Eugenio Ripepi intervista

Eugenio Ripepi

Dopo quanto tempo arriva questo tuo primo cd? Quanto lavoro c’è dietro ?

L’Album “La buccia del buio” esce oggi nei negozi e su iTunes per l’etichetta CNI  , ma la gestazione è lunghissima. Sono l’autore di testi e musiche, e buona parte dei brani l’ho scritta dieci anni fa. L’incisione alla Ithil World di Fabrizio Noè a Imperia con l’ingegnere del suono Giovanni Nebbia e il successivo mastering al Nautilus di Milano risalgono a quattro anni fa. La sessione ritmica annovera Ellade Bandini alle batterie (Fabrizio De Andrè, Francesco Guccini, Paolo Conte); Marco Fadda alle percussioni (Ivano Fossati, Eugenio Finardi); Luca Scansani al basso elettrico (Enzo Jannacci, Ivan Graziani). Nonostante questo spiegamento di forze, il disco, prodotto da Milo Durante, è rimasto fermo per tantissimo tempo. È stato Riccardo Vitanza a considerare per primo il mio lavoro,  dando il la a tutto il meccanismo che ci consente di stare qui adesso felicemente a parlarne. Sto lavorando per l’Università nel campo della ricerca per il Professore Eugenio Buonaccorsi, fondatore a Genova del Teatro della Tosse e del Teatro dell’Archivolto, nonché già Presidente del Dams ligure; è Buonaccorsi, come Presidente di un neonato Corso in Pop Music per cui ho fatto alcune docenze quest’anno, che mi ha permesso di conoscere Riccardo Vitanza, Fabio Gallo e le persone che ora hanno fatto sì che il mio disco uscisse in rotazione nelle radio, anche Isoradio RAI, ricevendo ottimi riscontri . La persona che sta adesso investendo nella promozione è il Produttore Associato Antonio Cotta. Su Youtube c’è il videoclip de “La Luce Scalza”, prima traccia dell’album, http://www.youtube.com/watch?v=0c7j2tlZ1Dg . Tutti gli aggiornamenti via via sono segnalati sul mio sito www.eugenioripepi.com  e sulla mia pagina Facebook “Eugenio Ripepi” http://www.facebook.com/eugenio.ripepi?closeTheater=1 , anche collegata al sito.

Sì. Molto Lavoro.

C’è molta poesia nel tuo lavoro ed è apprezzabile. Forse un po’ concorrente rispetto al genere musicale attuale, non hai paura di non “emergere” ?

Grazie per la bella domanda. No.
Vediamola così. Ci sono tantissimi artisti “di tendenza”, diciamo, e persone che li indirizzano a essere come qualcuno. Quel qualcuno ha determinato il comportamento assunto come tendenza da quelli che pedissequamente seguono. Io non aspiro ad essere tra quelli che seguono. Io voglio essere quel qualcuno.

Quali sogni ha oggi un giovane musicista che comunque ha una maturità di 32 anni ?

Per quel che riguarda la mia musica, il mio sogno più grande è che venga conosciuta da un numero sempre maggiore di persone. Per quel che riguarda il mondo che ci sta intorno, mi piacerebbe che crescesse sempre di più la generazione di miei coetanei che si danno da fare per avere un mondo in cui non ci siano più i disequilibri economici e sociali che stanno devastando il pianeta e provocando i temibili conflitti del nuovo secolo.  

Definisci con 3 aggettivi il tuo cd

Aggettivo n.1: originale.

Mi sono dato da fare per questo risultato, ciò a cui tenevo di più. Preferisco piacere tanto o non piacere per nulla. Sono confortato riguardo a questo giudizio dagli ascoltatori, oltre che dai giornalisti, dai musicisti, dai Deejay e dagli addetti ai lavori in campo discografico.

Aggettivo n.2: destabilizzante.

Nelle prime tre tracce dell’album si possono ascoltare tre generi musicali molto diversi:

la n.1, “La luce scalza”, è un Pop dolce e raffinato, arrangiato con eleganza da Corrado Trabuio;

la n.2, “Pioggia a Falluja”, è un brano di impegno sociale con influenze etniche e strutture radicate oltre il campo della musica leggera, grazie all’orchestrazione di Valter Ferrandi;

la n.3, “Scomparso”, ancora sulle note dell’impegno, è invece un Rock duro, assemblato da Matteo Dolla dall’alto della sua esperienza nel campo. Quest’alternanza, che mi ha provocato non pochi problemi da parte di chi nella discografia non ha avuto in precedenza il coraggio di credere in me, rappresenta ora il punto di forza del mio album “La buccia del buio”.

Aggettivo n.3: meditato.

Non è un lavoro risolto in poco, come ho detto prima c’è voluto tantissimo tempo e lavoro per concretizzarlo. Le scelte non sono casuali; sono anzi ponderate fino all’esasperazione del sottoscritto, per poter essere sicuro di avere qualcosa che mi potesse rappresentare sempre, al di fuori da mode e tendenze.

Adesso il giudizio sarà di chi si disporrà all’ascolto. E io ringrazio tutti fin d’ora, e “Dietro la Notizia” per questa bella intervista.

Intervista a cura di Davide Falco