Festival Comunicazione ricorda Umberto Eco

Umberto Eco
Umberto Eco

Il Festival della Comunicazione ricorda Umberto Eco,
a 5 anni dalla scomparsa, con un podcast speciale

 

Con la voce di Francesco Pannofino, un contenuto originale e tutto da ascoltare
che raccoglie la preziosa eredità del grande maestro.

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Venerdì 19 febbraio 2021 ricorre il quinto anniversario della scomparsa di Umberto Eco, semiologo, filosofo, scrittore, accademico, bibliofilo, medievista e soprattutto un grande maestro riconosciuto da tutti. Ormai otto anni fa, insieme a Danco Singer e Rosangela Bonsignorio, Umberto Eco è stato anche l’ideatore del Festival della Comunicazione a Camogli, diventandone il padrino. E proprio il Festival, in occasione della ricorrenza, ne celebra la memoria con uno speciale appuntamento in un podcast originale che ne raccoglie e diffonde parte dell’eredità.

“Ho avuto il piacere e il privilegio di lavorare per oltre 25 anni come direttore editoriale a fianco di Umberto Eco e di costruire con lui grandi opere”, racconta il direttore del Festival della Comunicazione Danco Singer. “Umberto Eco è stato e rimane un maestro, per me e per tutti. Crediamo non ci sia modo migliore di ricordarlo che continuare a dar voce alla potenza comunicativa e formativa dei suoi stessi scritti che, come le parole dei grandi della cultura, restano sempre attuali e colpiscono l’animo umano in profondità.

Il podcast, intitolato Speciale Eco – Perché la filosofia, è disponibile gratuitamente
sul sito http://www.festivalcomunicazione.it/umberto-eco/
e su tutti i principali canali digitali e le piattaforme per l’ascolto, cercando festivalcom.

A trasformare in voce e in podcast il pensiero e le parole di Eco è la straordinaria interpretazione di Francesco Pannofino, a cui si alternano brevi e incisivi estratti di interviste originali in cui è Umberto Eco stesso a parlare. Così si spazia tra le considerazioni più illuminanti del suo pensiero, con quel suo invito che possiamo così sintetizzare: “Non smettete mai di farvi provocare da ciò che vi succede attorno e continuate a farvi domande. Non esiste cultura alta e cultura bassa. Coltivate la memoria, la curiosità intellettuale e il pensiero critico. E fatevi stupire dagli atti di meraviglia”.

 

Il contenuto centrale del podcast è un suo saggio del 2014, un frammento del suo pensiero in cui Eco raccoglie, a partire dalla sua esperienza di studioso, tutto il senso della sua passione per la filosofia, del suo amore per la sapienza, che non resta arido nozionismo, ma pervade la vita quotidiana. Dal significato fondante della filosofia al senso stesso del ragionare, dalle interrogazioni sull’Universo che ci portano indietro nel tempo fino dalla Grecia antica e poi attraverso i secoli verso le odierne questioni ambientali, il viaggio proposto unisce filosofia e semiotica, storia e scienza, in un tutt’uno in cui il filo rosso è il pensare, “il pensare filosofico, quello che distingue gli uomini dagli animali”, come ripeteva. Filosofia non è, dunque, solo una “questione da filosofi” – come Eco ha dimostrato anche nel manuale Storia della Filosofia che ha curato con Riccardo Fedriga – filosofia è “imparare a pensare”: il ragionamento filosofico pervade tutti i campi, dalla scienza all’arte, dalla medicina alla poesia, dalla storia all’ingegneria.

“Umberto Eco non ha mai smesso di ispirare: dal gusto per l’inesplorato all’ammirazione per l’innovazione, dall’entusiasmo per la sperimentazione dei linguaggi e delle forme alla volontà di conoscere, sviluppare, comprendere e narrare, l’inventare e lo stupire: su questa scia, insieme al mio gruppo di lavoro, guardiamo al futuro con nuove idee che mirano a riflettere e perpetuare il pensiero di Umberto. A partire da Historyland, l’ambizioso progetto che abbiamo in cantiere e che tradurrà in realtà quel “palazzo-storia” che in maniera visionaria Umberto Eco descriveva già nel lontano 1997”, racconta Danco Singer.

Il Festival della Comunicazione ritorna dal 9 al 12 settembre 2021 a Camogli per la sua ottava edizione, dedicata al tema della Conoscenza. E quest’anno il Festival accompagna il proprio affezionato pubblico con uscite settimanali, in formato audio e nelle due serie Storie che lasciano il segno e Replay. Contenuti nuovi e inediti dalla voce diretta dei grandi protagonisti del Festival, mescolati con alcuni degli interventi che hanno fatto la storia della manifestazione. Sono disponibili cercando festivalcom su tutti i principali canali digitali e le piattaforme per l’ascolto, oppure su festivalcomunicazione.it/festivalcom-podcast.

Informazioni: www.festivalcomunicazione.it

Facebook: @FestivalComunicazione | Twitter: @FestivalCom | Instagram: @festivalcom

Principali piattaforme podcast: festivalcom
Canale Youtube: Festival della Comunicazione, Camogli

Festival della Comunicazione: nuovo spazio podcast

Festival della Comunicazione
Festival della Comunicazione

Il Festival della Comunicazione lancia il suo nuovo canale podcast con serie e contenuti originali ogni settimana

In vista dell’ottava edizione, a settembre 2021, il Festival si amplia con l’apertura di uno spazio dedicato all’audio, con contenuti inediti, grandi protagonisti e un nuovo modo per vivere gli eventi che ne hanno fatto la storia. Già online le prime puntate delle due serie podcast di lancio.

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Comincia una nuova avventura per il Festival della Comunicazione. Evento vivace e creativo da vivere tutto l’anno – e che culmina nella quattro giorni di metà settembre a Camogli – il Festival arricchisce e integra i propri canali digitali puntando sul formato audio. E inaugurando una propria sezione podcast ricca di novità, spunti e dibattiti, come sempre insieme ai grandi protagonisti italiani della cultura, della società, dell’informazione e dell’innovazione. Un modo nuovo e complementare per raggiungere il suo affezionato pubblico, attraverso un formato che, con i suoi 1,8 milioni di ascoltatori in più rispetto al 2019, è ormai tra i preferiti dagli italiani e negli ultimi mesi ha finalmente acquisito la propria maturità.

La sezione podcast del Festival della Comunicazione di settimana in settimana ospita produzioni inedite e nuove puntate, in un universo di contenuti e creatività in continua espansione e sperimentazione. L’accesso è gratuito: si possono ascoltare i podcast dalla sezione dedicata sul sito del Festival (www.festivalcomunicazione.it/festivalcom-podcast) oppure, cercando festivalcom, su tutti i principali canali digitali e le piattaforme per l’ascolto: da Spreaker a Spotify, dall’app Podcast di Apple a Google Podcasts.

Le due serie d’esordio sono Storie che lasciano il segno e Replay.

La prima è uno spazio vivo e d’attualità, dedicato ai grandi autori e agli ospiti del Festival – sia nuovi sia storici – e alle loro ultime uscite di libri, film e spettacoli. Storie capaci di lasciare il segno, in chi le ascolta e in chi le narra, per la loro capacità di colpire e travolgere, e che proprio nel saper raccontare l’inaspettato celano il segreto del proprio successo. Storie che permettono di restare aggiornati sulle più importanti novità del panorama culturale ed editoriale italiano.

Come suggerisce già il titolo, Replay è invece una raccolta degli incontri più emozionanti delle prime sette edizioni del Festival della Comunicazione, dal 2014 al 2020, rieditati ad hoc e ottimizzati per l’ascolto. Pensieri, spunti illuminanti, aneddoti e rivelazioni dei grandi protagonisti del nostro tempo, immersi nella magica atmosfera del lungomare di Camogli.

Tra i primi nomi protagonisti delle due serie podcast targate Festival della Comunicazione ci sono Piero Angela, Alessandro Barbero, contenuti nuovi e inediti di Daria Bignardi, Federico Rampini, Ferruccio de Bortoli, Federico Fubini, Raffaele Simone e naturalmente – con una versione rieditata del suo intervento inaugurale del 2014 – il padrino del Festival Umberto Eco.

“Il mondo del podcast non è una novità per il Festival della Comunicazione, che anzi ha contribuito alla sua diffusione nel panorama italiano quando ancora era un fenomeno di nicchia”, spiega il direttore Danco Singer. “Nel 2019 abbiamo organizzato, sempre a Camogli, la prima edizione del Podcast Festival, il primo evento in Italia – aperto a tutti e gratuito – interamente dedicato ai contenuti audio. E nei mesi del primo lockdown ci siamo fatti tutti più vicini con gli Audiopensieri dei protagonisti del Festival, poi nell’edizione 2020 del Festival della Comunicazione abbiamo dedicato un’intera sezione a Mondo Podcast, presentando le novità del settore e le evoluzioni del genere. Inoltre, sono ideate da Frame-Festival della Comunicazione molte serie podcast disponibili su piattaforme come Audible, quali la collana BeReady dedicata ai ragazzi delle scuole superiori, Le grandi battaglie della Storia di Alessandro Barbero e l’Economia di Federico Fubini, oltre a una serie centrata sui Perché del nostro tempo con 20 protagonisti del panorama culturale italiano”.

“La vivacità e la creatività del Festival della Comunicazione accompagnano il pubblico tutto l’anno in un’esperienza continua e multi-piattaforma”, commenta la direttrice Rosangela Bonsignorio. “I podcast si integrano e si completano con gli altri canali digitali attivi e frequentatissimi del Festival, dal sito ai social come Facebook e Instagram e fino al canale YouTube. Il formato audio rappresenta la nuova frontiera dell’intrattenimento e della fruizione di contenuti culturali, con 8 milioni e mezzo di italiani attivi ogni mese che ascoltano i loro autori preferiti in viaggio, mentre fanno sport o si rilassano, e anche in modalità multitasking”.

Nel frattempo in questi mesi il Festival, ideato con Umberto Eco e diretto da Danco Singer e Rosangela Bonsignorio, guarda alla sua prossima edizione: l’ottava. Un’edizione in cui sarà affrontato un nuovo decisivo tema della comunicazione di ieri, oggi e soprattutto domani: la Conoscenza, quell’irresistibile aspirazione umana che ci spinge oltre il nostro comune sentire, a superare orizzonti, a disegnare prospettive nuove. Conoscenza di noi, dell’altro e del mondo dentro e fuori di noi, attraverso le vie più diverse e inaspettate, dalla scienza alla spiritualità, dal recupero della memoria storica all’immaginazione. Ma anche quelle forme distorte di conoscenza e pseudoscienza da cui guardarci, tra quello che sappiamo e che crediamo di sapere. Un percorso mai solitario, che parte proprio dalla socialità esplorata in tutte le sue forme nell’edizione 2020, e che prosegue con la prossima edizione a Camogli da giovedì 9 a domenica 12 settembre 2021.

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Informazioni: www.festivalcomunicazione.it
Facebook: @FestivalComunicazione | Twitter: @FestivalCom | Instagram: @festivalcom
Principali piattaforme podcast: festivalcom
Canale Youtube: Festival della Comunicazione, Camogli

Festival della Comunicazione 2018

Festival della Comunicazione 2017_photo Daniela Minuti
Festival della Comunicazione 2017_photo Daniela Minuti

Da giovedì 6 a domenica 9 settembre torna a Camogli l’appuntamento annuale più atteso in Italia dedicato alla comunicazione, alla cultura e all’innovazione, il Festival della Comunicazione, diretto da Rosangela Bonsignorio e Danco Singer e organizzato da Frame, in collaborazione con il Comune di Camogli.

Dopo Comunicazione, Linguaggio, Web e Connessioni, il fil rouge di quest’anno, Visioni, porta avanti l’eredità di Umberto Eco, ideatore e padrino della manifestazione, il cui pensiero dà forma ad ogni edizione, non solo nei toni e nelle tematiche, ma soprattutto nella sua particolare visione del contemporaneo e dell’umano: un meraviglioso sistema di segni da interpretare secondo diverse prospettive, sensibilità, punti di vista, combinando alto e basso, serietà e ironia, particolare e universale.

E proprio al grande maestro e semiologo, il festival dedica nella sua giornata d’apertura lo speciale evento Musica e parole. Un ricordo di Umberto Eco. Dell’ingegno multiforme di Umberto Eco si è ricordato molto ma non tutto: il serissimo studioso di san Tommaso, semiologo, romanziere, bibliofilo, faceva posto nella sua sterminata memoria alla più completa raccolta di barzellette del secolo.

Ci raccontano il suo precoce umorismo due amici di infanzia e di gioventù e di tutta la vita, Gianni Coscia e Furio Colombo. I suoi allievi e poi colleghi, Valentina Pisanty e Riccardo Fedriga, ricordano qualcuna delle sue infinite battute di spirito. Paolo Fabbri, Maurizio Ferraris, Marco Santambrogio, vecchi amici e colleghi, descrivono i momenti più impensati in cui lo hanno visto ridere e giocare con le parole.

Sul tema Visioni si affronteranno e confronteranno oltre 100 ospiti tra i più prestigiosi rappresentanti della cultura, dell’economia, della scienza, dello spettacolo, dell’innovazione tecnologica dell’Italia e del mondo, e gli amministratori delegati e i presidenti di alcune delle maggiori aziende nazionali e internazionali.

«Visione è narrazione, sogno, fantasia, talvolta illusione ed inganno – spiegano Rosangela Bonsignorio e Danco Singer – È interpretazione del reale secondo la nostra peculiare sensibilità percettiva, le nostre coordinate storico-culturali e la nostra genialità. È la capacità di scorgere l’inedito, di vedere oltre il piano materiale e immaginare situazioni possibili e realizzabili. È il risultato di uno sguardo al contempo particolare e d’insieme, che a partire dal contesto attuale disegna nuovi scenari, apre nuove strade e mette in moto il cambiamento. Le grandi innovazioni della storia e le scoperte della scienza derivano da menti visionarie che, spostando l’orizzonte delle capacità presenti, fissano nuovi traguardi. L’arte, la scrittura e la musica, spesso contaminandosi a vicenda, ci mostrano in atto universi possibili, alternativi e complementari e arricchiscono così le visioni del presente, perché possiamo immaginare futuri diversi».

Festival della Comunicazione

Festival della Comunicazione
Festival della Comunicazione

Festival della Comunicazione: la IV edizione è un viaggio attraverso le Connessioni

Camogli, 7 – 10 settembre 2017

Manifestazione giovane, ma già divenuta punto di riferimento nel panorama culturale nazionale, il Festival della Comunicazione torna per la sua quarta edizione a Camogli, da giovedì 7 a domenica 10 settembre (www.festivalcomunicazione.it). Diretto da Rosangela Bonsignorio e Danco Singer, ideato con Umberto Eco, è organizzato dal Comune di Camogli e da FRAME.

Come sempre, per quattro giornate Camogli diventa centro pulsante di confronto, ricerca e scambio d’opinioni sui grandi temi che interessano il mondo odierno: dopo la Comunicazione, il Linguaggio e il Web, il tema del 2017 è le Connessioni. A confrontarsi sull’argomento sono chiamati oltre 130 esperti e studiosi di diversi ambiti e generazioni, per garantire quella ricchezza di contenuti e punti di vista che ha da sempre contraddistinto il festival e che rappresenta una delle sue caratteristiche più apprezzate.

Per questa ragione alle conferenze si affiancano laboratori, panel, spettacoli, mostre, cinema, escursioni e gite in mare, tutti gratuiti: il festival ha avuto sin dall’inizio l’obiettivo di coinvolgere un pubblico eterogeneo per età, formazione e interessi e il risultato è una manifestazione che non si rivolge esclusivamente agli addetti ai lavori, ma si rivela accessibile e stimolante per tutti.

Il Premio Comunicazione, quest’anno alla sua seconda edizione, è conferito al divulgatore scientifico Piero Angela, dopo l’assegnazione nel 2016 a Roberto Benigni.   Le Connessioni caratterizzano non solo il secolo ipertecnologico in cui viviamo, ma sono anche intimamente legate alla natura umana: coinvolgono in modo profondo e strutturale la società, la storia, i sistemi economici e di governo, le nostre abitudini e il nostro pensiero. «La sfida dell’edizione 2017 sarà tentare di “attraversare” tutte le connessioni per capire come orientarsi in una realtà così intricata, analizzando i modi in cui la società è arrivata all’attuale organizzazione, i possibili traguardi ed evoluzioni, i fenomeni e le forze in gioco» dichiarano Rosangela Bonsignorio e Danco Singer.

