“Grazie Ragazzi” – Davide Van De Sfroos

Davide Van De Sfroos_ph Luca Bernasconi
Davide Van De Sfroos_ph Luca Bernasconi

È disponibile su tutte le piattaforme streaming e in digital download “GRAZIE RAGAZZI”, il nuovo brano del cantautore e scrittore DAVIDE VAN DE SFROOS (https://lnk.to/pYjN33Ds).

“Grazie Ragazzi” è la sigla finale di “R.U.G.B.Y.”, docufilm dedicato al rugby vissuto nelle società dilettantistiche che racconta l’anima e l’essenza di questo sport.

Nel videoclip del brano, visibile al link https://youtu.be/aCzt2yZfvq4, immagini e momenti estratti dal docufilm si alternano alla figura del cantautore lariano che canta accompagnato dal solo suono della sua chitarra.

«Sono stato invitato a partecipare a un documentario che partendo dalla realtà della squadra del Seregno Rugby intraprende un viaggio interessante e sincero nel mondo di questo sport che per tanti nasconde ancora parecchi misteri. È stato un piacere cantare nel film il mio brano “Grazie Ragazzi” che da spettatore stupito, seguendo le partite del Delebio Rugby, avevo scritto qualche anno fa» spiega Davide Van De Sfroos.

Il film, regia di Filippo Grilli insieme alla società sportiva Seregno Rugby, è visibile sul canale YouTube di Gpg Film (casa produttrice indipendente e no-profit) al link: https://youtu.be/jiWgC_8Iv00.

L’artista tornerà live il 22 e 23 febbraio 2021 dal Teatro Dal Verme

Le prevendite dei due concerti sono disponibili su Ticketone.it.

Focus: docufilm «Lili Marlene»

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10 Giugno 1940 – 10 giugno 2020

80° Anniversario dell’ingresso dell’Italia nel secondo conflitto mondiale

“Focus” ricorda l’evento con «Lili Marlene»

Docufilm originale e inedito di videonews firmato Pietro Suber

In onda il 10 e 11 giugno in prima serata

Con le testimonianze di Giorgio Napolitano, Eugenio Scalfari, Gianni Letta,

Dacia Maraini, Renzo Arbore, Pippo Baudo, le Gemelle Kessler, Pupi Avati.

80 anni fa, il 10 giugno 1940, si consuma un evento che resta scolpito nella nostra Storia: l’ingresso dell’Italia nel Secondo conflitto mondiale. “Focus”, rete tematica diretta da Marco Costa al 35 del telecomando, dedica due serate all’anniversario proponendo la prima visione assoluta del docufilm «Lili Marlene – La guerra degli italiani», in onda mercoledì 10 e giovedì 11 giugno, alle ore 21.15.

160 minuti intensi e dirompenti, di un prodotto originale VideoNews firmato da Pietro Suber, con la collaborazione di Amedeo Osti Guerrazzi, storico del fascismo, collaboratore della Fondazione Museo della Shoah di Roma, e Donatella Scuderi, autrice di soggetti e sceneggiature.

Storie poco conosciute, eventi drammatici, quelli di «Lili Marlene», composti in un racconto che parte dal basso, attraverso vicende straordinarie di cittadini comuni, e le testimonianze di figure autorevoli come Giorgio Napolitano, Eugenio Scalfari, Gianni Letta, Dacia Maraini, Renzo Arbore, Pippo Baudo, le Gemelle Kessler, Pupi Avati.

«Lili Marlene» si distingue, inoltre, per rigore storiografico e intensità dei fatti narrati. Tre, gli aspetti fondamentali che ne fanno un prodotto esemplare:

· la rievocazione di molti e poco noti casi, eppure estremamente significativi per capire la guerra degli italiani in tutta la sua varietà e complessità;

· l’aver realizzato un racconto privo di retorica, crudo e, proprio per questo, struggente della guerra civile, con la carica d’odio inestinguibile che ha generato;

· l’aver provato a documentare le ragioni di tutti, vittime e carnefici, vincitori e vinti, ma con un effetto finale che non è quello dell’elisione, bensì del senso del tragico, della consapevolezza della complessità della storia, che non permette di girare pagina e andare avanti, ma obbliga a coltivare tenacemente la Memoria.

«Lili Marlene – La guerra degli italiani» è anche un nuovo e originale tentativo di tenere aperto un dialogo su eventi che ancora oggi dividono, ma stando alla larga da facili scorciatoie, da frasi fatte e slogan, usati da chi strumentalizza la storia per fare propaganda.

