Al Tenco la Poesia al femminile

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Anna Achmatova, Sibilla Aleramo, Alba Avesini, Rosalía De Castro, Emily Dickinson, Gloria Fuertes, Zuzana Navarová, Antonia Pozzi, Pilar Rodríguez Martinez, Alfonsina Storni, Annie Vivanti. A queste poetesse, oltre che alle canzoni di Bianca d’Aponte tradotte nelle varie lingue, è dedicata “Estensioni”, la serata-evento del Club Tenco in programma il 19 dicembre al Teatro del Casinò di Sanremo, a ingresso gratuito.

Protagoniste saranno le opere di queste poetesse ma anche le loro vicende umane, in alcuni casi cantate attraverso versi di poeti, come quelli di Federico García Lorca per Rosalía de Castro, di Vittorio Sereni per Antonia Pozzi, di Dino Campana per Sibilla Aleramo, di Michal Horáček per Emily Dickinson, di Nikolaj Gumilëv per l’Achmatova, di Ferdinando Russo per Annie Vivanti.  I brani in programma sono stati quasi totalmente scritti, tradotti o montati appositamente per questa serata.

A cantarli un cast internazionale: Alessio Arena, Sílvia Comes, Ruth Horačková, M’Barka Ben Taleb, Tamar McLeod Sinclair, Fausto Mesolella, Julija Ziganšina (con tre brani a testa) e la partecipazione di Vittorio De Scalzi.
Ad arricchire ulteriormente la serata – presentata da Massimo Cotto e Steven Forti – ci sarà la scenografia di Marco Nereo Rotelli, uno dei massimi esponenti dell’arte contemporanea italiana.

“Estensioni” chiude una trilogia di appuntamenti iniziati in marzo a Barcellona con il “Bianca d’Aponte international”, organizzato da Cose di Amilcare, costola spagnola del Club, e proseguita ad Aversa in occasione del Premio Bianca d’Aponte, festival riservato a cantautrici e dedicato alla cantautrice campana scomparsa nel 2003 a soli 23 anni.

 

CIAOAMORECIAO

 

1967. Due vite legate da una canzone e forse da qualcosa di più. L’ultimo anno di vita di Luigi Tenco. Il rapporto con Dalidà, le case discografiche e il pubblico italiano, “inconsapevole colpevole” della morte del grande cantautore italiano, strappato troppo presto all’amore e alla musica. “Ciao amore, ciao”, una dichiarazione, ancora prima che una canzone.

“Una canzone mai realmente cantata. Un amore troppo chiacchierato e poco vissuto. Uno sparo”

Comincia così lo spettacolo “Ciao amore, ciao”. Dalla fine, ma senza analizzarla. Non è un’arringa sulle cause della morte di Luigi Tenco. Non è un’apologia del cantautore scomparso e, tantomeno, non è un recital. È un musical a tutti gli effetti. Anche se preferisco chiamarlo “prosa con musiche”. La parola è fondamentale in questo spettacolo, anche perché, molto spesso, le parole sono mutuate dallo stesso Tenco. Parole profonde e dirette che lasciano poco spazio all’interpretazione. Certamente la musica non fa da contorno, anzi. Come nella migliore tradizione del musical anglosassone, la colonna sonora dello spettacolo, eseguita dal vivo e interamente composta di canzoni del cantautore ligure, non solo descrive le varie scene, ma ne porta avanti la narrazione, ci racconta una storia d’amore. E si, perché con questo spettacolo vogliamo raccontare una storia d’amore. E non ci importa se gli amanti si chiamano Tenco e Dalida. Quello che ci interessa è come si conoscono, come si scoprono, come si amano e come, alla fine, si lasciano. La spettacolo rievoca una vicenda reale. Ma badate bene che ho detto “rievoca”, non ripropone o rappresenta. Infatti con questo spettacolo vogliamo tratteggiare gli aspetti più importanti di due grandi personaggi, ma non farne una copia conforme che potrebbe risultare pedissequa e priva di idee. Noi rappresentiamo l’essenza dei personaggi, non i personaggi stessi. Anche per questo motivo, la maggior parte dei brani dello spettacolo sono splendidamente arrangiati dal Maestro Emiliano Begni. Come dicevo, raccontiamo una storia, scandita dai momenti salienti di quel fatidico Sanremo ’67.

