Carlo MeyFamularo: “Soul Cafe’ “

CarloMeyFamularo ph Amy Eoukich
CarloMeyFamularo ph Amy Eoukich

Da lunedì 22 giugno, è disponibile in streaming e in digital download “SOUL CAFE’” (Cieffe Label/Soundrop), il nuovo brano del cantautore napoletano CARLO MEY FAMULARO, interprete maschile della sigla della celebre soap-opera “Un Posto Al Sole”.

Prodotto e arrangiato da Max Marcolini(producer di Zucchero “Sugar” Fornaciari),“SOUL CAFE’”mescola atmosfere cubane e sonorità partenopee, mettendo in luce il rapporto gemellare tra la città di Napoli e l’isola caraibica, entrambe segnate dalla dominazione spagnola, attraverso il comune denominatore del caffè, un vero e proprio rituale per entrambe le realtà.

«Soul Cafe’ si riferisce alla passione per questa magica bevanda, che può essere paragonata alla passione che si può provare per la donna amata– dichiara Carlo MeyFamularo –Prima si avverte il profumo, che inebria e attrae, poi arriva la passione e il calore, come quello di una storia d’amore, e infine la freddezza, simile a quella di un rapporto che volge alla fine. Quando canto “Come è buono stucafe’/Nera la notte insieme a te/accendi il fuoco che non c’è” voglio porre sullo stesso piano il nero del caffè, il nero della notte, il fuoco di una notte d’amore e una tazzina di caffè bollente. Attraverso il cibo e le bevande la donna riesce ad accendere desideri, passioni, delusioni e amore in un uomo».

Ruolo positivo del caffè sulla funzione renale

Caffé_studio-malattia-renale-cronica
Caffé_studio-malattia-renale-cronica

Osservatorio Isic: rene, confermato il ruolo positivo del consumo di caffè

Tre studi dell’ampia “Diet and Kidney Function: a literature review” hanno fornito nuove evidenze scientifiche sul consumo di caffè in relazione alla malattia renale cronica

Milano – Nuovi dati presentati dall’Osservatorio ISIC (Institute for Scientific Information on Coffee) confermano il ruolo positivo del caffè sulla funzione renale: i risultati derivano da un’analisi di tre studi che ne hanno esaminato il consumo in relazione alla malattia renale cronica. Gli studi fanno parte dell’ampia review “Diet and Kidney Function: a literature review”[1], di recente pubblicata sulla rivista Current Hypertension Report, che ha messo in evidenza il ruolo delle principali categorie alimentari in relazione alla patologia.

In particolare, per quanto riguarda il ruolo del caffè, sono stati analizzati il Tehran Lipid and Glucose Study, studio iraniano di 1780 persone, seguite per 6 anni, lo studio statunitense ARIC e lo studio coreano sul genoma e l’epidemiologia in Corea del Sud. Nel primo sono stati confrontati i bevitori moderati di caffè con i non bevitori; negli altri due la comparazione è avvenuta tra coloro che bevevano almeno 3 o 2 tazze con i non bevitori. Nello studio iraniano è stata riscontrata un’associazione non significativa tra caffè e malattia renale cronica, mentre negli studi statunitensi e coreani sono state osservate associazioni inverse significative nei gruppi con una maggiore assunzione di caffè.

I risultati, pertanto, indicano un effetto potenzialmente protettivo della bevanda , in linea con studi precedenti sulla funzionalità renale.

La Diet and Kidney Function ha incluso 21 articoli di studi di coorte con follow-up dai 3 ai 24 anni. Le categorie alimentari su cui si sono concentrati erano carne, pesce, latticini, verdure, frutta, caffè, tè, bevande analcoliche, oltre che modelli alimentari. Le evidenze hanno mostrato che uno stile alimentare sano può ridurre il rischio di malattie renali croniche.

La malattia renale cronica rappresenta un onere sanitario in aumento in tutto il mondo, con una prevalenza globale di circa 11% nella popolazione adulta generale. Se non trattata, progredisce lentamente fino allo stadio terminale, che richiede la dialisi o il trapianto di rene. Fattori come lo stile di vita, il fumo, l’uso di alcol e l’inattività fisica, possono peggiorare la patologia. Oltre a tutto ciò, esiste un crescente interesse scientifico per il ruolo potenziale della dieta.

Il Consorzio Promozione Caffè riunisce Aziende che producono e commercializzano le diverse tipologie di caffè torrefatto, caffè decaffeinato, caffè solubile e capsule e cialde di caffè, oltre che produttori di macchine professionali per caffè. Da oltre 20 anni il Consorzio è impegnato a promuovere un programma di educazione e informazione su caffè e caffeina e i loro effetti sulla salute, sulla base delle evidenze scientifiche pubblicate.

