A Gavi grandi chef e degustazioni

forte veduta completa
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Si svolgerà domenica 28 agosto a Gavi in provincia di Alessandria,  dalle ore 15.30, la quarta edizione  “Di Gavi in Gavi”, una manifestazione per degustare il Grande Bianco Piemontese insieme alle prelibatezze del territorio.

L’evento che richiama migliaia di visitatori  tra le Corti, le strade e le piazze della città vedrà la presenza  dello chef  Bruno Barbieri, sette stelle Michelin in carriera, implacabile giudice di Masterchef Italia che a Gavi dovrà giudicare i migliori abbinamenti tra il Gavi e le eccellenze gastronomiche  degli undici comuni che compongono la denominazione del Grande Bianco Piemontese.

Il tema proposto dal Consorzio Tutela del Gavi è “Grandi Chef e Buone Storie piemontesi” e ad officiare’  gli abbinamenti con le  DOP piemontesi saranno altri  4 grandi Chef stellati: Ivano Ricchebono di The Cook ad Arenzano, Federico Gallo della Locanda del Pilone ad Alba, Andrea Ribaldone de Ai due Buoi di Alessandria e Fabrizio Tessedella Locanda di Orta, ognuno titolare di una Stella Michelin si misureranno in due show cooking condotti da Lisa Casali, celebre foodwriter e conduttrice televisiva di trasmissioni gastronomiche.

Ogni Chef interpreterà un inedito abbinamento del Gavi ad una delle DOP selezionate e partner del Progetto: la Robiola di Roccaverano prodotta nelle province di Asti e Alessandria, il Prosciutto Crudo di Cuneo, la Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino in Provincia di Torino, il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese.

“Con questo appuntamento diamo continuità al Progetto “Piemonte, Buone Storie di qualità” che abbiamo avviato con successo alla Palazzina di Caccia di Stupinigi nel maggio scorso in collaborazione con la Regione Piemonte – ha dichiarato Maurizio Montobbio, Presidente del Consorzio Tutela del Gavi– e finalizzato a creare una fattiva collaborazione tra le eccellenze enogastronomiche piemontesi integrando il vino e il cibo con arte, cultura e turismo.”

Il risultato di questi 4 abbinamenti potrà essere degustato da un ristretto numero di visitatori – in tutto  200 – previa prenotazione e fino ad esaurimento posti, scrivendo una mail a blog@consorziogavi.com oppure telefonando al numero 0143.645068 – interno1.

Mentre i 4 Chef saranno impegnati nei rispettivi show cooking alla Corte delle Chiacchere, lo Chef  Bruno Barbieri visiterà le altre Corti (dei Templari del Mondo, dell’Ovada) per scegliere il miglior abbinamento tra il Gavi e i prodotti tipici locali:  gianduiotti e cioccolatini ripieni, canestrelli de.co, baci di dama de.co., corsetti al pesto di maggiorana, ravioli da passeggio, amaretti, testa in cassetta (presidio Slow food), focaccia di patate, salvia, rosmarino, canestrelli integrali, lardo, salame e alcuni prodotti tipici dell’ovadese, territorio ospite del Grande Bianco Piemontese, protagonista in particolare l’Ovada DOCG, una realtà dell’enologia di qualità piemontese che il Consorzio Tutela del Gavi promuove tra le eccellenze del territorio.

Un’altra  novità dell’edizione 2016 de “DI GAVI IN GAVI”  è il Social Contest: utilizzando l’hashtag #storiedelgavi i followers e i fans di Facebook del Consorzio saranno invitati a mandare le proprie immagini  che raccontano e interpretano il territorio del Gavi, come un brindisi con il Gavi, un abbinamento, un’atmosfera, o ‘storie personali’ del Gavi. L’immagine che riceverà  più like sarà premiata con una cena in un ristorante esclusivo di Gavi e una confezione di Gavi DOCG istituzionale

Infine quest’anno per la prima volta, nell’ambito della manifestazione, alcune Cantine del territorio apriranno al pubblico per un ‘dopo evento’,  la domenica sera a partire dalle ore 20.30, organizzando visite, degustazioni e spettacoli in cantina.

