MTM Manifatture Teatrali Milanesi: “Scateniamo l’inferno”

scateniamo l'inferno
scateniamo l’inferno

Avevamo conosciuto il professor Roversi 6 anni fa, con una lezione su Leopardi. Ora deve confrontarsi con Dante Alighieri e il suo Inferno e, fra tante incertezze, cerca l’ispirazione che faccia scattare l’interesse dei ragazzi.

Ad aiutarlo interviene un misterioso bidello, che il professor Roversi è convinto di non aver mai incontrato, ma considera al contempo familiare…La diffidenza iniziale di entrambi si trasforma in sfida, in gioco, in un dialogo serrato e ironico, ricordi e rimandi e soprattutto in un non convenzionale e appassionante incontro con la letteratura che porterà a un colpo di scena finale.

Sinossi:
Una sala professori alle 7 di mattina. Entra di corsa il professor Roversi, sì proprio lui il professore “fuori misura” che cinque anni prima ha fatto il suo ingresso a scuola come supplente con la sua mitica lezione sul Leopardi. Ora è finalmente diventato di ruolo e in questi anni tante sono state le lezioni che ha dovuto preparare ma affrontare un altro grandissimo della letteratura italiana ovvero sia il Sommo Dante Alighieri, non è cosa da poco. I fogli sparsi sul tavolo della sala professori, un’occhiata alle pagine della Divina Commedia e il pensiero che ogni tanto viaggia nella Commedia umana che viviamo ogni giorno, un bicchierino di caffè della macchinetta: il professor Roversi ha un’ora e mezza per mettere insieme tutto il materiale che aveva diligentemente raccolto nei giorni precedenti a questa fatidica lezione.
Ma si accorge di non essere solo, infatti armato di scopa e di straccio entra un inserviente, quello che una volta si chiamava bidello che, a detta sua, lavora in quella scuola da molti, moltissimi anni. Il professor Roversi è convinto di non averlo mai incontrato eppure quel viso gli ricorda qualcuno… Fra terzine dantesche, episodi di vita quotidiana, ricordi appannati e pensieri per il futuro, nasce tra i due un dialogo che finalmente porterà allo svelamento della vera identità di questo personaggio misterioso. Come ormai è tradizione, il duo Cavalli/Intropido gioca la carta dell’ironia, del coinvolgimento emotivo, dei rimandi con la vita di tutti i giorni in uno spettacolo che vuole essere anche un non convenzionale ed appassionante incontro con la letteratura e una dedica affettuosa a tutti gli insegnanti che hanno accompagnato la nostra crescita culturale e umana. E a questo punto…scateniamo l’inferno!

De revolutionibus al No’hma

DEREVOLUTIONIBUS
DEREVOLUTIONIBUS

Mercoledì 11 e Giovedì 12 aprile, alle ore 21, va in scena De revolutionibus – sulla miseria del genere umano, una produzione della compagnia siciliana Carullo – Minasi. Si tratta di un lavoro che ha già ottenuto numerosi e importanti riconoscimenti da parte della critica teatrale e ha vinto il concorso Teatri del Sacro nel 2015.

La compagnia, proseguendo il proprio percorso di stampo filosofico, con levità ed estrema ironia, racconta del genere umano girovagando intorno ai temi della propria miseria.

Lo spettacolo è il trionfo del gioco teatrale povero il cui fine è sempre la meraviglia. In scena due attori, con un carro di Tespi, in una partitura raffinata di gesti e parole, recitano i personaggi di due Operette Morali di Leopardi, per portare amare e ironiche riflessioni sulla “miseria umana” intesa come valore e al tempo stesso condanna.

SPAZIO TEATRO NO’HMA TERESA POMODORO
via Andrea Orcagna 2 – 20131 Milano (MM2 linea verde – fermata Piola)
Ingresso libero e gratuito con prenotazione obbligatoria
Infoline e prenotazioni: 02.45485085 / 02.26688369
È possibile prenotare anche collegandosi al sito www.nohma.org

Il comandante e la cicogna

Con Valerio Mastandrea, Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston, Claudia Gerini, Luca Zingaretti

Regia di Silvio Soldini

Commedia, Italia. Svizzera, Francia

14 maggio 2013, di Elisa Zini –  Valerio Mastandrea mostra sempre di più il suo talento artistico scegliendo di interpretare commedie dirette da registi attenti e sensibili come Silvio Soldini che in “Il comandante e la cicogna” si lascia trasportare dalla fantasia. Inventa una storia surreale ma dalle radici sociali profonde, ambientata ai nostri giorni. Un modo originale per raccontare i problemi di molti italiani alle prese con la famiglia, l’educazione dei figli, il lavoro, la crisi economica e il mercato globalizzato che non guarda in faccia a nessuno.

Leo Buonvento (Valerio Mastandrea) è un padre premuroso di due adolescenti e vedovo di una bella e stravagante moglie in bikini (Claudia Gerini) che compare nel corso della sua giornata intrattenendosi per brevi e movimentati momenti. Valerio, soprattutto verso sera, si ritrova sul divano a parlare con la moglie che in costume è alla ricerca di una scatola di caffè dallo scaffale della cucina per gustarne l’aroma.

Leo è un idraulico e Diana (Alba Rohrwacher) è una giovane artista precaria che fa fatica a guadagnare i soldi per pagare l’affitto mensile. Amanzio (Giuseppe Battiston), sensibilizzatore sociale incompreso, è un burbero padrone di casa, disoccupato, che vive da anni di espedienti. Se a questi aggiungiamo un avvocato di malaffare (Luca Zingaretti) il quadro comincia a prendere forma in un intreccio comico di situazioni che metteranno tutti i personaggi in stretta relazione gli uni con gli altri. Importante inoltre la presenza degli ultimi protagonisti: la statua equestre di Garibaldi, il busto di Leopardi e il marmo inquinato del cavalier Cazzaniga. A loro Soldini dona la parola e ci permette di conoscere i loro pensieri da osservatori del mondo dalla piazza in cui si ritrovano. Infine la cicogna: una delicata presenza che sorvola i cieli cittadini senza mai proferire parola