CRACK MACHINE – Il denaro non esiste

Dopo il grande successo di Primavera dei Teatri la Compagnia MusellaMazzarelli torna al Teatro Menotti con Crack Machine, terzo spettacolo della trilogia, che ripropone e sviluppa quel metodo di creazione teatrale integrale a due già sperimentato e sviluppato dalla compagnia prima in Due cani e poi in Figlidiunbruttodio. Un gioco teatrale, basato su quattro personaggi, due per ogni attore, che si ritrovano a condividere una storia in un carcere.

La vicenda che li tiene insieme prende spunto da quella, vera, di Jerome Kerviel, ex trader della più importante banca francese, la Societé Generale.

L’uomo che è stato accusato dai vertici della sua banca di essere l’unico responsabile del più grande buco della storia della finanza mondiale, un buco da 4,9 miliardi di euro.

Il personaggio a lui ispirato (Jerome Kerviel diventa per noi Geremia Cervello) si ritrova così chiuso in carcere, e si scopre all’improvviso minacciato e preso di mira dal suo stesso mondo: il mondo delle grandi Banche, cuore pulsante e malato dei grandi potentati politico-finanziari. In carcere Cervello incontra Eros, un giovane assassino, e poi Italo Capone, guardia carceraria, e Alberto La Parola, un importante avvocato. Questi quattro personaggi ci offrono insieme il loro sguardo sul presente, sulla faccia nera di un Potere micidiale e un po’ unto, sul senso e sul non senso del Denaro, e danno vita, insieme, ad una storia ad orologeria, una CRACK MACHINE, una macchina del CRACK che non potrà che portare ad un liberatorio crollo finale.

 

Quello che io e Lino Musella cerchiamo di fare è un teatro che parla della realtà contemporanea attraverso scritture originali però anche un teatro molto basato sull’attore. Gran parte del nostro lavoro nasce in scena, quindi è un teatro che ambisce ad essere semplice, efficace, diretto e possibilmente divertente”

PAOLO MAZZARELLI

 

“Uno spettacolo di forte impatto civile, recitato con intelligente incisività sul filo del rasoio, dai due bravissimi interpreti, un duo ormai consolidato nel panorama della nostra nuova scena”

 M.G. GREGORI – L’UNITA’

 

“Autori e interpreti, Paolo Mazzarelli e Lino Musella, sono bravissimi nel distribuirsi ruoli e colpi di scena. Una educazione al teatro come lezione di storia, ma anche divertimento intelligente sugli orrori che ci circondano”

G. CAPITTA – IL MANIFESTO

 

“Vedere due attori italiani, insieme interpreti e coautori di un thriller da camera con ambizioni sociologiche ben lontane dal puro intrattenimento, interpretato con incredibile virtuosismo da più personaggi, è un piacere raro che fa ben sperare sull’avvenire del nostro teatro”

E. GROPPALI – IL GIORNALE

Tieffe Teatro Menotti – Via Ciro Menotti, 11 – Milano

Orari spettacolo: mar, gio, ven, sab ore 21.00 – domenica ore 17 – mercoledì ore 19.30

Orari biglietteria: dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19 – sabato dalle 16 alle 19

Prenotazioni e informazioni: 02 36 59 25 44info@tieffeteatro.itwww.tieffeteatro.it

Prezzi: 24 intero – 12 ridotto (over 60, under 25)

 

 

APPUNTAMENTO A LONDRA

 

Debutta martedì 20 marzo APPUNTAMENTO A LONDRA, nono spettacolo della 42esima stagione teatrale del Tieffe Teatro Menotti.

Per la prima volta a Milano la messa in scena del testo del premio Nobel Mario Vargas Llosa, che qui propone alcune delle suggestioni a lui più care. Lo spettacolo racconta in maniera delicata la storia di una vita segreta, del cambiamento di identità sessuale, e dell’affermazione della propria personalità.

In scena Pamela Villoresi nei difficili panni di Raquel, una donna che si impadronisce, lottando, della propria sessualità e David Sebasti che si confronta con il ruolo dell’enigmatico Chispas.

