L’acqua migliora la qualità della voce

L'acqua migliora la qualità della voce
L’acqua migliora la qualità della voce

E’ risaputo che bere almeno otto bicchieri d’acqua al giorno sia la soluzione consigliata per permettere al nostro organismo di rimanere idratato e apportare una serie di benefici per la salute, ma non tutti sanno cosa fare per preservare la qualità della voce.

Secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Pretoria in Sudafrica che ha analizzato oltre dieci anni di pubblicazioni sull’argomento, l’acqua rappresenta la più semplice e la più efficace soluzione per migliorare la qualità della voce.
E’ quanto riporta In a Bottle (www.inabottle.it) sul rapporto idratazione e salute vocale in occasione del Festival di Sanremo.
Sono stati cercati cinque database utilizzando le parole chiave “idratazione della piega vocale”, “qualità della voce”, “disidratazione della piega vocale” e “terapia della voce igienica”.

Tutti gli studi presi in considerazione sono stati analizzati in base a livelli di evidenza e indicatori di qualità della American Speech-Language-Hearing Association.
Analizzando parametri acustici è emerso che l’acqua è senza dubbio il mezzo naturale più efficace per preservare la salute della voce in particolare.

Effetti positivi sono stati confermati anche dall’inalazione del vapore e dalla nebulizzazione di soluzioni isotoniche. Questi risultati sono stati testati dai ricercatori di Pretoria su un gruppo di giovani studentesse di canto, che rispetto alle colleghe meno idratate hanno dimostrato una capacità acustica migliore e maggiormente prolungata.

La letteratura recente si sta specializzando sempre più sul tema del idratazione legato a quello della voce. Da quasi la totalità dei testi del settore emerge che in un programma di igiene vocale l’acqua rappresenta uno degli elementi indispensabili.

Lella Costa legge Natalia Ginzburg

Lella Costa
Lella Costa

Dopo il successo delle serate con Toni Servillo e Anna Bonaiuto, si conclude martedì 18 maggio, alle ore 21, nell’auditorium del Grattacielo Intesa Sanpaolo, il ciclo di letture Natalia Ginzburg (1916 – 2016), storia di una voce, a cura di Giulia Cogoli. Un omaggio voluto da Intesa Sanpaolo nel centenario della nascita della scrittrice, cresciuta a Torino, figura di primo piano della letteratura italiana del Novecento.

 Protagonista dell’ultima serata sarà l’attrice Lella Costa, che leggerà alcune pagine dalle commedie Ti ho sposato per allegria e La parrucca. Il reading sarà preceduto da un’introduzione di Domenico Scarpa, curatore delle opere di Natalia Ginzburg edite da Einaudi.

 Ti ho sposato per allegria e La parrucca sono due delle undici commedie scritte fra il 1965 e il 1991, testi teatrali solo apparentemente comici, che rivelano la multiforme curiosità intellettuale della scrittrice.

“…Prima di incontrare te, sono stato sul punto di sposarmi almeno diciotto volte. Mi son sempre tirato indietro. Perché scoprivo in quelle donne qualcosa che mi dava i brividi. Scoprivo, nel profondo del loro spirito, un pungiglione. Erano delle vespe. Quando ho trovato te, che non sei una vespa, ti ho sposato.” (Ti ho sposato per allegria)
L’ingresso è gratuito su prenotazione, che deve essere effettuata online all’indirizzo www.eventi.grattacielointesasanpaolo.com/ a partire da venerdì 13 maggio.

Per informazioni riguardanti le prenotazioni e gli eventi, scrivere a info@grattacielointesasanpaolo.com .

La serata fa parte  del programma di attività culturali che Intesa Sanpaolo offre alla città di Torino nell’auditorium del suo Grattacielo, in corso Inghilterra. Si tratta di un progetto articolato che consentirà alla città di conoscere gli spazi dell’edificio ideato da Renzo Piano non destinati all’operatività tradizionale della banca.

Ecco perché i testi di Natalia Ginzburg meritano di essere riletti ad alta voce: affinché risuonino fisicamente, oggi, tra i suoi lettori antichi e nuovi.