 

 

Italia 1: “Resistiamo” diari dalla quarantena

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“Resistiamo” diari dalla quarantena

Mercoledì 10 giugno in prima serata su Italia 1 la prima produzione in cui nessuno si è mai incontrato dal vivo:

Il docufilm che racconta il lockdown attraverso le storie di tutti noi

Persone comuni con vite normali rese eccezionali da un momento storico unico riprese dai protagonisti con video autoprodotti

Mercoledì 10 giugno in prima serata su Italia 1 andrà in onda “rEsistiamo – diari dalla quarantena”, il docufilm prodotto da EndemolShine Italy che racconta, attraverso le storie e le emozioni di persone comuni, il momento unico vissuto negli ultimi mesi dal nostro Paese a causa del Coronavirus.
“rEsistiamo” è un racconto corale, intimo, realizzato direttamente dai protagonisti dalle loro case, senza alcuna mediazione, attraverso dei video-diari che aprono una finestra sulla loro quotidianità, stravolta durante la quarantena.
Storie di vite normali, diverse tra loro, che raccontano la storia di tutti noi. Di chi ha vissuto l’#iorestoacasa in famiglia, solo, in coppia o lontano dagli affetti più cari. Di chi si è trovato senza lavoro e di chi ha combattuto il virus in prima linea ogni giorno, vicino ai malati. È il racconto dei sentimenti provati in questi mesi. La paura, la rabbia, i momenti di debolezza, la tristezza per la perdita di una persona cara. Ma anche la felicità per la nascita di una nuova vita, la scoperta di nuovi giochi con i bambini e la creatività che si scatena per andare avanti. È il racconto di quello che è successo nelle case di tutti, dalle difficoltà per fare la spesa, alla passione per la cucina fino alle problematiche con la scuola a distanza. È il racconto di quella che è diventata la “normalità” in un momento che di “normale” aveva ben poco.
“rEsistiamo” nasce da un’idea di Simone Mele, montatore, che insieme a Fabrizio Montagner e Susanna Paratore ne ha curato tutti gli aspetti. È la prima produzione in cui nessuno si è mai incontrato dal vivo, né chi ci ha lavorato – tutti da remoto – né i protagonisti, chiusi ovviamente in casa per il lockdown. Le uniche interazioni avute tra redazione, autori, produzione e protagonisti sono avvenute in via telematica. Nel corso dei due mesi di isolamento, il team composto da autori, produzione e redazione ha raccolto, selezionato e montato il materiale arrivato dai vari protagonisti che è stato caricato, di volta in volta, su un cloud condiviso, in modo che tutti potessero vedere l’avanzamento della lavorazione simultaneamente e lavorarci day by day.

LE STORIE:

FAMIGLIA DE MEDICI
NAPOLI, 45 ANNI-1 ANN0, LA REPUBBLICA DEI BAMBINI
La pandemia, con la conseguente chiusura delle scuole, ha cambiato le abitudini di tutte le famiglie. Non è stato facile per nessuno. Ancor meno per chi ha 6 figli.
Gli appuntamenti della giornata appesi al muro, i compiti di ognuno, un tablet per tutti, esigenze diverse e 8 posti a tavola. Così Carmen (35 anni) e Giuliano (45 anni), hanno organizzato la vita dei loro 6 figli, Giulia (11), Flavia (9), Diana (8), Claudio (6), Daniele (4), Simone (1). Carmen racconta le difficoltà di una mamma che, all’improvviso, si trova senza scuola, senza attività pomeridiane, senza la possibilità di mettere il naso fuori casa. Tutti dentro, giorno e notte.

FEDERICA E LUCA
MILANO, ENTRAMBI 30 ANNI, NEO-GENITORI
Tra ansie e gioie, diventare genitori è un grande cambiamento. Cosa succede, però, quando il tuo primo figlio nasce durante una pandemia?
Luca e Federica sono in attesa della loro prima figlia quando scoppia la pandemia. Il parto è previsto dopo pochi giorni. Federica è spaventata, ma felice che la parola “mamma” torni a riempire la sua casa, visto che lei la mamma l’ha persa da diversi anni. Nasce Elena. Finalmente sono tutti e tre a casa, ma arrivano anche i primi problemi burocratici. Nonostante tutto, il sorriso non manca mai. La loro gioia più grande, Elena, è ormai con loro.

