Lorenteggio: dopo 3 mesi, rinascita del quartiere

Stefano Bolognini
Stefano Bolognini

Milano. Case popolari, riprendono i lavori al Lorenteggio. Bolognini: dopo stop di 3 mesi riparte rinascita del quartiere

L’Assessore: ora giù la palazzina al numero civico 181

(Milano, 08 mag) Sono ripresi questa settimana i lavori di
riqualificazione del quartiere di edilizia popolare di Aler Milano del
Lorenteggio.
L’assessore regionale alle Politiche sociali, abitative e Disabilita’,
Stefano Bolognini, ha effettuato un sopralluogo prima del nuovo via alle
opere, per verificarne lo stato di avanzamento. “Dopo tre mesi di stop
dovuto all’emergenza coronavirus – ha detto Bolognini – si riparte. Bisogna
recuperare il tempo perduto. Ora subito giu’ la palazzina del numero 181 di
via Lorenteggio, l’abbattimento sara’ il nuovo simbolo della rinascita del
quartiere”.

UN MOTIVO DI SPERANZA PER UN FUTURO MIGLIORE – Al termine della visita del
cantiere, Bolognini ha sottolineato: “L’abbattimento di quest’edificio,
disastrato dai vandali e pericoloso, e’ una notizia positiva per il
quartiere e per tutta Milano. Un segno di speranza per il futuro per tanti
cittadini. Un simbolo che risalta ancor piu’ forte alla luce dei terribili
momenti di lutti e tragedie che abbiamo vissuto nelle scorse settimane a
causa del coronavirus. Ora, questo progetto varato nel 2019 per
riqualificare la zona del Lorenteggio-Giambellino, non ha piu’
ostacoli sulla sua strada. Puo’ e deve diventare un vero e grande esempio
per altri quartieri popolari della citta’. Regione Lombardia c’e’ e
continuera’ a lavorare come ha fatto sinora, per migliorare la qualita’
della vita dei suoi cittadini, in particolare di quelli piu’ deboli”.

100 MILIONI DI EURO, 655 ALLOGGI – “Nelle prossime settimane – ha proseguito
l’assessore Bolognini – dopo l’abbattimento totale dell’edificio e lo
sgombero delle macerie, iniziera’ la costruzione nella medesima area dei
nuovi palazzi di edilizia popolare. Il progetto prevede nel complesso un
investimento di
100 milioni di euro per la riqualificazione dell’intero quartiere. Al
termine dei lavori, entro il 2022, saranno consegnate ad Aler Milano le
chiavi di 329 nuovi alloggi popolari e verra’ ultimata la ristrutturazione
di altri 326 appartamenti. In totale, grazie all’impegno di Regione
Lombardia, il Lorenteggio potra’ contare su 655 unita’ abitative di ultima
generazione.

RIQUALIFICAZIONE SPAZI VERDI E BONIFICA AMIANTO – Nel ringraziare Aler
Milano e il Comune per la collaborazione fattiva con la Regione nella
realizzazione di quest’importantissimo progetto, l’assessore Bolognini ne ha
ricordato i punti che andranno a beneficio di tutta la zona. “I numerosi
interventi previsti – ha ricordato Stefano Bolognini – comprendono la
riqualificazione degli spazi pubblici, la rimozione con operazioni di
bonifica dell’amianto da alcune aree in cui e’ ancora presente e il
miglioramento dei servizi. Si va da varie iniziative riguardanti la
biblioteca e la scuola di via Narcisi a interventi sull’illuminazione
pubblica”.

IL FUTURO DIPENDE DA NOI, REGIONE VUOLE CHE SIA ROSEO PER TUTTI
– “Dopo tanti anni di degrado – ha concluso l’assessore – torneranno a
esserci nel quartiere Lorenteggio-Giambellino tanti nuovi appartamenti di
edilizia popolare. Alloggi spaziosi, comodi e piu’ che decorosi. In passato,
e’ vero, ci sono stati dei problemi ma oggi si volta pagina definitivamente.
Il futuro dipende da noi e noi vogliamo che sia il migliore possibile per i
nostri cittadini. Ci siamo impegnati a ridare dignita’ a questo contesto
spesso difficile ma e’ solo l’inizio. Regione conferma il suo impegno. Qui
ci sono energie positive che valorizzeremo.
Vogliamo migliorare la qualita’ della vita di tutti e lo faremo, come gia’
abbiamo iniziato a fare in tante altre zone della metropoli. Milano e’ viva
e riparte, anche e soprattutto da qui”.

