Emma e Alessandra Amoroso “Pezzo di cuore”

Emma e Alessandra Amoroso_foto di Chiara Mirelli
Emma e Alessandra Amoroso_foto di Chiara Mirelli

Finalmente insieme, un duetto atteso da anni per le due brave artiste Emma ed Alessandra Amoroso.

Il brano “Pezzo di cuore” è un pop romantico sull’importante tema dell’amore, spesso vera forza trascinatrice della nostra esistenza. Una collaborazione artistica tra le due amiche piena di emozioni, condivisioni, nata in pochissimi giorni da Emma e che avuto subito la collaborazione di Alessandra.

Con la speranza che in questo nuovo anno 2021 ripartano i tour, i concerti, gli eventi live e permettano ad Emma di terminare il suo tour dedicato al decennio di attività artistica e ad Alessandra di continuare e terminare il suo nuovo progetto discografico.

Ora hanno tanta voglia di presentare il loro brano live e se arrivasse la chiamata come ospiti a Sanremo, la risposta, come spiegano le due artiste, sarebbe solo positiva.

Davide Falco

PEZZO DI CUORE” è il titolo di uno dei duetti più attesi degli ultimi 10 anni, tra due delle voci femminili più seguite del panorama musicale italiano: Emma e Alessandra Amoroso.

Il brano (prodotto dal pianista e compositore Dardust, che ha anche scritto il brano con Davide Petrella) è già disponibile in pre-order e in pre-save su Spotify (https://pld.lnk.to/PezzodiCuore) e sarà in radio e su tutti gli store e piattaforme digitali da venerdì 15 gennaio.

Dal 29 gennaio il brano sarà inoltre disponibile in edizione limitata nella versione vinile 45 giri, acquistabile in esclusiva sul sito di Universal Music Italia.

Pezzo di cuore” è un dialogo tra due donne, due amiche, con due percorsi e due personalità differenti ma entrambe sempre alla ricerca della verità delle loro emozioni. Il brano, infatti, parla proprio di questo: di trovare il modo giusto per vivere i sentimenti in maniera autentica, a partire dall’amore proprio nei confronti di se stessi.

Una storia comune e due vite vissute per la musica. Le carriere di Emma e Alessandra sono iniziate con la vittoria di “Amici” per poi proseguire su binari paralleli, ognuna alla ricerca della propria identità. Nell’arco degli ultimi 10 anni, hanno condiviso il palco ritrovandosi a vivere insieme momenti fondamentali della loro carriera o ancora a lottare per importanti battaglie sociali, contro preconcetti e violenze della nostra società, adesso, con questo duetto, bramato per oltre 10 anni dalle enormi fanbase di entrambe le Artiste, raccontano senza filtri il loro concetto di amore e cantano all’unisono:

«Ora che abbiamo imparato l’amore, Ora che abbiamo imparato l’amore… Non so smettere».

Emma e Alessandra Amoroso_foto di Chiara Mirelli
Emma e Alessandra Amoroso_foto di Chiara Mirelli
Emma e Alessandra Amoroso_foto di Chiara Mirelli
Emma e Alessandra Amoroso_foto di Chiara Mirelli

Ornella Vanoni “Unica”

Ornella_Vanoni
Ornella_Vanoni

Esce venerdì 8 gennaio Un Sorriso dentro al pianto, il primo singolo che anticipa il nuovo album di Ornella Vanoni, intitolato Unica e atteso il 29 gennaio 2021.

A proposito del brano Ornella racconta: “È una canzone che assomiglia al tempo che viviamo, io mi ritrovo in ogni canzone che canto perché la faccio mia usando sempre il sentimento. Mi piace molto lavorare in team con altri autori e musicisti, soprattutto in studio, si crea una fusione meravigliosa dalla quale nascono sorprese”.

Un sorriso dentro al pianto, il cui testo è firmato da Francesco Gabbani insieme a Ornella e a Pacifico e le musiche da Francesco Gabbani, è il primo inedito dell’artista da 8 anni e anche la sua prima uscita con la nuova BMG.