 Auditorium sospeso
Il Grattacielo Intesa Sanpaolo offre al pubblico alcuni ambienti particolarmente suggestivi. Spazi permeabili alla vita della città, aperti agli appassionati dell’ingegno e della bellezza e a chi cerca nuove prospettive verticali. La hall del piano terra, aperta sul Giardino Grosa, completamente riqualificato nel 2014, conduce con due scale mobili all’Auditorium sospeso.

Attraverso un sistema meccanizzato la sala, che può ospitare fino a 400 posti a sedere, assume in breve tempo tre diverse configurazioni: sala conferenze, concerto e spazio espositivo. La qualità acustica è assicurata da un sofisticato sistema di controllo dei rivestimenti a parete.

MARCO BERTI

 

marco berti

Dopo i recenti successi di Dresda e Tolouse, Marco Berti, a partire da martedì 6 marzo, sarà impegnato nella  prima delle tre trasferte oltreoceano che lo porteranno negli USA nel corso del 2012.

Il tenore italiano comincerà il 6 marzo (repliche previste per il 10-15-19-22-25 marzo) con l’interpretazione di Radames in “Aida” al  Lyric Opera House di Chicago diretto da Renato Palumbo, per poi tornare negli USA a ottobre e a dicembre ma questa volta  a New York.

Per Marco Berti è un grande onore tornare per l’ennesima volta negli Usa e a Chicago in particolare quindi, dove il Chicago Tribune ha definito il tenore italiano “dalla  qualità eroica all’italiana per la  sua brillante voce tenorile penetrante”

Note biografiche:

MARCO BERTI debutta nel 1990 a Cosenza, vincitore del concorso internazionale “Giacomantonio”, con l’opera Madama Butterfly nel ruolo di Pinkerton. Da quell’anno MARCO BERTI inizia una brillante carriera nei principali teatri italiani e stranieri, dove interpreta sempre ruoli che mettono in evidenza, oltre alla chiarezza del fraseggio, la morbidezza e il timbro della sua voce considerata oggi, da autorevoli critici, una tra le più belle nel panorama italiano. Le straordinarie qualità vocali, unite alla spiccata attitudine interpretativa, rendono Marco Berti uno dei più apprezzati artisti di fama internazionale.

Nel repertorio di Berti sono compresi tutti i maggiori ruoli tenorili, affidati in passato a interpreti leggendari come Corelli, Bergonzi, Del Monaco, Domingo e Pavarotti. Per le sue interpretazioni di Radamés in “AIDA”, Riccardo in “UN BALLO IN MASCHERA”, Manrico nel “TROVATORE”, Ernani ed Otello nelle opere omonime, Marco Berti è artista conteso dai maggiori teatri e dai festival più prestigiosi. In tutto il Globo,inoltre non si possono trascurare le sue apparizioni nel repertorio pucciniano: Calaf in “TURANDOT”, Des Grieux in “MANON LESCAUT”, Pinkerton in “MADAMA BUTTERFLY”, Cavaradossi in “TOSCA”, Edgar nell’opera omonima. Berti è uno dei più acclamati Don José nella “CARMEN” di Bizet ed è sempre stato salutato dagli applausi del pubblico anche quando ha dato vita ai personaggi di Adorno nel “SIMON BOCCANEGRA” e di Canio nei “PAGLIACCI”. La sua carriera densa di successi è stata costantemente costruita sullo studio e l’etica del canto all’italiana. Marco Berti è stato diretto da Gianandrea Gavazzeni, Zubin Mehta, Lorin Maazel, Riccardo Muti, Antonio Pappano, Daniel Oren, James Conlon, Nicola Luisotti, Riccardo Frizza e da altri autorevoli maestri. Ha lavorato con famosi registi tra cui Franco Zeffirelli, Pier Luigi Pizzi, Pier’Alli e Liliana Cavani. Marco Berti, da oltre un ventennio, calca le scene dei più prestigiosi palcoscenici lirici internazionali: dal COVENT GARDEN di Londra al METROPOLITAN di New York, dalla SCALA di Milano all’ARENA di Verona, dal LICEU di Barcellona all’OPÈRA di Parigi fino agli immensi palcoscenici dell’Estremo Oriente: Tokyo e Pechino.

 

Per informazioni: www.marco-berti.com