Ulisse in viaggio… intorno al cibo

Marco Paolini foto di Tommaso Gastaldi

Al Piccolo Teatro Strehler le letture e riflessioni

con Marco Paolini, don Virginio Colmegna, Eva Cantarella.

Dalla sala diretta tv attraverso tre postazioni video in Piazza Wagner

Le donne rom distribuiscono agli spettatori il pane fatto da loro

 

Gli “Ulissi”… invadono Milano. Mentre cresce l’attesa per il debutto di Odyssey, la grande coproduzione del Piccolo con il Teatro Nazionale di Atene (2-24 aprile allo Strehler), la rassegna itinerante Ulissi / Viaggio nelle odissee, organizzata dal Piccolo in collaborazione con il Comune di Milano, si sta rivelando un’iniziativa che coinvolge e appassiona l’intera città.

Commenta il direttore del Piccolo Teatro, Sergio Escobar: “Questo straordinario successo è il segno tangibile della validità di un percorso che conferma quanto l’idea di ‘cittadinanza’ sia sentita come centrale e vissuta con passione dalla città. Molto più di un evento sporadico è l’occasione per condividere le tante domande e speranze che attraversano il mondo e la nostra vita quotidiana.  Un percorso che ci stimola a scoprire la nostra identità nei tanti volti che incontriamo ogni giorno e a riflettere sui tanti io in cammino verso un’Itaca possibile. Un viaggio intorno al viaggio e intorno all’io, spinti dalla necessità di leggere la realtà al di là delle nostre certezze di comodo”.

Dopo gli affollatissimi incontri-spettacolo tenutisi a Palazzo di Giustizia, al Pub Matricola, alla Casa della Carità, il Piccolo, per poter esaudire le centinaia di richieste degli spettatori, è costretto a una variazione di sede: l’incontro-spettacolo “Non somigliava a un mangiatore di pane” – Intorno al cibo, con Marco Paolini, don Virginio Colmegna ed Eva Cantarella, in calendario giovedì 7 marzo alle 17,30, si terrà al Teatro Strehler, e non al Mercato rionale di Piazza Wagner come precedentemente programmato. La grande sala, con i suoi mille posti, garantirà la massima partecipazione del pubblico, ma al tempo stesso chi lo desidera potrà seguire l’incontro in diretta tv da Piazza Wagner attraverso tre postazioni video.

A rendere particolarmente atteso l’incontro-spettacolo del 7 marzo, che prevede letture e riflessioni a partire da testi di Omero, Alessandro Manzoni e Pedrag Matvejević, c’è un’iniziativa della Casa della Carità. All’uscita dallo Strehler verrà distribuito a tutti gli spettatori del pane. È il pane preparato dalle donne rom che, insieme alle loro famiglie e grazie all’accompagnamento del CeAS e della Casa della Carità, hanno compiuto negli ultimi anni dei percorsi di autonomia e inclusione sociale. Sono persone che si sono lasciate alle spalle la vita nei campi irregolari e che ora vivono senza problemi con i loro vicini e colleghi, cercando di assicurare ai loro figli un’istruzione e un futuro migliore.

Alcuni hanno già trovato casa e lavoro. Altri sono ancora ospiti del CeAS dove, all’interno del progetto Villaggio Solidale, è nata l’idea di produrre questo pane a partire dall’esperienza quotidiana.

“È un cambiamento di prospettiva”, spiega don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità e vicepresidente del CeAS. “Il pane non viene più donato, spesso in maniera assistenzialistica, a chi è in difficoltà, ma viene offerto da queste persone a tutta la cittadinanza nel contesto di un significativo evento culturale. E’ un grande segno di condivisione e di riscatto, un’occasione per sconfiggere la diffidenza e creare coesione, la dimostrazione che dalla marginalità si può uscire proponendo percorsi adeguati e combattendo ogni forma di discriminazione. Al tempo stesso”, conclude don Colmegna, “questa iniziativa non vuole essere solo una testimonianza, ma un modo per fare emergere con forza il desiderio di autonomia di queste persone, la domanda pressante di opportunità di impiego che rilanciamo ad istituzioni e cittadinanza da un palco importante come quello del Piccolo Teatro”.

 

L’incontro-spettacolo, con la regia di Marco Rampoldi, è a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Per prenotare scrivere a comunicazione@piccoloteatromilano.it.

Il pane come metafora del rapporto con gli altri

 

Uno dei passi più noti ed emozionanti del poema omerico è senza dubbio quello in cui Odisseo assiste impotente all’orrido pasto con il quale il ciclope sbrana due suoi compagni. Il cannibalismo è, nell’antichità, il simbolo dell’assenza di civiltà. E a spingere verso questo violento costume alimentare è la non conoscenza dell’agricoltura, la non conoscenza del pane. Come racconta splendidamente Predrag Matvejević, l’uomo si affaccia alla soglia della storia nel momento in cui, preparando il pane, si differenzia dai suoi antenati. Si avvicina agli immortali, che non mangiano carne. Il pane diventa metafora del rapporto con gli altri: “negare il pane, significa negare la vita al prossimo”, e questo porta alla disgregazione sociale, agli assalti ai forni di manzoniana memoria, o a malattie, come la pellagra, che sembrano rimandare ad un passato molto più remoto di quanto non sia. Viceversa condividere il pane, significa fare veramente comunione, significa comunicare attraverso e ‘intorno’ al cibo, come simboleggiato dal topos del banchetto. E solo dopo essersi seduto a tavola, ed aver “esaurito la voglia di cibo e di vino”, Odisseo può iniziare il suo racconto.

Marco Rampoldi