L’Istituto per l’Informazione Scientifica sul Caffè (ISIC) è un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro costituita nel 1990 e dedicata allo studio, alla raccolta e alla divulgazione di studi e ricerche scientifiche in tema di “caffè e salute”. ISIC rispetta l’etica della ricerca scientifica in tutte le sue attività e la sua comunicazione si basa su solide basi scientifiche, studi pubblicati su riviste scientifiche “peer-reviewed”. Fanno parte di ISIC alcune tra le principali aziende europee del caffè. ISIC organizza e aggiorna il sito www.coffeeandhealth.org che mette a disposizione della comunità scientifica, dei professionisti del settore e dei media un database di oltre 600 abstract degli studi internazionali più significativi in tema di caffè e salute, con più di 400 articoli scientifici resi disponibili negli ultimi sei anni.

 

Caffè e nuove mode

distributore caffè
distributore caffè

Al distributore automatico si consuma ormai l’11% del caffè prodotto a livello globale, che equivale a circa 150 miliardi di consumazioni erogate attraverso le cosiddette “vending machine”.

A tracciare questo scenario è CONFIDA (Associazione Italiana Distribuzione Automatica) nella cornice di Venditalia, la più importante manifestazione mondiale del settore che si tiene a fieramilanocity fino a sabato 9 giugno.

Nel 2017 in Italia i distributori hanno dispensato 2 miliardi e 768 milioni di caffè (+0,59%) per un fatturato di 884 milioni di euro secondo le rilevazioni dell’annuale studio di settore realizzato da Accenture.

“Il mercato del caffè al distributore automatico è in crescita anche grazie alla capacità del comparto di soddisfare i nuovi gusti e le abitudini emergenti dei consumatori – commenta il presidente di CONFIDA Massimo Trapletti –

Oggi ben l’84% dei caffè erogati dalle vending machine del nostro Paese è in grani macinati, segno evidente della ricerca di una maggiore qualità. E CONFIDA, in collaborazione con CSQA, ha dato vita alla certificazione del caffè in grani destinate al vending DTP 114 che definisce parametri qualitativi funzionali superiori rispetto a quelli già definiti per legge.

Infine, le vending machine di nuova generazione, attraverso l’uso della tecnologia digitale e degli schermi touch permettono di offrire un prodotto personalizzato: mixando infatti gli ingredienti di base (come ad esempio: caffè, latte, cacao, topping e granelle) si può comporre la propria bevanda a piacimento, anche da asportare grazie alle comodissime cup to go”.

La ricerca della qualità procede di pari passi con il bisogno di diversificazione. Perciò il caffè, prodotto simbolo della distribuzione automatica italiana, diventa sempre più ‘moda’:

“Si sta sviluppando l’esigenza di distinguersi nettamente rispetto al passato – commenta Alessandro Galtieri, campione italiano di caffè filtro e trainer specializzato SCA Italy –. Bevande XL, cup to go e caffè gourmet sono sempre più presenti nelle scelte dei consumatori. Il vending, in questo senso, si sta dimostrando capace di cavalcare il trend con un’offerta ampia e apprezzata da un target eterogeneo”.

Gli italiani bevono in media 2,2 caffè a testa al giorno. Il Belpaese è al sesto posto nella classifica dei consumi in valore assoluto con 300mila tonnellate annue. La prima piazza spetta agli Stati Uniti con 1.6 milioni di tonnellate (soprattutto American Coffee), davanti al Brasile (1,2 milioni di tonnellate), alla Germania (600mila tonnellate), al Giappone (500mila tonnellate, con una prevalenza del caffè freddo in lattina denominato Kan khoi) e alla Francia (400mila tonnellate).

Nei consumi pro capite il primato è dei Paesi scandinavi: in particolare in Finlandia – dove è molto popolare il Kaffeost, rito che prevede di accompagnare il caffè con un formaggio a pasta semi-morbida – se ne consumano 12 kg all’anno.

L’Italia è nona con 5,8 kg annui, dietro a Paesi come Olanda (8,4 kg), Svizzera (7,9 kg), Belgio (6,8 kg) e Canada (6,2 kg), che usano soprattutto infusi e altri metodi di filtraggio diversi rispetto al nostro espresso.