Il brano esce accompagnato da un video girato per le strade di Parigi da Marta Bevacqua, fotografa e videomaker fra i nomi più interessanti della nuova generazione, che si è affermata in ambito internazionale, residente nella capitale francese e autrice anche degli scatti di copertina sia dell’album UNICA, sia del singolo. In ognuno di questi ritroviamo il tema del giallo che ha ispirato tutto il progetto.

Un Sorriso dentro al pianto, disponibile in streaming e digital download, oltre che in programmazione radiofonica da venerdì 8 gennaio, è il primo ad essere reso noto degli 11 brani inediti che compongono Unica, l’album prodotto da Mauro Pagani e arrangiato da Fabio Ilacqua, che BMG pubblica nelle versioni vinile e CD deluxe limited edition, già in pre-order al link https://bmgitaly.lnk.to/Unica_OrnellaVanoni.

Questa la tracklist completa: A passo lieve, Specialmente quando ridi, Arcobaleno, Isole Viaggianti, Carezza d’autunno (con Carmen Consoli), Nuda sull’erba, Tu Me (con Virginia Raffaele), La mia parte (con Fabio Ilacqua), Inizio, Un sorriso dentro al pianto, Ornella si nasce.

IG      https://www.instagram.com/ornellavanoniofficialpage/

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Gianna Nannini al World Protection Forum™

 Gianna-Nannini_-foto-di-Mondino.

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Oggi, venerdì 27 novembre, GIANNA NANNINI è intervenuta al World Protection Forum™, nato da un’iniziativa di KELONY® First Risk-Rating Agency per diffondere un nuovo modo di fare impresa e di fare cultura mettendo la protezione al primo posto, per promuovere l’importanza di proteggere e valorizzare la musica italiana.