Disabilità: risposta tempestiva per Misura B1

Stefano bolognini
Stefano bolognini

Spostamento del termine di
presentazione della domanda dal 31 marzo 2020 al 30 aprile 2020
per persone in continuità; garanzia alle persone in carico alla
Misura B1 per i mesi di febbraio e marzo 2020 della continuità
nell’erogazione delle risorse a prescindere dalla condizione
economica (ISEE) e indipendentemente dal perfezionamento della
domanda.

Questo il contenuto della delibera approvata oggi dalla Giunta
regionale, su proposta dell’assessore alle Politiche Sociali,
Abitative e Disabilità Stefano Bolognini, per garantire la
continuità della misura B1 in favore dei disabili gravissimi.

“Sono molto soddisfatto di questo provvedimento, che arriva in
un periodo di oggettiva difficoltà per tutti i cittadini – ha
commentato Bolognini – e in particolare per le persone più
fragili. Regione Lombardia ha così dato una risposta tempestiva
alle numerose richieste pervenute dalle famiglie che assistono
al proprio domicilio persone con disabilità gravissima in ordine
alla manifestata difficoltà nella presentazione delle domande
per la Misura B1″.

“Quanto deliberato dalla Giunta – ha proseguito l’assessore – si
colloca in un contesto emergenziale dettato dalla grave
situazione epidemiologica e dalle restrittive prescrizioni
imposte a livello nazionale che stiamo vivendo in tutto il
Paese, e, ancora di più, nella nostra Regione. L’assunzione del
provvedimento consente di salvaguardare in modo responsabile
l’impegno assunto da Regione Lombardia nei confronti delle
persone con disabilità e delle loro famiglie, e cioè garantire
ancora una volta sia la tempestività nella risposta, sia la
continuità nell’erogazione della misura a tutte le persone già
in carico”.

“L’attenzione alle persone più fragili sarà sempre una priorità
di questa Amministrazione – ha concluso Bolognini -, pur sapendo
che sarà necessario un ulteriore sforzo, da parte di tutti gli
operatori coinvolti, al fine di garantire continuità agli
interventi e dare attuazione a quanto oggi stabilito”.

Case popolari: “nessuna legge da rifare”

Stefano Bolognini
Stefano Bolognini

Case popolari, Bolognini: nessuna legge da rifare dopo sentenza Consulta su requisiti legati alla residenza
L’assessore: accolti rilievi, modifiche in tempi stretti
“Non c’è nessuna legge da rifare e stiamo predisponendo le modifiche che accolgono i rilievi sollevati dalla Consulta e che ci permetteranno di risolvere la questione in tempi brevi”. Lo ha chiarito l’assessore della Regione Lombardia alle Politiche sociali, abitative e Disabilità Stefano Bolognini, in merito alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità della legge regionale nella parte in cui prevede la residenza di almeno 5 anni in Lombardia per poter inoltrare la domanda di alloggio popolare. “Un chiarimento che stoppa sul nascere qualunque tipo di polemica”, ha sottolineato Bolognini, in risposta a quella sollevata dall’assessore alle Politiche Sociali e Abitative del Comune di Milano, Gabriele Rabaiotti.

Alle polemiche meglio i fatti
“E’ interessante constatare – ha proseguito Stefano Bolognini – come, in un momento in cui tutti si stanno rimboccando le maniche per gestire una crisi importante come quella legata al Coronavirus che stanno affrontando la Lombardia e la città di Milano, qualcuno trovi il tempo di fare polemica, dichiarando peraltro cose inesatte. Per esempio, l’assessore Rabaiotti tralascia il fatto che la precedente legge offriva sì la possibilità a chiunque di accedere ai bandi, ma con scarsissime possibilità di ottenere degli alloggi. Un’autentica presa in giro nei confronti di chi giustamente si aspettava una casa dopo anni di residenza o lavoro in Lombardia”.

La trasparenza prima di tutto
“Forse al Comune, che chiede più celerità nelle assegnazioni – ha concluso Bolognini – la cosa non interessa: per noi la trasparenza è fondamentale. Questa è esattamente la strada che abbiamo scelto di percorrere. La politica non c’entra, noi pensiamo, e l’abbiamo ribadito più volte, che le persone che da anni contribuiscono alla crescita sociale ed economica della nostra Regione non possano avere gli stessi diritti di chi è arrivato ieri. Questa è l’ennesima dimostrazione che qualcuno preferisce inseguire alcune battaglie ideali e ideologiche, piuttosto che aiutare concretamente i cittadini”.