La Combriccola Del Canzoniere Milanese

folco orselli
folco orselli

Venerdì 5 gennaio all’Urban Style di via Mecenate 78 a Milano
La Combriccola Del Canzoniere Milanese
presenta
Una serata dedicata alla musica Milanese della vecchia Milano.

La Combriccola Del Canzoniere Milanese è un super gruppo formato da Folco Orselli: voce, chitarra e tastiere
duo dei Teka P: Voce e Tastiere
Flavio Pirini: voce e chitarra .
Un grande omaggio a Nanni Svampa, Enzo Jannacci, Gaber, Cochi e Renato
Aprono “Gli Intesi come Tram”, gruppo che omaggia da sempre interamente canzoni dì Jannacci.

Dalle 19:00 solo su Prenotazione Polenta Taragna
Dalle 21:00 live degli Intesi come Tram dalle 22:30 La combriccola del Canzoniere Milanese .
Ingresso
-15 euro con Polenta Taragna, salumi e un bicchiere di vino o birra
-10 euro con un bicchiere di birra o vino.

“Gente d’altri tempi. Enzo Jannacci, nuove canzoni a colori”

jannacci

Una mostra-tributo al cantautore milanese Enzo Jannacci e un’asta benefica per raccogliere fondi per gli “Scarp de’ tenis”, i senza fissa dimora che vivono a Milano: “Gente d’altri tempi. Enzo Jannacci, nuove canzoni a colori” apre  i battenti alla Sala conferenze della Raccolta delle stampe “A. Bertarelli” del Castello Sforzesco, dove sarà ospitata fino al 15 gennaio.
Il 1° febbraio 2016, alle ore 18, presso la Porro & C. Casa d’aste, in via Olona 2 si terrà l’asta di 50 tavole illustrate dai principali fumettisti italiani.

Un’iniziativa che intende onorare, ancora una volta, il grande artista milanese, ricordando come egli sia stato cantore, per mezzo secolo, della Milano e dell’Italia dei margini sociali, delle periferie geografiche ed esistenziali, di biografie sfortunate, stralunate, trascurate.

La mostra raccoglie il contributo di più di cinquanta grandi fumettisti, illustratori e artisti italiani, ciascuno impegnato con una delle canzoni del vasto repertorio ‘jannacciano’.

Più di cinquanta tavole originali e in grande formato faranno rivivere così i personaggi del cantautore milanese, in un pantheon stralunato di antieroi, cantati senza pietismi, con ironia e disincanto, eppure con una simpatia, un’umanità e uno spirito di accoglienza che tanto hanno da insegnare alla Milano e all’Italia di oggi.

Le opere, tutte donate gratuitamente dagli autori, saranno poi messe all’asta e i fondi raccolti saranno destinati all’accompagnamento sociale delle persone senza dimora e dei venditori della rivista ‘Scarp de’ tenis’. Il giornale di strada promosso da Caritas Ambrosiana, e sostenuto da Caritas Italiana, nella testata – e non solo – conserva un radicato spirito ‘jannacciano’, offrendo opportunità di lavoro, guadagno e reinserimento sociale a più di 150 persone senza dimora e in situazione di povertà, a Milano e in un’altra decina di città italiane.

La mostra è ad ingresso libero dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.30, il sabato e la domenica dalle 14,00 alle 17,30.
Per maggiori informazioni: 02 884.67778 – 63660 oppure www.milanocastello.it – www.comune.milano.it/museiemostre

Paolo Conte

Festival Villa Arconati

26 giugno – 24 luglio 2012

27 giugno 2012, di Elisa Zini – Paolo Conte torna a Villa Arconati ed inaugura la 22a edizione del Festival in una serata colma di eleganza e nostalgia: nostalgia e amore per il jazz degli anni Venti, che ha da sempre influenzato e affascinato lo stile del grande cantautore astigiano.

