Euro 2012, troppo Spagna per l’Italia

La Spagna trionfa in Ucraina

Kiev (Ucraina), 1 luglio 2012 di Fiorenzo Di Costanzo. La speranza azzurro si è tinta di rosso e il più dolce dei sogni si è tramutato in un di quei incubi che si fatica a dimenticare dopo il risveglio. Si, perché le Furie Rosse sono state tali sul campo da gioco, non hanno dato un attimo di respiro alla nostra nazionale malconcia e sono state spiedate, realizzando quasi tutte le palle gol create e il risultato finale, 4 a 0, spiega bene il dominio assoluto della Spagna. L’Italia però non deve rammaricarsi, perché dopo il flop mondiale del Sud Africa nessun tifoso poteva sperare in un trionfo nella competizione continentale ed invece i ragazzi del C.T. Prandelli sono andati ad un passo dalla realizzazione di un sogno: interrompere il dominio della Spagna che con la vittoria sugli azzurri entra definitivamente nella storia del calcio essendo riuscita a conquistare tre competizioni consecutive, 2 europei e 1 mondiale.
Il C.T. Prandelli, per la partita finale, si affida allo schema (4-3-1-2) e agli uomini più collaudati: Buffon; Abate, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Marchisio, Pirlo, De Rossi; Montolivo; Cassano, Balotelli. La Spagna risponde con lo schema stile Barcellona, un 4-3-3- privo di centravanti di ruolo: Casillas; Arbeloa, Pique, Sergio Ramos, Jordi Alba; Xabi Alonso, Xavi, Busquets; Silva, Fabregas, Iniesta.
L’avvio degli Azzurri fa ben sperare i tifosi italiani e quando Cassano e Pirlo, dopo appena 2 minuti, dialogano bene giungendo alla conclusione sembra essere una serata positiva per l’Italia. Ma la Spagna ben presto prende in mano il pallino del gioco e inizia a chiudere la nostra nazionale nella propria tre-quarti di campo rendendosi pericolosa prima con un colpo di testa di Sergio Ramos che finisce alto. poi dalla distanza con una conclusione di Xavi ribattuta da De Rossi ed infine con Fabregas che sfiora la traversa. Siamo solo al 10′ minuto ma si è già capito che sarà una partita tutta da soffrire con l’Italia che cerca di colpire con rapide ripartenze, ma Casillas è sempre molto attento e funge da vecchio libero su un Balotelli lanciato a rete. Il muro dell’Italia però non regge a lungo alla pressione spagnola e al 14’minuti Silva segna la prima rete iberica: Fabregas porta fuori posizione Chiellini e affrontandolo nell’uno contro uno riesce a mettere dalla linea del fondo una palla solo da spingere in fondo alla rete azzurra sulla quale si avventa il fantasista del Manchester City. Gli azzurri sembrano accusare bene il colpo ricevuto e con l’ingresso di Balzaretti, subentrato all’infortunato Chiellini, ritrova nuova energia sulla fascia sinistra d’attacco, con il palermitano che riesce a mettere un paio di cross interessanti. Le manovre azzurre tuttavia non sono ficcanti e si va alla conclusione solo dalla distanza e al termine di azioni individuali: due volte Cassano e una volta Balotelli cercano di scaldare le mani di Casillas, ma le loro conclusione o sono imprecise o poco ficcanti. La Spagna comunque non soffre le iniziative degli azzurri e, anzi, nella fase finale del primo tempo riesce a trovare anche il raddoppio: Xavi parte palla a piede dalla propria metà campo, con il nostro centrocampo che resta a guardare e così per il genietto del Barcellona è troppo facile far filtrare la palla decisiva per Jordi Alba che dinnanzi a Buffon è freddo ed insacca la rete del 2 a 0. Il colpo è di quelli che manderebbero a tappeto anche il più coraggioso e incosciente dei pugili, tuttavia Montolivo, uomo di fiducia di Prandelli, tenta la conclusione dal limite, ma Casillas è ben piazzato. Il primo tempo si conclude con il sinistro dai 25 metri di Silva, ben bloccato da Buffon.
In avvio di ripresa Di Natale prende il posto di Cassano e l’attaccante napoletano ha subito la palla buona per riaprire la partita ma sul cross di Abate il suo colpo di testa finisce alto. La Spagna però ha troppa voglia di giocare e di far sua questa finale e un superbo Fabregas impegna da solo l’intera retroguardia italiana prima con un tiro da fuori poi con una magia all’altezza dell’area dei 3 metri ma il riflesso di Buffon, misto ad un pizzico di fortuna, è ottimo. Ma l’Italia non molla e tenta di riacciuffare la partita ed è ancora Di Natale a sfiorare la rete del 2 a 1, su invenzione di Montolivo, ma Casillas in uscita è superlativo e neutralizza la sua conclusione. All’11’ della ripresa ecco però la vera svolta della partita: Montolivo lascia il campo per Tiago Motta, ma l’ex interista al primo allungo sente un fastidio al bicipite femorale e la sua gara termina così dopo appena 5 minuti. È notte fonda per l’Italia che ha già effettuato le tre sostituzioni e quindi deve giocare la restante mezzora in 10 uomini. La Spagna sembra non voler infierire, in vantaggio di 2 gol e in superiorità numerica, ma l’Italia non c’è più sul campo e anche non volendo gli iberici conquistano metri su metri con il loro possesso palla. Alla mezzora un ottimo Fabregas lascia il campo per Torres che, alla prima occasione buona, mette a segno la rete del 3 a 0, sfruttando al meglio una indecisione del nostro centrocampo che perde palla in maniera banale. Il copione si ripete dopo pochi minuti: Mata, subentrato da pochissimi secondi ad Iniesta, riceve palla da Torres ed è un gioco da ragazzi infilare Buffon in uscita. È la rete del 4 a 0. Il match termina dopo 3 minuti di recupero, ma gli azzurri erano scomparsi dal campo già allo scoccare dell’ora di gioco, dopo essere rimasti in 10 uomini, ma ciò non toglie nulla alla grandezza della prestazione della Spagna e alla sua straordinaria cavalcata vincente che dura ormai da ben 4 anni.

Spagna 4 – Italia 0: Silva 14’p.t., Jordi Alba 41’p.t., Torres 39’s.t., Mata 43’s.t.