ARCHEO.S FESTIVAL

Il progetto Archeo.S System of the Archeological Sites of the Adriatic Sea cofinanziato dal Programma di Cooperazione Transfrontaliera Cross-Border Cooperation IPA-Adriatico mette insieme 6 partner: il Teatro Stabile delle Marche, il Comune di Fier (Albania), il Comune di Pazin (Croazia), il Comune di Igoumenitsa (Grecia), la Regione Abruzzo, il Teatro Pubblico Pugliese (Lead Beneficiary). I Paesi coinvolti si affacciano tutti sulle sponde del Mare Adriatico e sono legati dal comune obiettivo di valorizzare il patrimonio archeologico e storico dei propri territori attraverso speciali iniziative e attività di spettacolo dal vivo. (per il progetto completo vedi comunicato allegato).

Il progetto biennale prevede un momento clou con Archeo.S Festival che si terrà dal 28 giugno all’8 luglio nelle Marche tra Ancona e Sirolo con la presentazione di 14 spettacoli di produzione in debutto internazionale tra prosa, danza, musica e teatro-circo.

Gli spettacoli saranno tutti ad ingresso libero e si svolgeranno nelle suggestive location dell’Anfiteatro romano e della Mole Vanvitelliana (Corte della Mole e Teatro Studio) di Ancona e presso l’Area dei Pini di Sirolo. Il Festival avrà anche alcune attività collaterali tra incontri, iniziative e pubblicazioni legate al teatro che saranno presentate più a ridosso dell’apertura del festival.

 Archeo.S festival si apre il 28 giugno alla Corte della Mole alle ore 21.30 con Il Crazy Paradis, Dolce vita, Circo, Jazz, finanziato dalla Regione Abruzzo e prodotto dall’Ente Manifestazioni Pescaresi. L’ ideazione e la regia è di Raffaele De Ritis, in scena vedremo Ilaria Cappelluti, Andrea Ginestra, Mercedes Martin, Max Masciello, Francesca Persico, Pablo Raffo, Guido Silveri, Esther Slanzi, Jonas Slanzi, Philippe Tordeaux. Partecipano inoltre i musicisti ospiti del Pescara Jazz Ensemble. Il Crazy Paradis, tre parole in tre lingue per uno spettacolo senza testo: minuscola babele la cui arte di sopravvivere è nell’estetica della finzione, l’invenzione di realtà posticce, l’esaltazione ingenua di esotismi ed erotismi fuori misura, il culto di un rigore senza logica a cui sono costretti i corpi. Il meraviglioso come rimedio al naufragio. Schegge di un mondo fragile in cui gli acrobati si fondevano con le orchestre e i comici non parlavano: quelle “attrazioni” un tempo sovrane dei teatri, poi relegate a prologo dei film, infine rifugiate nell’ombra dei night-clubs; prima di sparire nella voragine di cimeli del Novecento.

Il programma prosegue il 29 giugno alla Corte della Mole alle ore 21.30 con FOLK-S will you still love me tomorrow? di Alessandro Sciarroni, prodotto da Teatro Stabile delle Marche e Corpoceleste_C.C.00# e con Inteatro, Amat-Civitanova Danza per “Civitanova Casa della Danza”, Centrale Fies, ChoreoRoam Europe: Centro per la Scena Contemporanea – Comune di Bassano del Grappa, The Place/London, Dansateliers/Rotterdam, Dance Week Festival/Zagreb e Certamen Coreográfico de

Madrid. Gli interpreti: Marco D’Agostin, Pablo Esbert Lilienfeld, Francesca Foscarini, Matteo Ramponi, Alessandro Sciarroni, Francesco Vecchi. Il suono è curato da Pablo Esbert Lilienfeld, il video e le immagini da Matteo Maffesanti, il disegno luci da Rocco Giansante, gli abiti da Ettore Lombardi. Folk-s è una pratica performativa e coreografica sul tempo che nasce da una riflessione sui fenomeni popolari di danza folk antica. Lo Schuhplattler è un ballo bavarese e tirolese che consiste nel battere le mani sulle proprie gambe e calzature. In Folk-s, questa danza viene eseguita come indicazione di una forma preesistente e primitiva di pensiero. Il ballo come regola, dittatura, flusso di immagini che seguono il ritmo e la forma, non il contenuto.

Il 30 giugno appuntamento con un’altra produzione del Teatro Stabile delle Marche, alla Corte della Mole alle ore 21.30 va in scena Sik Sik l’artefice magico di Eduardo de Filippo con Carlo Cecchi, Angelica Ippolito, Tommaso Ragno, Dario Iubatti, regia Carlo Cecchi. Sik-Sik l’artefice magico, atto unico scritto nel 1929, è uno dei capolavori del Novecento. Con più di 450 repliche solo a Napoli, lo spettacolo ebbe un successo enorme. Lo spettacolo sarà allestito appositamente ed unicamente per il progetto Archeo.S.

Maria de Buenos Aires, opera tango, finanziata dalla Regione Abruzzo e prodotta dalla Società della Musica e del Teatro “Primo Riccitelli”, va in scena il 1 luglio alla Corte della Mole alle ore 21.30. La musica di Maria de Buenos Aires è di Astor Piazzola e il libretto di Horatio Ferrer, la regia è di Marco Chiarini e la direzione musicale di Mauro De Federicis. Maria de Buenos Aires è uno dei momenti più felici ed efficaci della sintesi creativa di Astor Piazzolla, scritto nel 1967 insieme al poeta Horatio Ferrer. Sapiente commistione tra sacro e profano e ispirata a una leggenda metropolitana del primo ‘900, è la storia di Maria, operaia prima, prostituta poi, che muore e rinasce dalle sue ceneri, metafora allegorica della fondazione e rifondazione della città di Buenos Aires nel 1600.

Il 2 luglio alla Corte della Mole alle ore 21.30 il Comune di Igoumenitsa, Grecia presenta Prometheus Unbound, dramma lirico con la regia di Thomas Liolios. In scena Vassilios Dosis, Prometheus, Thomas Liolios, Kouros & Zeus, Eyaggelos Koliousis Kratos, Antonios Georgioy Via, Dimitrios Theoxaris Hermes, Eleni Ntesika Io. Nel coro Katerina Papadimitrioy, Eleni Ntetsika, Marina Liolioy. Prometheus Unbound  è una trasposizione moderna del terzo atto della trilogia delle Prometheia scritta da Eschilo e basato su un romanzo scritto da Konstantinos Bouras. Prometeo è l’archetipo eterno e il simbolo della sfida all’autorità e per la sofferenza subita. In questa trasposizione moderna del dramma antico gli aspetti principali sono presentati in modo molto rilevante. Concetti come “stato”, “violenza”, “intrigo”, “punizione” e “potere”, presentati da Eschilo nell’opera originale, condividono le stesse caratteristiche nella società moderna.

Il 3 luglio doppio appuntamento: all’Anfiteatro Romano alle ore 21.30 va in scena Anima_Il respiro del Mediterraneo (dance performance) e a seguire alle ore 23.00, alla Corte della Mole ci sarà il concerto di world music Veja – ethno group.

A seguire alla Corte alla Mole alle ore 23.00 il concerto con l’ethno group Veja prodotto dal Comune di Pazin, Croazia. Il gruppo etno Veja viene da Pazin e si occupa di ricerche sulla musica folk tradizionale istriana, rimettendola in scena con arrangiamenti modificati, utilizzando vari strumenti tradizionali provenienti da tutto il mondo. La produzione presenterà melodie e musica tradizionali provenienti da tutta l’Istria, adattate con arrangiamenti moderni. Veja presenterà inoltre strumenti tradizionali come: mih, roženica, violino, šurle e bajs, assieme a melodie tradizionali istriane e ai costumi tradizionali nazionali dell’Istria centrale. I componenti di Veja sono: Goran Farkaš alla voce e cornamusa, Saša Farkaš alle percussioni e chitarra, Marko Pernić seconda voce, fisarmonica e chitarra, Sebastijan Demark alla chitarra basso, Ljuban Rajić al cajon e alle  percussioni. Marijan Jelenić è il sound designer, Dario Marušić etno-musicologo.

