Oncogeriatria

Palazzolo - Don Gnocchi

Ha preso il via il 13 giugno, all’Istituto “Palazzolo-Don Gnocchi” di Milano (via Palazzolo, 21) l’innovativo progetto che coniuga oncologia e geriatria, iniziativa all’avanguardia sostenuta dalla regione Lombardia. Si tratta del nuovo reparto di degenza per pazienti di età superiore ai 65 anni, affetti da patologia neoplastica: 27 posti letto, accreditati con il Servizio Sanitario Regionale, con accessi diretti o da altri centri ospedalieri dopo interventi di chirurgia oncologica o radioterapia. Il reparto si suddivide in due Unità Operative: Medicina Oncologica e Geriatrica e Riabilitazione Generale Geriatrica a indirizzo oncologico.

Il nuovo servizio si affianca al day hospital-ambulatorio di oncologia geriatrica (4 posti), per la somministrazione della chemioterapia antitumorale, avviato al “Palazzolo” nello scorso mese di marzo e in grado di offrire la possibilità di ricovero ordinario per pazienti anziani fragili e vulnerabili per prestazioni di chemioterapia, terapia di supporto e riabilitazione.

Direttore del Progetto di continuità assistenziale per pazienti anziani oncologici è il professor Silvio Monfardini, mentre il dottor Riccardo Sandri è il primario dell’Unità di Oncogeriatria.

Il tutto ha preso le mosse da un problema reale: l’altissima incidenza del cancro tra le persone anziane, questione scarsamente indagata nelle sue necessità terapeutiche, riabilitative, di supporto psicologico e di reinserimento nella vita quotidiana.

Partendo da queste premesse e pensando di attivare un programma di Oncologia Geriatrica in ambiente geriatrico, ma anche riabilitativo, la Fondazione Don Gnocchi ha presentato alla regione Lombardia un “Progetto di continuità assistenziale per pazienti anziani oncologici”, che è stato approvato e finanziato dalla stessa regione. Per l’attuazione del progetto – il cui scopo è seguire i pazienti durante tutto il decorso della malattia neoplastica – è essenziale arrivare a un collegamento permanente con i medici di medicina generale per la gestione extra-ospedaliera del paziente anziano.

L’aspetto più peculiare dell’incidenza dei tumori è il forte e costante aumento che si osserva con l’aumentare dell’età. Il rischio di sviluppare un tumore nelle persone di 65 o più anni è circa 40 volte più alto che nelle persone di tra i 20 e i 44 anni di età ed è circa quattro volte più elevato che nelle persone di tra i 45 e i 64 anni. L’aumento dell’incidenza dei tumori con l’età è costante in Italia negli uomini e nelle donne. Considerando che i tassi di incidenza e di mortalità crescono con l’età e che il guadagno nell’attesa di vita è in costante aumento, si prevede che l’impatto dei tumori nei pazienti anziani crescerà ulteriormente nel prossimo futuro.

In un quadro di sviluppo di programmi di oncologia geriatrica, l’Istituto “Palazzolo-Don Gnocchi” di Milano è stato ritenuto dalla regione Lombardia il Centro più appropriato per accogliere questa nuova attività, dal momento che erano già presenti attività di riabilitazione (di cui il paziente oncologico anziano necessita in senso lato; riabilitazione non solo motoria, ma anche terapia sintomatica e della astenia). Altre caratteristiche peculiari che hanno fatto ricadere la scelta sul “Palazzolo” sono l’esperienza pluriennale clinica su pazienti con comorbilità croniche connesse all’oncologia; la cultura ed organizzazione geriatrica; la presenza di competenze specialistiche differenziate ambulatoriali; la presenza di una farmacia ospedaliera, di una grande RSA, di Unità Operative di Riabilitazione Generale Geriatrica e di Mantenimento; il servizio di assistenza domiciliare integrata (ADI) e il collegamento con il “Custode sociosanitario e sociale”, che ha lo scopo di offrire alla popolazione anziana di Milano residente in aree ad elevato rischio socio-ambientale un servizio preposto all’individuazione dei bisogni espressi e non espressi dai soggetti più fragili.

Le attività previste dal progetto di continuità assistenziale per il paziente oncologico anziano sono le seguenti:

  • somministrazione chemioterapia antitumorale in Day Hospital e durante la degenza;
  • riabilitazione per pazienti oncologici;
  • visite oncologiche ambulatoriali;
  • collegamento permanente con i medici di medicina generale per la gestione extra-ospedaliera del paziente anziano ed eventuale attivazione dell’Assistenza Domiciliare Integrata o Custode sociale;
  • consulenze per pazienti interni ed esterni;
  • partecipazione al team per la discussione interdisciplinare sulla gestione clinica e sociale dei casi;
  • predisposizione e divulgazione di protocolli di cura del paziente anziano, interagendo con altre strutture operanti nell’area oncologica (Istituti Tumori, Aziende ospedaliere) e i medici di medicina generale;
  • corsi di formazione per il personale infermieristico e medico;
  • informazione al pubblico anziano su diagnosi precoce e terapia.

 

Di particolare importanza è la riabilitazione  oncologica. Questa riveste oggi un ruolo di primo piano in una realtà caratterizzata da un crescente numero di interventi riabilitativi richiesti dalla patologia neoplastica e soprattutto dai trattamenti specifici (chirurgia, radioterapia, chemioterapia) ad essa correlati. In questo ambito è pertanto essenziale sviluppare “standard di cura” ottimali e valutarne successivamente gli impatti in termini di  risultati e assorbimento di risorse. La prevalente componente anziana tra i pazienti oncologici, comporta un’ulteriore attenzione nella predisposizione di protocolli riabilitativi.