Teatro Carcano: ” Ho finalmente capito l’Europa”

 

Ho-Finalmente-Capito-La-Europa-Philippe-Daverio
Ho-Finalmente-Capito-La-Europa-Philippe-Daverio

Al Teatro Carcano di Milano
lunedì 29 gennaio 2018 ore 20,30
HO FINALMENTE CAPITO L’EUROPA
conferenza-spettacolo sull’Europa della cultura
con
PHILIPPE DAVERIO
Terzo appuntamento:
L’Europa della tavola

Argomento del terzo appuntamento del ciclo di conferenze-spettacolo sull’Europa condotte da Philippe Daverio l’Europa della tavola: dal pomodoro al fois-gras, dai fagioli al tacchino, dalle patate al caffè con cioccolata, passando per gli spaghetti.

L’Europa dei sensi è l’unica che ha senso.
Si discute molto in questo periodo su che cosa sia l’Europa e se convenga rimanere europei o tornare ad essere locali. Su questa linea del procedere o del recedere si confrontano partiti politici e opinioni popolari. E ben si capisce l’ansia che percorre il continente se si pensa che la questione verte principalmente su temi monetari e di bilancio, dove sembra talvolta che alcuni facciano la parte del leone e gli altri della pecorella sacrificale.

Ben diversa invece è l’intera faccenda se si affronta il tema Europa dal punto di vista dei popoli che la compongono e della cultura antropologica che li unisce, li differenzia o li integra.
Ed è proprio sull’infinito bagaglio comune degli europei – dalla gastronomia alla storia delle arti visive e della musica, dalla filosofia alle scienze – che, con l’ausilio di proiezioni e musiche scelte per l’occasione, Daverio dispiega la sua affabulazione colta e brillante, ironica e accessibile.

Il quarto e ultimo appuntamento si terrà lunedì 19 marzo 2018 e avrà per argomento L’Europa illuminata del Medioevo.

BIGLIETTI
Posto unico numerato € 18,00 – over 65 € 15,00 – under 26 € 13,50
PRENOTAZIONI
02 55181377 – 02 55181362
PREVENDITE ONLINE
www.vivaticket.it – www.ticketone.it – www.happyticket.it

Caffè, alleato per una maturità100 e lode

emale writer drinking cup of coffee
emale writer drinking cup of coffee

Numerose evidenze scientifiche riconoscono gli effetti positivi del consumo di caffè sulle performance cognitive e hanno sottolineato i potenziali benefici della caffeina nelle situazioni di particolare sforzo mentale,che richiedono un maggiore livello di attenzione. E proprio di attenzione, concentrazione e buona memoria hanno bisogno migliaia di studenti che tra poco dovranno affrontare gli esami di maturità.

Tra ripassi di gruppo e consigli dell’ultimo minuto, un valido aiuto viene anche dalla tavola, attraverso la scelta di alimenti che possono favorire la concentrazione. Tra questi, un’assunzione moderata di caffè rappresenta un alleato per aumentare l’attenzione e migliorare le capacità mnemoniche.

Lo conferma la recentissima Review pubblicata su Practical Neurologyche ha valutato gli effetti del caffè e della caffeina sulle funzioni cerebrali negli adulti e ha concluso che un’assunzione moderata può aumentare la vigilanza e il benessere, aiutare la concentrazione, migliorare il tono dell’umore.

Ma non solo. Oltre a potenziare l’effetto di farmaci analgesici in cefalea e emicrania, il consumo di caffè è stato inoltre associato alla prevenzione del declino cognitivo e alla diminuzione del rischio di sviluppare ictus, malattia di Parkinson e morbo di Alzheimer(1).

La stessa EFSA (European Food Safety Authority)aveva già confermato il ruolo positivo del caffè su attenzione e concentrazione nel 2011, indicando un rapporto di causa-effetto tra una dose di 75 mg di caffeina (circa una tazzina di caffè) e aumento di attenzione(2).

Un ulteriore studio condotto da CapekS.(3)si è basato sull’analisi di un gruppo di studenti dopo l’assunzione di 200 mg di caffeina, per osservare la capacità di ripetere le parole estratte da sei diverse liste, comprendenti ciascuna 15 parole. Le parole di ogni lista erano semanticamente collegate a una parola (legame critico) che non era presente nella lista.

Dall’osservazione si è notato come gli studenti ripetessero un numero maggiore di parole della lista e di legami critici dopo l’assunzione di caffeina, rispetto al solo placebo. La caffeina sembra, quindi, intensificare la connessione tra le parole della lista e i legami critici, aumentando sia la memoria vera (i partecipanti memorizzavano e ripetevano solo le parole della lista) sia la memoria falsa (i partecipanti citavano parole che non erano nella lista originale, ma che erano collegate alle parole della lista attraverso i legami critici).

Abstract di ulteriori studi sugli effetti positivi della caffeina sulle performance cognitive e sulla memoria sono disponibili sul sito dell’Institute for Scientific information on Coffee(ISIC) al linkwww.coffeeandhealth.org.