“Go!”

"Go!"

Alice Lizza è davvero una ragazza vulcanica. Dagli esordi a livello locale nel suo Abruzzo, passando per importanti esperienze di carattere nazionale, non ha mai perso quella curiosità che, di volta in volta, le ha permesso di raccontare il mondo in tv con passione ed entusiasmo.

Elementi evidentemente contagiosi, se si considera che tutte le trasmissioni condotte da questa brillante 27enne risultano interessanti. L’ultima creatura di Alice, in ordine di tempo, si chiama “Go! L’America tra la beat e la byte generation” e le ha offerto una vetrina molto importante, essendo andata in onda su Raitre per sei settimane, ogni martedì notte. Go!’ è stato un coast to coast da New York a San Francisco e, soprattutto, un confronto generazionale tra beatnik e nativi digitali.

Sei puntate (realizzate insieme a Davide Starinieri) che hanno narrato il viaggio nel continente dei grandi miti e del sogno americano, dove Alice Lizza ha scoperto on the road il senso delle interazioni e della libera espressione. Al centro di “Go!” c’è stata la ribellione, l’inquietudine e la ricerca di sé avviata negli anni ’50 da Kerouac, Ginsberg e soci e ancora viva oggi nello spirito della net generation: due linguaggi e strumenti diversi, ma la stessa voglia di incidere sulla realtà alla ricerca della verità.

La narrazione del programma è così avvenuta attraverso gli occhi di due generazioni: la Beat e la Byte. “Quando ho immaginato ‘Go!’ prima di partire – spiega la Lizza – non avrei mai pensato che quella parola, ‘Go’, sarebbe stata onnipresente. We have to go. Let’s go. We’re going. It’s time to go. E quando mi sono fermata, alla fine del mio andare, dopo un mese di sogni, mi sono accorta che ‘Go’ era l’unico verbo del quale avevo capito il senso”.