Novate: Minoranza non si presenta al Consiglio Comunale per il PGT

Capogruppo Angela De Rosa

I gruppi di minoranza non prenderanno parte ai Consigli comunali convocati in questi giorni per l’approvazione del Piano del Governo del Territorio. Dopo averlo preannunciato alla conferenza dei capigruppi dello scorso venerdi 14 dicembre scorso, hanno affidano la conferma della loro scelta ad una lettera in cui i gruppi consiliari di PdL, UpN, UdC e Lega Nord spiegano i motivi della scelta.

“Non è stato facile decidere di non partecipare ai Consigli comunali in cui è prevista la discussione sul Piano del Governo del Territorio”- chiosano i Capigruppo di minoranza- “Abbiamo sempre creduto, infatti, che l’importanza del nostro ruolo dovesse superasse la logica dei numeri, però, ci siamo resi conto che questa maggioranza, viceversa, basa tutta la sua forza solo su quella numerica infischiandosene dei contributi che potremmo dare”. “Nel merito dei contenuti, non abbiamo la pretesa di avere ragione e che si debba fare quello che proponiamo” – continuano Angela De Rosa, Luigi Zucchelli, Giacomo Campagna e Massimiliano Aliprandi. “Infatti, riconosciamo al centro sinistra il diritto di amministrare ma, nel rispetto dei ruoli,  rivendichiamo il diritto dovere di essere ascoltati”. “La prassi di questa maggioranza, su tutti i temi rilevanti per il territorio e per la comunità novatese, è quella di arrivare sempre all’ultimo momento con documentazione incompleta ed imprecisa non permettendo ai gruppi di minoranza di conoscere approfonditamente i contenuti delle delibere che sono oggetto di scelte da parte del Consiglio Comunale. Pare ci sia una scientifica volontà di soffocare, a priori, il confronto tra maggioranza e minoranza”.

Durante la fase preparatoria, prima di arrivare al Consiglio comunale, si è svolta una sola Commissione Urbanistica, nella quale non sono state illustrate le novantuno osservazioni pervenute al Piano del Governo del Territorio e nemmeno le controdeduzioni elaborate dall’Amministrazione comunale.

“Nel corso dei tre anni e mezzo di Giunta Guzzelloni, abbiamo evidenziato, più volte e in tanti modi, la frattura istituzionale che si stava determinando,  ma tutti i nostri appelli sono caduti nel vuoto”.     

Non ci resta che prendere amaramente atto della realtà: “ci arrendiamo all’arroganza di chi vuole fare dell’ignoranza la propria forza. Ci arrendiamo all’arroganza di chi, invece, di favorire il dialogo, nel rispetto dei ruoli, quale momento di crescita individuale e comunitaria, preferisce erigere muri dell’incomunicabilità confondendo la furbizia con l’intelligenza”.