Il 4 luglio all’anfiteatro romano alle ore 21.30 la Regione Abruzzo presenta lo spettacolo di teatro-danza Thalassa…Stay human… prodotto da L’Uovo Teatro Stabile di Innovazione onlus. La drammaturgia e la regia sono di Maria Cristina Giambruno, in scena gli attori Fabrizio Croci, Barbara Esposito, Ana Karina Rossi Barra ed i danzatori Silvia Bertoncelli, Chiara Guglielmi, Alberto Munarin, e l’acrobata Elena Bidoia. Il mare, come l’acqua di cui si nutre, come i grandi capolavori del pensiero, dell’arte e della letteratura, è polisemico e polisemantico. Thalassa, avvalendosi della potenza evocativa del teatro, proprio questo tema intende esplorare abbracciando gli spettatori in un viaggio oniricamente reale attraverso i sentieri dell’acqua… dalla placenta, alla goccia di pioggia, dal fiume al mare, ma anche attraverso clamorosi esempi di ciò che è accaduto e potrà accadere quando questa insostituibile risorsa in luogo di essere strenuamente protetta venga sprecata, contaminata e violentata. Così gli attori daranno voce e corpo a canti e procelle e profondissime quieti e ballate e fremiti da Omero, Eraclito, San Francesco, Petrarca, Dante, Shakespeare, Rimbaud, Leopardi, Melville, Goethe, Lorca, Kavafis, Cordeschi…. Attori, danzatrici, acrobati in scena e fuori scena in felice alchimia con lo spazio, con il pubblico e con il luogo della rappresentazione, a comporre un’unica visione.

Sempre all’anfiteatro romano alle 21.30 il 5 luglio va in scena L’assemblea da Aristofane prodotto dal Teatro Stabile delle Marche in collaborazione con Strutture Primarie e con AMAT nell’ambito del progetto TAU/Teatri Antichi Uniti, con la regia e drammaturgia curata da Luciano Colavero, con Chiara Favero, Andrea Pangallo, Francesco Villano e con la partecipazione degli allievi della Scuola del Teatro Stabile delle Marche. Nelle sue commedie Aristofane pone un problema degno di essere preso in considerazione: la democrazia, se non è già fallita, è sull’orlo del fallimento. Oggi sono molti i Paesi, fuori e dentro il bacino del Mediterraneo, che lottano per la democrazia. A volte la democrazia non c’è, spesso non è reale, altre volte non è affatto rispettata. Forse l’uomo non può essere un animale democratico. È un problema di governo o un problema costitutivo dell’uomo? Forse abbiamo bisogno di qualcuno che pensi e scelga al nostro posto. Forse l’unica libertà che ci renderebbe felici è quella dello schiavo. È una tragedia. D’altronde la comicità più alta, la più utile all’uomo, nasce sempre dalla tragedia, perché proprio nella giostra folle di una comicità in cui tutto rovina e si distrugge risorgeranno dalle proprie ceneri la ragione, la coscienza critica, il pensiero.

Il 6 luglio tre gli appuntamenti: al Teatro Studio alla Mole alle 19.00 il Teatro Stabile delle Marche in collaborazione con Belteatro presenta La dodicesima notte, di William Shakespeare con la regia di Valentina Rosati, il disegno luci è di Camilla Piccioni, le scene e costumi sono di Marianna Peruzzo. Le scene sono ideate e realizzate in collaborazione con L’Accademia di Belle Arti di Macerata –  Dipartimento di Scenografia, Professor Enrico Pulsioni e Professor Pierfrancesco Giannangeli.

A seguire alle ore 21.30 all’anfiteatro romano va in scena La Parola padre prodotto dai Cantieri Teatrali Koreja e finanziato dal Teatro Pubblico Pugliese, la drammaturgia e regia sono di Gabriele Vacis, in scena Irina Andreeva, Alessandra Crocco, Aleksandra Gronowska, Annachiara Ingrosso, Maria Rosaria Ponzetta, Simona Spirovska, il coordinamento artistico è a cura di Salvatore Tramacere.

Sempre alle ore 21.30 il 6 luglio all’Area dei Pini di Sirolo va in scena Racconto d’oltremare (teatro per le famiglie) sostenuto dal Teatro Pubblico Pugliese e prodotto da Armamaxa teatro. Racconto d’oltremare è un progetto di  Micaela Sapienza ed Enrico Messina, con la regia di Micaela Sapienza, con Giuseppe Ciciriello, Cilla Palazzo, Ferdinando Filomeno, costumi di Lisa Serio, musiche di Mirko Lodedo, disegno luci di Fausto Bonvini. Racconto d’oltremare è ispirato alla fiaba tradizionale pugliese di Redelìa, una fiaba tradizionale quella della Principessa d’Oltremare, che ha il respiro universale delle grandi fiabe, che sanno raccontare attraverso il tempo storie di amore, viaggi, crescita e libertà. La storia dell’incontro di due ragazzi che appartengono a paesi diversi affacciati sull’Adriatico e incarnano gli ideali più puri della giovinezza: i sogni, le illusioni, il viaggio e la scoperta, il gioco, la magia e la fatica di diventare grandi. Attraverso il linguaggio del corpo, della musica e delle immagini, che creano un alfabeto universale, lo spettacolo ci porta nel mondo di Franco e Redelìa: proiezioni, dissolvenze, giochi di luce e costumi capaci di trasformarsi e trasformare, per raccontare ai bambini la semplicità della magia, la bellezza delle immagini e la potenza della fantasia.