Luigi Tenco (Luca Notari) è già un musicista apprezzato e “rivoluzionario” (non dimentichiamoci che la storia si apre nel 1967, un anno prima dello storico periodo di contestazioni sociali). Nel febbraio di quello stesso anno, viene chiamato a Roma da Nanni Ricordi, proprietario della storica casa discografica RCA. La proposta è allettante: il festival di Sanremo. Ma non è allettante per il luogo, di per se non gradito a Luigi, ma per la compagna che lo avrebbe affiancato su quel prestigioso palco: Dalida (Stefania Fratepietro). Un anno insieme. Tra Roma e Parigi, tra alti e bassi, tra amori presunti, dichiarati e non corrisposti. I luoghi sono sempre stilizzati, le scenografie mai descrittive. Ogni ambiente deve poter essere la storia di ognuno di noi. Ogni spettatore deve potersi sentire Luigi o Dalida. Le canzoni, il punto focale della loro vicenda. Conosciamo Luigi attraverso le sue stesse parole. Sappiamo come vede la gente e come la gente vede lui (Io sono uno). L’incontro con Dalida è casuale e maledettamente forte. Lei è bella e algida. Lui la crede viziata e snob, ma la bella francese gli spiega che non è proprio così (Un giorno dopo l’altro). Nasce qualcosa tra i due, qualcosa di non esattamente chiaro. E allora Tenco prova a forzare un po’ la mano. La invita ad uscire… alle tre di notte (Se tu fossi una brava ragazza). La vita romana di Luigi, però, non va come si aspettava e al telefono, con la madre, cerca quel conforto che la distanza non gli permette, anche “mentendo” sul presente e sperando sul futuro (Vedrai, Vedrai). Cominciano i tormenti e le pene d’amore. Dalida è sposata, lui è innamorato… di un’altra donna. (Ho capito che ti amo, Come le altre, Più m’innamoro di te e meno tu mi ami). Il danno è fatto, irreparabile, ma la casa discografica non permette che si sappia della rottura della coppia, anzi ne dichiara l’imminente matrimonio, subito dopo il festival. Dalida è furiosa (Io si). La sera di capodanno, i due si presentano insieme alla casina Valadier, a Roma. Luigi è strano ed ubriaco, lei è fredda e distante. Tra gli auguri e le grida, si regalano un testamento d’amore. Di un amore diverso, già segnato, che solo loro potevano capire (Lontano, Lontano). Arriva finalmente il tanto atteso Sanremo (Ciao amore, Ciao), ma i giochi, per tutti, sono ormai fatti. L’amore, come l’uomo, nasce, cresce e muore. Poco importa chi lo ha ucciso, certo è che non esiste più. È finito. Questo, e molto altro, è “Ciao amore, Ciao”, Tenco e Dalida, tra musica e amore.

Piero Di Blasio

Concerto evento: Baccini canta Tenco

14 aprile 2012 – ore 21 – Cineteatro Duse Piazza Sant’Eusebio, Agrate Brianza

Baccini canta Tenco

Sabato 14 aprile alle ore 21 presso il Teatro Duse di Agrate Brianza  si terrà un grande concerto evento: Baccini canta Tenco.

Oltre a FRANCESCO BACCINI e la sua band che proporranno il repertorio di Luigi Tenco rivisitato ironico e sociale, oltre

che intimista. Una scoperta per molti, un piacevole viaggio nel tempo, testi fin troppo attuali e sonorità rinnovate che vanno dal jazz alla bossa nova, passando dalle ballate fino ad arrivare al rock.

Un progetto ambizioso, di ricerca sia musicale sia storica, realizzato grazie alla collaborazione di professionisti del calibro di Pepi Morgia, il light designer di fama internazionale, recentemente scomparso.