La  Nannini ha dichiarato: «L’obbiettivo della nostra musica per comunicarla è che bisogna invertire i parametri e dare precedenza alle nostre produzioni in italiano e alle tipicità dei linguaggi che solo la musica italiana possiede perché c’è un’articolata territorialità. È un patrimonio e non bisogna disperderlo e neanche dimenticarlo. Io è un po’ tutta la vita che mi interesso alle culture popolari, innanzitutto mi sento proprio in dovere di tutelarle perché mi ci sono dedicata attraverso i miei studi, anche all’Università, sulle culture e soprattutto sulla cultura dei territori diversi in Italia. Questo è molto importante perché il rischio è che tutta questa cultura popolare di nostra origine si disperda, perché è molto diversa, però è rimasta un po’, nei ristoranti per esempio… Nessuno oggi prende un mandolino, una fisarmonica, perché sembra una cosa un po’ antica. Quindi sia la musica ma soprattutto l’appartenenza alla lingua italiana, cioè bisogna assolutamente rivalutare e promozionare la lingua italiana, questo vuol dire che bisogna cantare in italiano, ed è importante perché la lingua italiana è da proteggere, un po’ come è stato fatto in Francia con la legge Toubon, valorizzando la propria lingua oggi i francesi sono molto più attenti ai contenuti nella loro nazione.
Al di là di tutti i nazionalismi, il mio è un discorso più europeo, di tanta diversità che abbiamo in Europa, l’Italia è sicuramente un panorama bio-diverso che abbiamo solo noi. Noi abbiamo tanti modi di fare musica, un esempio è la Taranta, che salvaguarda questo con un’istituzione sulla Taranta con una grande organizzazione per far sì che la Festa della Taranta sia sempre presente ogni anno, ma questo è un piccolo granello, bisogna andare molto più a fondo su questa cosa qua. A fondo vuol dire cambiare le cose come stanno adesso, noi abbiamo una grande percentuale di musica italiana sui media ma non è abbastanza per tutelare la nostra lingua, bisogna imporla di più, fare in modo che questo accada.
Quando io ho dovuto studiare tante cose che non sapevo, mi sono resa conto del grande lavoro che ha fatto Alan Lomax, che lì per lì mi dava anche fastidio, lui è venuto qui per un anno, ha registrato tutti i nostri canti popolari e ha creato un grande archivio, ma meno male l’hanno fatto con la BBC, oggi è un grande patrimonio culturale nostro e lo trovate anche su Youtube, meno male che è uscito. Si può attingere a questa cosa, che non vuol dire rifare il passato ma fare il futuro, la tradizione è il futuro, non vuol dire rimanere nel passato, essere antichi, vuol dire che puoi fare rap, trap, rock (che è musica popolare per me), e difendere la nostra cultura folk, il folk è il nostro futuro. Non ho capito perché gli altri lo possono fare e noi non lo facciamo, rimane lì in un angolo. Sono stata a Nashville, a fare il disco nel Tennessee dove c’è la country music, guai a chi gliela tocca la country music, è una roba importante come la nostra musica dovrebbe essere. Mi sono resa conto che bisogna fare qualcosa.
Questo è un momento di immobilità e di silenzio della nostra scena, invece la nostra scena in questo momento di silenzio deve urlare, nella sua lingua, deve dire le cose come stanno, deve portare la musica italiana a grandi livelli, che può essere anche fuori dall’Italia, non rimanere fino a Chiasso, come dico sempre io, la nostra musica è una delle cose più belle. La moda, il cinema,… sono tutte cose che vanno fuori dai confini, noi con la musica siamo sempre lì legati, perché non ci crediamo, sembra di fare una cosa che facevano i nonni, ben venga invece, capito? Questo sto dicendo da anni.
Bisogna stare molto attenti a quello che è proteggere le nostre differenze, la tipicità dei linguaggi, perché sono così diversi, c’è un modo di accentare le parole, secondo la musica, secondo la forma. Nel sud Italia, dalla Tarantella alla Pizzica, trovi talmente tante cose diverse e dialetti diversi, che bisogna attingere a questi per continuare la nostra lingua. È molto importante non farla in dialetto per forza, io canto in italiano, perché non ho il dialetto. Bisogna prendere assolutamente una posizione, una posizione governativa, non si può stare qui solo a lamentarsi, bisogna creare questa possibilità come hanno fatto anche in altri paesi d’Europa perché il rischio è di perdere questo patrimonio culturale, che è un patrimonio dell’umanità, come la voce.
La contaminazione è assolutamente importante nella difesa del nostro repertorio, sennò si rimarrebbe immobili. Tutto il canto metrico nasce da atteggiamenti di lavoro. Una volta sono stata in Cina e ho parlato un mese intero con una cantante folk e mi faceva capire che è l’atteggiamento del corpo che crea la metrica del canto, come nella tamurriata nel napoletano. La mia tesi riguardava cinque esempi femminili di cultura folk, come si sono trasformate, partivo da lì, fino a Janis Joplin. Qualcosa di appartenenza che non bisogna dimenticare. È una cosa che fa parte di me, il mio modo di cantare, la melodia. La melodia viene messa sempre nella ricerca di un canto nordafricano, quindi se io vado in Africa, vado a sentire come fanno la musica lì e chiedo come possiamo influenzarci a vicenda, in base ai milioni di ritmi diversi. Credo che la contaminazione sia importantissima.
Quando sono andata dagli Himba in Namibia ho chiesto una canzone e loro non mi hanno voluto cantare una canzone, perché si vergognavano, allora io gli ho fatto una tamurriata nera e loro mi hanno applaudito, da lì è scaturito un rapporto di amicizia, mi hanno mandato, un giorno che ero in alloggio, delle persone di tutti gli Himba che sono venuti a fare un canto per me e io li ho registrati, lì è nata una canzone, loro non avevano i diritti d’autore, la SIAE, quindi per questa canzone gli ho mandato sei mucche e un toro, grazie al consolato della Namibia di Milano.
È uno scambio la vita, lo scambio dei linguaggi è fondamentale. Bisogna difendere prima di tutto la lingua italiana, perché senza quella tutti i meccanismi di comunicazione musicale, radiofonico, televisivo… Ormai c’è un’invasione di musica in inglese, niente contro la musica in inglese ma perché prima non difendiamo la nostra?».