 

Qualcuno bussa alla porta della suite che ospita Chispas, un uomo d’affari peruviano. È Raquel che dice di essere la sorella di un suo vecchio amico. Ben presto capiremo che non è così. I due iniziano a parlare, ma a poco a poco i colpi di scena si susseguono e l’identità della donna si fa sempre più ambigua, sfuggente, inquietante. La realtà sembra   intrecciarsi alle invenzioni mentali, ai desideri, ai sensi di colpa. La loro interazione lavora sull’identità e sul segreto, ma si allarga all’amicizia e ad altri sentimenti, senza trascurare l’attrazione profonda dell’uomo per l’altro da sé.

 

 

Note di regia di Maurizio Panici

Un uomo, realizzato, pienamente occupato, apparentemente felice, in una pausa tra un viaggio e una riunione di lavoro, viene sopraffatto da una inquietudine che mette in moto un viaggio soggettivo e interiore, fortemente onirico che lo pone di fronte a se stesso, alle sue fantasie più segrete, a un gioco di specchi e rifrazioni nel quale stenta a ri/trovarsi.

Le proiezioni fantastiche che affiorano dal profondo del suo essere, prepotenti e inarrestabili, attivano e generano un “altro” da sé, attrattivo e repulsivo, fortemente seduttivo.

L’incontro pone l’uomo di fronte alla sua possibile altra identità: come un giano bifronte egli si specchia, “la sua vita segreta” esplode in una serie di variazioni possibili, tutte vengono esplorate, ri/vissute o ri/create.

Lungo tutto il tempo dello spettacolo le “identità” si rincorrono, si fronteggiano fino a una soluzione possibile, sempre e comunque aperta.

L’identità: è questo il tema centrale del testo. E quel complesso di pulsioni/emozioni sogni e comportamenti che formano nel corso della nostra vita quella che chiamiamo “personalità”, nel protagonista dello spettacolo trovano la più aperta delle rappresentazioni; le possibili vie, le diverse possibilità sono percorse con ansia e desiderio fino a una conclusione non banale, affascinante, temuta, desiderata.

T. S. Eliot nei “Quattro quartetti” scrive: “… ciò che poteva essere e ciò che è stato tendono a un solo fine che è sempre presente. Passi echeggiano nella memoria lungo il corridoio che non prendemmo verso la porta che non aprimmo mai sul giardino delle rose …”

È in questo crinale, in questa zona di confine, che i protagonisti si muovono continuamente, in bilico tra un mondo reale e uno immaginario altrettanto concreto e vissuto con la stessa intensità della vita vera.

Il testo di Vargas Llosa è un enigma, uno scandagliare la parte più profonda e nascosta di ogni essere umano: come egli stesso afferma “un argomento che mi ha sempre appassionato …la finzione e la vita, il ruolo che quella gioca in questa, la maniera con cui l’una e l’altra si alimentano e si confondono, si respingono e si completano in ogni destino individuale … e il palcoscenico è lo spazio privilegiato per rappresentare quella magia di cui è fatta anche la vita della gente: quell’altra vita che inventiamo perché non possiamo viverla davvero, ma solo sognarla grazie alle splendide bugie della finzione”.

Il nostro spettacolo è un gioco teatrale che si avvale anche di linguaggi complessi, immagini proiettate e percepite come fantasmi, che aiutano a rivelare scomode verità sepolte nel profondo del protagonista.

La scena è uno spazio concreto che continuamente apre a una serie di altre possibili visioni, creando così nello spettatore una vertigine, aiutandolo a rompere una visuale del quotidiano verso un altrove possibile, verso un mondo diverso da quello reale.

Le musiche originali sostengono questo progetto evocando altri mondi possibili, nostalgie e luoghi perduti, un giardino della memoria che mai risulta essere consolatorio.

La macchina teatrale asseconda e sostiene gli attori impegnati in questo difficile percorso al fine di aiutarli a creare e ri/creare continuamente quella complessità che risponde al nome di identità.

 

Tieffe Teatro Menotti – Via Ciro Menotti, 11 – Milano

Orari spettacolo: mar, gio, ven, sab ore 21.00 – domenica ore 17 – mercoledì ore 19.30

Orari biglietteria: dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19 – sabato dalle 16 alle 19

 

Prenotazioni e informazioni: 02 36 59 25 44info@tieffeteatro.itwww.tieffeteatro.it

Prezzi: 24 intero – 12 ridotto (over 60, under 25)