Aprirà lo spettacolo una performance di Marco Massa con il suo trio. Musicista, jazzista, autore e cantante di chiara ispirazione jazz che presenterà alcuni brani del suo album Io sono freak tra i quali Cara Milano, vincitrice del Premio Sergio Endrigo.

Le note e le melodie di due grandi cantautori degli anni Sessanta rivivranno sul palcoscenico del Cineteatro Duse di Agrate Brianza.

MORGAN in concerto

morgan

Marco Castoldi in arte Morgan, l’artista più geniale e controverso della nostra penisola, torna in scena nella cornice a lui più consona: il Teatro.

La luce del berillo si rifletterà da uno dei templi della musica pop e rock in quella Milano tanto cara a Morgan, in un imperdibile appuntamento “tra oceano e smeraldo”. Gli astanti verranno travolti da un mare di suoni d’autore che si rifrangeranno attraverso brani presi in prestito dai classici italiani e aggiornati al presente con un personalissimo studio/rivisitazione, senza tralasciare tracce che riportano al cammino fatto con i suoi Bluvertigo o a “canzoni che alloggiano nell’appartamento”.

Dopo l’avventura come “giudice in terra nel bene e nel male” nella quinta stagione di X Factor, Marco “Morgan” Castoldi è tornato a far capolino, dal 24 gennaio, anche dagli scaffali dei negozi di dischi e negli store digitali grazie a ITALIAN SONGBOOK VOL. 2.

   

Sono 15 – delle quali 3 in inglese – le canzoni contenute in questo nuovo lavoro: brani scritti da importanti autori come Marianne di Sergio Endrigo, che è anche il singolo di lancio dell’album, Hobby di Tenco e molti altri capolavori che hanno fatto la storia della musica italiana, sapientemente reinterpretati e riarrangiati dallo stesso Morgan, autore, inoltre, degli inediti Desolazione, Una nuova canzone e La sera.

1. Desolazione (Instrumental)

(Castoldi)

2. Marianne

(S. Endrigo, Bigazzi / S. Endrigo)

3. Si può morire (feat. Cluster)

Svampa / Svampa

4. Io che non vivo (ENG)

(Pallavicini / Donaggio)

5. Hobby

(Tenco / Tenco)

6. Il gioco del cavallo a dondolo

(Simone / Simone)

7. Abbracciami

(Aznavour / Bardotti)

8. Donna Bella Non Mi Va

(Rodolfo / Rodolfo)

9. Speak Softly Love

(L. Kusic / Rota)

 

10. Sole Malato

(R.Pazzaglia/Modugno)

11. Una nuova canzone

(Castoldi / Castoldi)

12. Non insegnate ai bambini

(Luporini / Gaber)

13. Io che non vivo (senza te)

(Pallavicini / Donaggio)

14. Sole Malato (ENG)

(Pazzaglia/Modugno)

15. Parla più piano

(Boncompagni/Rota)

16. Il Denaro

(Piero Ciampi / Gianni Marchetti)

17. La sera (symphonic instrumental)

(Castoldi / Castoldi)

 

 

 

Biglietti 

 

Poltronissima:                                                      € 30,00 + € 4,50 prev.

Poltronissima laterale                                          € 25,00 + € 3,50 prev.
Poltrona platea:                                                 € 25,00 + € 3,50 prev.

Prima balconata:                                               € 20,00 + € 3,00 prev.

Seconda balconata:                                          € 18,00 + € 2,50 prev.

Teatro Smeraldo

P.zza XXV Aprile – 20121  Milano – Tel. 02.29.00.67.67 – Fax 02.29.01.72.70
www.teatrosmeraldo.it

 

Casse/biglietterie teatri:

 

Teatro Smeraldo

Piazza XXV Aprile 10 – Milano – Tel. 02.29.00.67.67

Orario: dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 18.15. Domenica dalle 10.00 alle 16.30

 

Per info, Prenotazione e Vendita: