“Fin de partie”, prima mondiale al Teatro alla Scala

Gyorgy e Marta Kurtag cr Judit Marjai
Gyorgy e Marta Kurtag cr Judit Marjai

Prima esecuzione mondiale dell’opera Samuel Beckett, “Fin de partie”, in scena alla Scala dal 15 al 25 novembre.

La prima rappresentazione, il 15 novembre, sarà trasmessa in diretta da Rai Radio3.

A partire da domenica 21 ottobre i visitatori del Museo Teatrale alla Scala e gli spettatori scaligeri potranno visitare la Mostra “György Kurtág, Segni, giochi, messaggi”, allestita nel Ridotto dei Palchi “Arturo Toscanini”

La Mostra, a cura di Heidy Zimmermann, Cecilia Balestra e Franco Pulcini, si compone di 18 pannelli sui quali sono riprodotti gli originali manoscritti e i misteriosi disegni astratti, insieme alle rare fotografie del grande maestro dell’avanguardia, spesso con la moglie Marta, compagna di una vita dedicata alla ricerca artistica.

Teatro Regio: programmazione

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Venerdì 5 Ottobre

Teatro Regio ore 15.30 Al Regio dietro le quinte – Itinerari segreti di un grande teatro d’Opera
Visita guidata al Teatro Regio – Ingresso € 6. Informazioni – Tel. 011.8815.557
Vendita mezz’ora prima della visita alla Biglietteria del Teatro Regio – Tel. 011.8815.241/242
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Sabato 6 Ottobre

Teatro Regio ore 11 – 11.45 – 15 e 15.45
Al Regio dietro le quinte – Itinerari segreti di un grande teatro d’Opera
Visite guidate al Teatro Regio – Ingresso € 5. Informazioni – Tel. 011.8815.557
Vendita mezz’ora prima della visita alla Biglietteria del Teatro Regio – Tel. 011.8815.241/242
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Martedì 9 Ottobre

AL REGIO DIETRO LE QUINTE
La visita guidata al Regio oggi non avrà luogo. Prossima visita: giovedì 11 ottobre ore 15.30

STAGIONE I CONCERTI 2018-2019 – BIGLIETTI
Oggi, martedì 9 ottobre, inizia la vendita dei biglietti per tutti i concerti
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Mercoledì 10 Ottobre
Teatro Regio – Ore 20 (Turno A)
Opera Posti a € 170 – 135 – 120 – 100 – 70 – 55

INAUGURAZIONE DELLA STAGIONE D’OPERA 2018-2019

IL TROVATORE
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Giovedì 11 Ottobre
Piccolo Regio Puccini – Ore 21
Concerto di beneficenza Ingresso libero

Migranti

Quando a partire eravamo noi

Fabio Armiliato canta “L’infinito”

L'infinito
L’infinito

di Giacomo Leopardi musicato da Giovanni Nuti

A quasi 200 anni dalla nascita della famosa poesia (composta a Recanati nel 1819), il tenore di fama internazionale Fabio Armiliato canta i celebri versi di Giacomo Leopardi musicati da Giovanni Nuti, compositore noto per il suo “canzoniere“ realizzato con un’altra grande poetessa, Alda Merini. Il brano “L’Infinito“ (etichetta Sagapò) sarà disponibile dal 20 luglio in anteprima su iTunes e successivamente sugli altri stores digitali.

Scrive Fabio Armiliato: “Da sempre musica e poesia si uniscono per creare un connubio artistico ancora più elevato. Aver avuto l’opportunità di cantare L’infinito di Leopardi, cioè una delle massime espressioni poetiche e letterarie, grazie alla musica di un artista come Giovanni Nuti, mi ha riempito cuore e anima, facendomi provare un’esperienza unica e carica di emozioni.
Come scriveva J.S. Bach ‘La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori’ e sono convinto che Leopardi nella sua genialità aveva già sentito l’Infinito della musica nelle sue stesse parole, guardando verso l’eterno, con gli occhi e il cuore di chi non si ferma alle cose terrene”.

