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mercoledì, Luglio 22, 2026

Salento: Riti religiosi per Pasqua

Numerosi sono gli appuntamenti in calendario nella Regione Puglia durante il periodo che precede la Pasqua e fra questi citiamo:

La località di Oria in provincia di Brindisi anticipa tutti i riti pasquali con ogni giovedì di marzo sino a Pasqua con la statua di Gesù morto che viene portata in processione e  la partecipazione dei confratelli vestiti di nero mentre i bambini azionano la “troccola”, uno strumento in legno che emette un particolare rumore con partenza dalla Chiesa delle Benedettine sino alla Cattedrale dove verrà celebrata la Messa. Oria è un’antica città medioevale, prescelta dall’imperatore Federico II nel 1225, per attendere, nel magnifico castello della città, l’arrivo della sua sposa dall’Oriente, Jolanda di Brienne, che avrebbe poi sposato nel Duomo di Brindisi. In attesa che arrivasse la sua consorte (che aveva già sposato per procura, prima che partisse) Federico II con la sua corte promuoveva faraoniche feste di addio al celibato e istituì il Torneo dei rioni che si celebra ancora oggi dove visse fino all’800 una prospera comunità e  nacque Donnolo, un famoso medico al quale è intitolato l’ospedale di Tel Aviv.

 

A Francavilla Fontana (Brindisi) i Pappamusci, confratelli incappucciati con passo cadenzato e a due a due visitano Giovedì Santo i sepolcri delle numerose chiese esistenti in città:   la sera successiva, venerdì santo, gli incappucciati e a piedi scalzi caricano sulle spalle “lu trau”, una croce di legno pesantissima trascinandola lungo il percorso e condividendo in questo modo la Passione di Gesù.

 Grecia Salentina. Da Martignano, nel cuore della Grecìa Salentina arriva l’eco dei Canti della Passione, canti intonati nella lingua grika, un dialetto molto simile al greco arrivato nel Salento con i primi coloni grecì nell’Antichità classica e ulteriormente rinverdito dai monaci bizantini in fuga dall’Oriente nel XI secolo per le lotte iconoclaste.

Durante la Settimana Santa i contadini giravano per le case dei borghi o andavano nelle masserie per cantare I Canti della Passione dove si narrava con commozione la Storia di Gesù. Il canto terminava frequentemente con un dono: la “puccia” (il tipico pane salentino), un po’ di formaggio e  qualche uovo. Per conservare le tradizioni a Calimera è molto attiva una scuola di griko per bambini e adulti, un dialetto utilizzato anche per pregare in attesa della Pasqua. Ma Calimera è famosa per il Rito della Rinascita che si celebra il Lunedì dell’Angelo: gli abitanti si danno appuntamento davanti alla chiesa di periferia San Vito situata tra alberi di ulivo e muretti a secco. Al centro della chiesetta   si erge una pietra forata attraverso la quale passano grandi e piccini ricordando il parto e quindi la rinascita, evocando  fortuna e fertilità.

 

La Pasqua è preceduta nel Salento dalle Tavole di San Giuseppe introdotte dal popolo albanese durante il Medioevo. Si tratta di un rito che ricorda quanto il territorio sia stato in passato un incontro di popoli e di culture e il 18 e il 19 marzo di ogni anno vengono allestite nelle case dei privati e in piazza le Tavole di San Giuseppe. A Erchie, il 19 marzo, lungo tutto il corso principale si preparano 13 pietanze strettamente legate alla simbologia cristiana e all’arrivo della Primavera si propone  il pesce fritto, simbolo di Gesù, le ncartiddhate, dolci tipici ricoperti di miele;  piccole fasce di pasta fritta e avvolta su se stessa fino a formare una rosellina che ricorda le fasce di Gesù Bambino; la mattra: pasta fatta in casa, in parte bollita e in parte fritta condita con i ceci che ricorda i colori del narciso; li pampasciuni, cipolline selvatiche dal gusto amarognolo legati all’arrivo della bella stagione; infine i grandi pani a forma di ruota con le arance al centro. Impedibili gli uccelli di pane portafortuna: allontanano il maltempo dalle case e dai raccolti. A mezzogiorno il sacerdote benedice le Mattre e tutti prelevano un po’ di quel cibo. La sera precedente, il 18 marzo, viene acceso nella zona 167 un grande falò, alto più di dieci metri e di 16 di diametro. E’ l’ultima festa del fuoco del Salento, che segna l’arrivo della Primavera. Erchie è famosa anche per il quarto giovedì dopo Pasqua che festeggia Santa Lucia nel cui Santuario vi è una fonte da cui sgorga acqua, pare miracolosa per la guarigione degli occhi.

Carlo Torriani

 

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Davide Falco

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