Sherol Dos Santos: “Disarmata”

Sherol_ph Luca Perazzolo
Sherol_ph Luca Perazzolo

Dopo il primo inedito più intimo e riflessivo, Pleiadi, Sherol propone ora un pezzo dal potente impatto musicale e non solo, con un argomento forte e provocatorio che valorizza la sua carica vocale ed espressiva. Un brano che parla di donne e alle donne: un inno alla libertà contro ogni tipo di giudizio, pregiudizio e violenza.

Disarmata è la storia di una donna che si riappropria del suo respiro, della sua vita, libera da ogni giudizio imposto dall’esterno, ma anche da se stessa.
l producer Marco del Bene aka Korben, tocca corde alle quali Sherol ancora non aveva abituato i suoi fan, ma che dimostrano pienamente le sue incredibili capacità performative e interpretative, regalando un’immagine di se stessa intensa e matura.

Ad aprire il brano, una citazione di Mozart, la celebre aria della Regina della Notte, una delle prime esibizioni di Sherol all’Accademia di Santa Cecilia, arrangiata in una inedita chiave elettronica, a tratti industrial. Un percorso di importante emancipazione che parte dal passato della cantante per guardare a nuove frontiere.

“il buio oltre la siepe” – lettura con Arianna Scomegna

arianna scommegna
arianna scommegna

Domenica16 febbraio 2020 – ore 20.30 – La Cavallerizza
IL BUIO OLTRE LA SIEPE
di Harper Lee
Lettura con Arianna Scommegna

Harper Lee, premio Pulitzer 1960, scomparsa nel febbraio 2016 all’età di 89 anni, ha scritto un solo libro nella sua vita: Il buio oltre la siepe.
Oltre la siepe c’è l’ignoto, un ignoto che fa paura proprio perché non lo si conosce. E la paura di ciò che è oscuro ma anche solamente diverso genera pregiudizio.

Ambientato in una piccola cittadina dell’Alabama nella prima metà del ‘900, è una storia più che mai attuale raccontata in prima persona da Scout, una bambina che con la sua purezza e innocenza accende una piccola fiamma nel buio di una comunità spaventata, chiusa e razzista.

“HIV, Presente e futuro del paziente cronico”

Adriano Lazzarin
Adriano Lazzarin

Finalmente si torna a parlare e a fare informazione sull’HIV.
Da troppo tempo le campagne di informazione non hanno più coinvolto la popolazione, specie giovani e giovanissimi, sui rischi di un’infezione che si mostra comunque sempre minacciosa e pronta a approfittarsi dell’ignoranza e del pregiudizio.

Anche nel nostro Paese, i cosiddetti “Millennials” mostrano evidenti lacune ed è compito delle istituzioni, della scuola e delle famiglie contribuire a riempire questo vuoto creatosi in venti anni di rarefazione e scarsa conoscenza.

Uno studio europeo e americano, con l’Italia che ambisce a giocare un ruolo da protagonista contro l’HIV: lo studio clinico Mosaico realizzato da Janssen, la società farmaceutica del gruppo Johnson&Johnson e nato da una partnership pubblico-privato a livello globale, si propone di valutare l’efficacia di un regime vaccinale preventivo anti HIV per il quale è già stata richiesta alle autorità competenti (Ministero Salute, AIFA e Comitati Etici) l’autorizzazione all’esecuzione dello studio clinico.

Il vaccino sperimentale ha raccolto i risultati degli studi di fase 1/2a in termini di sicurezza ed immunogenicità e si appresta ad esser sperimentato all’interno di una popolazione più ampia.

Il regime vaccinale in questione, che possiamo definire “a mosaico”, è stato sviluppato per essere potenzialmente un vaccino con approccio globale per la prevenzione dell’infezione da un’ampia varietà di ceppi virali, responsabili della malattia.

“La prova della sua efficacia – spiega il Prof. Adriano Lazzarin, Ospedale San Raffaele, Milano – la potremo avere solo a studio concluso. La complessità e variabilità dei processi di risposta immune innescati da HIV (linfociti B, linfociti T , cellule accessorie) nel singolo individuo lasciano purtroppo margini di imprevedibilità, e questo trial sarà una buona opportunità per conoscerli meglio”.

Negli ultimi 7 anni in Italia il numero di nuove diagnosi è stato piuttosto stabile, e i nuovi casi sono state provocati soprattutto da infezioni a trasmissione sessuale, sia di tipo sia eterosessuale sia omosessuale. Più del 50% delle nuove diagnosi avviene in condizioni avanzate di malattia, cioè quando il livello di linfociti CD4 è al di sotto delle 350 cellule, o addirittura alla comparsa di sintomi o manifestazioni cliniche legate alla malattia conclamata.