IVAN E SHIR
LEGNANO-MILANO, 27 E 25 ANNI, FIDANZATI A DISTANZA
L’amore ai tempi del Covid-19. Cosa succede quando all’improvviso, nonostante ti separino solo pochi km, ti ritrovi a condividere coccole, abitudini e incontri solo via videochiamata?
Ivan e Shir sono due fidanzati divisi dalla quarantena. Lui è rimasto bloccato casa del cugino, a Legnano. Lei è a Milano. Sono distanti pochi km ma hanno dovuto “reinventare” i loro appuntamenti, a cominciare dalla colazione, da fare comunque insieme, in videochiamata. Entrambi aspettano con trepidazione la conferenza del Presidente del Consiglio del 26 aprile per capire se potranno rivedersi. E tanta è la rabbia quando si rendono conto che il termine “congiunti” per loro non vale.

FAMIGLIA PACIOSELLI
PERUGIA, 60-17 ANNI, SETTE SOTTO UN TETTO
Una famiglia numerosa che, a causa della pandemia, si trova a condividere tutto, tutti i giorni. E a dover andare avanti con un solo stipendio.
Vitaliano (60 anni) e Francesca (49 anni) hanno 5 figli – Sara (25), Andrea (23), Lucia (21), Matteo (19) e Giovanni (17) – che vivono con loro. Sono una famiglia allegra, ma la convivenza forzata di sette mondi diversi, 24/24h, ha creato qualche momento di tensione. Con Vitaliano in cassa integrazione, sono stati alle prese con la richiesta del bonus di 600 euro e hanno avuto solo lo stipendio di Francesca per andare avanti. Ma la fede, visto che sono tutti molto credenti, li ha aiutati a non scoraggiarsi. Sara, la più grande dei figli, ha sofferto molto la mancanza del suo fidanzato Alessio, che, durante la quarantena, ha preso però una decisione importante.

RICCARDO ED EMANUELA
SIENA, ENTRAMBI 21 ANNI, FUORISEDE
Cosa succede quando sei un fuorisede e all’improvviso il mondo si interrompe?
Riccardo ed Emanuela sono due studenti fuorisede. Entrambi siciliani, amici dalle elementari, vivono e studiano a Siena, e qui hanno deciso di condividere il lockdown, senza tornare a casa. Per Pasqua, ricevono i pacchi dalle famiglie, con cui possono sentirsi solo telefonicamente. Momenti di debolezza e nervosismo non mancano. E di tristezza, per Emanuela, quando riceve la notizia della scomparsa della nonna.

ILARIA E PAOLO
FIRENZE, 40 E 38 ANNI, NEO-GENITORI
La gravidanza ai tempi del Covid-19, con le famiglie di origine lontane e le visite in ospedale da sola per la futura mamma.
Paolo e Ilaria sono una coppia che vive a Firenze, in attesa della loro prima bambina, tanto cercata. Sono alle prese con i preparativi prima della nascita: dall’apertura dei pacchi con i vestitini all’allestimento della stanza. Ilaria sente la mancanza della madre, che è in Sardegna, e non può raggiungerla. Anche in ospedale, per alcuni controlli prima e per il parto poi, Ilaria è sola. Paolo non può entrare e deve limitarsi a aspettare con gli altri padri fuori, tutti distanziati. Ma Paolo trova comunque il modo per esserle “vicino”. E ora possono essere felici in tre.

Cinema Mexico: proiezione “Quando sei con me”

Docufilm di Vidas
Docufilm di Vidas

Lunedì 10 febbraio 2020, ore 21 – Cinema Mexico (via Savona 57 Milano)

Quando sei con me

Il fine vita raccontato dai giovani studenti della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti

in un docufilm realizzato in collaborazione con VIDAS

Le storie di Paolo, Santa, Giuseppina e quelle di chi si prende cura di loro, lo scorrere del tempo e il senso di un’esistenza, che persiste anche quando la vita sta per finire. È quanto racconta in maniera diretta e commovente ma mai scontata Quando sei con me, docufilm realizzato dagli studenti della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti in collaborazione con VIDAS, associazione che offre assistenza sociosanitaria ai malati inguaribili.

L’opera, diretta da Andrés Testa Herranz, sarà in sala lunedì 10 febbraio alle ore 21 al Cinema Mexico (via Savona 57), ingresso € 5,50.

Già selezionato al Filmmaker Festival 2019 all’interno del Concorso Prospettive dedicato alle opere realizzate da giovani autori, Quando sei con me è un documentario di osservazione girato con macchina a mano e luce naturale a Casa Vidas, la struttura che a Milano accoglie chi non può essere curato a domicilio. Un luogo in cui numerose persone, di età differenti, vengono accompagnate con competenza e dolcezza nei loro ultimi momenti.

