“Immaginando” – rassegna fotografica online

Immaginando
Immaginando

La Banca di Credito Cooperativo di Barlassina, in occasione del suo Sessantacinquesimo di fondazione, presenta “IMMAGINANDO” una rassegna fotografica online rivolta a tutti coloro che sono interessati a valorizzare, attraverso l’immagine, gli aspetti interessanti e singolari della realtà quotidiana delle Persone e dei luoghi in cui la BCC opera.

Il tema dell’edizione 2018 è “Il quotidiano che meraviglia”.
Gli appassionati di fotografia hanno l’opportunità di partecipare con un singolo scatto o con un progetto fotografico.

Le foto, che una giuria valuterà più consone al tema, verranno pubblicate sul sito dedicato per diventare oggetto a loro volta di una “votazione on line” da parte degli utenti della rete.

Destinatari dell’iniziativa sono tutti i maggiorenni residenti nelle province di Monza e Brianza, Como, Varese e Milano città metropolitana.
I termini per l’invio delle foto scadono il 30 giugno 2018, mentre la votazione on line sarà attiva da luglio a settembre.

www.immaginando.info

Nikon in mostra: “Immerso”

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Nikon organizza la mostra fotografica collettiva Immerso, che si terrà dall’8 al 27 giugno presso il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.

I visitatori saranno coinvolti in un caleidoscopico viaggio che, attraverso gli scatti che i numerosi fotografi hanno realizzato con le loro fotocamere Nikon, dallo Spazio li porterà ad esplorare le profondità marine passando per grotte gelate ed architetture urbane.

Immerso è una mostra dedicata al potere della fotografia, che ha la capacità di catturare l’osservatore per fargli conoscere nuovi mondi possibili.

Nell’ambito della mostra verranno inoltri proposti talk gratuiti ed un workshop

Mostra: “Lights in the Dark”

lights-in-the-dark
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Dal 26 aprile al 10 maggio FRANCO BACOCCOLI presenterà alla Biblioteca Sormani di Milano la personale di fotografia “Lights in the Dark”, dedicata ai paesaggi urbani notturni catturati in questi anni in tutto il mondo. La mostra sarà aperta ai visitatori da lunedì a sabato, dalle 9.00 alle 19.30 (ingresso libero).

Franco Bacoccoli, giornalista, è nato a Milano nel 1962. Si è avvicinato alla fotografia solo in tempi recenti, inizialmente “fulminato” da Helmut Newton. Successivamente, e sempre con più con interesse, ha approfondito lo studio dei grandi della fotografia: da Man Ray ad Henri Cartier-Bresson passando per Robert Doisneau, Robert Capa, Mario Giacomelli, Gianni Berengo Gardin, Bert Hardy, Elliott Erwitt, Alfred Stieglitz e Robert Mapplethorpe.

“Lights in the dark” è la sua seconda mostra, che giunge a cinque anni esatti dalla precedente, “Luci & Chiarori nel buio”.

Personalità originale ed elegante, forzatamente cadenzato da ritmi quotidiani, sempre alla ricerca del nuovo e del particolare, ma di quel dettaglio spesso poco nitido ma intrigante, è riuscito ad entrare in empatia con i grandi fotografi attraverso le inquadrature di scorci di mondi a lui più affini: paesaggi urbani notturni, quasi sempre privi di presenza umana, resi vivi dalle luci dei negozi, delle automobili, delle case in lontananza, dei lampioni delle strade.

Le sue fotografie sono il percepito di uno sguardo volutamente soggettivo, dove il silenzio, l’informe, l’impalpabile diventa bellezza. E per contrasto, dove la luce appare violenta e fin quasi chiassosa.

Delle atmosfere notturne si è innamorato durante un viaggio a New York. Come lui stesso racconta: “Mentre giravo per la città sono rimasto affascinato dalle luci e dai bagliori delle notti di Brooklyn. Ho iniziato così a fotografare, rigorosamente di notte”.

Soggetti quasi esclusivi delle sue immagini sono le città che più lo affascinano: Vienna, Londra, Parigi e New York. Le visita da solo, accompagnato solamente della sua fida reflex. Le sue incursioni urbane notturne durano in genere due giorni, o meglio due notti, nel corso delle quali stabilisce di visitare un certo numero di quartieri.

Ma regole e programmi finiscono qua: poi, sul campo, esiste solo la casualità. A comandare è la suggestione, la componente onirica, elementi fondamentali del suo lavoro. Il soggetto non conta. “Le luci che mi attirano – spiega – sono quelle che suggeriscono aloni di mistero, di solitudine, di immaginario. Sono quelle in grado di evocare lontananze, di ritagliare spazi gentili di quiete nell’immobilità della notte”.

Mirco Menna: “Il Descafallatore”

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“Il descafallatore” è il nuovo singolo estratto dall’album “IL SENNO DEL POP” in radio dal 30 marzo
Mirco Menna, il cantautore bolognese tira fuori dal cappello magico un pezzo onirico, ironico, che ritrae i contorni di un personaggio surreale eppure drammaticamente concreto.

Il Descaffalatore, protagonista dell’omonimo nuovo brano di Mirco Menna, è un funzionario del regime consumista, un soggetto inventato per lo spettacolo “Spreco” di Andrea Segrè e Massimo Cirri e disegnato da Altan.