Il 7 luglio doppio appuntamento alle ore 21.30 al Teatro Studio alla Mole replica La dodicesima notte di William Shakespeare con la regia di Valentina Rosati, prodotto dal Teatro Stabile delle Marche in collaborazione con Belteatro.

Contemporaneamente all’Area dei Pini di Sirolo alle ore 21.30 va in scena Dekontekst, prodotto da Robert Rudan e dal Comune di Pazin, Croazia. Dekontekst, è uno spettacolo al limite tra l’arte performativa e l’arte visuale, con un focus particolare in due aree di esplorazione. La prima area è quella in cui arte e psicologia si uniscono. La seconda area è quella tra arte visuale e performativa. Dal momento che gli autori dello spettacolo sono performer con diversi background, la forma espressiva comune sarà il movimento e la danza. Inoltre, a causa della specifica natura del progetto, un’attenzione particolare sarà prestata alla comprensione dello spazio in quanto tale. I performer, attraverso il movimento e l’interazione con lo spazio. Gli autori e performer sono: Elda Radovik Kosanović, Šandor Slacki junior, Helena Minić, Noel Šuran, David Belas, la visual artist è Ida Skoko.

Archeo.S Festival chiude l’8 luglio con due appuntamenti: al Teatro Studio alla Mole alle 19.00 la replica de La dodicesima notte di William Shakespeare con la regia di Valentina Rosati, prodotto dal Teatro Stabile delle Marche in collaborazione con Belteatro.

Alle 21.30 all’Area dei Pini di Sirolo va in scena la produzione del Comune di Fier: La leggenda del pianista ispirato al celebre film con la regia di Milton Kutaliattore, con Dritan Borici. Da sottolineare che la Municipalità di Fier ha in programma la produzione Il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini, con la regia di Milto Kutali (Albania) e la direzione d’orchestra di Ettore Papadia (Italia) e Valmir Xoxa (Albania) che dirigono la Apolonia Symphonic Orchestra. Le scene e i costumi sono di Beqo Nanaj. Un lavoro che vede la collaborazione del Teatro Stabile delle Marche, della Regione Abruzzo e del Teatro Pubblico Pugliese. Lo spettacolo sarà presentato ad ottobre a conclusione del progetto. Nel cast cantanti da Albania, Italia, Grecia, Bulgaria selezionati nelle audizioni di Pesaro, Tirana e Pescara.

Tutti gli spettacoli sono ad ingresso libero.

Continua il doppio appuntamento con Rivediamoli!

Dal 3 aprile, nuovo programma della rassegna Rivediamoli, che conferma il doppio appuntamento, il martedì all’Apollo e il giovedì all’Anteo spazioCinema.

 

Due programmazioni distinte che riproporranno al pubblico milanese le migliori pellicole nazionali ed internazionali presentate e premiate nei più importanti Festival Cinematografici,  e i grandi successi dell’ultima stagione all’incredibile prezzo di € 2,50: un ‘occasione unica per recuperare sul grande schermo o  per rivedere i film più amati dal pubblico e dalla critica!

 

 

Rivediamoli  – Apollo e Anteo spazioCinema

Dal 2 aprile al 30 agosto 2012

Ingresso € 2,50

 

Info:

tel. 02-43912769 – www.spaziocinema.info

Ultimo appuntamento di “Jazz al Piccolo”

Lunedì 2 aprile, alle ore 21, presso il Piccolo Teatro Studio, si terrà l’ultimo appuntamento della quattordicesima edizione della rassegna Jazz al Piccolo – Orchestra Senza Confini, organizzata dal Piccolo Teatro di Milano e dall’Associazione Culturale Musica Oggi.

