TrentinoInJazz: Swing Friends

Gialunca Tagliazucchi_foto cifarelli
Gialunca Tagliazucchi_foto cifarelli

Primo appuntamento autunnale del TrentinoIn JazzClub, il ciclo del TrentinoInJazz ideato da Emilio Galante per coinvolgere i club di Trento e Rovereto, con un concerto all’insegna dello Swing, come recita in pieno il nome del quartetto invitato a Rovereto: Swing Friends.

Dietro questa sigla si celano quattro grandi nomi del jazz nostrano, un quartetto con i fiocchi composto da tre genovesi e un trentino: Giampaolo Casati (tromba), Gianluca Tagliazucchi (piano), Aldo Zunino(contrabbasso), Enrico Tommasini (batteria). I primi tre sono anche coinvolti nell’esperienza tutta genovese della Bansigu Big Band ma come singoli Casati è attivo dagli anni ’80 con Gianni Basso, Tullio De Piscopo, poi Rava, Tonolo, Bonaccorso e moltissimi altri; anche Tagliazucchi debutta negli anni ’80, alternando attività didattica a arrangiamenti e collaborazioni, da Lee Konitz a Tiziana Ghiglioni; Zunino è uno storico contrabbassista assiduo frequentatore di palchi italiani ed esteri insieme a colossi come Steve Grossman e Bobby Durham ma anche Zegna e Faraò. Enrico Tommasini ha una lunga esperienza dalla seconda metà degli anni ’70 e ha suonato con Michael Lösch, Massimo Urbani, Florian Bramböck, Flavio Boltro, Pietro Tonolo, Sandro Gibellini, Helga Plankensteiner e molti altri.

Domenica 25 novembre 2018
Ore 19.30
Bar Circolo Operaio Santa Maria
Via Santa Maria 8
Rovereto (TN)

Leburn Maddox e Fabio Rossato a TrentinoInJazz

Leburn Maddox
Leburn Maddox

Un giovedì di soul, funk, blues e jazz al TrentinoInJazz 2018. Giovedì 19 luglio la rassegna ospita due appuntamenti diversissimi, ma proprio questo è il segreto del TrentinoInJazz: alle 12 a Moena il travolgente rock blues di LeBurn Maddox, alle 21 a Sanzeno il sofisticato jazz della fisarmonica di Fabio Rossato.

Il primo dei due concerti riguarda Panorama Music, la sezione del festival che si svolge nel palcoscenico naturale delle Dolomiti della Val di Fassa, organizzata dalle società di impianti a fune della Val di Fassa, con la direzione artistica Enrico Tommasini.

La carriera di Leburn Maddox è iniziata negli anni ’70, con collaborazioni con giganti quali James Brown e George Clinton. In qualità di membro del JCB, Leburn ha condiviso i palchi con artisti di fama mondiale come John Lee Hooker, Chaka Khan, Patti La Belle, Lionel Ritchie, Bill Withers, Kool & the Gang, Gil Scott Heron, Chic, KC & The Sunshine Band e la sorprendente Larry Graham & Graham Central Station. Ha suonato ancora con Debbie Harry e Blondie, Marcus Malone, Lightnin Willie e molti altri.

Per l’occasione Leburn sarà accompagnato da Francesco Zucchi (basso) e Jacopo Coretti (batteria). I concerti Panorama Music sono gratuiti. Il biglietto di andata/ritorno degli impianti di risalita è a carico dei partecipanti. In caso di maltempo il concerto si terrà all’interno dello Chalet Valbona.

In serata si passa a Sanzeno per la sezione Valli del Noce con Fabio Rossato, uno dei più eclettici fisarmonicisti sulla scena internazionale contemporanea e performer di fama consolidata nel mondo della musica classica.

Fabio Rossato da più di un decennio sta esplorando come compositore e arrangiatore il linguaggio del Jazz, guadagnando riconoscimenti entusiasti dalla critica e dal pubblico.

Fabio ha avuto il privilegio di suonare per il celebre Astor Piazzolla il quale, sbalordito dal suo talento e dalle incredibili potenzialità della fisarmonica, differente per quanto familiare dal bandoneòn del Tango argentino, ha dedicato i suoi Tre Preludi proprio a Rossato e alla sua fisarmonica. Per il TrentinoInJazz, Rossato sarà in duo con la collega fisarmonicista Silvia de Boni.

TrentinoInJazz 2018 : Vescovo e Grimaz

Grimaz Vescovo
Grimaz Vescovo

Un duo tra canzone d’autore e torna al TrentinoInJazz domenica 8 luglio, con il secondo appuntamento di Panorama Music, la sezione del festival che si svolge nel palcoscenico naturale delle Dolomiti della Val di Fassa, organizzata dalle società di impianti a fune della Val di Fassa, con la direzione artistica Enrico Tommasini.

Sul palcoscenico naturale della Marmolada arrivano Loris Vescovo e Claudia ‘Caja’ Grimaz. Vescovo canta storie in Friulano, è vincitore della Targa Tenco come miglior disco in dialetto del 2014 con Penisolâti. Ha debuttato con Doi oms e une puarte (1998), al quale hanno fatto seguito Stemane Ulive (2002) e Borderline (2008), finalisti al Tenco. Tra i suoi numerosi progetti sono da segnalare la band multietnica OrcheXtra Terrestre, il trio Straulino-Fedele-Vescovo, la collaborazione col poeta Raff BB Lazzara, lo spettacolo “Cjanta Vilotis” sulle villotte friulane a fianco di Claudia Grimaz e Antonella Ruggiero. Al TrentinoInJazz i due propongono una rivisitazione per voce e chitarra di brani friulani, trentini ed italiani che parlano della Grande Guerra, non di battaglie e generali, ma di vita di trincea, dei soldati e della gente comune.

