L’acustica perfetta

Autore: Daria Bignardi

Editore: Mondadori

11 gennaio 2013, di Elisa Zini –  Daria Bignardi, giornalista e scrittrice ferrarese, regala al suo pubblico il suo terzo romanzo d’autore. Esordì con grande successo nel 2009 con “Non vi lascerò orfani” seguito un anno dopo da “Un karma pesante”.

Daria Bignardi narra la storia tra Arno e Sara, due ragazzi che si conoscono da ragazzini e si innamorano. Si lasciano e si ritrovano da adulti. Si sposano, mettono al mondo tre figli e sembrano felici. In una fredda mattina di dicembre, pochi giorni prima di Natale, suona la sveglia e Sara non c’è più. Daria Bignardi racconta questa storia con la voce maschile di Arno facendo affiorare pensieri, domande, sensi di colpa, incredulità, sgomento. Dalle calde e viscerali parole di Arno si ricostruisce a poco a poco la personalità di Sara, mai colta a pieno in tredici anni di matrimonio. Un disagio soffocato quello di Sara mai colto nella sua essenza, nella sua profondità dalla sua famiglia. Un viaggio nel passato, nei ricordi, un’analisi dei dettagli e dei momenti vissuti.

Un puzzle drammatico da ricostruire fino all’ultimo tassello, con gli ultimi pezzi da deporre a mani tremanti, con la recondita paura di svelare ogni mistero. Un raffinato romanzo di formazione che vuole condurre alla verità, quella più profonda, più intima delle persone: una verità che non si conoscerà mai fino in fondo.

La nascita di Eros

Carlo Sini

Edizione AlboVersorio

 20 giugno 2012, di Elisa Zini –  Con “La nascita di Eros” Carlo Sini, docente di Filosofia Teoretica presso l’Università degli Studi di Milano, Accademico dei Lincei e socio dell’Institut Internationale de Philosophie, trasforma una lezione di filosofia in un avvincente racconto. Sini è un grande oratore capace di affascinare il suo pubblico ad ogni incontro. Con una semplicità disarmante trasferisce con eleganza la sua passione per la filosofia a tutti coloro che hanno la fortuna di ascoltarlo.

La nascita di eros” è una favola sulla nascita del Dio dell’Amore e un omaggio a uno dei libri più suggestivi della nostra tradizione culturale: il Simposio di Platone. Platone descrive il fascino delle notti di Atene, nella società patriarcale dell’antica Grecia di 2500 anni fa.

Il Simposio racconta cosa accadde una sera a casa del poeta Agatone durante i festeggiamenti al padrone di casa fresco vincitore dei ludi tragici, le celebri feste tragiche di Atene. Socrate, maestro di Platone, è uno degli invitati. I presenti si confrontano in una celebrazione del Dio Amore. Socrate apparirà a metà simposio e il suo elogio lascerà tutti senza parole. Dalla favola degli Androgeni al dialogo con la sacerdotessa Diotima, Socrate in modo affabile e socievole trasferirà il suo sapere descrivendo Eros come un Demone: non un Dio perché intriso di desiderio, di passione e quindi sempre alla ricerca di qualcosa che non possederà mai completamente. Non mortale perché figlio di Poros e Penia. Poros, figlio di Metis, una delle prime mogli di Zeus e Dea dell’intelligenza, rappresenta l’espediente, la capacità di trovare la strada dove non c’è, l’abilità di aprire una via dove non c’è nessun passaggio. Penia rappresenta la povertà e il bisogno.

Eros è dunque, secondo Socrate, la metafora del filosofo: colui che cerca e desidera la sapienza, perché figlio di Poros e nello stesso tempo incapace di trattenerla, di possederla perché figlio anche di Penia. Il filosofo è per Socrate colui che pur non possedendo mai nulla è alla ricerca di tutto. Il filosofo è colui che trova la via dove la via non c’è, ma poi, inevitabilmente, è destinato a perderla, per ritrovarla di nuovo in una bellissima danza.