Presentato in anteprima il 24 marzo scorso presso la Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico di Verona durante la manifestazione “Siamo fatti per l’Infinito” organizzata dall’Accademia Mondiale della Poesia, il brano è stato composto per l’occasione da Giovanni Nuti seguendo la grande tradizione liederistica che ha sempre realizzato il felice matrimonio di musica e poesia. Giovanni Nuti dichiara: “Ho accettato con ‘timore e tremore’ la proposta di Laura Troisi – direttore generale dell’Accademia mondiale della poesia – di musicare i versi de L’infinito di Leopardi. Confrontarsi con uno dei componimenti poetici più noti della letteratura mondiale richiedeva una dose di tracotanza e di incoscienza cui neppure tutti i miei anni di frequentazione e osmosi creativa con Alda Merini mi hanno preparato. Ho cercato di accostarmi con consapevolezza e umiltà a questa poesia, sgombro però di troppe letture e troppe interpretazioni, ‘come se’ la leggessi per la prima volta, in modo da far scaturire la mia musica dall’inesauribile ombra di silenzio del Canto leopardiano. Sono molto felice che l’amico Fabio Armiliato abbia accettato di interpretarlo, impreziosendolo con la sua straordinaria vocalità e la sua grandissima sensibilità interpretativa”.
Prodotto da Paolo Recalcati (Sagapò Music) e Jose Orlando Luciano, che ne ha curato anche l’arrangiamento, il brano L’infinito è interpretato da Fabio Armiliato con l’accompagnamento di Simone Rossetti Bazzaro al violino, Irina Solinas al violoncello e Jose Orlando Luciano al pianoforte.

FABIO ARMILIATO – E’ uno dei tenori più importanti della scena lirica internazionale.
Acclamato dal pubblico grazie alla sua particolare vocalità, al suo impressionante registro acuto e alla sua innata musicalità, senza dimenticare le sue capacità drammatiche e il grande carisma che infonde ai suoi personaggi. Nato a Genova, studiò al Conservatorio Niccolò Paganini della sua città e qui debuttò giovanissimo come Gabriele Adorno nel Simon Boccanegra cominciando così una rapida carriera che lo ha portato ad affrontare i ruoli più importanti del suo registro nei più prestigiosi teatri del mondo. Nel 1993 debuttò al Metropolitan Opera House di New York con Il Trovatore (Verdi), tornando in seguito con Aida, Cavalleria rusticana, Don Carlo, Simon Boccanegra, Tosca e Madama Butterfly. Nel suo lungo percorso artistico ha debuttato tra gli altri anche al Teatro alla Scala di Milano, all’Opéra de Paris, all’Opera di San Francisco, al Teatro Real di Madrid e alla Wiener Staatsoper in Un ballo in maschera, teatri nei quali torna regolarmente per partecipare a titoli come Turandot, Tosca, Carmen, Don Carlo o Andrea Chénier. Quest’ultimo, considerato uno dei suoi ruoli più emblematici, gli è valso la proclamazione da parte della critica di migliore Chénier dei nostri tempi. Altrettanto importanti le interpretazioni che Fabio Armiliato ha dato di Pinkerton in Madama Butterfly, cantata anche alla Scala di Milano, al Gran Teatre del Liceu e al New National Theatre di Tokyo. Nell’arco di tempo che va dal 1990 al 1996 ha presto parte al Teatro di Anversa ad un ciclo dedicato al regista Robert Carsen interpretando Tosca, Don Carlo e Manon Lescaut. Dall’anno 2000, con la sua unione in arte e in vita al soprano Daniela Dessì si è creata una delle coppie artistiche fondamentali della recente storia dell’Opera che ha ottenuto trionfi memorabili in titoli quali Manon Lescaut (Siviglia, Barcellona , Vienna, Parma e Berlino), Adriana Lecouvreur a Napoli e Milano, Aida a Barcellona, Simon Boccanegra al Festival Verdi di Parma e soprattutto l’interpretazione di uno dei titoli più importanti del repertorio verista: Francesca da Rimini, di Zandonai, a Roma e nello Sferisterio di Macerata, che ha celebrato nel maggio del 2004 il centenario di questa opera maestra della giovane scuola. Raffinato interprete di Mario Cavaradossi in Tosca con più di 140 recite del titolo, è stato acclamato nel ruolo in teatri prestigiosi quali l’Arena di Verona, il Teatro Real di Madrid, la Fenice di Venezia e in un tournée giapponese con il Teatro dell’Opera de Roma (un successo memorabile che raccolse 45 minuti di applausi). In questo ruolo è tornato poi alla Scala, diretto da Lorin Maazel, e alla Royal Opera House del Covent Garden di Londra con la direzione di Antonio Pappano. Tra i successi delle ultime stagioni ricordiamo uno strepitoso debutto ne La forza del destino nell’Opéra di Montecarlo, La Fanciulla del West a Roma (autore di uno storico bis dell’aria “Ch’ella mi creda”) e Tosca a Caracalla, festeggiando il ventennale del suo debutto su questo scenario. Nella stagione 2009-2010 ha inaugurato il rinato Teatro Petruzzelli di Bari e debuttato con grande successo il ruolo di Calaf per la prima volta in Italia con Turandot, poi Madrid (dove ha cantato un brillante Andrea Chénier), Zurigo (dove ha debuttato nel ruolo di Rodolfo in Luisa Miller), è ritornato alla natía Genova con Tosca dove il pubblico lo ha accolto con grandi ovazioni (due Bis per lui), Vienna (La forza del destino) e Torre del Lago, per l’inaugurazione del Festival Puccini con una nuova produzione de La Fanciulla del West, al fianco proprio di Daniela Dessì, creata per festeggiarne il centenario. Spesso protagonista di programmi televisivi dedicati alla divulgazione dell’arte operistica, ha recitato nel film di Woody Allen To Rome with Love. Nel 2011 dopo l’attesissimo e trionfale debutto in Otello all’Opera Royal di Liége, è stato insignito del “Premio Internazionale Tito Schipa” nella splendida cornice della città di Ostuni, ha ricevuto il Premio Puccini (2014) e proclamato cittadino Onorario della città di Recanati nel nome del grande Beniamino Gigli.