“Colpa della verità” il nuovo singolo di Damiano

Damiano
Damiano

Dal 16 ottobre sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming “COLPA DELLA VERITÀ”, brano d’esordio del giovane DAMIANO.

Il brano di debutto di DAMIANO si intitola “COLPA DELLA VERITÀ”, ed è un quadro musicale che mostra all’ascoltatore come la verità può distruggere la barriera visiva che si crea quando si è innamorati e come il cuore e la mente possono trovarsi in continua disapprovazione su una scelta comune, che si tratti di responsabilità o di aspettative a lungo termine.

Il videoclip ufficiale del brano “Colpa della Verità” è guidato da un intreccio narrativo che mette in luce la cecità del cuore di fronte ad una palese verità che non si vuole accettare; questa verità viene mostrata sotto diversi punti di vista.

Biografia

Damiano è un giovane artista di ventiquattro anni con la passione per la musica e la recitazione. Nasce come ballerino e a poco a poco inizia ad ampliare gli orizzonti artistici, scoprendo la recitazione e il cantautorato. Iniziando da gare e competizioni nazionali ed internazionali (con la danza), inizia le prime esperienza da palco, successivamente interpretando ruoli sia in musical che in spettacoli di prosa ed infine con esibizioni live cantate. Crede molto nella libera interpretazione e nel sogno come obbiettivo e, spinto dal bisogno di divulgare la sua arte e le sue parole, intraprende la carriera come cantante solista.
Il brano d’esordio di Damiano dal titolo “Colpa della verità” sarà disponibile in radio e in digitale dal 16 ottobre.

Note di Viaggio capitolo 1: venite avanti…

Guccini mic1 (2)
Guccini mic1 (2)

Note di Viaggio
capitolo 1: venite avanti…
La raccolta delle più belle canzoni di
Francesco Guccini
prodotte e arrangiate da
Mauro Pagani
e interpretate dalle grandi voci della musica italiana

È il vincitore della Targa Tenco 2020
Ex aequo per il miglior album collettivo a progetto

Il maggior riconoscimento
della canzone d’autore italiana

In arrivo in autunno Note di Viaggio – Capitolo 2
Il nuovo volume con tante sorprese speciali

Un altro meraviglioso traguardo per Note di Viaggio – capitolo 1: venite avanti…, la prima parte della raccolta delle più belle e indimenticabili canzoni di Francesco Guccini interamente prodotte e arrangiate da Mauro Pagani e interpretate dalle grandi voci della musica italiana uscito il 15 novembre scorso per BMG: l’album è il vincitore della Targa Tenco 2020, il riconoscimento assegnato dal 1984 ai migliori dischi italiani di canzone d’autore usciti nel corso dell’anno trascorso. Il primo volume di Note di Viaggio, in ex aequo con Io credevo. Le canzoni di Gianni Siviero, ottiene il maggior numero di consensi per il miglior album collettivo a progetto, votato dalla più ampia giuria in Italia composta da giornalisti e critici musicali.
Una splendida notizia che fa crescere ancor di più l’attesa per il secondo volume dell’opera, che vedrà la luce in autunno e che conterrà ancora moltissime sorprese e tante nuove emozioni. Non sarà soltanto il secondo, attesissimo capitolo del progetto, ma una vera e propria nuova pagina della musica italiana, assolutamente preziosa e da non perdere.
Bellezza, vita, attualità: la poetica di Francesco Guccini accompagna da sempre il cammino degli italiani, ed è per questo che Note di viaggio è un progetto che non vuole essere celebrativo, ma guarda al futuro attraverso le canzoni del Maestro. Un evento discografico senza precedenti, non solo per la caratura degli artisti coinvolti, ma anche e soprattutto per il fascino delle canzoni e per ciò che queste rappresentano per la musica italiana.