 (Carlo Torriani)

Mostra: “Alessandria città delle biciclette”

mostra
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A Palazzo del Monferrato (via San Lorenzo 21 ad Alessandria) dal 14 aprile al 26 giugno  2016 una rassegna espositiva  racconta gli straordinari artigiani che nel corso del ‘900 fecero della bicicletta una vera opera d’arte, i grandi giornalisti che contribuirono alla nascita del giornalismo sportivo (come Eliso Rivera, di Masio, cofondatore della “Gazzetta dello Sport”), i personaggi che lanciarono le due ruote come sport e come veicolo di grande popolarità, fino agli eroi del pedale che ne immortalarono il mito.

Un territorio tutto da pedalare, sulle tracce dei Campionissimi Girardengo e Coppi, e prima ancora Gerbi e Cuniolo,  attraverso percorsi suggestivi, tra pianura e colline Patrimonio Unesco e geomappati con ogni indicazione utile (www.piemontebike.eu) e, al centro, Alessandria, che forse pochi ancora sanno ha avuto un ruolo primario nella promozione delle due ruote, una città che ha una storia affascinante e di grandi primati legati a questo mondo che pedala da oltre un secolo.

Questo territorio, infatti, con le sue strutture, prime tra tutte il Museo dei Campionissimi di Novi Ligure e il compendio di Fausto Coppi a Castellania, con i percorsi cicloturistici di collina e di pianura, con le manifestazioni ciclo-storiche, gli eventi culturali e rievocativi,  può proporsi credibilmente per raccontare la straordinaria storia degli inizi e dell’affermazione dello sport delle due ruote in Piemonte e in Italia.

La mostra unisce la spettacolarità di installazioni multimediali studiate appositamente per l’evento, al carattere storico-scientifico di rivisitazione di un’epoca in cui davvero Alessandria divenne il fulcro del ciclismo nazionale, generatore di passioni e trampolino di lancio di iniziative che hanno contraddistinto la storia del grande ciclismo.

Da Parigi alla “Pista” – Forse non tutti sanno che tra i primi a portare in Italia il velocipede, antenato asimmetrico e certamente più acrobatico della bicicletta, fu l’alessandrino Carlo Michel, cognato della più celebre Madre Teresa, nonché profetico imprenditore della birra, prodotta per decenni con i marchi “Michel” e poi “Alessandria”.

Carlo Michel, destinato a un brillante futuro di imprenditore (fu anche presidente della Camera di Commercio e Arti per circa 30 anni), si innamorò della bicicletta all’Expo di Parigi del 1867 e se ne portò a casa un esemplare prodotto dalla ditta Michaux, aggirandosi a cavallo del mezzo per le strade della città e contribuendo alla sua rapida diffusione.

Nella mostra, esposti anche cimeli rari e unici, come l’ultima bicicletta usata da Fausto Coppi e il  video-documentario “Giovanni Meazzo, ciclista alessandrino”: una video-intervista ad uno tra i più rinomati ciclisti dell’epoca d’oro di Alessandria, realizzata per l’occasione nell’ambito del Progetto “I luoghi della memoria” dell’Istituto Saluzzo-Plana di Alessandria e da Officinema (laboratorio cinematografico per studenti delle Scuole secondarie di II grado della provincia di Alessandria).

Questo e molto altro per la mostra, il cui progetto è stato curato da Giorgio Annone (LineLab), con la collaborazione di Maria Luisa Caffarelli e Rino Tacchella per la realizzazione del catalogo. La ricerca storica è stata curata da Paolo Chilin, Roberto Livraghi, Mimma Caligaris, Michele Carpani e Luciana Rota.

Al catalogo hanno contribuito anche due grandi firme del giornalismo italiano, Marco Pastonesi e Beppe Conti, autori di importanti volumi sulla storia del ciclismo delle origini e i suoi protagonisti.

L’evento si inserisce sia nelle attività programmate dal Comune di Alessandria per un progetto di mobilità eco-sostenibile, sia nelle azioni che la Camera di Commercio e gli enti ad essa collegati nel progetto “Monferrato” stanno sviluppando per accrescere l’attrattività (turistica e non solo) del territorio, tra cui L’ATL Alexala, che coordina il progetto di sviluppo del turismo in bici nella provincia.