IL MONDO MUSICALE DI GEORGE GRUNTZ

 

CIVICA JAZZ BAND

solisti e prime parti:    Sergio Orlandi e Umberto Marcandalli (trombe),

Roberto Rossi (trombone), Giulio Visibelli (sassofoni e flauto),

Marco Gotti (sassofoni), Marco Vaggi (contrabbasso),

Mino Fabiano (basso elettrico), Tony Arco (batteria)

e gli studenti dei Civici Corsi di Jazz

solista ospite FRANCO AMBROSETTI   tromba

direttore GEORGE GRUNTZ

assistente Luca Missiti

 

programma:

George Gruntz    Franco’s Delight / So: What Serious Fun / Merryteria

Franco Ambrosetti  His Master’s Choice

Dave Liebman  Get Me Back To The Apple

John Coltrane  Big Nick

David Bargeron  Berne Burn # 2

Marvin Stamm   When She Looks At Me

Danny McCaslin  2nd Line Sally

 

introduzione al concerto a cura di Maurizio Franco

 

Il concerto conclusivo della quattordicesima stagione della rassegna imperniata sulla Civica Jazz Band di Enrico Intra, fiore all’occhiello dei Civici Corsi di Jazz, ospita il grande pianista, compositore e direttore d’orchestra svizzero George Gruntz in occasione dei suoi ottant’anni e dei quarant’anni della Concert Jazz Band, l’orchestra internazionale da lui fondata nel 1972 e diventata una delle band più prestigiose del jazz contemporaneo. Gruntz, che nel corso del concerto riceverà dal Piccolo teatro e da Musica Oggi una targa alla carriera, dirigerà la Civica Jazz Band eseguendo pagine storiche che spaziano lungo tutto l’arco della storia della band, avvalendosi anche della presenza di un solista di eccezione, amico e partner di Gruntz da almeno cinquant’anni: il grande trombettista svizzero Franco Ambrosetti. Proprio con il padre di Franco Ambrosetti, l’altosassofonista Flavio, Gruntz ha iniziato giovanissimo la sua carriera, sunando con un gran numero di musicisti americani di passaggio in Svizzera, vincendo concorsi internazionali, entrando quindi a far parte della favolosa European Rhythm Machine che il sassofonista Phil Woods guidava alla fine degli anni sessanta. Da quel clima musicale, nacque la Concert jazz Band, nella quale hanno militato grandiosi solisti americani ed europei. Per questo articolato concerto, la Civica Jazz band ospita nelle sue fila tre musicisti del J.W. Orchestra di Marco Gotti, cioé lo stesso leader e i trombettist Orlandi e Marcandalli.

 

Ingresso 16 euro – Per informazioni e prenotazioni tel. 848800304

IDOLI

Lo spettacolo

“se ti addormenti sotto alla neve non la senti la morte che arriva…”

Lo spettacolo esplora i nuovi vizi capitali della nostra società, le sue deformazioni individuali e collettive, le tendenze incontrollabili, spesso disastrose, che dietro l’apparente normalità degli uomini e del loro vivere quotidiano celano lo scenario inquietante di una società alla deriva. Conflittualità con il mondo esterno e con se stessi, noia di vivere, assenza di interessi, vuoto interiore, apatia morale, rabbia, frustrazioni… frammenti di umanità che si vanno ad incastonare all’interno di un desolante quadro di vita contemporanea. Una coppia, una famiglia, un nipote e un nonno sono i protagonisti di questa “commedia nera” nella quale nessuno è salvo. Crudele e grottesco. Divertente e osceno. Perché è proprio della vita l’intreccio tra l’odio feroce e una torta.

 

La drammaturgia

Il tentativo di una drammaturgia che fa uso di un linguaggio acre, disadorno, a volte osceno, e che non teme lo scandalo e l’irriducibilità del tragico; una fotografia fredda e spietata del presente che accompagna lo svolgersi degli accadimenti senza commenti, senza pietà e che affronta la spersonalizzazione, la disumanità, la violenza, senza condiscendenze ideologiche, senza richiami alla complicità del pubblico. Anzi tenta di elevare una parete insormontabile che rende impossibile la catarsi, la pìetas. Una condizione che è lo specchio dentro cui ci obbliga a rifletterci. Una scrittura per il teatro del nostro tempo, oscuro e carico di interrogativi inquietanti. Senza però rinunciare a “quell’ironia dell’assurdo” che svela spesso in modo divertente i paradossi e l’alienazione dei protagonisti. La volontà, quindi, di creare il giusto equilibrio tra l’iper realismo del linguaggio e la paradossalità della situazione nel tentativo di essere divertenti e ributtanti al tempo stesso.

