Arim, la corsa di Anlaids per prevenire e sconfiggere l’Aids

Arim19
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L’educazione alla salute, improntata allo sviluppo di una crescente responsabilità nelle relazioni, la consapevolezza dei comportamenti a rischio e le modalità di prevenzione sono alla base del progetto di sensibilizzazione che ARIM-Aids Running in Music persegue ormai da sei anni.

La settima edizione di ARIM, arriva a Milano per la prima volta dopo essere stata ospitata da Monza nelle scorse edizioni: è organizzata da Anlaids Sezione Lombarda, con i patrocini del Comune di Milano (Assessorato Turismo, Sport e Qualità della vita), di Regione Lombardia, della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, dell’Università degli Studi di Milano, in partnership con Fast-Track Cities Milano e Fast-Track Cities Bergamo e in collaborazione con tante aziende che si sono mobilitate, non solo per essere presenti ma per dare un segnale concreto del loro impegno sociale.

La sfida podistica, dedicata a runner di tutti i livelli e a nuovi appassionati della corsa, ragazzi e famiglie, si svolgerà il prossimo 20 settembre nel verde spettacolare del Parco Sempione e sarà una sfida non competitiva di 3, 6 e 9 km, con partenza dall’Arena Civica alle 19.30 e con punti di ristoro previsti ogni chilometro.

La particolarità assoluta di questa edizione di ARIM è la possibilità per ogni runner di correre in avanti, sostenendo la ricerca ma anche indietro, al contrario, perché più la ricerca progredisce più l’HIV potrà regredire. Tutti avanti per la ricerca o indietro contro il virus.

È un’importante iniziativa che sostiene, grazie alle iscrizioni alla corsa, le attività di ricerca e cura del nuovo Reparto di Malattie Infettive della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico: oltre a rendere disponibili terapie specifiche ed efficaci, l’obiettivo di tutti i soggetti coinvolti è migliorare la qualità della vita dei pazienti e aumentare il loro benessere per vivere più a lungo.

Non solo sostegno, ma anche informazione: circa 4000 persone in Italia ogni anno scoprono di aver contratto l’infezione HIV e per molte di queste la diagnosi è tardiva, quando il virus ha già indebolito il sistema immunitario e iniziano a presentarsi le manifestazioni dell’AIDS.

Questi dati fanno capire quanto sia importante mantenere ancora alta l’attenzione nei confronti di una malattia che, se conosciuta nelle sue modalità di acquisizione e presentazione, può essere prevenuta o comunque tenuta sotto controllo con terapie efficaci.

Il Villaggio ARIM, allestito all’Arena Civica, sarà aperto dalle 16.00 per tutti coloro che non si sono iscritti online su www.aidsrunninginmusic.com e che potranno ritirare in loco i pettorali; alle 19.30 prenderà il via la corsa non competitiva, a cui seguiranno alle 20.45 riconoscimenti e premiazioni. La giornata si concluderà con un Silent Disco Party dalle 22.00.

Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi

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Oggi, mercoledì 18 aprile, è la 7°Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi organizzata da ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle Malattie Cardiovascolari – Onlus per dire «No!» alle malattie cardiovascolari da Trombosi e per affrontare, in particolare, i rischi e le possibilità di cura dell’Embolia Polmonare, una delle malattie da trombosi più conosciute, insieme a ictus e infarto, e causa di morti spesso premature, che in almeno un caso su tre, con una corretta prevenzione, si potrebbero evitare.

E proprio di prevenzione si parlerà nei tanti appuntamenti social che l’associazione ha organizzato in occasione di questa Giornata per informare e sensibilizzare la cittadinanza.

L’Embolia Polmonare colpisce ogni anno, in Italia, una persona su 100 ed è la causa più probabile di morte nelle donne dopo il parto.

Se intercettata in tempo, però, è una malattia che si può innanzitutto prevenire: si tratta infatti di una forma di trombosi venosa che se non riconosciuta si trasforma nel 40% dei casi, con la formazione di un embolo che arrivando fino ai polmoni può causare la morte anche nel giro di poche settimane.

ALT si è mobilitata con numerose attività, utilizzando innanzitutto il suo periodico, “SALTO”, il cui ultimo numero è interamente dedicato all’Embolia Polmonare. All’interno della rivista sono raccontate le storie di alcuni personaggi dello sport colpiti dalla malattia (Serena Williams, Mirza Teletovic e Chris Bosh).

La testata si può trovare e scaricare da internet sul sito www.trombosi.org. Da oggi sarà inoltre possibile sintonizzarsi sul canale di ALT “Mi Curo di Te, la salute su YouTube” con le ultime 4 puntate della rubrica, focalizzate proprio sul tema: “Che cos’è l’Embolia, come si cura, chi rischia di più, le conseguenze”.

