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mercoledì, Ottobre 28, 2026

Lorenzo Monguzzi

Lorenzo Monguzzi e Stefano Vergani band

Cosa significa “Canzoni che balzano attraverso i secoli”  e quali sono ?

Il bellissimo titolo di questo altrettanto bello spettacolo l’ho preso da questa poesia:

Belve che balzano attraverso i secoli 

di Charles Bukowski 

Van Gogh che scrive al fratello mandami dei colori 

Hemingway che prova il fucile da caccia 

Coline medico fallito 

l’impossibilita’ di essere umani 

Villon bandito da Parigi perche’ e’ un ladro 

Faulkner sbronzo nelle fogne della sua citta’ 

l’impossibilita’ di essere umani 

Burroughs che ammazza la moglie con la pistola 

Mailer che la accoltella 

l’impossibilità di essere umani 

Maupassant impazzito mentre fa canottaggio 

Dostoevskij messo al muro per la fucilazione 

Crane gettato dalla poppa di un battello addosso all’elica 

l’impossibilita’

Sylvia con la testa dentro al forno come una patata arrosto 

Harry Crosby che salta dentro il Sele Nero 

Lorca assassinato per la strada dalla milizia spagnola 

l’impossibilita’ 

Artaud seduto sulla panchina di un manicomio 

Chatterton che beve veleno per topi 

Shakespeare scopiazza 

Beethoven con un cornetto acustico nell’orecchio 

l’impossibilita’ l’impossibilita’

Nietzsche completamente pazzo 

l’impossibilità di essere umani 

troppo umani 

questo respiro 

dentro e fuori 

fuori e dentro 

questi degenerati 

questi vigliacchi 

questi campioni 

cagnacci matti della gloria 

spostano questa briciolina di luce verso di 

noi 

nel modo piu’ impossibile.

Ecco, mi sembra di poter dire che anche alcune canzoni, belle, brutte, edificanti, sporche, divertenti o irritanti che siano, hanno la capacita’ di “spostare questa briciolina di luce verso di noi”.   In compagnia di un manipolo di amici musicisti siamo percio’ partiti alla ricerca di questi esemplari e ne abbiamo trovati parecchi in epoche e stili anche molto lontani tra loro. 

Qualche vecchissima canzone di prima che scoppiasse la guerra, qualche pezzo beat degli anni ’60, qualche ballata di cantautori piu’ o meno conosciuti, e anche qualche pezzo in dialetto, quelli che si cantavano in osteria…perche’ anche il dialetto, se non viene usato per creare muri, e’ una lingua che balza attraverso i secoli.

Partecipare alla festa democratica, significa ancora farsi conoscere o e’ piu’ un suonare tra e con amici ?

Suonare alla festa di Osnago e’ una di quelle occasioni che io chiamo “tornare a casa”; perche’ l’hai gia’ fatto tante, tante volte, perche’ sai gia’ le sensazioni, gli odori e il paesaggio che troverai, e perche’ sai gia’ che ti fara’ stare bene, molto bene. 

A voi il compito di aprire il Festival. E’ un piacere o una responsabilita’ ? 

Mah, direi che non fa molta differenza, prima o dopo….basta che si suoni. Speriamo di regalare un buon rientro dalle vacanze a chi partecipera’.   

Intervista a cura di Davide Falco

Davide_Falco
Davide Falco

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