GIOVANNI NUTI – Toscano di Viareggio e milanese di adozione, ha all’attivo nove album e ha collaborato con Milva, Enrico Ruggeri, Roberto Vecchioni, Lucio Dalla, Mango, Enzo Avitabile e Simone Cristicchi. Nel 1993 incontra Alda Merini e dalla loro collaborazione durata sedici anni – che Merini definiva «matrimonio artistico» – sono nati numerosi spettacoli che li vedono protagonisti insieme sul palcoscenico e quattro cd: Milva canta Merini (2004), ritorno discografico della “Rossa”, di cui Giovanni Nuti firma tutte le musiche; Poema della croce, una moderna opera sacra rappresentata anche nel Duomo di Milano e definita da Sua Eminenza card. Gianfranco Ravasi «opera di finissima e intensa esegesi musicale» della «grande poesia di Alda Merini»; Rasoi di seta, con 21 liriche della poetessa milanese musicate dal cantautore, tra cui Poeti, duetto con Simone Cristicchi; Una piccola ape furibonda, con otto testi inediti di Merini, pubblicato il 21 giugno 2010. Nel 2012 esce Una pequeña abeja enfurecida – Giovanni Nuti canta Alda Merini in spagnolo con la partecipazione straordinaria di Lucia Bosè che ha curato le versioni in castigliano di tutte le poesie-canzoni. A dicembre 2014 viene pubblicata la composizione di Giovanni Nuti, Cantico delle creature, suite di 11 brani per pianoforte eseguiti dalla pianista Elena Papeschi (Sagapò in coedizione con Casa Musicale Sonzogno). Ispirata dalle laudi di San Francesco – da fratello Sole a sora nostra Morte corporale – e dedicata “a Papa Francesco promessa e speranza di una Chiesa povera e cristiana”.

Il 20 ottobre 2017 esce il cofanetto Accarezzami musica – Il “Canzoniere” di Ada Merini: tutta la sua produzione in musica con la poetessa milanese: 6 CD, 1 DVD, 114 canzoni di cui 13 inedite, 21 brani con Alda Merini recitante, duetti con 29 Artisti ospiti (Nar International/Sagapò): Renzo ARBORE, Fabio ARMILIATO, Peppe BARRA, Alessio BONI, Lucia BOSÈ, Sergio CAMMARIERE, Rossana CASALE, Fabio CONCATO, Aida COOPER, Valentina CORTESE, Simone CRISTICCHI, Daniela DESSÌ, Grazia DI MICHELE, Marco FERRADINI, Eugenio FINARDI, Dario GAY, Enzo GRAGNANIELLO, Monica GUERRITORE, Mariangela MELATO, Iskra MENARINI, MILVA, Andrea MIRÒ, Rita PAVONE, Omar PEDRINI, PICCOLI CANTORI di Milano, Daniela POGGI, Gigi PROIETTI, Enrico RUGGERI, Lina SASTRI. Giovanni Nuti ha cantato i versi di Alda Merini in Germania con Milva, in Spagna con Lucia Bosè, e sta portando da 3 anni in giro per l’Italia lo spettacolo Mentre rubavo la vita insieme a Monica Guerritore.

