“La guerra dei like” di Alessia Cruciani

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È stato presentato al pubblico in occasione della 2° Giornata Nazionale contro il Bullismo ed il Cyberbullismo, è l’ultimo lavoro letterario della scrittrice e giornalista Alessia Cruciani, si intitola “La guerra dei like”, è edito da “Il battello a vapore” e racconta due casi paralleli di bullismo e cyberbullismo nelle classi terze di una scuola secondaria di primo grado.

L’idea di questo romanzo è nata da una considerazione sullo smartphone. È un oggetto fantastico, permette a tutti noi di fare cose impensabili fino a pochi anni fa. Ma lo smartphone è anche un oggetto potente e, se usato male, può trasformarsi addirittura in un’arma letale. Ai ragazzi ormai viene spiegato in mille modi. Ma che barba sentirsi fare i predicozzi dai genitori a casa! Per non parlare di quelli dei professori a scuola… Ci vorrebbe un altro modo per far capire ai giovanissimi come evitare i guai. Un modo efficace ma appassionante allo stesso tempo e, perché no?, magari anche divertente.

Ne “La guerra dei like” un narratore misterioso – sempre presente sulla scena accanto ai protagonisti – racconta le vicende di due amici, Cristiana e Ruggero, 13enni che frequentano la stessa scuola ma non la stessa classe. Lei sogna di fare la ballerina alla Scala, lui è un tifoso scatenato dell’Inter. Lei è molto carina e piace parecchio ai ragazzi (facendo ingelosire le invidiose compagne), lui è bassino, sempre vestito di nero ed è il più bravo della classe (infastidendo quelli con poca voglia di studiare).

È un attimo e Cristiana e Ruggero diventano bersaglio dei bulli che il narratore misterioso non chiama mai con il proprio nome, ma solo con dei nickname che li definiscono correttamente (Divina Faina, Wrestler, Moviola, Never Repper…). Lo stesso trattamento è riservato a genitori e professori (Mamma Ologramma, La Sconnessa, Lo sceriffo, La Bussola…) e ai compagni (Justin Bomber, l’Amica Allergica…).

Quali sono le regole del gioco in questa situazione? Denunciare i bulli chiedendo aiuto agli adulti oppure provare a farsi accettare da chi ti tortura? Fidarsi dei genitori o cercare di diventare più “popolari” a suon di like su Instagram? Lottare cercando una via di scampo o arrendersi scegliendo la soluzione più estrema?

In un mondo in cui i giovanissimi sognano di diventare youtuber, interviene proprio uno di loro per dare una mano. Perché certe prediche si ascoltano più volentieri se fatte dai propri idoli. Basterà l’intervento di Daniele Doesn’t Matter? E a chi appartiene la voce che racconta la storia?

I ragazzi di Mabasta hanno incontrato e conosciuto la bella e brava scrittrice Alessia Cruciani in occasione della presentazione, presso “La città del libro” di Campi Salentina (Le), del precedente libro “Vietato dire non ce la faccio” scritto a quattro mani con la giovane atleta paralimpica Nicole Orlando.

Alessia Cruciani è nata a Roma nel 1971, ha iniziato ad andare a scuola nello stesso giorno in cui ha iniziato a frequentare la scuola di danza e ha smesso di ballare nello stesso anno in cui si è laureata in Lettere. Nel 2003 si è trasferita a Milano per lavorare alla Gazzetta dello Sport come inviata ai GP di Formula 1 e del Motomondiale. Per il Battello a Vapore ha pubblicato, a quattro mani con Luigi Garlando, Un leone su due ruote e, con Nicole Orlando, Vietato dire non ce la faccio.

“Ali di carta” – Nicolas Bonazzi

Nicolas Bonazzi
Nicolas Bonazzi

“Ali di carta” è il titolo del nuovo singolo del cantautore Nicolas Bonazzi, finalista nelle selezioni per Sanremo Giovani, in rotazione radiofonica e disponibile in digital download a partire da oggi venerdì 19 gennaio. Il brano è accompagnato da un video emozionante girato presso lo storico Castello di Thiene con la regia di Iacopo Trezzi, in cui Nicolas torna metaforicamente sui luoghi della sua infanzia.