I concerti Panorama Music sono gratuiti. Il biglietto di andata/ritorno degli impianti di risalita è a carico dei partecipanti. In caso di maltempo il concerto si terrà all’interno del Rifugio Pian dei Fiacconi.

Prossimo appuntamento con il TrentinoInJazz 2018 sabato 14 luglio: Greta Marcolongo in ‘Paris’ a Malé (TN).

Hobo Plays Robert Wyatt: Massimo Giuntoli al TrentinoInJazz!

Hobo Plays Wyatt
Hobo Plays Wyatt

opo il successo al Festivaletteratura di Mantova con Singing American Poetry, Massimo Giuntoli torna dal vivo con uno dei suoi più apprezzati progetti tra musica e narrazione: Hobo Plays Robert Wyatt, con Eloisa Manera e Alessandro Achilli. Duplice concerto nel prestigioso cartellone del TrentinoInJazz, rassegna unica nel suo genere con un calendario partito dal mese di giugno: appuntamento a Borgo Valsugana (TN) venerdì 13 ottobre, e a Trento sabato 14 ottobre, entrambi a ingresso libero.

Hobo è una formazione in duo creata da Massimo Giuntoli con Eloisa Manera, entrambi già insieme nella Artchipel Orchestra di Ferdinando Faraò. Lo spirito del progetto è di avventurarsi nell’area dei linguaggi di frontiera con marcate influenze avant-rock, canterburiane, zappiane e novecentesche, alle quali si aggiungono audaci incursioni nel repertorio classico e popolare dal sapore ironico e surreale. Dalla composizione originale di Hobo, Giuntoli e la Manera passano alla rivisitazione dei brani di Robert Wyatt in un percorso tra musica e narrazione, con la partecipazione del giornalista Alessandro Achilli, traduttore e curatore di Falsi Movimenti di Michael King e Different Every Time di Marcus O’Dair, popolari biografie dedicate a Robert Wyatt, icona tanto sfuggente e distaccata quanto rappresentativa della “non scena” di Canterbury.

Ferdinando Faraò & Sonata Islands per TrentinoInJazz

Ferdinando Faraò
Ferdinando Faraò

Terzultimo evento del TrentinoInJazz 2016! La lunga rassegna volge al termine dopo sei mesi di programmazione: un calendario vastissimo che si concluderà l’11 dicembre.

Domenica 4 dicembre il terzo di quattro nuovi appuntamenti della sezione TrentinoIn Jazzclub – ideata da Emilio Galante per coinvolgere alcuni club di Trento e della Valsugana – trasferitasi per l’occasione al Circolo SantaMaria di Rovereto fino alla fine del calendario autunnale.

Sarà l’occasione di assistere a uno straordinario esperimento dedicato alla figura di Elvin Jones con Sonata Islands Quartet!

Sonata Islands in versione quartetto proporrà una trascrizione e reinvenzione dei capolavori del periodo Blue Note di Elvin Jones, fra fine anni ’60 e inizio ’70, quando il grande batterista collaborava con Joe Farrell, uno dei più influenti flautisti della storia del jazz.

Naturalmente il motore dell’operazione è Ferdinando Faraò: musicista di frequentazioni internazionali, ha fra i suoi più recenti progetti la Artchipel Orchestra (Top Jazz 2012 come “Migliore Formazione Dell’ Anno”, secondo posto Top Jazz 2014), che ha suonato nei più importanti festival nazionali e ha collaborato con ospiti straordinari come Keith Tippett, Julie Tippett, Karl Berger, Ingrid Sertso, Adam Rudolph, Mike e Kate Westbrook.

Scrive Faraò di Elvin Jones: “Per renderci conto dell’influenza che  Jones ha esercitato sulla storia della batteria jazz basta ascoltare il modo di suonare dei batteristi prima e dopo di lui. Sicuramente egli traccia una linea che ha determinato l’evoluzione di questo strumento, nel jazz e non solo.
E’ un Maestro dal quale, a mio parere, non si può prescindere se si vuole suonare con una concezione moderna. La metafora più calzante che può spiegare l’immensità del suo modo di suonare è quella dell’oceano, l’oceano Elvin.
Una forza della natura che sviluppa dinamiche e forme sempre diverse, cicliche ma mai ripetitive. Un equilibrio continuo di contrazione e di rilassamento assolutamente unico e inimitabile.
E’ solido e al tempo stesso morbido, prende forme inaspettate, crea strutture poliritimiche fluide, elastiche, mai meccaniche e con dinamiche straordinarie.
Il suo linguaggio trasforma la batteria in una vera e propria orchestra dove tutte le componenti fanno parte di un continuum espressivo senza separazione tra i diversi elementi, che tendono invece ad armonizzarsi completamente. Elvin Jones rappresenta un mare infinito nel quale per me è sempre dolce naufragare.”