Storie e testimonianze che si incrociano, attimi duri e drammatici ma anche frammenti di una quotidianità che a volte, nonostante il dolore della malattia, riesce a strappare qualche sorriso. Una narrazione corale, filtrata dall’occhio di un gruppo di giovani cineasti guidati da Tonino Curagi, che coinvolge tutti coloro che vivono l’hospice, dai pazienti ai familiari, dagli operatori sanitari ai volontari, e che ben trasmette l’insostituibile valore del “prendersi cura”.

Vidas ogni anno assiste, 24 ore su 24, oltre 1.800 pazienti a Milano, Monza e in 112 comuni dell’hinterland.

Quando sei con me

Soggetto e ricerca: Carlo Knol, Andrea Saleri, Andrés Testa Herranz

Produzione: Francesco Tanzi e Letizia Zatti

Fotografia: Daniele Catenazzi, Gaetano Gagliaro, Teresa Gusso, Michele Ricciardelli

Suono: Vito De Mola, Emanuele Hall

Montaggio: Riccardo Pesare, Davide Vitola

Durata: 62’

Vidas difende il diritto del malato a vivere anche gli ultimi momenti di vita con dignità. È un’associazione di volontariato laica, fondata da Giovanna Cavazzoni a Milano nel 1982. Offre assistenza socio-sanitaria completa e gratuita ai malati con patologie inguaribili a domicilio e nell’hospice Casa Vidas: degenza e day-hospice. Un servizio garantito grazie all’intervento di proprie équipe socio-sanitarie, formate da figure professionali tutte specializzate in cure palliative, affiancate da volontari selezionati. Un percorso di 37 anni accanto a chi soffre e che ha raggiunto oltre 35.000 persone: anziani, adulti e dal 2015 anche bambini. Per loro nel 2019 è stata inaugurata Casa Sollievo Bimbi, primo hospice pediatrico della Lombardia per l’accoglienza di minori gravemente malati e il sostegno alle famiglie. L’attività di formazione per operatori e di sensibilizzazione rivolta alla cittadinanza accompagnano da sempre quella assistenziale.

vidas.it; noidividas.it

Arriva al cinema: “Maledetto Modigliani”

MaledettoModigliani_POSTER
MaledettoModigliani_POSTER

In occasione delle celebrazioni a 100 anni dalla morte di Modigliani, arriva al cinema solo il 30 e 31 marzo e l’1 aprile Maledetto Modigliani, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital. Diretto da Valeria Parisi e scritto con Arianna Marelli su soggetto di Didi Gnocchi, il docufilm racconta la vita e la produzione di Amedeo Modigliani (1884-1920), un artista d’avanguardia diventato un classico contemporaneo amato e imitato in tutto il mondo.

Livornese dalla vita breve e tormentata, Dedo o Modì, come fu soprannominato, viene qui narrato da un punto di vista originale: quello di Jeanne Hébuterne, l’ultima giovane compagna, che si suicidò due giorni dopo la morte dell’amato, avvenuta all’Hôpital de la Charité di Parigi il 24 gennaio del 1920.

All’epoca Jeanne era incinta e lasciava una figlia di un anno. È proprio a partire dalla sua figura e dalla lettura di un passo dai “Canti di Maldoror”, il libro che Modigliani teneva sempre con sé, che si apre il nuovo docufilm della stagione 2020 della Grande Arte al Cinema.

Il docufilm trae ispirazione anche dalla mostra “Modigliani – Picasso. The Primitivist Revolution” curata da Marc Restellini che aprirà all’Albertina di Vienna nel settembre del 2020 ed è arricchito dalle immagini di opere esposte sia all’Albertina, sia alla National Gallery of Art di Washington, nei musei e nelle collezioni di Parigi e nella grande mostra “Modigliani e l’avventura di Montparnasse” del Museo della Città di Livorno.

Nel docufilm sono  i suoi dipinti ripresi in set dedicati, da “La Filette en Bleu” al ritratto di Jeanne Hébuterne, a parlarci. Giocando tra riprese della città di oggi e foto e filmati d’archivio in bianco e nero, la voce narrante di Jeanne racconta di quella Parigi di inizio secolo: la ville lumière, la metropoli, il centro della modernità, già mercato d’arte e polo d’attrazione per pittori e scultori da tutta Europa.