“Il senno del Pop”, è un album di fotografie in forma di canzoni. Spaiate, indipendenti l’una dall’altra, senza consequenzialità, nemmeno stilistica. Ogni canzone è un soggetto a sé, la fotografia di un momento o di una figura o di un fatto, trattati ognuno con colori, luci, toni differenti. Tutto questo, tradotto in musica: nel suono, nelle liriche.

Parlando delle liriche evidente è la diversità di carattere che le rende fortemente ironiche o fortemente malinconiche, appassionate ed estroverse alcune, intime e tormentate altre, di attenzione sociale altre ancora. Così come accade anche nelle composizioni, nelle soluzioni armoniche, nelle melodie.

Il suono di questo album di canzoni è piuttosto variopinto. Ci sono suggestioni latine europee, latine americane, afro e accenni di nordamerica, il tutto restituito in una maniera schiettamente italiana.

Camilla Missio e Roberto Rossi (sezione ritmica) si muovono in questo senso con grande disinvoltura. L’elemento acustico è dominante ma vi sono alcune incursioni elettriche notevoli. La chitarra di Giancarlo Bianchetti in alcuni brani, per esempio, è fondamentale. E le trombe di Maurizio Piancastelli, a volte meravigliosamente naturali a volte psichedelicamente acide.

Consumi Culturali

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Nel 2017 8 italiani su 10 sono andati al cinema almeno una volta, 6 su 10 hanno visitato uno o più musei, 4 su 10 hanno visto una mostra e altrettanti sono stati a teatro: è il quadro dell’intrattenimento culturale tratteggiato dal nuovo Osservatorio mensile di Findomestic, realizzato in collaborazione con Doxa.

Dal sondaggio emerge che un italiano su 3 ha speso meno di 50 euro nell’arco dell’anno, il 26% tra 50 e 100 euro e il 21% tra 100 e 200 euro ma c’è anche un 10% che non bada a spese e mette a budget tra i 200 e i 500 euro e addirittura un 3% che vive la cultura come una full immersion arrivando a sborsare oltre 500 euro.

CINEMA E MUSEI: GIOVANI STACANOVISTI. Tra i consumi culturali il cinema è in cima alle preferenze degli italiani. La settima arte è irrinunciabile soprattutto per i più giovani: la rilevazione di Findomestic dimostra che solo il 6% dei 18-24enni non ha mai varcato la soglia di una sala cinematografica, mentre tra gli over 60 quelli che non hanno mai assistito a una proiezione nel 2017 sono quasi 1 su 3 (28,3%). E’ sempre nella fascia tra i 18 e i 24 anni che si trovano i cinefili più incalliti: il 26,4% ha infatti visto almeno dieci film lo scorso anno. I post millennials sono anche i maggiori frequentatori di musei: il 66% dei 18-24enni ha visitato almeno una sede museale e l’8% addirittura più di 10 diverse collezioni.

LE MOSTRE PIACCIONO POCO AI 40ENNI. Pittura, fotografia, scultura e design non incontrano il gusto dei 40enni: oltre il 71% degli italiani tra i 40 e i 44 anni ha ‘disertato’ qualsiasi genere di mostra, secondo i dati raccolti da Findomestic. I frequentatori più assidui di esposizioni d’arte temporanee sono gli over 60: il 53,3%, infatti, ha visitato una o più mostre.

TEATRO AMATO DAI 60ENNI, SOPRATTUTTO AL SUD. Il teatro, invece, è particolarmente amato dal pubblico tra i 55 e i 65 anni: quasi il 44% ha assistito lo scorso anno ad almeno uno spettacolo. Circa il 5% degli ultrasessantenni è andato ben oltre, collezionando più di 10 ingressi nell’arco del 2017. La stessa fascia di popolazione è la più affezionata alla musica classica e alla lirica: sono quasi 3 su 10, a fronte di una media generale del 20%, gli over 60 che hanno partecipato ad almeno un concerto o un’opera in una sala teatrale. L’arte del palcoscenico, rivela il sondaggio Findomestic, è più apprezzata al Sud: 47% contro il 45% al Centro e il 37% al Nord.

CONCERTI POP E ROCK SONO UNDER 30. Hanno tra i 25 e i 29 anni gli ‘aficionados’ dei concerti pop, rock e jazz: oltre il 52% ha assistito ad almeno un live. La quota dei frequentatori di club, palazzetti, arene e stadi cala drasticamente col crescere dell’età: solo un over 55 su 3 si è concesso un appuntamento con la musica dal vivo.

ITALIANI DISPOSTI A VIAGGIARE PER LA CULTURA, MA SERVONO AGEVOLAZIONI. Per il 2018 il 64% degli italiani ha già in programma viaggi per scopi culturali (visitare musei, monumenti, siti storici/archeologici): il 33% si sposterà entro i confini italiani, il 7% si recherà all’estero e il 24% farà viaggi sia in Italia che all’estero. Findomestic ha chiesto al campione quali misure sono più efficaci per incrementare le visite a musei e siti culturali: offrire un biglietto meno costoso è la prima scelta degli italiani (47%), seguita dall’ingresso gratuito un giorno al mese (43%), iniziativa già messa in campo dal Ministero dei Beni culturali. Il 28% degli italiani vorrebbe promozioni sui biglietti dei treni/aerei per raggiungere le località d’arte e altrettanti hanno indicato l’apertura serale dei musei. Infine, il 24% vorrebbe poter usufruire di biglietti scontati nei periodi di bassa stagione.