Gruppo CAP adotta l’App Immuni

alessandro-russo
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Con l’aumento dei contagi al quale stiamo assistendo, servono misure adeguate anche nel mondo imprenditoriale del settore pubblico e privato per contrastare la seconda ondata del virus. Per tutelare la salute delle sue persone, Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, è tra le prime aziende in Italia ad avviare un percorso condiviso con le RSU che ha portato le sue quasi 900 persone a scaricare sul proprio cellulare l’app Immuni, sviluppata per il Ministero della Salute per contrastare la diffusione della pandemia. Si tratta della app di contact tracing, sicura dal punto di vista della privacy e dell’anonimato degli utenti, che avverte gli utenti nel caso fossero venuti a contatto con un soggetto positivo al Sars-CoV-2.

“In un momento come quello che stiamo vivendo, riteniamo essenziale adottare tutte le misure a disposizione delle aziende per tutelare la salute delle nostre persone, commenta Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP. Immuni rientra tra gli strumenti che le aziende hanno a disposizione per il contrasto al Covid e per tutelare la sicurezza dei lavoratori. Aggiungo che, come azienda che offre un servizio pubblico essenziale ai cittadini, proteggendo la sicurezza di chi lavora con noi, proteggiamo anche tutti gli utenti con cui veniamo in contatto. Oltre all’estensione del lavoro agile, alle misure di protezione individuale e alla costante sanificazione degli ambienti e dei mezzi di trasporto, abbiamo condiviso con coloro che lavorano in CAP l’importanza di scaricare e attivare Immuni, come gesto di responsabilità da parte di coloro che garantiscono un servizio fondamentale quale la gestione dell’acqua pubblica”.

L’iniziativa presa dalla water utility lombarda nasce infatti per tutelare la salute del suo capitale umano e per continuare a garantire in tutta sicurezza il servizio di erogazione e gestione dell’acqua nelle case di 2 milioni di cittadini.

Quella dell’app Immuni è l’ultima delle iniziative prese per contrastare il virus SARS-COv-2. In fase di lockdown l’azienda, seguendo le linee guida “Sensibili, Resilienti e Innovatori” identificate dal suo Piano di Sostenibilità, ha affrontato l’emergenza sviluppando soluzioni efficaci in tempi brevissimi, riuscendo a convertire il 92% dell’attività in smart working.

Gruppo CAP: premio Innovazione Smau 2020

Gruppo CAP - depuratore di Pero
Gruppo CAP – depuratore di Pero

Servono per individuare in tempo reale sostanze inquinanti negli impianti di depurazione e per risalire agli scarichi illeciti, ridurre i cattivi odori e l’impatto ambientale. Sono dei veri “detective elettronici”, innovativi sistemi di monitoraggio in continuo di Gruppo CAP, grazie ai quali il gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano ha ricevuto il Premio Innovazione Smau 2020. Il riconoscimento è stato assegnato  in occasione di Smau Milano, l’evento di riferimento per l’ecosistema dell’innovazione nazionale e internazionale in calendario oggi e domani 21 ottobre.

Il Premio Innovazione Smau è riservato a imprese, amministrazioni e agli enti più innovativi del territorio, che hanno imboccato la strada dell’Open Innovation collaborando con aziende o startup per innovarsi.

“Questo premio riconosce il nostro impegno per far crescere il territorio secondo logiche di sostenibilità e attenzione all’ambiente, ha commentato Andrea Lanuzza, direttore generale gestione di Gruppo CAP. Il nostro obiettivo è quello di integrare i più avanzati standard tecnologici e digitali in tutti i nostri settori e processi produttivi. L’obiettivo di allineare i sistemi di depurazione ai più innovativi standard internazionali ci ha portato ad adottare questi speciali sensori, che ci permettono di individuare chi inquina con sversamenti illeciti nelle reti fognarie, preservando il nostro prezioso patrimonio idrico e al tempo stesso il benessere di ogni comunità”.

Il “detective elettronico” si basa sull’innovativa tecnologia sviluppata da Kando, dove un approccio di tipo “Early Warning” consente di rilevare in anticipo la presenza di sostanze inquinanti nelle acque reflue. Parliamo di un avanzato dispositivo che facendo leva su un sistema di prevenzione e controllo, garantisce una migliore capacità di previsione delle sostanze inquinanti e la possibilità di individuare con assoluta tempestività gli scarichi irregolari.
Il nuovo sistema di monitoraggio in continuo della rete fognaria fa seguito al progetto pilota realizzato nel bacino del depuratore di Pero, uno dei più grandi fra quelli gestiti da Gruppo CAP: serve infatti 21 Comuni per 620mila abitanti equivalenti. La zona è stata scelta anche per le diverse attività produttive presenti, quali aziende di trattamento di rifiuti, farmaceutiche, chimiche e galvaniche. I risultati della prima fase hanno già portato a una notifica di reato e all’avvio dell’attività di controllo coordinata con l’ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) e con la polizia provinciale, identificando l’origine dello scarico anomalo e bloccando di conseguenza la fonte di inquinamento. L’obiettivo è estendere il progetto su tutti i 40 impianti presidiati dalla water utility.

Monitorare la qualità delle acque reflue consente da un lato di cogliere con precisione eventuali scarichi illeciti da parte di utenze industriali, dall’altro di rilevare in tempo reale la presenza di un determinato inquinante nella rete fognaria e di calcolare il tempo di arrivo al depuratore. Informazione fondamentale per i tecnici di CAP, che possono mettere in atto vere e proprie “misure tampone”, per mitigare l’impatto delle sostanze sul processo depurativo all’interno dell’impianto

“Abbiamo introdotto la depurazione 4.0, che ci permette di monitorare in continuo la qualità delle acque depurate. Inoltre, abbiamo dato vita a sinergie con Istituti accademici e aziende private per la ricerca di nuovi modelli di produzione in ottica di economia circolare. Con Novamont ad esempio, stiamo sperimentando nuove soluzioni per la produzione di bioplastiche, studiando proprio le acque trattate”  conclude Lanuzza.