L’informazione passa anche attraverso i social network: sulla pagina Facebook di ALT è attivo il sondaggio «Quanto ne sai di Embolia Polmonare?», attraverso il quale si prova a testare il livello di conoscenza della malattia, con 7 domande alle quali si può rispondere con VERO o FALSO.

La vita nella terza età – sondaggio

Infografica-nazionale_Italiani-e-terza-età.
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Altro che declino. Per gli italiani la terza età è sempre più un periodo di pienezza e possibilità, una fase in cui la vita ha ancora molto da offrire e dove poter realizzare progetti e sogni nel cassetto. E persino innamorarsi. Al punto che ben l’83% pensa che sia possibile, e ormai sempre più comune, iniziare una relazione autentica e soddisfacente dopo i 65 anni.

È quanto emerge dall’Osservatorio di Reale Mutua dedicato al welfare1.
Instaurare una relazione in età avanzata migliora la vita di chi è solo da molti punti di vista, dicono gli italiani: per il 53% essere in coppia è un motivo in più per mantenersi attivi e dedicarsi insieme alle passioni in comune.

Ma non solo: avere un partner al proprio fianco dà anche i giusti stimoli per mantenersi in forma e prendersi cura di sé (38%), combattere la solitudine (38%) e persino migliorare l’autostima (29%), scoprendo di poter ancora piacere.

Ma non sono solo rose. Una nuova relazione dopo i 65 anni può anche essere fonte di
preoccupazioni e difficoltà: per il 41% degli italiani il principale timore è gravare, in caso di malattia, sull’altra persona, mentre una quota analoga vede molto complicato instaurare un nuovo equilibrio nella vita di tutti i giorni.

Fra le altre preoccupazioni, quella di doversi relazionare con figli e nipoti del partner (35%) e non avere più le energie per fare quello che si faceva prima (37%).
Se i sentimenti non sfioriscono, sono anche molte le attività a cui gli italiani si dedicherebbero in questa fase, tanto che appena il 2% aspetterebbe la pensione unicamente per riposarsi.

Il 25%penserebbe di riprendere gli studi, il 33% occuperebbe il maggior tempo libero facendo del volontariato, il 61% viaggiando e ben l’80% dedicandosi a hobby e passioni troppo spesso rimandati.

Al Teatro Vittoria- Torino: “pRendo Amore”

pRendo Amore
pRendo Amore

Teatro Babel, gruppo teatrale aperto ad attori afasici e studenti-attori in formazione, nell’ambito dei progetti del Centro Afasia CIRP- Fondazione Carlo Molo onlus, debutta il 22 febbraio al Teatro Vittoria di Torino con “pRendo Amore”, la terza produzione firmata Lorena La Rocca.

Dopo “Come guerrieri senza spada” e “Parole Dentro”, in “pRendo Amore” le storie di amore, raccontate dagli attori con afasia e raccolte dagli attori più giovani del gruppo, si intrecciano con le storie di malattia, per esplorare con azioni e gesti la genesi del sentimento amoroso e il suo potere di trasformarsi “nella buona e nella cattiva sorte”.

Supportati da “Frammenti di un discorso amoroso” di Roland Barthes e da alcune riflessioni sugli scritti di Fabio Veglia, “pRendo Amore” attraversa storie di legami importanti e osserva che l’amore spesso mette di fronte a scelte difficili, assolute, come ad esempio quella di accompagnarsi nel periodo duro della malattia.

L’afasia diventa simbolo di una difficoltà di esprimere il sentimento, una condizione di silenzio che esalta le azioni nella loro semplice e diretta capacità di andare oltre le parole e diventare abbraccio, carezza, corsa, gesto amoroso quotidiano.

Teatro Babel, attraverso lo scambio di storie d’amore tra le due generazioni di attori, propone un discorso amoroso nuovo raccontando come, nel gruppo stesso, la creazione di legami forti e affettivi abbia sollevato e rinforzato chi si è sentito solo.

Ingresso libero su prenotazione inviando una mail a teatrobabel.cirp@gmail.com

Noi siamo tutto

locandina Noi siamo tutto
locandina Noi siamo tutto

Una giovane ragazza di nome Maddy è costretta a vivere tra le mura di casa a causa di una malattia. Ma l’amore per il vicino di casa stravolgerà la sua vita.

Il tema della malattia grave in età giovanile torna sul grande schermo.

Un film di Stella Meghie.  Con Nick Robinson, Taylor Hickson, Ana de la Reguera, Amandla Stenberg, Peter Benson, Anika Noni Rose, Dan Payne, Farryn VanHumbeck.

Uscita giovedì 21 settembre:

Genere: Drammatico