Giacca, maglia e pantaloni neri, mano lungo i fianchi a tenere il tempo e poi una carezza al pianoforte, saluta così Conte il suo pubblico mentre si diffondono le prime note dal palco. Pianoforte che per il concerto di Villa Arconati è rivolto verso il pubblico, inconsueto per Conte la cui timidezza lo porta a volte a dare le spalle. Dieci musicisti di rara bravura e molti strumenti a loro disposizione: chitarre, sax alto, sax soprano, clarinetti, contrabbasso, batteria, tastiera, violino, pianoforte, xilofono, vibrafono, percussioni e fisarmonica. Un ensemble che avvolge il seducente scenario della villa e lo trasporta fuori dal tempo.

Alle prese con una verde milonga, Blue Tangos, Dancing, Vieni via con me, Bartali, Diavolo Rosso, Gioco d’azzardo, sono solo alcuni dei brani che Conte regala al Festival, in una serata davvero indimenticabile. In Gioco d’azzardo ascoltando le parole “c’era tra noi un gioco d’azzardo ma nulla ormai nel nostro sguardo” non ci si accorge che poi a parlare restano solo i fiati: in uno splendido assolo continuano a raccontare le note di un amore finito, con un finale che strappa un lungo e meritato applauso. Anche Vieni via con me è molto apprezzata e con Bartali Conte si diverte a stravolgere la versione più conosciuta: sul palco inizia a suonare lo xilofono e lentamente, come al rallentatore, il pubblico inizia a riconoscere la melodia; a metà canzone si torna ad un ritmo incalzante, come adora suonare Enzo Jannacci, in un contrasto eccezionale.

Con Diavolo Rosso Conte rievoca le sue origini attraverso la musica. Astigiano, nato nel giorno dell’Epifania, nel 1937, da una famiglia borghese. Il padre, notaio, nutre un’autentica passione per la musica jazz e durante i suoi viaggi a Parigi riesce a comprare dischi il cui ascolto è proibito dal regime fascista, tronfio di nazionalismo. Ed è proprio ascoltando i dischi del padre che Conte muove i suoi primi passi nel meraviglioso mondo del jazz, facendo scorta di sapori, odori, sospiri, melodie che riaffioreranno con forza negli anni a venire.

Una serata magica, di atmosfera, d’altri tempi.

 

 

Aspettando al semaforo

 

Aspettando al semaforo

 Autore: Paolo Jannacci

Edizione: Mondadori

14 marzo 2012, di Elisa Zini“Aspettando al semaforo” L’unica biografia di Enzo Jannacci che racconti qualcosa di vero. Titolo e una breve precisazione per entrare nel mondo ineguagliabile, divertente, poetico, pieno d’amore e di rispetto di Enzo Jannacci. Uomo, maestro di vita e di musica, pianista, cardiochirurgo, jazzista, compositore, attore, teatrante, amico e “fratello” di Dario Fo. Un uomo che caratterizza e onora la storia della musica italiana; un uomo che ha voluto bene a quelle persone che spesso vengono dimenticate, emarginate, lasciate sole e che entrano con eleganza e poesia, da sempre, nelle sue canzoni.

Paolo Jannacci, controllato a vista dal padre Enzo, descrive con maestria “un uomo dalla semplicità disarmante ma con un’intelligenza complicata”. La vita di Enzo in tutti i suoi aspetti: uomo, padre, marito, dottore, cantautore, musicista, teatrante. L’incontro con l’amico Dario Fo, il Derby, la guerra, il Santa Tecla, Beppe Viola, Giorgio Gaber, Paolo Conte, Mina, Tenco e Celentano e la sua onestà intellettuale che lo rendono unico, inimitabile, ineguagliabile.

Un libro per tutti quelli che amano Enzo, che gli hanno voluto bene attraverso le sue canzoni, le sue azioni, le sue cure. Una splendida lettura anche per chi non lo conosce affatto e vuole avvicinarsi ad un uomo che sa ascoltare le persone e sa comprenderne l’animo più profondo. “Una vita. Vera. Tra padre e figlio”.