“Ali di carta”, scritto insieme a Marco Rettani e prodotto da Giancarlo Di Maria con la supervisione del Maestro Celso Valli, è il brano più personale di Nicolas e intimo che il cantautore abbia scritto, in cui racconta qualcosa che mai prima aveva avuto il coraggio di dire:

“da bambino – racconta il cantautore – sono stato toccato da quella pericolosa prepotenza–purtroppo sempre più attuale- che oggi chiamiamo bullismo. Ho scritto questo brano lavorando a fondo su me stesso e sulle mie sensazioni di bambino di allora. un bambino che muove i primi passi nel dorato mondo dell’infanzia e della scuola, con uno zaino carico di ingenue speranze sul mondo e sulle persone. Troppo presto inciampa in una nota stonata: la dura prepotenza di qualche coetaneo. Improvvisamente tutto diventa difficile, il sorriso si spegne, e ogni colore si riduce ad una scala di grigi. Quel bambino si vergogna della propria debolezza, si sente sbagliato, e sogna di volare via su un aereo di carta, lontano dalla cattiveria incomprensibile di chi ha bisogno di ferire per sentirsi più forte. E così si ritrova adulto, trasformato dalla vita, a immaginare di parlare con chi gli ha fatto del male, in cerca di un confronto, di un riscatto, per poterlo perdonare”.

Il Telefono Azzurro, nelle Piazze contro il bullismo

Telefono Azzurro
Telefono Azzurro

Sabato 16 e domenica 17 aprile più di 2300 piazze italiane saranno colorate dai fiori che le volontarie e i volontari di SOS Il Telefono Azzurro Onlus consegneranno a chiunque sosterrà la Campagna “Fiori d’Azzurro”, nata con l’obiettivo di informare sul tema del bullismo.

Sono tanti i giovani che subiscono violenze psicologiche e anche fisiche da parte di coetanei, a scuola, nei luoghi sportivi, di aggregazione e su Internet. Bambini e ragazzi che ogni giorno sono provocati, umiliati, isolati, minacciati e che finiscono per sentirsi soli, terrorizzati e impotenti.

Secondo una recente indagine di SOS Il Telefono Azzurro Onlus e DoxaKids, in Italia 1 adolescente su 5 è vittima fisicamente di bullismo, in quasi l’ 80% dei casi a scuola, mentre 1 su 10 lo subisce online e sui Social Network.

“Il bullismo è un fenomeno che può avere conseguenze drammatiche dal punto di vista psicologico e relazionale e che può spingere alcune vittime a gesti estremi. Basti pensare che il 10% tenta il suicidio e il 30% arriva ad atti di autolesionismo. Solo 1 bambino su 5, però, informa un adulto di esserne vittima – commenta il Professor Ernesto Caffo, Neuropsichiatra infantile e Presidente di SOS Il Telefono Azzurro Onlus – Per questo motivo è fondamentale rompere il silenzio e aiutare chi è vittima di bullismo a superare la vergogna e a capire che solo parlando potrà interrompere la spirale di violenza in cui è coinvolta.

Per combattere il bullismo la migliore strategia è coinvolgere gli studenti – bulli inclusi, visto che possono nascondere aspetti di vulnerabilità – il gruppo classe, gli insegnanti, i genitori, la comunità intera affinché tutti possano accorgersi di quanto accade e rispondere in maniera adeguata e tempestiva.

Solo così le scuole e gli altri contesti aggregativi potranno tornare ad essere percepiti dai ragazzi come luoghi sicuri. Telefono Azzurro è in questi giorni nelle piazze perché sempre più ragazzi possano sentirsi sicuri e ricevere l’aiuto che meritano”.

Attiva da quasi 30 anni sul tema della protezione dell’infanzia e dell’adolescenza, SOS Il Telefono Azzurro Onlus è in prima linea, oggi più che mai, sul tema del bullismo, con numerose campagne di sensibilizzazione, prevenzione ed intervento nelle scuole (anche in collaborazione con il MIUR) e non solo.

Nelle giornate del 16 e 17 aprile, a fronte di una donazione, sarà possibile contribuire al sostegno della linea d’Ascolto 1.96.96, gratuita e attiva 24 ore al giorno 365 giorni l’anno per raccogliere le richieste di bambini, adolescenti e adulti. L’aiuto e il sostegno saranno ricambiati con un fiore.

Aiutaci a fermare il bullismo. Trova la Piazza più vicina a te: chiama il numero verde 800.090.335 o vai su www.nonstiamozitti.azzurro.it