Viviamo oggi in un complesso di culture, tradizioni, storie individuali e collettive, tra loro connesse, che modellano le nostre identità. L’economia è un’unica grande area transnazionale costituita da mercati finanziari interconnessi e collegati con la sfera politica, sociale e ideologica; anche le imprese nei processi produttivi condividono know-how tra settori distinti. A livello personale, i nostri stessi sistemi cognitivi e neuronali procedono per associazioni e connessioni, che sono il tessuto vitale della creatività e dell’immaginazione. Anche la conoscenza si sviluppa grazie all’“essere connessi”, inteso come capacità di superare i confini del proprio ambito disciplinare, ampliando e intrecciando saperi e competenze.

Il mondo della comunicazione oggi vive di connessioni tra mezzi fisici e tecnologie immateriali: le informazioni passano da un device all’altro, utilizzando codici diversi. Tutto questo ha un impatto sulle relazioni interpersonali che intratteniamo, sulle nostre abitudini e sulle nostre possibilità espressive.

GLI INCONTRI Oltre 130 ospiti, provenienti da molteplici ambiti del sapere, hanno accettato la sfida di raccontare come “siamo connessi” al giorno d’oggi in più di 80 incontri, visibili anche in diretta streaming sul sito del festival: scrittori, scienziati, artisti, registi, musicisti, filosofi, storici, sociologi, divulgatori informatici e scientifici, psicologi, semiologi, giuristi, giornalisti, blogger, manager, economisti. Alcuni di loro sono presenze ormai storiche e affezionate, altri salgono a bordo per la prima volta quest’anno e contribuiscono a rendere il festival un appuntamento atteso e fecondo.

Apre la quarta edizione del Festival della Comunicazione la lectio del presidente del Senato della Repubblica Pietro Grasso.

A seguire, un ricco palinsesto di conferenze e dialoghi: Dal mondo della storia, della filosofia, della semiologia e della letteratura: gli storici Alessandro Barbero (“Connessioni clandestine”), Guido Crainz ed Ernesto Galli della Loggia con il giornalista Pierluigi Vercesi (“Le connessioni della Repubblica”), Massimo Montanari; i filosofi Riccardo Fedriga (“Vedere con infiniti sensi: connessioni con persone molto speciali da Molyneux a Tooteko”), Maurizio Ferraris (“Post verità e altri enigmi”), Marco Santambrogio (“Ultimi barbarorum”); il semiologo Paolo Fabbri (“Segni indelebili: le nuovi arti del tatuaggio”); gli scrittori Stefano Massini con l’editore Beppe Cottafavi (“L’arte del racconto all’alba del Terzo Millennio”), Alessandro Piperno (“L’incipit o l’arte di connettersi al lettore”), Mirella Serri con il giornalista Antonio Prudenzano; l’autrice di graphic novel Cinzia Leone.

Dal mondo della ricerca e divulgazione scientifica: il divulgatore informatico Salvatore Aranzulla con la chef stellata Cristina Bowerman (“Folgorati sulla via di Damasco”); il divulgatore scientifico Piero Angela (“Demografia: la circolazione delle uova umane negli ultimi 1.000 anni”); i matematici Claudio Bartocci (“La tela di Penelope. Come le idee scientifiche si diffondono e talvolta muoiono”), Piergiorgio Odifreddi (“Plutarco, Keplero e Huygens: una connessione astronomica”); il direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia Roberto Cingolani con Edoardo Garrone, presidente del Gruppo ERG, e l’avvocato Vincenzo Roppo; il direttore dell’Ente Parco di Portofino Alberto Girani; lo psicoanalista Massimo Recalcati (“Connessioni fallite e riuscite”); il geologo Mario Tozzi; la neuroscienziata Laura Cancedda (“Le connessioni cerebrali”); il fisico Alberto Diaspro (“Connessioni molecolari”); lo psichiatra Paolo Crepet che oltre alla conferenza “I social come via breve per rimbecillirsi” tiene un incontro sul rapporto fra tecnologia e relazioni umane con la blogger Lucrezia Holly Paci (“Agganciami ma sganciati: la liquidità del sentimento nelle relazioni virtuali”).