 

 

Approfondimenti e note

“Come al solito non sono mai le virtù, ma i vizi a dirci chi è di volta in volta l’uomo.” Così inizia I vizi capitali e i nuovi vizi, il libro di Umberto Galimberti che rilegge questa tematica alla luce della contemporaneità, decontestualizzandola dal terreno della morale per evidenziarne gli aspetti più patologici ed emotivi del nostro tempo. Identificati come “abiti del male” da Aristotele, come “opposizione della volontà dell’uomo alla volontà divina” nel Medioevo, come “espressione della volontà umana” nell’età dei lumi, appaiono infine come manifestazione psicopatologica nel Novecento. E così fuoriescono dal mondo morale per fare il loro ingresso in quello patologico. Non più vizi ma malattie dello spirito. Alla luce di questa sequenza storica, Galimberti “ambienta” i vizi nel panorama contemporaneo conflittualmente compresi fra la funzionalità (anche del male), propria dell’età della tecnica, e l’urgenza dell’etica. Un’ampia ricognizione su quelle tendenze o modalità comportamentali per la quale suona efficace la definizione di “nuovi vizi”. La sociopatia, la spudoratezza, il conformismo, il consumismo, la sessomania, il nichilismo, il culto del vuoto.

In quest’epoca segnata e dominata dal mercato dei consumi, dal nichilismo, dagli scandali politici, dalla violenza, dalla rabbia, dal divismo, dalla xenofobia e dalla pornografia, quali nuove e diverse forme assumono i sette vizi capitali? Come sono riconoscibili e a quali storie di quotidiana follia appartengono? E, soprattutto, come vengono percepiti nella nuova società globale che sembra aver perduto ogni senso del limite e della misura?

 

•           Spettacolo in abbonamento: outoff Card

 

Informazioni

 

Prenotel. 02.34532140 – lunedì ore 10 > 18 e martedì >  venerdì ore 10 > 20

Ritiro biglietti: Uffici via Principe Eugenio 22 –  lunedì > venerdì ore 11> 13 ; botteghino del teatro – via Mac Mahon 16 – nei giorni di spettacolo, un’ora prima dell’inizio;  il sabato ore 17 > 22. Domenica un’ora prima dello spettacolo.

 

Prevendita: 

Biglietti:  18,00 Euro  – costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro (salvo diverse indicazioni per specifici spettacoli)

Riduzioni: 12 Euro (under 25);  9 Euro (over 60) – Convenzione con il Comune di Milano

OutOffcard 70 € (under 25: 45 €; over 60: 35 €)

Per gli abbonati sconto di 30% su tutti gli spettacoli in cartellone, tranne i Progetti Speciali

Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16

Trasporti pubblici: tram 12/14  bus 78  Accesso disabili: con aiuto

 

Teatro OUT OFF  v. Mac Mahon, 16 – 20155 Milano 

Uffici, via Principe Eugenio, 22   –  20155 Milano

Telefono  02.34532140   Fax.  02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it

Rassegna LETTERATURA e MUSICA

Arona

 

5 marzo 2012 – ore 21,00

 

Il madrigale italiano nel percorso dei grandi poeti e dei grandi musicisti dell’Umanesimo e del Rinascimento italiano.

Capolavori d’arte poetica trasformati in bellezze musicali

                             

Alla scoperta di come maggiori poeti italiani abbiano messo in luce la loro arte e di come i musicisti, attratti da tali bellezze, ne abbiano saputo ritrasformare in suoni, in sospiri, in immagini, le suggestioni poetiche creando nuovi capolavori

 

12 marzo 2012 – ore 21,00

 

La liederistica tedesca di Franz Schubert. Il mito romantico del sogno, del mistero, dell’ignoto, dell’eterno viaggio

 

I capolavori della poetica tedesca e mitteleuropea rivisitati dalla mano ispirata del ‘poeta della musica’ Franz Schubert. Alla scoperta delle tecniche di scrittura, della poetica e delle suggestioni ispiratrici della grande musica romantica

 

 

 

Aula Magna – Palazzo municipale

 

p.zza De Filippi – Arona