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martedì, Luglio 28, 2026

Il Natale, festa del corpo e dello spirito ?

Natività

di Cinzia Randazzo

Ogni anno tutti, chi più chi meno, si preparano ad accogliere la festa del santo Natale. Ma ci siamo mai chiesti in che cosa consiste questa preparazione? Nel comprare i panettoni o dolci simili che ormai da anni sono ritenuti “tipici” di Natale, o nell’allestire il presepe che, insieme all’albero di Natale, addobbato di palline luccicanti che finiscono alla cima dell’albero con la cometa, dà al Natale un senso più religioso? Ambedue le azioni non sono di per sé contrastanti, anzi in simbiosi le une nei confronti delle altre, perchè ambedue concorrono a creare un’atmosfera in cui vengono soddisfatti i valori del corpo e al contempo quelli dello spirito.

In che senso quindi il Natale contribuisce a vivificare la coscienza dell’umanità? Se è vero che l’anima è la forma del corpo, stando al noto principio metafisico dello Stagirita, i pasti che mangiamo a Natale, compresi i panettoni e via dicendo, nutrono la vita del corpo, ma non a scapito di quella dello spirito, perchè il corpo non è in contraddizione con lo spirito, anzi se il corpo sta bene anche lo spirito ne trae giovamento.

A partire da tale ottica, allestire un buon pranzo a Natale giova non solo all’organismo, ma anche alla nostra mente perchè questa, ricevendo dall’organismo le sostanze necessarie per espletare le proprie risorse di ordine trascendente, volge il suo sguardo verso Gesù bambino per poterle impiegare nelle attività che nutrono la vita dello spirito.

Ognuno di noi può liberare le energie spirituali nella contemplazione e nella meditazione, aprendo il proprio cuore all’avvento di un bambino innocente che bussa alla porta delle nostre anime, per ridare all’uomo di ogni tempo la felicità perduta; felicità che si concretizza nell’entrare in amicizia e in confidenza con l’Altro, perchè in lui si realizzano le nostre facoltà spirituali. Il cibo quindi nutre la vita del corpo, il quale è all’unisono con quella dello spirito, cioè col nostro modo di essere per l’Altro e con l’Altro.

Sotto questo profilo noi tutti siamo chiamati ad aprire il nostro cuore a Gesù bambino per riceverlo come parte integrante della nostra umanità e non come un qualcosa di estraneo da ripudiare.

 

Davide_Falco
Davide Falco

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