 Dal 14 aprile sino al 26 giugno .
Orari: da martedì a venerdì  dalle 16.00 alle 19.00, sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00. Lunedì chiuso –
ingresso libero. Per info : tel. 0131 313400 – 0131 313230 – 0131 313209 e-mail: (info@palazzomonferrato.it . web:  www.palazzomonferrato.it

 

Intervista a Diego Parassole

 

diego parassole

Elisa Zini – Diego Parassole è un comico talentuoso che si è fatto conoscere al grande pubblico grazie a programmi televisivi quali Zelig e Ballarò. Personaggio di spessore Diego, nato ad Alessandria nel 1963 e diplomato presso la scuola Civica d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano. Poliedrico e colto, dopo la maturità si iscrive alla facoltà di medicina veterinaria superando brillantemente 34 esami. La vena artistica è già presente: Diego concilierà brillantemente studio e recitazione. Il trampolino di lancio arriva con l’apparizione televisiva a Zelig Circus, palcoscenico che lo vede imporsi, da subito, al grande pubblico. I personaggi presentati riscuotono un grande successo: dal meccanico Pistolazzi all’italiano che racconta storie di ordinarie ingiustizie quotidiane. Da qui all’impegno civile il passo è breve: Parassole decide di usare le sue doti per comunicare messaggi importanti, capaci di scuotere gli animi della gente con ironia e tanto divertimento.

Diego, come ti sei avvicinato a temi importanti come l’acqua e la tutela dell’ambiente?

L’amore per la vita passa attraverso la cura dell’ambiente, o no? Mi ha colpito un’ insegna scritta in un distributore automatico di acque minerali al Teatro della Cooperativa di Milano: se volete proprio l’acqua in bottiglia la trovate qui ma è meglio se bevete l’acqua del rubinetto. Ho avuto una folgorazione! Ho subito chiesto il perché di quella scelta e ho scoperto che il tema dell’acqua era molto più complesso di quel che avevo sempre creduto. Ho studiato, mi sono documentato, ho conosciuto esperti e associazioni e mi son detto: perché non portare questi temi all’attenzione delle persone in modo divertente, semplice e allegro? Magari si rifletterà tutti insieme! E così è nato il mio spettacolo teatrale “I CONSUMISTI MANGIANO I BAMBINI”.

L’esordio è stato al Teatro della Cooperativa, a Milano, proprio nel luogo della tua ispirazione?

Si, ma i temi vicini all’ambiente come fanno a non riguardarci tutti? Noi beviamo, mangiamo e respiriamo tutti i giorni? E allora meglio farlo al meglio! Io bevevo molta acqua in bottiglia. Mi sono sentito un pirla, con tutta quella plastica in giro da smaltire, e poi scopro che l’acqua del rubinetto è più controllata e più sicura, perché sottoposta ad analisi chimiche ogni giorno! Non potevano dirmelo prima? Inoltre la plastica non è il contenitore ideale per l’acqua: luce e calore possono rilasciare sostanze tossiche, monomeri derivanti dal petrolio, e accumularsi nell’acqua che poi beviamo. Mi sono sentito in dovere di cambiare e sono cambiato. Ho studiato e mi sono informato. Ho letto diversi libri sul tema, da quelli di Luca Martinelli di Altraeconomia, molto interessante il libro “Imbrocchiamola! Dalle minerali al rubinetto, piccola guida al consumo critico dell’acqua”, a quelli di Giuseppe Altamore, scrittore di molti libri sull’argomento che ha addirittura un sito tutto dedicato all’acqua. Un libro molto interessante, che consiglio a tutti, di Giuseppe Altamore è “Qualcuno vuol darcela a bere. Acqua minerale, uno scandalo sommerso”. Solo un anno dopo è uscito un nuovo libro “Acqua S.p.A. Dall’oro nero all’oro blu”. L’informazione che abbiamo non sempre è sufficiente. Alcuni libri sono in grado di stimolare in noi riflessioni importanti, necessarie. Un altro testo molto bello, sempre di Giuseppe Altamore è “I padroni delle notizie. Come la pubblicità occulta uccide l’informazione”. Credo sia importante divulgare queste considerazioni perchè è difficile che questi temi siano trattati dai poteri forti: ci sono molti interessi in gioco. Per questo ho deciso di dar loro una voce. Poco alla volta da piccoli cambiamenti, tutti insieme, si possono modificare in meglio tante cose.

C’è un altro spettacolo che presenti al pubblico con grande successo, vero?

