“Because the Night” – mostra fotografica

1988-188-DALLA MORANDI
1988-188-DALLA MORANDI

Dal leggendario concerto di Dalla e Morandi in piazza Santa Croce del 1988 all’indimenticato live di Vasco Rossi allo stadio Franchi, anno 1999. E poi, Tina Turner, Depeche Mode, Paul McCartney, Peter Gabriel, David Byrne, Bruce Springsteen, Bjork, Robbie Williams, Tom Waits, Fabrizio De Andre, Riccardo Cocciante, Adriano Celentano…

I grandi concerti fiorentini degli anni 80/90 rivivono nella terza edizione della mostra fotografica “Because the Night”, da martedì 17 a venerdì 27 luglio 2018 nel Salone Borghini dell’Istituto degli Innocenti, in piazza della Santissima Annunziata, 13 a Firenze.

L’inaugurazione, aperta a tutti, è fissata per martedì 17 luglio alle ore 17, alla presenza di artisti, promoter e addetti ai lavori che contribuirono a quella indimenticabile stagione live.

Si potrà visitare la mostra “Because the Night” dalle ore 10 alle 19, ingresso libero. Per gli spettatori di Musart Festival, l’orario è prolungato fino alle ore 21,30.

Inserita nell’ambito del Musart Festival – che negli stessi giorni porterà sul palco di piazza della Santissima Annunziata Roberto Bolle, Chick Corea, Jethro Tull, Ermal Meta, Baustelle, Francesco De Gregori, Remo Anzovino, Roberto Cacciapaglia e le Orchestre della Toscana, Giovanile Italiana e del Maggio Musicale Fiorentino – l’esposizione propone 50 scatti, gigantografie, poster, video originali e materiali promozionali dell’epoca tratti dagli archivi di New Press Photo.

In primo piano è la musica, ma in molte immagini è facile scorgere veri affiche generazionali, momenti curiosi, il carattere degli artisti, il pathos che aleggia. Tra gli altri, Dalla e Morandi sotto lo sguardo severo di Dante in piazza santa Croce, Fabrizio De André con l’immancabile sigaretta accesa, un giovanissimo e sbarazzino Jovanotti, Toam Waits che entra in scena, megafono alla mano, insieme al pubblico, il pubblico del Boss e quello del Blasco.

.

Patti Smith

 

 

 

Festival di Villa Arconati

26 giugno – 24 luglio 2012

24 luglio 2012, di Elisa Zini –  Un evento il concerto di Patti Smith al Festival di Villa Arconati. Giardini gremiti di gente ad accogliere la regina del punk. In Italia per presentare il nuovo album Bangabelieve or explode Patti si presenta sul palco in jeans e giacca nera con gilè.

Una vera poetessa d’altri tempi che riesce a rievocare un’atmosfera irripetibile, magica. Un’anima ribelle colma di sensibilità ha permesso a Patti Smith di comporre un album dai testi poetici, ispirati a riflessioni sulla nostra società e sul mondo nel quale viviamo. Con Banga Patti regala una piccola perla, preziosa, da custodire con cura. Fuji-san è una canzone rock dedicata al popolo giapponese messo in ginocchio dal disastro nucleare e dal terremoto, This Is The Girl è una ballata melodica in memoria di Amy Winehouse, Nine è una canzone scritta in occasione del compleanno dell’amico Johnny Deep, nato il 9 giugno. Un pensiero particolare al bel Paese: una deliziosa melodia a ricordare il viaggio di Vespucci, un brano dedicato alle opere di San Francesco d’Assisi e un pensiero al Sogno di Costantino di Piero della Francesca.

Più di due ore di concerto seguito in piedi, ballando, da un pubblico che abbraccia diverse generazioni e che ritrova energia dall’incantevole icona degli anni ’70. Un rock pulito, essenziale quello presentato al Festival: batteria, chitarra elettrica e acustica, basso, tastiere. Una Patti Smith in splendida forma con tanta voglia di parlare al suo pubblico che incredulo la stava a guardare. Prima di eseguire il brano dedicato a Amy Winehouse Patty la ricorda così: una grande cantante dalla voce autentica. Il pubblico la applaude, la vorrebbe toccare, abbracciare e spesso la invoca. Lei risponde: “ Tell me, come on tell me!”. Non poteva mancare la bellissima e intramontabile Because the night che fa cantare tutto il pubblico. Al termine dell’esibizione Patti si ferma e guarda l’asta del suo microfono. Chiede l’intervento di un tecnico: c’è un ragno che si arrampica sulla sua ragnatela. “The gost of Jimi Hendrix” sussurra e il pubblico divertito la acclama.

Incantevole quando in mezzo al palco imbraccia la sua chitarra acustica e inizia a suonare una ballata magnetica: atmosfere e sonorità punk, ritmo caldo, cadenzato, come la culla di un bambino. Patti comincia a girare su se stessa, testa bassa, capelli lunghi a delinearle il volto, musica nel cuore. Segue un lungo applauso, lei ringrazia e beve acqua da una bottiglietta di plastica.

A fine concerto si alza una voce dal pubblico a chiedere una canzone. Patti si ferma, allarga le braccia e a cappella canta una strofa del brano richiesto. Il pubblico è entusiasta della sua eroina e le vuole sempre più bene.

Un concerto indimenticabile e tanta voglia che il tempo non passi più.