Emma: “Mi ero innamorata di una persona che non esiste”

«Era tutto nella mia testa: mi sono innamorata di un’idea che mi ero costruita da sola. Lui non c’entra, lui non è niente».
Il 2012 è stato l’anno di Emma, nel bene e nel male. A Sanremo la vittoria, ad Amici il coinvolgimento, suo malgrado, in un gossip in diretta tv: la storia tra il ballerino Stefano De Martino, all’epoca suo fidanzato, e Belén Rodriguez. «Mi hanno offerto anche un sacco di soldi per parlare, ma non ne ho proprio voluto sapere». E se parla oggi, intervistata da Concita De Gregorio per Vanity Fair, che le dedica la copertina del numero in edicola dal 13 giugno, non lo fa per commentare un tradimento come tanti: «Lui non c’entra, poveretto. Ha fatto una cosa che farebbero milioni di persone, è come gli altri milioni, uguale. Non c’entra nemmeno lei, figuriamoci. È simpatica, è bella, fa i balletti, sta senza mutande: fa bene, è il suo lavoro. Non m’interessa per niente sapere se è tutto orchestrato o se è vero, spero che sia vero ma chissenefrega». Quello di cui Emma vuole parlare è lo sbaglio di avere messo la sua vita nelle mani di uno che alla più classica delle domande tra innamorati – mi ami? – non reagiva da innamorato: «Lui niente, lui non parla, lui c’era e basta». E allora: «Il problema sono io. Ero io. Com’è che mi sono messa a disposizione di uno così, consegnata mani e piedi? Io che dicevo, dopo il tumore (all’utero, operato 5 anni fa, ndr), alle ragazze: il problema nella vita non è un fidanzato stronzo, il problema è vivere, farcela, tenere la testa alta, resistere, andare avanti… Avevo in mente l’idea di una persona che non esiste. Si vede che dovevo passare anche da lì, diventare grande… È stato doloroso, questo mese e mezzo, ma utile. Ho passato dei momenti tremendi. Quelli in cui torni a casa la sera e dici: e ora? Ora per chi stiro, per chi cucino? Ma come è stato possibile, ma sarà stata colpa mia? Cos’è che non ho fatto bene, cosa mi manca? Ero troppo, troppo poco? E poi pensi ma non ha capito niente di me, ma non ho capito niente di lui. Poi un giorno, all’improvviso, è tutto chiaro».
Nell’intervista a Vanity Fair Emma – che il 10 luglio parte con il suo tour estivo – parla anche del rapporto con Maria De Filippi, di un progetto per i terremotati per l’Emilia, e del sogno di maternità dopo il tumore.

I pesci non chiudono gli occhi

Erri De Luca

Edizione Feltrinelli, 2011

Elisa Zini – E’ una poesia l’ultimo lavoro di Erri De Luca, uno degli autori più sensibili e profondi del nostro tempo. Un romanzo scritto in prima persona, nel ricordo di un età trascorsa, quella dei dieci anni, quando per la prima volta si scrive la propria età a due cifre, in un turbine di speranze, desideri, scoperte, voglia di crescere. A parlare è un bambino di città amante del mare che trascorre l’estate sull’Isola, probabilmente Ischia, in compagnia dei pescatori, passando i pomeriggi ad osservarli. Un bambino scalzo, in canottiera bianca e pantaloncini blu che puzza ancora di città. L’estate regala vento, sole e gite in barca con i pescatori.

Sulla spiaggia uno scambio di sguardi e la curiosità nei confronti di una bambina del nord, amante della lettura e divoratrice di libri gialli. Un incontro che farà conoscere l’amore, quello dei grandi, regalando sensazioni di felicità impagabili insieme, inevitabilmente, al primo forte dolore. Frammenti d’infanzia: il permesso di passeggiare per la prima volta, dopo cena, in riva al mare, i soldi spesi per comprare un ghiacciolo, i capelli bagnati asciugati al sole. “A dieci anni si sta dentro un involucro che contiene ogni forma futura. Si guarda fuori da presunti adulti ma stretti in una taglia minima di scarpe”.

Erri De Luca è un autore molto amato, schivo, con gli occhi pieni di passato, colmi di storie vissute che ammalia i lettori con delicata profondità. Con i suoi racconti entra nel cuore in punta di piedi e rompe gli argini: frasi semplici, disarmanti, che fanno riflettere e rimandano al senso profondo delle cose. Pagine dolci e salate traboccanti di colori e profumi: un mare che lascia la salsedine addosso.

Con il nuovo romanzo “I pesci non chiudono gli occhi” Erri De Luca ha l’occasione di rivivere emozioni passate con un sguardo nuovo, quello della maturità, cercando di ricordare gli odori, i colori e i suoni che hanno lasciato un solco nell’anima e nel cuore. La voglia di passare ancora un po’ di tempo con l’amata madre, scomparsa da poco, in compagnia dei ricordi, di quegli attimi trascorsi insieme, trascina Erri De Luca in una nuova avventura letteraria, da leggere in un fiato.