Don Giovanni

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Teatro Giuditta Pasta (Saronno – VA)
Sabato 17 marzo 2018 – Fantasia in Re presenta
DON GIOVANNI
melodramma giocoso in due atti di W. A. Mozart
su libretto di Lorenzo da Ponte
coro dell’Opera di Parma

È un melodramma giocoso in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte: è la seconda delle tre opere italiane che il compositore austriaco scrisse e venne composta tra il marzo e l’ottobre del 1787, quando Mozart aveva 31 anni.
L’opera debuttò al Teatro degli stati di Praga e solo l’anno successivo a Vienna con un cambiamento del libretto.
Il Don Giovanni è considerato uno dei massimi capolavori di Mozart, ma anche della storia della musica: in esso si realizza un perfetto equilibrio tra comico, con le caratterizzazioni di Leporello e Masetto, e tragico, nello scontro tra il mondo delle leggi morali e l’opposizione del protagonista.

Don Giovanni è un nobile cavaliere con una passione sfrenata per le donne; pur di conquistarle, ricorre a qualsiasi mezzo, compreso l’inganno e la menzogna.
Biglietti: intero € 30 – ridotto over70 € 27 – gruppi organizzati € 25 – ridotto under26 € 15
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Teatro alla Scala: “Fin de partie”

Teatro-alla-Scala
Teatro-alla-Scala

Il Teatro alla Scala è entrato nella shortlist dei premi FEDORA Generali Prize for Opera con Fin de partie, l’opera di György Kurtág tratta dal capolavoro di Samuel Beckett che debutterà in prima assoluta il 15 novembre 2018 con la regia di Pierre Audi e la direzione di Markus Stenz, in coproduzione con l’Opera di Amsterdam. I premi FEDORA promuovono la creatività e l’innovazione sostenendo i migliori progetti europei di opera e balletto in via di realizzazione.

I candidati al premio di € 150.000 devono proporre nuovi allestimenti di opere in prima assoluta o riscoperte, coprodotti da almeno due istituzioni e il cui team creativo comprenda artisti di diverse nazioni.

La giuria è composta da Aviel Cahn, Sovrintendente dell’Opera delle Fiandre, Silvia Hronkova, Direttrice dell’Opera al Teatro Nazionale Céco, Eva Kleinitz, Direttore Generale dell’Opéra du Rhin, Nicholas Payne, Direttore di Opera Europa, Paolo Pinamonti, Direttore Artistico del Teatro di San Carlo di Napoli, David Pountney, Direttore Artistico della Welsh National Opera, Christina Scheppelmann, Direttore Artistico del Teatro del Liceu di Barcellona e Birgitta Svendén, Direttore Artistico e Generale dell’Opera di Svezia.

I vincitori saranno annunciati il prossimo giugno. Fino al 22 febbraio sarà possibile votare il progetto sul sito: https://www.fedora-platform.com/competition/project/fin-de-partie/18

Il Teatro alla Scala ha vinto il Premio FEDORA per la danza nel 2015 con La bella addormentata di Alexei Ratmanski.

A proposito di FEDORA

FEDORA – Il Circolo europeo dei Filantropi dell’Opera e del Balletto è stato fondato nel gennaio 2014 a Parigi come organizzazione non-profit presieduta da Jérôme-François Zieseniss, che è anche Presidente del “Comité français pour la sauvegarde de Venise”. La duchessa Clotilde Corsini, che vive a Firenze, è Vicepresidente dell’organizzazione. Jean-Yves Kaced, il Direttore dell’AROP –

L’Associazione degli amici e maggiori donatori dell’Opera Nazionale di Parigi, ricopre il ruolo di Segretario Generale, e Peter Espenhahn, che vive a Londra, è il Tesoriere di FEDORA.

Edilia Gänz è il Direttore di FEDORA. L’associazione europea riunisce cinquanta teatri d’opera, festival, compagnie di ballo e associazioni affiliate oltre ad aziende e singoli donatori da 14 nazioni.

L’obiettivo di FEDORA è sostenere il rinnovamento e il ringiovanimento nell’opera e nel balletto raccogliendo fondi per nuove opere e balletti che vengono realizzati attraverso co-produzioni fra teatri d’opera, festival e artisti emergenti. Grazie al sostegno di due donatori principali e alla stretta collaborazione con Opera Europa, i Premi FEDORA sono stati creati per incoraggiare l’innovazione e la creatività nei campi dell’opera e del balletto.