Schiuma Sclerosante

Un nuovo modo di affrontare le vene varicose di Massimo Pisacreta

Le vene varicose sono da sempre un problema rilevante sia per il disturbo clinico che comportano sia per l’evidenza estetica che le contraddistingue.

Quando la tumefazione delle vene varicose o varici si fa notare, i segni azzurri o verdastri al disotto dell’epidermide sono evidenti, quando disturbi come senso di pesantezza, bruciore, prurito o dolore alle gambe compaiono e si fanno insistenti, ecco arrivato il momento di intervenire per evitare che il peggioramento della situazione clinica porti a disturbi molto più gravi come, ad esempio, varicoflebiti, dermatosclerosi, eczema.

Chi soffre di questi disturbi è spesso renitente a farsi visitare dato che ha chiara nella mente la prospettiva di dover essere operato e, spesso, non ha intenzione di affrontare l’argomento con lo specialista per pigrizia e/o paura.

Ci sono sempre talmente tali e tanti impegni che il tempo per affrontare con serietà l’argomento non lo si trova mai. Oggi, grazie ad una tecnica innovativa la scleroterapia con schiuma sclerosante, il paziente ha un motivo in meno per evitare di curarsi correttamente.

Infatti con questa tecnica è possibile curare ambulatorialmente anche vene varicose importanti che fino a poco tempo fa necessitavano obbligatoriamente dell’intervento chirurgico. La schiuma sclerosante, infatti, ha un efficacia molto maggiore dei comuni liquidi sclerosanti e permette di ottenere l’occlusione anche di vene varicose di grosso calibro (foto.1)

Foto. 1 Iniezione con schiuma sclerosante di una grossa vene recidiva del poplite.

La tecnica di preparazione della schiuma sclerosante è estremamente semplice ed è stata messa a punto e quasi banalizzata dall’idea geniale di un flebologo italiano, il Dott. Lorenzo Tessari. La preparazione della schiuma sclerosante viene effettuata miscelando il liquido contenuto in una siringa con l’aria contenuta in un’altra siringa che comunicano attraverso un rubinetto (fig 2).

Per un effetto fisico noto spingendo alternativamente sugli stantuffi delle due siringhe si ottiene rapidamente la schiuma.

Fig. 2 Preparazione della schiuma sclerosante.

La siringa di sinistra contiene il liquido sclerosante, quella di destra aria.

Essa, iniettata nelle vene ammalate, garantisce un contatto con la loro parete più prolungato e, di conseguenza, un’azione sclerosante molto migliore su vene di calibro maggiore.

Dopo l’iniezione sclerosante e una pausa di tempo durante la quale si favorisce l’azione della schiuma sclerosante, si esegue un bendaggio compressivo e il paziente può riprendere le sue attività normali.

Questa terapia è adatta a qualsiasi paziente ma trova indicazione soprattutto in tutti i casi ove abbiamo una controindicazione all’intervento chirurgico come in pazienti anziani, in quelli che assumono terapie anticoagulanti, che hanno fattori di rischio importanti o che non possono in nessun caso lasciare la loro attività.

Il bendaggio viene tenuto per qualche giorno e viene sostituito poi con una calza elastica che deve essere portata per almeno un mese. Spesso per trattare completamente un arto inferiore sono necessarie più iniezioni e più sedute.

Solitamente le sedute sono settimanali. Per effettuare questa tecnica è indispensabile l’uso della tecnica ecografia sia nella fase diagnostica, per poter programmare la strategia terapeutica a seconda della situazione emodinamica delle varici del soggetto, sia in quella dell’iniezione, dato che tramite l’ecocolordoppler si può seguire il percorso della schiuma sclerosante e valutarne effetti e progressione.

Dott. Massimo Pisacreta
Chirurgo Vascolare

Ospedale Luigi Sacco
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