Tiziano Ferro: “Solo è solo una parola” – il nuovo singolo

Tiziano Ferro-Violante Placido
Tiziano Ferro-Violante Placido

Da venerdì 2 febbraio arriva in radio il nuovo singolo di TIZIANO FERRO

“SOLO È SOLO UNA PAROLA” estratto dal fortunatissimo “IL MESTIERE DELLA VITA”, già certificato QUINTO PLATINO, da oltre 60 settimane ai vertici della classifica FIMI/GFK.

Il 2 febbraio sarà on line anche il video che insieme a Tiziano vede la
partecipazione straordinaria di Violante Placido

Il video di “SOLO È SOLO UNA PAROLA” parla di emozioni e di sensazioni, lo fa in modo forte e potente attraverso i volti, i dettagli, le espressioni dei due protagonisti.
Movimenti accennati ma decisi, si inseguono, si attraggono l’un l’altro e ripetono contemporaneamente gli stessi gesti.

Tra di loro è in corso un combattimento nel quale nessuno dei due deve vincere ma sono entrambi partecipi di quel momento come se loro movenze fossero allegorie di ciò che viene cantato nel brano “e partirò anche io e partirà una sfida”.

Le riprese singole di Tiziano si alternano a quelle in coppia in base all’incalzare della musica e delle strofe, quando è solo lo vediamo in questo luogo dall’atmosfera desolata che pian piano si fa più luminosa perché “il cuore è andato in guerra ma la vita non l’ho persa”

Mauro Ermanno Giovanardi

Mauro Ermanno Giovanardi è uno degli autori più raffinati che ci siano in Italia e il Premio Lunezia vuole omaggiarlo con una Menzione Speciale 2012.

In particolare si vuole celebrare il suo secondo lavoro da solista, l’album “Ho sognato troppo l’altra notte?”, pubblicato in concomitanza dell’esibizione al Festival di Sanremo dell’artista, per l’occasione della reunion col suo ex gruppo, i La Crus, con la canzone Io confesso, prima traccia dell’album.

Giovanardi ha una voce calda, sempre perfettamente intonata, con accenti retrò e sempre molto sensibile, profonda e significante. Le tracce del disco scivolano con suadente bellezza e lo si capisce sin dalle cover presenti nell’album: la famosissima Bang bang, scritta da Sonny Bono nel 1966, poi tradotta e cantata in Italia prima dall’Equipe 84 e poi da Dalida, oppure Se perdo anche te, che poi è Solitary man di Neil Diamond, pubblicata nel 1966 da Gianni Morandi con il testo di Franco Migliacci e le musiche arrangiate da Ennio Morricone. In questi pezzi l’aria retrò di cui si parlava appare perfettamente al proprio posto e le canzoni escono fuori valorizzate e paradossalmente attualizzate.

Sono di spessore anche le collaborazioni: per esempio Violante Placido o il soprano Barbara Vignudelli in Io Confesso, forse la più bella canzone del Festival 2011. Oppure la voce di Syria che impreziosisce La malinconia dopo l’amore a firma Giovanardi-Curallo, in cui c’è forse il passo più bello dell’intero album: «Prova a spiegarmi se puoi/ dove muoiono i sogni./ Niente è per sempre e lo sai/ è il mestiere di vivere», che ben racchiude l’aria di dolce decadenza irripetibile che un album come questo esprime nell’unione di musica, parole e interpretazione, vera essenza del valore musical-letterario.