Si svolgerà venerdì 6 luglio la cerimonia di intitolazione delle struttura che collega il Parco di Via Rimembranze a quello di via Cavour alla memoria del cooperante italiano ucciso barbaramente lo scorso anno a Gaza.
Era il 15 aprile del 2011 quando un commando di Hamas trovo il corpo senza vita di Vittorio Arrigoni, in una casa abbandonata di Gaza City. Ad uccidere l’attivista italiano di 36 anni, a Gaza dal 2008 per conto dell’organizzazione non governativa International Solidarity Movement, furono gli esponenti del gruppo salafita al-Tahwir al-Jihad, qualche ora prima dello scadere dell’ultimatum rivolto ad Hamas per scarcerare i suoi leader in cambio del rilascio di Arrigoni.
Ora Novate Milanese ricorda il cooperante italiano con una targa in sua memoria e con l’intitolazione del ponte pedonale di via Brodolini che collega il parco di via Rimembranze con quello del Centro Polì di via Cavour.
Venerdì 6 luglio alle ore 18 alla presenza del Sindaco Lorenzo Guzzeloni, la madre di Vittorio Arrigoni, Egidia ex Sindaco di Bulciago, percorrerà a piedi il tragitto da Piazza Martiri della Libertà sino al ponte pedonale dove sarà apposta la targa ricordo.
“Si tratta di un gesto che intende ricordare un uomo – commenta il Sindaco Guzzeloni – che si è speso per aiutare concretamente le popolazioni civili loro malgrado coinvolte in conflitti e scontri interetnici. Abbiamo ritenuto fosse importante sottolineare la vicinanza della città di Novate a tutti i volontari italiani, e sono tanti, che operano nel mondo a favore di chi soffre a causa di guerre, conflitti e discriminazioni. Un “esercito” di persone che antepongono il bene altrui al loro e che purtroppo a volte diventano loro stessi perseguitati e vittime”.
Vittorio Arrigoni era nato a Besana Brianza il 4 febbraio 1985. Dopo il diploma di ragioneria, aveva iniziato a dedicarsi all’aiuto umanitario. Vik, così era soprannominato, aveva avuto esperienza di attivismo solidale nell’ex Jugoslavia, in Europa dell’Est e Sud America, lavorando alla riqualificazione di strutture per malati e disabili. In Africa aveva lavorato per ONG attive nella costruzione di centri sanitari e di socialità.
Dal 2003 faceva parte dell’organizzazione International Solidarity Movement schierandosi apertamente a favore della causa palestinese. Molto attivo nella comunicazione Arrigoni è stato reporter per il quotidiano Il manifesto, per PeaceReporter, per Rai Radio2, Radio Popolare per l’agenzia stampa InfoPal. Ha pubblicato nel 2009 il libro “Restiamo umani”, raccolta dei propri reportage da Gaza.
La sera del 14 aprile 2011 venne rapito a Gaza, da un gruppo terrorista afferente all’area jihadista salafita. In un video, immediatamente postato su YouTube, i rapitori mostravano Arrigoni bendato e legato, e lo accusavano di trovarsi a Gaza “per diffondere la corruzione”. Per la sua liberazione veniva richiesta la scarcerazione di alcuni militanti jihadisti, detenuti nelle carceri palestinesi. I suoi rapitori lo uccisero per impiccagione prima della scadenza dell’ultimatum e il suo corpo senza vita venne ritrovato dalle Brigate Ezzedin al-Qassam nel corso di un blitz in un’abitazione di Gaza.