Dal mondo dei media e dell’innovazione: i giornalisti Annalisa Bruchi, Mario Calabresi, Aldo Cazzullo (“Metti via quel cellulare”), Luca De Biase (“Pensieri inquinati? Strategie di bonifica per l’ecologia dei media”), Ferruccio De Bortoli, Federico Ferrazza, Aldo Grasso con Edoardo Camurri (“Viaggio nell’Italia delle connessioni”); Gad Lerner (“Operai disconnessi: il lavoro che non raccontiamo più”), Massimo Russo, Beppe Severgnini con Stefania Chiale (“Democrazia. Dieci regole per non farci fregare”); l’autore televisivo Carlo Freccero (“Le connessioni del potere”); gli youtuber Daniele Doesn’t Matter assieme al giornalista David Parenzo (“Storie, vite… e buonanotte”), Michael Righini (“Sconnessi dalle major: fare cinema sul web”); l’esperto di storytelling Andrea Fontana (“Walter White non abita più qui. ‘Connettersi’ nella Post-Verità: limiti, vizi e virtù delle iper-relazioni”); il politologo Evgeny Morozov; le curatrici dell’Enciclopedia delle donne Rossana Di Fazio e Margherita Marcheselli con le scrittrici Eleonora Cirant e Margherita Fronte e la giornalista Valeria Palumbo (“Madre a tutti i costi/ Madre, mai”).

Dal mondo del diritto: il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone; il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri; l’ex magistrato Gherardo Colombo (“Le connessioni dell’economia criminale”).

Dal mondo dello spettacolo, dell’arte, della moda e dello sport: gli attori Claudio Bisio, Marco Paolini (con la conferenza-spettacolo “Camogli: Tecno-filò. Technology and me”); il presidente della SIAE Filippo Sugar; lo storico dell’arte Salvatore Settis; lo scrittore Roberto Cotroneo (“Connettersi con l’arte”); lo stilista Brunello Cucinelli con il giornalista Federico Fubini (“Chi sono gli artigiani del web?”); i giornalisti sportivi Fabio Caressa e Pierluigi Pardo con Fedele Usai amministratore delegato di Condé Nast (“Le connessioni del calcio. Voci da un mondo in calzoncini”). Doppio incontro sul tema del teatro con il direttore artistico del Teatro di Roma Antonio Calbi: il primo è su “Il teatro come parlamento sociale”, mentre il secondo, con l’attrice Giulia Lazzarini, è su “Il teatro come relazione. Pensando a Giorgio Strehler”.
Dal mondo delle istituzioni, delle imprese e dell’economia: Walter Veltroni (“Le connessioni tra politica, cultura e società civile”); Monica Maggioni, presidente della Rai; Francesco Profumo, presidente della Compagnia di San Paolo; Evelina Christillin, presidente dell’Enit e del Museo Egizio di Torino, con Alessandra Bianco, chief public relations officer del Gruppo Lavazza; Gabriele Galateri di Genola, presidente di Assicurazioni Generali; Oscar Farinetti, fondatore di Eataly (“Ricordiamoci il futuro”); gli economisti Lucrezia Reichlin, Paola Schwizer, Alessandra Perrazzelli, Severino Salvemini (“Chi ha detto che la finanza porti i pantaloni?”).

E ancora, dal mondo della comunicazione d’impresa: Simone Bemporad, direttore comunicazione e relazioni esterne di Assicurazioni Generali, con Lelio Mondella, presidente di Calvisius, e Maurizio Zanella, presidente di Ca’ Del Bosco (“Storie di successo made in Italy”); Luca Casaura, vice president corporate marketing di Costa Crociere; Barbara Cimmino, responsabile marketing di Inticom-Yamamay; Annalisa Galardi, managing director di Wingage-GSO, con l’autore televisivo Carlo Turati (“Le connessioni nudge: la spinta gentile verso la fiducia”); Simone Ungaro, amministratore delegato di Movendo Technology (“Il futuro Welfare & Wellness tecnologico”). Due approfondimenti speciali: il genetista Guido Barbujani, il presidente del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze Guido Chelazzi e il filosofo evoluzionista Telmo Pievani ci raccontano l’Homo sapiens, i viaggi, le migrazioni l’evoluzione e le civiltà (in collaborazione con Costa Crociere). L’intero pomeriggio del sabato è invece dedicato allo Sport e alla sua capacità di connettere mondi apparentemente lontani come quello del business, della cultura, dell’estetica, della comunicazione e della natura (in collaborazione con Infront Sports & Media Italy). Al “Saluto di apertura – sport, cultura e natura” di Luigi De Siervo, amministratore delegato di Infront Sports & Media Italy, seguono tre appuntamenti:

– “Comunicare lo sport” con Gian Paolo Montali, direttore generale dell'edizione 2022 della Ryder Cup, Marco Nazzari, head of commercial di Nielsen Sports, e Diego Nepi, direttore marketing e sviluppo CONI Servizi spa;

– “La bellezza dello sport” con il filosofo Vittorio V. Alberti, il regista Pif e Carlo Alberto Carnevale Maffé dell’Università Bocconi;

– “Sport ed etica” con gli ex calciatori Filippo Galli, Marco Nappi e Pietro Vierchowod, gli attori Fabio De Luigi ed Edoardo Leo.

IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO: LE COLAZIONI E IL CAFFÈ

Novità della quarta edizione del festival sono le Colazioni, incontri che hanno luogo di prima mattina: al tavolino di un bar del porto di Camogli, di fronte a un cappuccino e a un croissant, il pubblico ha la possibilità di creare un rapporto più stretto e diretto con gli scrittori Andrea De Carlo e Alessia Gazzola.  Non solo: fedele al rito quotidiano del Caffè, che è anche un luogo di incontro in cui si discute, si scherza e ci si consola, il giornalista Massimo Gramellini porta a Camogli la sua “tazzina di parole”.

GLI SPETTACOLI

La piazzetta del porto di Camogli fa da scenario a tre spettacoli: “Ogni volta che mi baci, muore un nazista”, con il poeta Guido Catalano; “Il dolore pazzo dell’amore” con lo scrittore Pietrangelo Buttafuoco e i musicisti Mario Incudine e Antonio Vasta; “Ecolalie: le parole e la musica” con il fisarmonicista Gianni Coscia e il semiologo Paolo Fabbri.

Tre spettacoli anche al Teatro Sociale di Camogli, che ha riaperto dopo 40 anni: “L’età del caos” con il giornalista Federico Rampini; “Giorni felici” di Samuel Beckett con gli attori Nicoletta Braschi e Andrea Renzi; “La lingua misteriosa dei binari: i treni tra musica, letteratura, giornalismo” con il giornalista Beppe Severgnini, la cantante Simona Bondanza, l’attrice Chiara Buratti e il pianista Piero Trofa. Sempre al Teatro Sociale, in anteprima la proiezione del film “Due soldati” di Marco Tullio Giordana sul tema della criminalità organizzata.

LE ATTIVITÀ COLLATERALI

Come di consueto molte le attività collaterali, momenti di “connessione” tra culture e saperi diversi. Per bambini e ragazzi di diverse fasce d’età, in programma dieci laboratori che, in un contesto ludico, avvicinano le nuove generazioni alla storia, alle scienze e alla biodiversità, alle nuove tecnologie, alla robotica e al linguaggio di programmazione informatica. Per i ragazzi dai 16 ai 19 anni e per le loro famiglie, il festival propone un workshop di orientamento al mondo universitario.

Per gli amanti dell’aria aperta, tornano le escursioni in mare “Il cielo stellato sopra di me” con Giacomo Montanari e Walter Riva; “Navigando il promontorio di Portofino” con Mario Peccerini e la passeggiata filosofica “Il silenzio dei lecci e il frangersi del mare” con la psicologa Andrée Bella.

Per gli amanti dell’arte, due le mostre in programma: “Fotografando il festival” di Roberto Cotroneo e “Omaggio al mare” di Carlo Rognoni. Il Festival della Comunicazione è realizzato in collaborazione con: il Teatro Sociale di Camogli; l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova; l’Ente Parco di Portofino; l’Area Marina Protetta di Portofino; il Talent Garden di Genova; l’Università degli Studi di Genova; il M.U.S.T. dell’Università degli Studi di Pavia; la Scuola Holden; il Gruppo Mauri Spagno l. Main media partner: RAI.

Media partner: Rai News24; TGR, Rai Cultura; Rai Radio3; La Repubblica; La Stampa; Il Secolo XIX; WIRED; IlLibraio.it. Tutte le iniziative del festival sono gratuite e aperte al pubblico fino a esaurimento posti.

Informazioni: www.festivalcomunicazione.it

Facebook: @FestivalComunicazione – Twitter: @FestivalCom

Instagram: festivalcomunicazione – Canale Youtube: Festival della Comunicazione, Camogli