“CHE BIO CE LA MANDI BUONA” è il mio primo spettacolo, offerto al pubblico, su temi a tutela dell’ambiente: cerco di riflettere sui nostri stili di vita, a volte molto stupidi e infelici in modo divertente e non noioso. Nel mio spettacolo parlo di privatizzazione dell’acqua e di nucleare e riesco anche a far ridere! Il modo migliore per stare insieme alla gente. Lo sviluppo delle energie alternative, ne sono convinto, è l’investimento per un futuro migliore, ecosostenibile e rispettoso di ogni forma di vita sulla terra.

Tu sei contrario al ritorno del nucleare in Italia?

Io sono contro al nucleare come scelta energetica da perpetuare. Ammiro la Germania che in questi giorni ha deciso di abbandonare definitivamente il nucleare, così pericoloso, puntano sulle energie pulite. Fukuscima fa tremare le vene ai polsi e l’informazione, al servizio del potere politico, non informa più i cittadini sul disastro che è ancora in atto. Ma lo sapete che l’uranio-238 ha un tempo di dimezzamento di circa 4,56 miliardi di anni? Significa che tra 4,56 miliardi di anni mi ritrovo ancora la metà dell’uranio iniziale (da 1 Kg ne rimarrà ½ Kg). Il Plutonio è ancora più pericoloso. Ma non ce lo togliamo più dai piedi! E dalle scarpe! Ho letto tanto, leggo spesso, mi sono documentato e anche coloro che sostengono il nucleare come fonte di approvvigionamento di energia, non hanno minimamente risolto il problema delle scorie radioattive. Una soluzione non c’è! Anche Chernobyl oggi non è sicura. Qui siamo alla negazione dell’evidenza! Le scorie, a 25 anni dal disastro che ha sconvolto l’Europa, hanno continuato incessantemente ad emettere energia e adesso il sarcofago che ricopriva la centrale si è crepato. Bisogna rifarne uno che costa molti soldi e siamo già in ritardo! Sono bombe nucleari con cui l’uomo non ha il diritto di “giocare”. E poi ogni centrale nucleare una certa dose di radiazioni le “spara” anche quando tutto sembra funzionare bene ed essere sotto controllo. Per me, mia moglie e i miei figli non voglio niente di tutto questo! Possiamo essere migliori, possiamo consumare meno e meglio: è l’unica strada possibile. Sai cosa dice Grillo? Nessuna assicurazione al mondo assicurerebbe una centrale nucleare, ci sarà una ragione! Gli incidenti saranno anche “Sfighe Cosmiche” ma non si può giocare così con la vita di migliaia di persone.

Cosa dicevi in merito a quei pallini rossi degli elettrodomestici in stand-by?

Dicevo che a volte mi tocca pensare: ma se tutti spegnessimo i nostri apparecchi, senza lasciare televisori, videoregistratori o dispositivi elettronici in stand-by, in un anno si risparmierebbe l’energia prodotta da due centrali nucleari. Ma ha senso? Per non spegnere la luce rossa? Ma alzati dal divano e spegnila sta luce! Che poi si inventano, tanto per sprecare energia, gli elettrostimolatori: fare ginnastica passiva senza fatica. Ma non puoi fare le scale? Non è più salutare?

Come definiresti il tuo modo, intelligente e riuscitissimo, di fare spettacolo?

Un’arma di difesa dalla cattiva informazione. Ma ti sei accorta del linguaggio incomprensibile che adottano per spiegare i referendum? Due lauree non bastano e ci stanno portando via l’acqua da bere! Non parliamo del nucleare, 12 centrali in Italia, al posto della legna nel camino! Mia moglie ha una laurea in bioarchitettura e sta costruendo la nostra casa con pannelli solari dappertutto, doppi vetri, riscaldamento geotermico: si può vivere e consumare in un altro modo! Si può sprecare meno di quello che facciamo senza grossi sacrifici, basta iniziare e provarci. Poco, tutti insieme, possiamo raggiungere enormi risultati, ma questo i poteri forti non ce lo diranno mai, perché più energia facciamo noi con i nostri pannelli solari sul tetto di casa, meno ne hanno loro da venderci a caro prezzo. Dobbiamo guardare e prendere ad esempio i Paesi che queste cose le hanno già capite, dalla Danimarca alla Svezia, alla Germania.