Senza Pensioni

PRETESTI

“Siamo alla vigilia dello scoppio della bomba previdenziale e nessuno fa niente. Questo è il problema.” 

“Tagli ai costi della politica. Ci piacerebbe sapere come andrà a finire per quei 1813 deputati pensionati,  e i rispettivi 484 familiari che godono della reversibilità, che percepiscono un vitalizio in media di 6350 euro al mese.”

 “Appare quanto mai demagogico e intollerabile il dibattito sulle cosiddette pensioni d’oro. Il risultato è che dall’agosto 2011 al 31 dicembre del 2014 scatta un taglio del 5 per cento per le pensioni superiori ai 90.000 e fino ai 150.000 euro annui, che diventa del 10 per cento per gli importi superiori ai 150.000.

Una limatura che riguarderà circa 50.000 cittadini, e chiamarla ‘tassa di solidarietà’ più che sorridere fa di nuovo indignare.”

 “Lo scippo sulle pensioni delle donne: i 4 miliardi di risparmio da qui ai prossimi 10 anni, in seguito all’innalzamento dell’età pensionabile delle dipendenti pubbliche a 65 anni,

sarebbe dovuto servire per finanziare politiche a favore del lavoro delle donne, degli asili nido, della maternità. Ma così non è stato.”

 “I giovani che non versano i contributi avranno solo l’assegno sociale (poco più di 300 euro mensili al raggiungimento dei 65 anni di età).

Il che equivale a passare la seconda parte della vita a fare i conti con la povertà.”

“Il dato sorprendente è la quota versata dagli immigrati: nel 2008 ammontava a 7,5 miliardi (pari al 4 per cento del totale annuo di incassi dell’Inps).

Le entrate contributive degli immigrati sono elevate, molto basse risultano le uscite … Gli stranieri diventano così dei benefattori del nostro sistema pensionistico.”

“I dati diffusi dalla Ragioneria dello Stato parlano chiaro: i tassi di sostituzione (ovvero il rapporto tra la pensione e l’ultimo reddito percepito) sono destinati a dimezzarsi.”

SCHEDA LIBRO

La bomba previdenziale coinvolge lavoratori pubblici e privati, atipici e precari, liberi professionisti, artigiani e commercianti.

I giovani (per esempio chi è nato nel 1980) naturalmente sono i più penalizzati, andranno infatti in pensione con il 50 per cento del loro ultimo salario.

Una  generazione di esclusi e sprecati che si vede offrire solo lavori temporanei e sottopagati con la prospettiva certa di una pensione minima.

Il paradosso è enorme: sono loro, i 4 milioni di atipici e gli immigrati (insieme versano allo Stato italiano quasi 10 miliardi all’anno), cioè i più deboli, a sostenere le casse previdenziali (1,4 miliardi di attivo) e a pagare le pensioni di chi ha avuto un impiego sicuro e ben pagato.

Tutto da rifare: prima che scoppi uno scontro generazionale e sociale, bisogna investire sui giovani facendoli entrare molto prima nel mercato del lavoro, ed eliminare le iniquità tra lavoratori dipendenti e le molte categorie di lavoratori autonomi che questo libro denuncia.

In appendice i calcoli sulle pensioni future categoria per categoria, a cura di Daniele Cirioli.

Ignazio Marino lavora presso la redazione di “Italia Oggi” e si è sempre occupato di previdenza.

Walter Passerini, giornalista specializzato in economia, ha ideato e diretto “Corriere Lavoro”, settimanale del “Corriere della Sera”. Attualmente cura “Tuttolavoro”, inserto de “La Stampa” dedicato all’economia e al lavoro.