley perde la testa e si fa fischiare un antisportivo letale per la Virtus. Hackett fa infatti gran bottino dalla lunetta con un 4 su 4 e ancora Melli nel possesso successivo trova il 21 a 13 sulla sirena.

Ancora Melli inaugura la seconda frazione lanciando il primo vantaggio in doppia cifra della gara. La giovane ala è letteralmente indemoniata . Sua la schiacciata del +11 e i suoi 16 punti personali a referto sono gli stessi di tutta Roma.

L’Olimpia è già imprendibile, lo sa Roma e lo capisce l’idolo del Forum, Cerella, che sfrutta il momento piazzando altri 5 punti che dilatano ancor di più il vantaggio, ma soprattutto alzano il volume degli spalti. Moss trova 2 triple che doppiano i capitolini sul 40 a 20, Kangur senza pietà azzanna il cadavere dell’Acea per il +23. Hosley, con 6 punti consecutivi, cerca di farsi perdonare l’ingenuità della prima frazione e costruisce un’illusione di rientro per la Virtus. Il punteggio alla sirena è infatti un po’ meno amaro per Roma. L’Olimpia conduce 46 a 31 ma bastano le espressioni degli ospiti per capire che alla rimonta non ci crede nessuno, nemmeno Coach Dalmonte.

Si riprende con le Scarpette Rosse visibilmente rilassate. L’Acea a onor di firma fa sembrare ancora viva la partita. L’illusione dura qualche minuto e porta la Virtus fino al meno 9 in virtù del 54 a 45 scritto sui tabelloni. E’ il momento in cui le scarpette rosse svelano il trucco. Basta un minuto, quello in cui Cerella, Melli e Jerrells mitragliano la difesa capitolina con 3 triple consecutive che rimettono Milano sopra 63 a 45. Non c’è più spazio per altri magheggi con la frazione che termina 63 a 47.

Il garbage time dell’ultimo quarto serve solo a concedere la standig ovation per Melli, autore del suo massimo in carriera con 24 punti, e per Bruno Cerella, ex ranocchio di inizio stagione, ora tramutatosi in principe a suon di prestazioni convincenti tutte cuore e grinta. Milano vince 85 a 61 e con un Cerella così nessun obiettivo è irraggiungibile.

Pagelle: Gentile 6,5 – Cerella 7,5 – Melli 8 – Hackett 6,5 – Kangur 6 – Langford n.e. – Samuels 6 – Wallace 5,5. – Lawal 6 – Moss 7 – Jerrells 6,5.